Come ho accennato nel breve post di presentazione, sono uno che se le va a cercare. Per questo ho deciso di esordire parlandovi di alcune riflessioni che sto facendo sulla donne in questo periodo. Diciamo che vorrei sfruttare l’occasione offertami da Grazia per sapere se mi sto sbagliando o meno, visto che molte cose di cui mi accingo a scrivere le vivrete quotidianamente sulla vostra pelle.
Insomma, quello che voglio dirvi è che mi è già capitato altre volte di scrivere di donne, o meglio, donne italiane. Ovviamente in alcuni frangenti risulterò volutamente provocatorio; vi informo prima, non vorrei trovarmi sotto casa la macchina rigata.
Premessa doverosa a parte, vi confesso che è proprio in occasione di certi avvenimenti (ormai frequentissimi da queste parti), che mi interrogo sulle donne, sui loro misteri e sulla loro natura un po’ mistica, che nemmeno voi probabilmente comprendete fino in fondo. Ecco, facciamo che vi do del “voi”, basta che non vi offendete. Come se fosse una chiacchierata. Mettiamola così: noi maschietti, forse mai potremo capire una donna nella sua totalità, così come voi femminucce – che in realtà ci catalogate come facili da decodificare, come dire bianco o nero – mai riuscirete a scoprire il perché di certi comportamenti di un ometto.
Sdoganato anche il luogo comune, mi viene subito da farvi una domanda: dove diavolo siete finite, donne italiane?
Partiamo dagli anni ‘70: allora c’era il femminismo insieme a tanti rivolgimenti sociali e forse le donne che allora erano giovani si aspettavano, nel 2009, di trovare ai vertici della cultura, della politica, dell’economia, eccetera un maggior numero di donne, appunto. Una sorta di allegra invasione per giungere al potere come e con i coetanei uomini. Invece no, non è andata così e lo sapete bene anche voi. In circa 40 anni la conquista di spazio da parte delle donne è rimasta limitata, per vari motivi. Già, ma quali? Siete sicure di aver fatto abbastanza?
Nella mia ottica, per esempio, il vedere raggiunto un certo numero (imposto) di donne candidate in politica, non dovrebbe essere una gentile concessione del capoccia (maschio) di turno, ma una semplice quanto efficace evoluzione della società moderna italiana: in altri termini, il raggiungimento di un obiettivo che sarebbe utile per tutti, specie in materia di famiglia, giovani e tanto altro.
Invece da molto tempo a questa parte per esempio, in molti aspetti della politica e persino nelle intercettazioni telefoniche, intravedo un’immagine più che degradata del genere femminile. Un sesso che viene considerato alla stregua dei capi di bestiame da far passare tra uomo e uomo col fine di ottenere favori o posizioni. Siete ancora una debole minoranza a cui viene dato ogni tanto un contentino, chiacchierando allegramente di quote rosa; certo, poi sarebbe interessante sapere se siete contente dei nomi che vi rappresentano in Parlamento, a partire dall’emblematico paradosso di trovarsi come ministra delle pari opportunità una che ha fatto strada facendo un calendario seminuda. Spesso poi vi tocca (e ci tocca, perché anche noi uomini non diamo il giusto supporto alle nostre donne), difendervi da attacchi a leggi che negli altri paesi sono date per assodate da più di mezzo secolo: basti pensare alla legge 194 o al fatto che fino a non molto tempo fa il reato di adulterio fosse a carico della moglie.
Le quote rosa servono, lo dico da uomo; in Rwanda e Iraq (!), quindi non in paesi del Nord Europa, ci sono più donne parlamentari che uomini, come mai? Insomma bisognerebbe cominciare ad imparare dagli altri. Le quote rosa in molte nazioni sono state messe, imposte e poi tolte quando le donne sono state presenti e inserite nei vari ambiti.
Certo, ovviamente tutte queste belle cose si possono fare solo se le leggi vengono pensate e messe in pratica da uomini e donne insieme, quindi non solo dagli uomini. Sì perché le leggi fatte dagli uomini saranno sicuramente fatte male sia per le donne che per tanti altri contesti. Per questo, donne, mi appello a voi: dove siete finite? È che mancate tanto, tantissimo in questa strana società italiana e nel 2009 uno vorrebbe vedervi in altre posizioni, differenti da quelle che vi vogliono solo “in ginocchio sotto le scrivanie” o, peggio, utili solo come corpi da vendere all’homo videns de’ noantri. Sì perché basta accendere la tv su un qualsiasi canale per scoprire che la vostra funzione è quella di intrattenitrice o oggetto di piacere maschile. È davvero necessario che persino nei quiz (pensiamo alla ruota della fortuna, per esempio), ci vengano mostrate delle donne mezze nude per allietare e rallegrare il morale del maschio italiano? E ancora, perché nelle trasmissioni ci sono più ospiti maschi, e se ci sono delle donne, sono presenti in qualità di “fighe”?
