Diciamolo subito. Le parole British e Fashion abbinate insieme fanno lo stesso effetto che farebbe l’accoppiamento di - che ne so - le sardine con la panna, ad esempio.
Puntuali sì. Precisi pure. Ma trovare un British vestito bene è più difficile di trovare una donna che dorma struccata in una puntata di Un Posto al Sole. Ma non corriamo subito ad accusare gli inglesi di mancanza di senso estetico. Agli inglesi non manca il gusto: agli inglesi, e soprattutto alle inglesi, quel che manca sono i complessi.
Se a una donna inglese piace un vestito, semplicemente se lo compra. E chi se ne frega se il suo sedere circumnaviga l’emisfero e il tubino è stretto. O se il modello che vuole ha le maniche corte e la pelle delle sue braccia pende come uno pneumatico sgonfio. E perché mai rinunciare all’abitino a vita stretta solo perché al posto delle maniglie dell’amore ci si ritrova un’intera pila di ciambelle? Le donne inglesi sembrano avere molto chiaro che si vive una volta sola e - che cavolo! - meglio farlo con l’abito che ti piace.
Poi per carità, anche loro hanno delle regole, se pur minime. Ad esempio, nelle grandi occasioni la norma è coprire molto la testa e pochissimo il resto. Tessuti che farebbero bene a utilizzare per nascondere certe cosce diametro palma ottuagenaria vengono purtroppo impiegati in costruzioni di cappelli simil-Guggenheim che costano e pesano quanto un motorino.
Al lavoro, invece, le regole prevedono di indossare sempre e solo camice viola, abiti in tessuto altamente infiammabile e scarpe così “presenti” da far sembrare quelle di Frankenstein delle semplici ballerine. Se vi trasferite a lavorare in Inghilterra sappiate che avrete delle responsabilità verso tutto l’organigramma. Dai colleghi italiani ci si aspetta che siano sempre vestiti very bellissimo e l’italian style segna il look di tutti gli impiegati. Se voi, per esempio, un giorno arriverete senza un bottone, il giorno dopo tutti vostri colleghi ne avranno strappato uno dalle loro camicie per emulazione.
E se tutti noi, una volta a casa, amiamo rilassarci dentro vestiti un po’ più comodi, nella sua home sweet home l’inglese porta il concetto di rilassatezza a livelli superiori, fateci caso. Se non volete mandare il vostro vicinato in tilt, scegliete un maglione per stare in casa e riempitelo di buchi. Poi prendete delle ciabatte vecchie e fateci giocare un Bulldog per mezz’ora. Nella lovely Britain perfino i lords, i nobili e i magistrati sfoggiano con nonchalance magliette bucate come un groviera e ciabatte cabriolet dall’alluce scapottato. Come dire, io sono un gentleman e lo sciattume non mi tocca.
A proposito di gentleman, bisogna riconoscere che certi sarti londinesi (soprattutto nella via Savile Row) rimangono i migliori al mondo. Se riuscite a prendere appuntamento in questi bunker vi verranno prese tutte le misure, dal punto vita al corredo genetico. Poi verrete schedati come dal dentista e da quel giorno ogni volta che ritornerete dovrete scegliere soltanto il tessuto. Il presupposto che le tue misure restino sempre le stesse fa di questo metodo un sistema altamente maschilista (il punto vita delle donne si sa, fluttua più dell’euro in funzione di pizze, verdure cotte o gravidanze) e ad ogni modo destinato al fallimento (anche gli uomini arrivati a una certa età scoprono che le pinte di birra tendono ad affezionarsi al loro ombelico). Eccovi il motivo per cui di uomini vestiti con questi abiti pazzeschi non se ne vedono in giro.
Bisognerebbe imparare da questi British. Così ignari del “cosa dirà la gente”, così pratici in tutte le loro scelte. Certo, a tutto c’è un limite (chi vi scrive una mattina ha incontrato la vicina in pigiama di flanella e ciabatte di Winnie Pooh all’edicola sotto casa) e mi saprete dire voi se a questi inglesi mancano limitazioni sociali o manca uno specchio in bagno. Personalmente preferisco mille volte la pantofola consumata a quelle assurde orecchie da coniglio che vuole la moda di quest’anno. Am I right?
[Se volete sapere come fanno le donne qui a Londra a cambiare di continuo il guardaroba, nonostante la crisi, leggete qui]
































Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Mia cara sono “totalmente” in sintonia con te.
Quando infatti dissi che ad A. le inglesi avrebbero dovuto limitarsi nella foggia dei cappelli e indossare le mutande le inglesi hanno fatto puntualmente solamente quello che a loro piaceva di più.
E.
AHah…bello il post e anche il primo commento!
:D
E’ appunto per tutte quelle cose che hai elencate che io adoro gli Inglesi. Noi Mediterranei siamo troppo legati al look e al “qu’en-dira-t-on” (”what people say”). Loro invece se ne fregano e sono probabilmente più felici di noi a quel livello.
Comunque li’, pure il cockney puo’ nascere con la classe (il mio amore David Bowie ne è un ottimo esempio)
deve essere una delle possibili declinazioni del concetto di understatement….
la cosa che non smette di sorprendermi delle inglesi è lo stoicismo con cui anche sottozero portano i sandali senza calze.
E’ vero Anne!!! Ma come fanno? Me lo sono sempre domandata.
Qualche anno fa, mi trovavo a Londra nel periodo di pasqua, le foto dimostrano come “noi” fossimo chiaramente a nostro agio con canotta della salute, maglietta maniche lunghe, maglioncino di filo e giubottino in eco pelle,”loro”, invece, sfoggiavano infradito e canotta (no salute) ma anche meno…
o.O
non c’è bisogno di andare a londra.
qui ci sono alcune studentesse erasmus che girano praticamente scalze a dicembre :D!!!
e anche senza mutande..
giuro
Per la completezza dell’informazione si prega di fornire indirizzi e numeri di telefono delle citate studentesse inglesi.
Grazie
>e anche senza mutande..
giuro
questo anche alcune italiane.
giuro pure io (e anche qualche mio collega ;D)…..
p.s. mr. kalz si ricomponga……
@Anne, se ti metti anche tu tra le sacerdotesse del politically correct che vanno per la maggiore in questo blog dimmelo chiaro e tondo. A quel punto saprò che è arrivata l’ora delle decisioni irrevocabili
Ma quali sacerdotesse e sacerdotesse del politically correct.
Che si mettano le mutande che con queste passere all’aria non se ne puo’ piu’.
@ kalz
c’è luogo e luogo e intimo e intimo……
p.s. e d’estate ci sono pure professori in bermuda e flip flop. in maggioranza guarda caso lettori di inglese.
ah, le faccine erano sottintese.
non credevo ce ne fosse bisogno….