Grazia Perché non puoi aspettare

Io, Sarkò e gli ALIENI che credono ancora alla felicità

Il presidente francese, con l’aiuto di 25 economisti di fama internazionale, ha fatto all’Europa una proposta davvero rivoluzionaria: stop all’uso del Pil, il prodotto interno lordo, come parametro per misurare il benessere di un Paese. Quello che conta è la qualità della vita. E la felicità.

In redazione i soliti spiritosi sostengono che, con me, quella parola è magica: chiunque la utilizzi nel propormi un pezzo sa che avrà maggiori possibilità che venga approvato… E’ un’esagerazione, una gag che mi diverte e che quindi alimento. Però è vero che la felicità è un concetto che mi piace, mi interessa, mi coinvolge e sono convinta piaccia e coinvolga un sacco di gente.

In realtà io penso che dovrebbe interessare tutti, perché ragionarne e adoperarsi per conquistarla, sia individualmente che collettivamente, è giusto e sano. Immaginate quindi la mia soddisfazione quando ho letto che un politico, così pragmatico e razionale come Sarkozy, e il suo pool di “scienziati” hanno scritto, nero su bianco in un dossier, che i soli criteri economici non sono sufficienti a valutare il benessere di un Paese, perché la mitica “crescita”, quella sancita dai numeri, non garantisce automaticamente una vita migliore per le persone che abitano in quel Paese.

Detto in parole semplici, significa che produrre tanto non necessariamente rende la gente più felice e questo è il vero obiettivo di ogni Stato.

Quindi la loro proposta è che nel bilancio statale, accanto ai dati strettamente economici, al famoso Pil, entrino altri elementi, che vanno considerati “ricchezza”. Stiamo parlando di qualità della vita, cioè di tutte le condizioni materiali del quotidiano, la sanità, l’educazione, il tempo libero (diciamoci la verità, oggi vale come l’oro, un vero lusso…), l’ambiente, la sicurezza. Se la proposta dovesse passare, non ho idea di come l’Italia si collocherebbe tra i “colleghi” europei, ma, pur con tutta la buona volontà, faccio fatica a essere ottimista.

Penso solo alle lungaggini burocratiche del nostro Paese, o alle carenze croniche dei nostri servizi pubblici, e in generale alla scarsa attenzione per i problemi di donne e famiglie. Va be’, è inutile piangersi addosso, si può sempre cambiare, no? Basterebbe riconcentrarsi sulle cose che contano davvero, invece che sprecare tempo ed energie nel gioco (che, non so perché, piace tanto agli uomini, dev’essere un retaggio ancestrale) del “tutti contro tutti”.

Lo so, lo so, rischio la banalità, la semplificazione e l’accusa di mentalità da massaia (che considero un complimento), ma non basterebbe ragionare e comportarsi come si fa in famiglia, dove lavorare e guadagnare è un mezzo, non un fine?

Il fine è vivere bene, sereni, di più: felici.

Certo non sarà facile applicarlo alla famiglia Italia… Io, comunque, continuo la mia personale ricerca sulla felicità, incurante delle battute (della mia redazione) e dei cinismi (per lo più di mio marito).

L’altra sera, per esempio, stavo guardando un film, quando, non so neanche io perché, improvvisamente mi sono girata verso di lui e gli ho detto: «Secondo te, perché si vive?». Lui mi ha guardato allibito come si guarda un alieno e io ho concluso, soddisfatta della mia intuizione: «Io non ho dubbi: si vive per amare ed essere amati». E di fronte al silenzio imbarazzato e un po’ disapprovante di lui, ho insistito: «Perché, secondo te, invece..?».

«Si vive per vivere…», mi ha liquidata lui, mentre riprendeva a fare zapping con il telecomando. E se mi trasferissi a Parigi?

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commenti

Ci sono 33 commenti
per "Io, Sarkò e gli ALIENI che credono ancora alla felicità"
  1. Ah Vera, come siete cattolici oggi, tu e Nicholas.

  2. riguardo al “visto da lui visto da lei”.
    lezione di filosofia n anni fa.
    il professore, maschio of course, sostiene con sicurezza che la questione metafisica fondamentale è “perché c’è l’essere invece che il nulla”.
    al che la studentessa petulante replica se, appurato che l’essere, la vita ci sono, non sia più importante stabilire che cosa sono.
    risposta:“beh, questo è un punto di vista squisitamente femminile” ;D…..

    p.s. quanto a Vera credo abbia più a che fare con l’essere un Cancro se non ricordo male piuttosto che cattolica….