Che poi, parliamoci chiaro, se chi crea i palinsesti della tv italiana reputa tutti i maschi italiani (o meglio, chi guarda la spazzatura televisiva italiana) così imbecilli, semplici ed ignoranti da ricercare solo un certo tipo di programmi, la cosa mi fa un attimino arrabbiare. Insomma, non sono un ebete in cerca di culi da vedere su rai uno prima del tg. Il problema è che sembra che nessuna donna italiana si sia mai chiesta perché ci sia il bisogno di mostrarsi in questo modo.
Circa un anno fa uscì sul Financial Times un articolo proprio su di voi, donne italiane; pezzo in cui l’autore sosteneva che le donne italiane apparivano come delle poverette vogliose soltanto di fare strada diventando veline o sfruttando il loro corpo. Adrian Michaels, uno che dell’Italia non so quanto avesse capito, chiamò questa tendenza “Naked Ambition”: donne italiane, vi stava dicendo che l’andazzo vi andava più che bene, che la vita era bella così, con qualche regalo fatto da anziani paternalisti, una bella scorta di scarpe, e via andare. Come se in fondo in fondo vi piacesse allietare i maschi italiani mostrando generose scollature e il vostro sedere, e che in verità del cervello non vi interessa più di tanto, perché non lo usate. Ma come?! Eppure tutte le pubblicità, dove avete ruoli ben precisi (pensate a quelle sui detersivi e i prodotti per la casa: le protagoniste indiscusse siete ancora voi), danno ragione a questi inglesi. Che tra l’altro, parlano di “immagine” che viene veicolata; non che per forza siate tutto questo. Donne dove siete? Non vi sento. Sotto sotto, io lo so che queste non sono le vere donne italiane, ma allora alzate la voce e prendete possesso delle posizioni che vi competono. Se l’Italia non è proprio un bellissimo posto, è anche perché manca una forte componente femminile da ogni parte.
Davvero volete farmi credere che per voi è diventato normale accettare questa situazione? Nel senso che vi andrebbe bene essere trattate e considerate come oggetti di piacere? Dico proprio a voi, che avete alle spalle un femminismo dimenticato, che però a differenza di quello americano che puntava già alla vera parità, sotto-sotto sapeva di contentino per potere permettere alle donne italiane di lavorare e serviva soltanto a evidenziare le differenze più che pareggiare i conti. E la religione cattolica, forse una tra le più maschiliste che esistano, di certo non vi ha mai aiutato. Per dire, persino nella civilissima e modernissima Milano ci sono ancora diversi ospedali che si rifiutano di farvi un’epidurale durante il parto, per la serie “libero arbitrio”: del resto c’era qualcuno che diceva “partorirai con dolore”, no? Quindi chissenefrega, delle vostre volontà.
Ed è anche parlando di donne “normali” che non c’è da star tranquilli. Niente rose e fiori, perché per esempio si scopre che l’Italia è il paese occidentale con il maggior numero di parti over 40. Se poi una donna sta cercando un lavoro ed il suo ipotetico datore fiuta il pericolo di una gravidanza, sono guai. Idem se una donna desidera fare carriera: a parità dei coetanei maschi guadagnate meno.
Facendosi del male, mi duole dirvi che come 30 anni fa rappresentate circa l’11% del Parlamento (senza ricordarvi i nomi delle donne sedute in parlamento, elemento che dovrebbe far riflettere molto), il 2% di tutti i c.d.a. delle maggiori aziende italiane, ecc…, dati che ci fanno rimanere davanti soltanto a paesi come Cipro, Egitto e Corea del Sud. In più siamo uno dei paesi europei in cui più donne dopo la maternità non tornano a lavorare. E così via; purtroppo per fare una “rivoluzione” in un paese come questo, bisognerebbe cambiare sé stessi. Ma con l’intelligenza, non con l’orgoglio italiano-regionale-provinciale che serve soltanto a calpestare i problemi.
È ovvio che ognuno ha la sua cultura, le sue tradizioni, le sue abitudini, ecc…ma noi ci differenziamo a priori, perché mentre negli altri paesi c’è un’alternativa, qui no. Non c’è scelta. Se cambi canale altre donne mercificheranno il proprio corpo, magari senza saperlo; e altri uomini godranno alla vista di culi e tette. Perché se “l’image” di cui si parlava nel Financial Times è questa, vuol dire che sono la tv e la non-cultura del nostro paese che contribuiscono a rinforzare con vigore il ritratto di questa donna italiana nel mondo.
