Grazia Perché non puoi aspettare

Ci saranno le mamme di oggi nella rete di domani?

Qualche giorno fa ho scritto un post in cui dicevo a mia figlia “se mai da grande passerai di qui sappi che non riesco ad immaginare di poterti amare più di quanto io non stia già facendo.”
Ma da grande lei passerà davvero a cercare quello che ho scritto?
Tra dieci o quindici anni esisterà ancora la rete così come la stiamo vivendo ora?
In genere non mi pongo problemi, ammesso che di problemi si tratti, così distanti nel tempo poiché non so se questi si presenteranno o meno.

Tuttavia mi pongo spesso la domanda “cosa penserà mia figlia del diario di sua madre?” pur riconoscendo l’attuale inutilità di un quesito del genere.
Per esempio da figlia sento tutt’ora un forte distacco con mia madre. Siamo due persone estremamente diverse e facciamo fatica a trovare qualcosa in comune.
Se avessi tra le mani il diario dei suoi vent’anni forse, e dico forse, potrei trovarci quei punti di contatto che per ora non ho.
Mi piace immaginare mia figlia che sbircia tra i miei pensieri di ventenne/trentenne.


Mi piace immaginarla mentre legge di come sono diventata madre e dell’amore che provo per lei.
Mi piace perché in qualche modo spero che possa essere un modo per farla entrare ancor più in contatto con me.
Ricordo la mia adolescenza e il forte distacco con mia mamma e spero che i miei pensieri di ragazza possano aiutarla a farsi meno problemi di quanti me sono fatta io crescendo.
Ma tutto questo avverrà davvero?

E chi lo sa. Sarebbe bello avere già una risposta.

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commenti

Ci sono 15 commenti
per "Ci saranno le mamme di oggi nella rete di domani?"
  1. la prima cosa che mi viene da dire è: stampa tutto e conserva.
    La seconda, che anche io ho messo i miei pensieri a loro dedicati, all’indomani della loro nascita, per iscritto; ma siccome io sono antidiluviana, l’ho fatto sottoforma di lettera cartacea, scritta di mio pugno.
    Pensa, la mia ambizione è ancora più grande della tua!
    Mi piacerebbe pensare che ove si verificasse un evento che ci allontanasse, mi riconoscessero, oltre che attraverso la’more che nutro per loro e che è descritto nelle parole, anche attraverso quella stessa grafia che li accompagna oggi quando facciamo i compiti insieme, o quando compilo un modulo scolastico o la lista della spesa…
    Mi piacerebbe che poche parole, donassero loro tanta parte di me.

  2. utopia: che sia un foglio, un blog, una foto. Voglio immortalare il mio amore per lei. E un giorno voglio darle quello che ho scritto sperando che lo legga. Perché ora non so nemmeno se lo farà ma mi piacerebbe molto, ecco. ;)

  3. Secondo gli esperti del Mit la senescenza dei tagebuch digitali è fissata a circa 15 anni percui tua figlia corre il rischio di non vdere nulla dei tuoi sforzi di tramandare , emozioni, sensazioni… forse opterei per piu soluzioni se vuoi effettivamente rendere possibile ciò e se il tutto non è solo una provocazione, dl tipo, “rendetevi conto che scrivere di getto senza elaborare è pericoloso!”, una mia amica ha usato una capsula del tempo (recipiento ermetico in acciaio in vendita in california) e l’ha sepolta in giardino con la copia dei suoi diari proprio ad uso e consumo dei suoi figli.

  4. alexale: uh, sta cosa della capsula non è mica male.

  5. >Ci saranno le mamme di oggi nella rete di domani?
    Se ognuna di esse pensa di fare come quelle viste sin qui, che paiono venire ad insegnarti tutte cosa vuol dire avere un bambino (manco l’avessero avuto solo loro…), viene da augurarsi che no, non ci siano, grazie.

  6. guy: non so. Non mi sento di far parte della categoria. Sono una mamma “non mamma” e su cose personali come queste non me la sento di dare consigli o di dire cosa sia giusto o sbagliato.
    Mi appello al buon senso, ecco, e spero che le mamme di oggi non perdano di vista il fatto che oltre ad essere mamme sono donne, mogli, fidanzate, figlie e via dicendo.

  7. Infatti non mi riferivo propriamente a te, in qs caso. Rispondevo solo alla domanda..

  8. ma perchè? Qualcuno sa cosa sia “giusto” o “sbagliato”?
    E poi, giusto o sbagliato per chi?
    Magari per una persona può andar bene una cosa che per un’altra andrebbe non bene.
    Non credo esista un giusto o sbagliato in assoluto.
    -
    p.s. consiglierei di registrare la voce.
    A me piacerebbe più ascoltare una voce che mi è cara, piuttosto che leggere le parole.
    -
    ciao:)

  9. caramella: la cosa bella è che non lo sa nessuno cosa sia giusto o sbagliato ma molti adorano parlarne. ;)

  10. a discolpa di chi può dare l’impressione di pontificare sull’argomento, bisogna dire che la maternità (e la paternità perché non ne sono esenti anche certi uomini) tende ad avere lo stesso effetto euforizzante dell’innamoramento…
    che ti fa pensare che nessuno abbia vissuto la stessa esperienza prima di te.
    o per lo meno con la stessa intensità e profondità.
    e gli errori frutto dell’entusiasmo forse sono i più veniali di tutti ;D!

  11. non lo so rossellaninna…
    forse lasciare un diario, sia esso cartaceo o digitale, mi sa un po’ di “lettera postuma” eheh…nel senso di testamento o qualcosa che si legge quando chi ha scritto non è più lì con noi a raccontarcelo…
    Credo che le parole raccontate con la voce siano le più efficaci, quei ricordi che il tempo ha preservato e che in fondo erano gli unici ad avere davvero diritto di essere tramandati.
    Da ragazzina tenevo un diario, molti anni dopo ho riletto quelle pagine e ci ho ritrovato un’estranea dentro, qualche passaggio mi ha divertita, ma in generale non mi è piaciuto rileggermi.
    Nel diario non c’ero io, ma quella che ero allora…non so se avete capito cosa intendo.

  12. biancadenni: è che a 50 non sarò come a 24 o a 29, mentre queste parole si fermeranno a quest’età. Lei leggerà della me 24enne o 30enne. Sono ricordi che non verranno modificati dal tempo o dai cambiamenti.

  13. leggendoti dirà, ridendo:’ma quant’era bischera la mi’mamma!’

  14. Domani che stasera son decisamente troppo stanca per, vi racconto cos’ho intrapreso mesi fa. Ed è stato letto solo poche settimane orsono. TELL TO THE FUTURE. Un’esperienza dolce e molto coinvolgente.

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