  3. Mah… a me l’idea di Sarko ricorda certe massaie col grembiule in vita che dicono “a me basta ci sia la salute…”
    Ecco a me no. E’ essenziale certo, ma non è tutto, e se fosse il nostro premier a lanciare un’idea simile mi sentirei già sull’orlo del baratro (economico).

  4. Io penso che spesso ciò che parte dall’alto - in questo caso un Presidente della Repubblica - sia lo specchio di ciò che accade già nella vita reale. Non stento a credere che i francesi sappiano vivere e godersi la vita e mi sorge spontaneo chiedermi quanto, in particolare nel nord Italia - leggi Milano che è una sorta di grande ufficio - siamo in grado di fare altrettanto. Penso a un’ex collega che faceva la segretaria di un rettore. Ricordo che spesso arrivava stanca il giorno dopo in università perché la sera prima “aveva lavorato” fino alle 22. Pensavo che dovesse smaltire chili e chili di carta burocratizzata e invece scoprivo quasi sempre che la poveretta rimaneva in ufficio perchè il rettore era in riunione e aveva bisogno del taxi per tornare a casa. Certo fa un certo senso pensare che colui che gestisce un’università non sia in grado di digitare sei numeri di cui due sono il prefisso per Milano, ma è più significativo a mio avviso il masochismo della ex collega. A casa, come malignava qualcuno, non c’era nessuno ad aspettarla, ma vuoi mettere, anche se non hai una vita sociale degna di questo nome, come sia meglio arrivare più riposate in ufficio il giorno dopo solo perché hai dormito di più? Per non parlare poi del mito delle riunioni fiume (come questo mio commento, scusatemi). Chissà perché iniziano sempre alle 6 di sera. Ah sì, perché chi le indice ha sempre qualcosa - sempre sempre - di più importante da fare durante il giorno: parrucchiere o shopping per le donne - stiamo parlando di manager e quadri, Dio quante ne ho viste - o commenti su partite tette e culi per gli ometti - Dio quanti ne ho sentiti alla macchinetta del caffé -. E se solo fai notare con il tuo lavoro che hai finito alle 6, che questo è possibile e che scalpiti per tornare a casa perché quella è la vita vera, beh non vi dico come vieni guardata. Però ho visto anche che ci sono dei capi che a casa vogliono tornare e per questo forgiano l’orario di lavoro degli altri a loro immagine e somiglianza. Lì ho tirato un sospiro di sollievo e ammirazione per il coraggio di andare controcorrente. Questi sono solo pochi esempi per spiegare che se vogliamo che il nostro Governo faccia qualcosa di simile, forse dovremmo noi per primi sottrarci a determinate logiche.

  5. Io i figli li affiderei tutti ai padri… poi vedi quanti alle 17:00 cominciano a fare cartella.

  6. Io personalmente resto allibito di fronte alla domanda: perché si vive? Nessuno si accorge che non vivo più da mesi, magari mia moglie me lo chiedesse dal divano… Ma è troppo concentrata sui figli, la carriera e la sua di felicità (che, non capisco perché mi prevede ancora, salvo farsi vedere perfetta con amici e parenti, che siamo il mulino bianco) per accorgersi che accanto ha uno zombie incapace di dirle che è morto. Io devo tornare a casa presto la sera, sennò sospetti su sospetti, ma non ci tornerei mai. Le riunioni alle 6 di sera sono una manna per me. Tanto poi so che sono chiuso in casa, esco solo con la famiglia, o con amici di famiglia, sempre scortato e guardato a vista. Buffo, no? Così sorvegliato che nessuno si è reso conto che sono morto.

  7. Manolo ma tu devi avere delle doti nascoste….
    mmmmm tu mi fai fare dei pensieri davvero perversi…
    Dillo sei una real sex machine.

  8. Recentemente ho scoperto questo emozionante discorso di Bob Kennedy.
    C’è tutto dentro.
    http://www.youtube.com/watch?v=SYytKvPJf44
    -
    è un bel po’ che si sente parlare di Bil e di decrescita felice.
    -
    p.s. Manolo, quando ti leggo capisco perchè l’altra ti ha lasciato.
    La tua è una passività disarmante…evidentemente ci sono donne a cui basta anche un uomo-ameba.
    Non nutrire speranze di avere un calcio nel sedere…
    magari se ne sono accorti che sei uno zombie, ma vai bene così.
    Ma a te sta bene?
    (scusa la durezza nelle parole, ma il crogiolarsi nel vittimismo non lo sopporto più).
    -
    buonaserata:)

  9. @ manolo
    la porta è aperta, basta alzarsi dal divano, mettere la mano sulla maniglia ed uscire.
    e accettare le conseguenze e le responsabilità.
    ma ci vuole il coraggio per farlo.
    leggi il post di facci di questa settimana. credo ti riguardi…..