L’immagine, quella a cui la stragrande maggioranza delle ragazze di oggi pensa in primis, prima ancora di preoccuparsi di quello che realmente sono, prima ancora di capire quanto valgono; non tutte, certo. Ma molte valutano principalmente quello che gli altri pensano di loro, spesso auto-flagellandosi con critiche funeste che solo alcune possono immaginare. Il modello comune di molte adolescenti è la show-girl, considerata fortunata, e intanto le ragazze laureate non trovano lavoro o vengono sfruttate, più dei maschi, con paghe mensili da fame. Non mi stupisce quindi che all’estero venga fuori un ritratto negativo di un paese in cui ancora non esistono sostegni per le donne che lavorano. Donne, dove caspita siete finite?
Non so se avete poi notato che sembra che vi violentino solamente durante le campagne elettorali, come se negli altri giorni dell’anno non ci fossero stupri. Purtroppo non è così. È che non vi sento protestare o pretendere maggiori tutele. E in questo paese sapete bene che se una cosa non viene detta alla tv, non esiste.
Rifacendomi alle parole di Dario Fò in un recente articolo, «la cultura della pacca sul sedere, della barzelletta inutilmente triviale e sempre e dovunque tu ti trovi, […] la cultura delle promesse a questa o quella ragazza di darle un posto in tv o in Parlamento, […] la cultura dell’uomo che va in giro con la valigia piena di gioielli per elargire regali» va sconfitta in un solo modo: con la vostra unione. Donne, almeno voi, unitevi e mostrateci che la strada per cambiare davvero le cose esiste ed inizia dal cominciare a difendere i diritti basilari di ogni società civile moderna.
Sì perché un altro problema è proprio l’accondiscendenza di bassa lega, il clima da commedia sexy anni Settanta, quelle con Alvaro Vitali intendo. Ci siamo assuefatti a decenni di tacita complicità maschilista col “vecchietto arzillo” (che è una figura classica di quel mondo lì in cui Edwige Fenech faceva un sacco di docce). La colpa è infatti anche nostra, perché alla fine ci mettiamo a ridere, condannando il paese ad un eterno spogliatoio maschile.
Donne italiane siete degli animali straordinari: vi adattate ad ogni condizione, non c’è che dire. Però siete delle grandi ritardatarie, perché quando vi accorgerete dell’evidenza del vostro status sarà sempre tardi. Dalle primipare attempate in poi. Capisco che gran parte delle colpe sono da attribuire alla situazione, al paese, alle istituzioni e via dicendo. Ma il concetto di pari opportunità sarà raggiunto quando non ci sarà più bisogno di sottolinearlo.
E la mia forte convinzione è che sarete proprio Voi a svelare questo muro e a fare uscire da questa triste situazione tutto il paese.

































Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Più che “Sonounprecaprio” dovevi firmarti “Sonounprolisso”…
confesso: non cel’ho fatta.
Sono stramazzata al Financial Times!
Maschi italiani, ruvidi ma cortesi, essenziali e non banali, trasandati e non maestrini, misteriosi ma ricchi d’anima, impegnati ma noncuranti, spiritosi ma naturali …
… dove siete?
mi ero ripromessa di essere clemente, quindi mi limiterò a dire: il pistolotto neomoralistico con tutti i più vieti luoghi comuni del momento no, proprio no……..
p.s. a proposito è maschilista chi tocca il culo all’impiegata perché pensa di poterselo permettere come chi pretende di insegnare alle donne come quando e dove si devono liberare;)
Finalmente posso commentare. Purtroppo è tutt’oggi che ho problemi di log in, proviamo con un altro account.
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Cominciamo dalla questione “post lungo”: certo, per molti potrebbe risultare noioso e troppo faticoso trovarsi davanti a così tante parole. La tendenza generale a non leggere i post lunghi è vera; sarà un po’ il riflesso della scarsa abitudine italica di leggere o soffermarsi a pensare per più di 2 minuti (parlo di quella che deriva dal mainstream almeno) su un concetto: meglio chiacchierare insomma. Cioé dal mio punto di vista è come se qualcuno criticasse un libro per il numero di pagine.
Wow.
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Insomma per me la lunghezza non è un elemento drammatico. Avendoci studiato e lavoricchiato sopra per diverso tempo, so bene che la soglia d’attenzione delle persone sul web o più in generale è breve, ma il mio scopo non è raggiungere il maggior numero di lettrici o lettori e salvare il mondo: Grazia mi ha dato uno spazio e io voglio solo condividere miei pensieri, quello che vedo e/o provo come meglio credo. Diciamo che è un piccolo spazio temporaneo mio e ci metto la faccia, quindi va così.
Altrimenti avrei parlato di gossip, condendo il tutto con un po’ di gnocca e di polemica.
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E poi, in che senso “troppo”? Se voglio posso essere breve e conciso, ma proprio perché non mi va di esserlo qui, non lo sono. Cioé qui, e sul blog più in generale, posso dire la mia senza troppi freni. E sì, ci sarà un pubblico che - se interessato - arriverà in fondo, altrimenti saluterà la cumpa prima, senza nessun vincolo.
Proprio perché mi piace scrivere, e quando lo faccio le cose escono di getto, approfondisco gli argomenti. Non prendetela per un’arrogante dichiarazione di poetica personale: è solo che qui sono libero, mi sento libero e quindi scrivo finché lo ritengo utile.
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Certo avrei potuto scrivere soltanto “voi donne non state facendo abbastanza per la parità perché sì”, e forse avreste letto con più piacere, commentando con più voglia. Ma se scambiate la facilità di scrittura con la profondità vi sbagliate. Perché quando si scava, spesso i caratteri sono tanti. Quindi, mi dispiace se non avete tempo di leggere tutto il post, davvero. Specialmente la seconda parte, dal Times in poi - per essere chiari.
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Concludendo: essendo questo uno spazio che ho in libertà, mi sono permesso di trattare il tema e i problemi connessi, senza per forza di cose recidere i concetti a metà o raccontare solo una parte. Ricordate il luttazziano “questo tg andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre esigenze mentali”?
;-)
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@Anne67
Perché clemente? Non assomiglio mica a un camioncino della croce rossa! :-)
Non so cosa c’entri il tuo richiamo al maschilismo, anche perché io non sto insegnando niente a nessuno. Poi dare del maschilista a me, ehm…
Ho solo trattato di dati di fatto, ponendomi una domanda, e cioé: dove siete finite? Non ti ho mica detto di uscire di casa e spaccare tutto o fare chissà cosa, mi sembra.
Luoghi comuni non ne vedo, purtroppo è tutto vero: vedi, a essere precisi e citando i noiosissimi dati, si evitano queste obiezioni. Forse avresti dovuto leggere tutto il post (o leggerlo meglio) ;D
>Non so cosa c’entri il tuo richiamo al maschilismo, anche perché io non sto insegnando niente a nessuno.
vedi McLuhan, che dovresti conoscere, diceva che il medium è il messaggio.
io aggiungerei che anche il tono della comunicazione è il messaggio.
è lì il maschilismo, nella condiscendenza neanche troppo mascherata nei confronti delle interlocutrici.
presumere che non l’abbia letto attentamente o completamente semplicemente perché non lo condivido ad esempio ;)
se poi la condiscendenza non è involontaria, ma un espediente retorico, beh mi spiace, ma non funziona
>Luoghi comuni non ne vedo,…..vedi, a essere precisi e citando i noiosissimi dati, si evitano queste obiezioni
il luogo comune non è nei dati veri o falsi, ma nella prospettiva in cui sono inquadrati.
l’originalità e l’efficacia della comunicazione è nel punto di vista che riesce ad inquadrarli in maniera inconsueta e incisiva anche in poche righe o poche battute…..
diosanto, due commenti e siamo già al lamento dell’ennesimo genio incompreso che - lui unico - tratta di “fatti”.
Al prossimo bloggher della settimana, per quanto mi riguarda. Bye.
Ehm, condiscendenza? Credo che tu stia spostando la discussione su un piano che non c’entra niente.
Non accetto che tu mi dia del maschilista in questi termini, perché:
- non è vero
- non hai elementi per dirmelo
- non lo sono
Peraltro non hai motivato il “chi pretende di insegnare alle donne come quando e dove si devono liberare”. Dove starei cercando di insegnarvi qualcosa, scusa? Io credo che tu non abbia compreso fino in fondo l’intento del mio post, a partire da titolo. Altrimenti staremmo parlando di altro.
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Su un maschio parla di donne di fronte ad una platea di donne, non per forza è maschilista. Per questo ritengo che sia tu a portarti dietro i canonici luoghi comuni, viste le obiezioni.
Parlare di donne analizzando il contesto, ponendosi dei perché e rigirando la risposta direttamente a voi, come ho fatto, non mi fa un maschilista.