  10. Perché la ricerca della felicità è da cattolici? Capisco il senso del peccato, ma la felicità… Comunque il tema continua ad appassionarmi. Il New York Time magazine ha appena pubblicato una mega inchiesta che dimostra che le donne sono abbastanza infelici. Ragazze, non ci siamo…

  11. Bonsoir Vera… Ma pensi che i politici si preoccupano davvero della nostra felicità mentre prendono delle decisioni economiche che ci fanno uscire ogni giorno i kleenex?
    Io da quando ho capito che la felicità è legata a delle piccolissime cose e che non si deve essere golosa con lei, mi sento strafelice e credo il lei :) Comunque, la felicità è una cosa molto “subjective” (una cosa che mi rende felice puo’ essere insipida a qualcun’altro e viceversa).
    Pure in italiano si dice che “l’imbécile est heureux”?

  12. Veramente l’accenno ai cattolici era in relazione all’amare e all’essere amati.
    La felicità é un prodotto.
    Infatti é cosa da americani che l’hanno anche costituzionalizzata.

  13. Vera, mi piaciuta la risposta di tuo marito.

  14. >La felicità é un prodotto.
    Infatti é cosa da americani che l’hanno anche costituzionalizzata.
    -
    Minna, se ti riferivi alla Pursuit of Happiness, è nella Dichiarazione d’indipendenza, e non nella Costituzione Federale.
    E l’errore nella fonte non è nemmeno la minnchiata principale.

  15. Questa poesia (”Le Bonheur”) per te, carissima Minna…
    —-
    Le bonheur est dans le pré. Cours-y vite, cours-y vite. Le bonheur est dans le pré. Cours-y vite. Il va filer.
    Si tu veux le rattraper, cours-y vite, cours-y vite. Si tu veux le rattraper, cours-y vite. Il va filer.
    Dans l’ache et le serpolet, cours-y vite, cours-y vite. Dans l’ache et le serpolet, cours-y vite. Il va filer.
    Sur les cornes du bélier, cours-y vite, cours-y vite. Sur les cornes du bélier, cours-y vite. Il va filer.
    Sur le flot du sourcelet, cours-y vite, cours-y vite. Sur le flot du sourcelet, cours-y vite. Il va filer.
    De pommier en cerisier, cours-y vite, cours-y vite. De pommier en cerisier, cours-y vite. Il va filer.
    Saute par-dessus la haie, cours-y vite, cours-y vite. Saute par-dessus la haie, cours-y vite. Il a filé!

  16. Hy non ho mica capito il discorso della minchiata.

  17. Dicesi “minnchiata” uno speech qualunquista e vagamente demagogico, a firma di minna, che svilisce uno dei documenti più importanti della storia dell’umanità, riducendo la proclamazione dei diritti fondamentali a “prodotto”.
    Ognuno ha i suoi testi sacri, minna, capisc’ammé.

  18. Ammo’ tocca che leggi meglio il soggetto non e’ mica “il documento più importante della storia dell’umanità” ma la felicità.
    Abbassa sta cazzima.

  19. Minna e hy, potreste abbassare i toni? Con voi due che urlate non riesco a sentire quello che scrivo.

  20. @ gaia
    se ti assordano minna e hy oggi aspetta di vederci tutti in piena forma.
    non reduci dalle vacanze, nel cuore di un inverno magari buio e tempestoso, vagamente incazzati con il mondo e poi con qualcuno in particolare…..

    p.s. non dirmi che francesco nel passaggio di consegne non ti ha lasciato un manuale per l’usocon brevi schede descrittive che sicuramente pagheremmo per leggere ;D!

  21. Gaia scusa ma tu sei l’addetto al traffico?
    Non lo sapevo.

  22. Esatto Anne, ho un fascicolo top secret per ognuna di voi come nei film polizieschi. Minna, se può interessarti, il tuo è alto come l’enciclopedia britannica. ; )*

  23. tanto per scaldare un po’ gli animi è più alto quello di minna o quello di guy ;D?

  24. per fortuna qui si scrive e non si deve sopportare quel fastidiosissimo sovrapporsi di voci che tocca ascoltare in tv…e che spesso mi spinge a cambiar canale.
    Ieri sera ad 8 e1/2, ad esempio.
    -
    Quando ieri ho letto l’articolo sull’aumentata infelicità femminile ho pensato proprio alla nostra direttora Vera e a questo post.
    Per chi non l’avesse letto:
    http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_1673976811.html
    -
    Vera…sai cosa avrei risposto alla domanda:Secondo te perchè si vive?
    Probabilmente io avrei risposto:per il proseguimento della specie umana.
    Siamo come cani, gatti, farfalle, coccinelle…viviamo affinchè la specie non si estingua.
    Questa certo è una realtà che non può bastarci, ma è la verità dal punto di vista della Natura.
    Noi siamo “animali” che cerchiamo un senso che dia valore alla nostra esistenza.
    Tuo marito ti ha risposto dando voce alla Specie, mentre tu cercavi un senso….c’è un abisso tra i due punti di vista.
    Il senso, ahimè, è posticcio ed ognuno di noi cerca di trovarne uno che sia un “centro di gravità permanente”.
    Secondo me è il compito di tutta una vita, altrimenti il passaggio sulla Terra ci sembrerà insignificante.
    Purtroppo si constata, crescendo, che il significato di cui investiamo qualcosa spesso vacilla…anche il senso è precario.

    -
    buonagiornata:-)

  25. Tu definisci la felicità un’americanata.
    E per avvalorare la tua tesi citi (tra l’altro erroneamente) un documento che non esito a definire commovente, come fosse la porcata che definitivamente consacra il “bisniss”.
    A me non va giù.
    A beneficio di tutti:
    http://www.ushistory.org/declaration/document/index.htm
    Amen.
    -
    Gaia, i toni sono solo appassionati, nulla di urlato.

  26. Inghiotti va.
    Che l’hai fatta piu’ grande di quello che era..
    Era una semplice figura retorica.
    -
    Tutte ste cose le hai dedotte tu ed e’ un giochetto che con me non funziona, se hai qualcosa da dire dillo ma non fare l’apologia di un qualcosa che non c’e', non e’ mai stato detto.
    Se te la canti e poi te la suoni pure non te la prendere se qualcuno ti da della suonata

  27. Nessun giochetto, ripeto: ognuno ha i suoi testi sacri.
    Delle due l’una: o io suonata, o tu stonata.

  28. “La felicità è nell’occhio di quello che guarda” (Gandhi)
    [letto alla pausa pranzo... il mio occhio ha individuato subito quella frase]

    Minna, come direbbe mio figlio… “un de ces jours, je te donnerai un petit bisou” [e siccome non riesce ad aspettare, me lo da subito... ecco, te lo do subito anche io].
    Spero che Gaia nel suo dossier ha scritto in rosso che sei indispensabile al blog (e lo sai che non è una battuta la mia… tra le mie piccolissime felicità c’è quella di leggerti su questo blog… vedi, come dicevo in alto ho bisogno ormai di poco per essere felice ;)

  29. A quelli che mi scrivono dicendo: è facile, basta uscire dalla porta dico scusate ma non pensate che se fosse solo una questione di rapporto tra me e mia moglie lo avrei già fatto? Ci sono i figli. Non sopporto l’idea che loro stiano lontani da me, sappiamo che dovrei vederli solo certi giorni… E l’idea mi ammazza… Voi donne che fate quelle emancipate, che parlate del mio coraggio e della mia vigliaccheria, siete poi le stesse pronte a condannare noi uomini quando lasciamo una famiglia, chiamandoci padri snaturati… Mia moglie lo sa che sono uno zombie e non mi fa apporta certe domande, forse le vado bene così ameba anche perché anche lei ha pensato ai figli no? Non c’è nessuno qui che come me ha avuto genitori separati e sa che cosa significa per bambini piccoli? Io non mi assolvo però non è nemmeno così ovvio e facile… Io da solo ci starei, la donna che mi accudisce non mi interessa… il problema è un altro…

  30. Manolo, ma fammi capire, pensi che ad un figlio faccia bene crescere vicino ad uno “zombie”?
    Penso che l’infelicità si trasmetta…non auguro un padre o una madre zombizzato a nessuno.
    Poveri figli, sempre caricati di un peso enorme.
    Comodo alibi dell’irresolutezza umana (unisex).
    -
    buonaserata:)

  31. quoto caramella 100%.

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