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Tu hai tradotto a piacimento non so quale parte del post per arrivare alla tesi secondo la quale sarei un maschilista. Ma non spieghi come. Purtroppo ripeto, non ho parlato di luoghi comuni. Quella che ho scritto è la realtà, che tu lo voglia o no. Non è vero forse che nei media italiani ci sia una forte mercificazione del corpo femminile? Non è vero che in Italia ci sia una forte cultura paternalista-maschilista? Non è vero che nel mondo del lavoro siete discriminate? Non è vero che il clima odierno sia più simile a quello di uno spogliatoio di calcetto, piuttosto che a quello di un paese “paritario”? Perché una persona che ti fa notare queste cose dev’essere maschilista? Non si sa.
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Infine, “non scambiare la facilità di scrittura per talento e per profondità”. Questo post non fa ridere, ma non capisco perché tu stia spostando la questione su un altro piano (la comunicazione? la condiscendenza?!), senza motivarmi il perché io sia maschilista.
Insomma c’è chi, leggendo qualche commento qui sopra, potrebbe pensare che gli esempi di cui ho parlato non siano proprio campati per aria.
Ma ripeto, sono il primo a non crederci fino in fondo (come ho specificato nel post).
PS= per inciso, parlando di McLuhan, è troppo semplicistico parlare di “medium=messaggio”. Insomma non è più soltanto così, ma io avrei voluto parlare di donne con altre donne ;-)
non ci siamo….
le difese a spada tratta del tuo pensiero sono persino più prolisse del post.
Sei polemico e cercando di essere assertivo finisci solo per essere banalmente risentito
ah, ti sconsiglio vivamente di attribuire la nostra scarsa pazienza “alla scarsa abitudine italica DI leggere” perchè qui di lettori accaniti e assidui cen’è un bel po’.
Cordialità
p.s. non temere: il dono della sintesi la imparerai invecchiando, quando capirai che la sapienza passa attraverso pochissime parole, ma messe in fila con efficacia.
Curatoreeeeee….
Curatoreeeeee…
(Francesco Neri n,d,r,)
Ma questo dove l’hai pescato?
Levacelo subito dai coglioni altrimenti ci tocca disintegrarlo!
E ora arriva una carezza.
Ho letto tutto e fino in fondo, devo dire che scorrendo con il mouse prima di inziare a leggere un pochino mi sono spaventata eheh…ma, la lettura è stata piacevole ed in un certo senso anche illuminante.
Il tuo punto di vista, la tua lettura dell’italia femminile di oggi è diverso, non condivido ogni singola riga ma mi piace.
A tuo modo dici grandi verità, dure da digerire ma pur sempre vere.
I dati, le percentuali, quelle sono assolutamente assodate e mi fanno rizzare i capelli in testa.
Nel complesso l’ho trovato un buon post…credo, data la tua giovinezza, nella tua buona fede, credo nella tua voglia effettiva di veder cambiare il tuo paese e penso che ciò ti faccia onore.
:)
Uff, esagerate.
Avete sopportato la Garzilli per una settimana, potreste anche concedere al povero Precario un paio di post :D
Post che il post è lungo, io lo riassumerei così: “Ma visto che le donne sono ancora ben lungi dall’aver raggiunto la parità, perché non sono più in piazza? Perché non bruciano i reggiseni cercando di raggiungere l’obiettivo, anziché lamentarsi e basta?”
Ecco, sarà prolisso, sarà quel che è, ma io a una domanda del genere proverei a rispondere :)
Minna, stavo bevendo una tisana quando ho letto il tuo commento, ho rischiato di spruzzarla sulla tastiera!
…te possino!
XD
dove sono le femministe che protestano me lo chiedo anch’io…
Anzi, non me lo chiedo più da quando ho letto cosa fa una stagionata ex femminista(la scrittrice di Porci con le Ali).
Beh, semplicemente rispondendo ad un questionario alla Proust su IO Donna, ha trovato il modo per far pubblicità al libro scritto dal figlioletto(con tanto di nome della casa editrice)
Ecco dove sono…a promuovere la loro discendenza.
Anche loro tengono famiglia.
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Alle indecenti offerte di esporsi come quarti di bue basta dire una semplice parola: “No”.
Ma pare sia molto difficile da pronunciare.
Proprio non sale alla bocca.
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Buonaserata:)
Gatto, forse non ci siamo capiti. Tu non eri granchè. La Garzilli era a malapena sopportabile.
Questo qui è oggettivamente indifendibile.
(Con tutto il bene che voglio a Succo, eh..)
Guy, oddio, io ero un po’ una merda ma anche i tuoi post su libri usciti da mesi favoriscono il sonno. Ma veramente vogliamo far la gara a chi fa i post più fighi? Dobbiamo fare i galletti del pollaio?
A me annoia, magari eviterei. Poi fai te. Detto questo, denigrandomi sfondi una porta aperta: sono il primo che ti dà ragione :)
Premesso che non mi metterò a difendere il Precario, vorrei solo farvi notare che alcuni che lo attaccano per questo post sono gli stessi che avevano apprezzato il suo post di presentazione.
Se non vi è piaciuto questo post avete il sacrosanto diritto di dirlo, sia chiaro, ma c’è modo e modo di farlo.
a me onestamente non è dispiaciuto il tuo post. un po’ lungo, è vero…e a me proprio non piace leggere al pc, io ho bisogno della carta stampata!
mi fa ridere come le “femmine” tirino fuori gli artigli quando le si pizzica il sedere, per il resto del tempo si adagiano e si accontentano della situazione.
noi non sappiamo fare gruppo, è risaputo. perchè? io non te/me lo so spiegare.
ho amici tedeschi che sostengono che le donne italiane sono le più belle europee, ma che sono troppo fissate con l’estetica. gli diamo torto? m’è capitato di incontrare donne dal giornalaio che parevano uscite da una rivista di moda.
noi vorremmo uomini ruvidi ma cortesi, essenziale ma non banali, etc. ma se stiamo facendo di tutto per assomigliare a voi maschi!!! vi stiamo mettendo in crisi…tutto quello che non sopportiamo in un uomo noi lo emuliamo (vogliamo parlare dell’8/3? sembra che aprano le gabbie! donne che escono e danno il peggio di sé, vergognose…)
ma certo che in tv c’è solo la strafiga e l’intellettuale, se su questo fondiamo anche dei programmi “la pupa e il secchione” insegna…4 sgallettate che, pur di fare vedere un po’ di carne, si sono sputtanate alla grande…
l.lau, finalmente un commento degno di nota!
fa veramente ridere vedere le medesime persone che elargivano sorrisi e frasi di bevenuto qualche giorno fa, trattare come il peggiore dei ladri Precario dopo il suo post.
ha scelto un argomento attualissimo e in cambio non ha ricevuto neanche un commento costruttivo, solo ingiustificato veleno.
vorrei vedere quante delle persone che hanno commentato, che hanno fatto ‘gruppo’ contro il nuovo arrivato avrebbero il coraggio di fare altrettanto… di postare i loro pensieri su un blog di soli uomini e di ricevere questi commenti ingiustificati!
non sto a dilungarmi sulle parole di Precario, che peraltro in larga parte condivido, ma della bassezza morale di chi gli da del maschilista (ma dove?) del genio incompreso, chiede di ‘levarlo dai coglioni’ (sic!) e via dicendo.
ed ha avuto anche la cortesia di rispondere e di cercare un minimo di dialogo.
non mi esprimo oltre perché sennò verrebbe dato a me del maschilista, ma questa volta con una buona ragione.
ad averne di maschilisti.
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dove sono?
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buonanotte:)
p.s.passavo dal portale di Libero ed ho letto questo.
Il titolo del post va benissimo:
http://magazine.libero.it/gossip/generali/uk-modella-massacrata-lloyd-ne9928.phtml
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‘notte
Caro Precario,
questo tuo post è una grata sorpresa per me. Lo confesso, avevo dei pregiudizi nei tuoi confronti e non ti credevo in grado di articolare un pensiero complesso. In parte hanno ragione alcune commentatrici: puoi andare oltre, non solo a livello stilistico. Puoi addentrarti ancora di più ne problema, nelle zone che danno più fastidio. Cerca lì. Cerca anche dove ti prude, vedrai che potrai estrarne l’essenza universale.
Ci sono alcune donne che stanno lavorando a questo argomento, vedi il bellissimo documentario Il corpo delle donne:
http://www.ilcorpodelledonne.it/documentario/
Mi pare un bel lavoro non perché ci presenti una realtà nuova - purtroppo non lo è: solo uno sprovveduto non può essersi ancora accorto della situazione attuale della donna in Italia - ma perché invita a riflessioni sempre più intime e al contempo politiche. Perché così tante donne cercano di cancellare i propri volti omologandosi al gusto maschile? Perché ci si svende? Perché l’identità femminile sembra svanire in un’orgia di interventi chirurgici, un nascondere ciò che siamo a favore di ciò che gli altri desiderano.
Precario, devi sforzarti di più, ma sei sulla strada giusta. Noi donne dobbiamo effettivamente muovere il sedere. Leggere le community di mamme, per fare un esempio, fa venire il voltastomaco. Non tanto perché si leggono racconti sulle difficoltà che trovano nella vita di tutti i giorni, ma per come lo fanno. Sembrano tutte svegliarsi da un giorno all’altro (e neanche tanto), una volta che hanno il pupo non sanno più che pesci pigliare. Con l’ebbrezza della maternità come riempitivo di vuoti antichissimi, con il miraggio di una vita a due che zoppica il 90% delle volte, con il mancato coraggio di guardare in faccia la realtà. Non serve a niente dire che noi non siamo così, perché siamo la minoranza e viviamo (nel bene e nel male) in una democrazia, quindi tutto sta nei numeri, nella maggioranza. Se la maggioranza vuole Coca Cola, sarà Coca Cola. Ed è con questa maggioranza che dobbiamo fare i conti, oltre che con noi.
Le cose di cui hai parlato sono ben più di luoghi comuni, purtroppo. Però non ti ho ancora risposto dove siamo… Lo farò dopo, promesso.
per chiarire il concetto su come essere provocatori in maniera intelligente ed efficace con un esempio, visto che non sono stata sufficientemente chiara, due parole, anzi un nome e un cognome:
Christopher Hitchens.
ci sono i suoi articoli su Slate e Vanity Fair America.
o se Hitchens è troppo politicamente scorretto va bene Maureen Dowd del New York Times.
@ gatto
>Perché non bruciano i reggiseni cercando di raggiungere l’obiettivo, anziché lamentarsi e basta?
forse perché bruciare i reggiseni ora sarebbe una stronzata e probabilmente non era una grande idea anche in un altro contesto storico?
@ succo
accogliere qualcuno amichevolmente non significa rinunciare al diritto di critica.
se si sceglie di comunicare per professione il primo passo è riflettere sul rapporto tra il modo e il contenuto della comunicazione.
poi saper distinguere con chiarezza quello che si è da quello che si scrive e non prendere quindi una critica al secondo per una al primo ;).
Sempre divertente l’arrivo dei famigli.
Benvenuti anche a voi.
-
Questo non toglie che alla bisogna disintigreremo anche voi con una fionda fatta col l’elastico dei reggiseni caricata a testicoli mummificati.
>Questo non toglie che alla bisogna disintigreremo anche voi con una fionda fatta col l’elastico dei reggiseni caricata a testicoli mummificati.
che bello cominciare la giornata ridendo…….
@Gatto, >Guy, oddio, io ero un po’ una merda ma anche i tuoi post su libri usciti da mesi favoriscono il sonno.
Sì, però faccio vendere. : )
Cmq, bella autocritica, hai guadagnato qualche punto. E no, fare le garette non è da me, mica sono un blogger…
minna, sei senza pietà…ihih!
oops…io non sono una famigliare, non i beccherò qualche fondello rinsecchito volante vero??
Help!
:D
Anne67: il diritto di critica è sacrosanto e non vi rispetterei se lo ignoraste. Dico solo che se quando inizi a guardare una serie ti piace il primo episodio e il secondo ti fa schifo, aspetti comunque il terzo prima di smettere di guardarlo, no? ;)
“Io lo avevo capito subito”.
Scusate, sono cose che non andrebbero mai dette, ma te le tirano proprio fuori dai denti.
La cosa più agghiacciante è che ha poco più di 20 anni.
Io non ho detto chemi piaceva, ho fatto notare che era stato educato.
In verita ho chiamato in causa il curatore….
Ma sembra che “esso” non se ne curi.
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France’ datte una mossa
…Don’t feed the trolls si dice in genere. Ma non ho mancato di rispetto a nessuno, nonostante il vostro tono. Nell’ordine:
@Madisonav, dopo aver lasciato un annuncio per appuntamenti probabilmente, ha deciso che sono un genio incompreso e che solo io tratto di fatti. Vabbé se lo dice lei, bisogna crederle. :-)
.
@Utopia mi dice che difendo a spada tratta il mio pensiero. Non è così; si chiama discussione e mi stavo confrontando con @Anne67. E mi fa piacere, quindi ho chiesto spiegazioni. Che devo fare, abbassare la testa e dire soltanto “sì, avete ragione” anche se non lo penso? Poi arriva la lezione di vita con “imparerò invecchiando”, per la serie “eh, poverino, è giovane…che vuoi che capisca”. Non sapevo tu possedessi il dono e il regolamento ufficiale della sapienza. Ok allora, grazie per il consiglio. È che non vedo il contributo costruttivo sul tema. ;-)
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Poi arriva @Minna che - essendo educata - mi da del “coglione” senza motivare. Così, a priori. Un fantastico contributo alla discussione insomma. Mi riprometto di non spiegarmi oltre, perché tanto non volete capire, vi divertite così - tra voi - probabilmente. È che non è colpa mia se i commenti sono tutti vaghi e autoreferenziali e nessuno si prende la briga di tirare fuori vere motivazioni. Pensate che non sia in grado di capire o siete voi che non siete in grado di discuterne? Se mi ritenete così stupido, perché allora non tirate fuori voi gli argomenti?
Ah già, l’avete fatto: fionde e testicoli mummificati.
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Infine c’è @Kalz che ovviamente, aveva “capito subito”. Non si sa cosa, ma l’aveva capito! “Scusate, sono cose che non andrebbero mai dette, ma te le tirano proprio fuori dai denti”. Eh sì cavolo, questi giovani di oggi così sfrontati.
Kalz, cos’ho detto di così agghiacciante? La verità è che non ho ancora ricevuto una risposta, se non da Anne67 - con cui ho piacere a discutere, sottolineo. State semplicemente commentandovi da soli una storia che non esiste. Se almeno aveste la decenza di spiegarvi meglio, ecco :D
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La cosa strana è che siete gli unici che evitano il confronto. Cioé, ditemi che le cose di cui ho parlato nel post non esistono, ma spigatemi il perché.
Fatevi un giro qui, per dire: http://ff.im/3gU0j
È venuta fuori e sta evolvendosi una bella discussione attorno al post.
NB= qui non c’è nessun mio “famiglio” =)
il punto non è la lunghezza in sè del post o dello scritto in generale, ma tutto sta nel catturare l’interesse del lettore (concetto fondamentale in ambito comunicazione). a me è venuto sonno alla 3 riga.
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dove sono le donne? a cambiare pannolini, stirare camicie, preparar da mangiare…dopo una giornata di lavoro. e voi uomini dove siete?!???
quando in casa non dovremo pensare a tutto noi, forse avremo più tempo di dedicarci anche a lavoro, politica….
il reale problema sociale è che la maggior parte è ancora ingabbiata nel ruolo di mamma/moglie e l’uomo italiano, a differenza di quello europeo, al ruolo di figlio servito e riverito in tutto.
certo, è colpa di noi donne che vi cresciamo e accettiamo così, ma temo sia segnato nel nostro dna.
però non venitelo poi a chiedere a noi dove siamo, voi uomini, ma iniziate a cercare la trave nel nostro occhio prima della pagliuzza nel nostro!
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ultimo punto a proposito delle veline&co: le statitiche contano solo le italiane o anche la miriade di strsniere che sculettano sui nostri schermi? perchè se permetti, nel tuo discorso questo conta molto…!
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minna for president! ahahah, mi fai morir dal ridere…:D
kalz: smile for approval :o)!
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fra: giusto per capire…ma i limiti di battute erano solo per i nostri di post, perchè avevi paura di cosa ti sarebbe toccato, o il limite aveva un significato? ;-)
@biancadenni
Grazie, ma non è che voglio cambiare il mio paese. È che ci sono tante cose che non vanno e mi piacerebbe che cambiassero. E la soluzione per far sì che questo accada…siamo noi.
@l.lau
Hai centrato il punto della questione: l’unione tra voi. Spesso tendete ad “ammazzarvi” tra voi, come dici. Anche nel mondo del lavoro arrivate quasi ad odiarvi, proprio perché state assomigliando sempre di più a certi maschi.
Viviamo in una società maschilista, è vero anche questo. Il problema è che questo è l’unico modello di donna proposto, come se fosse quello della maggioranza. Non si spiegherebbe altrimenti come mai, ancora oggi (per esempio), una donna che fa l’ingegnere fa notizia…manco fosse un’aliena :-)
@Chomsky
È che sono abituato a discutere, non a insultare senza motivo. Evidentemente qui ci si basa solo sul commento precedente: insomma dovrei levarmi dalle scatole così, per sport. “E sbrigati, moderatore”, per cortesia ;-)
@Mariela
La lettura mi sembra scorrevole, lunghezza a parte. La maggioranza delle persone che ha letto, anche da altre parti, mi ha detto questo. Per il resto, guarderò il documentario volentieri, ma sulla maternità non posso dire molto non avendo esperienza diretta. Sono contento che tu abbia capito che di luoghi comuni purtroppo…non ce n’è.
Che noia, che barba, che noia.
@Anne
Penso che quella di Gatto fosse una provocazione. Nessuno chiede di bruciare reggiseni. Io mi sono solo chiesto dove siete finite e perché mancate nelle posizioni che dovrebbero competervi. Sul resto, ti ho già risposto.
@Maldivian
…e ma com’è che poi sei arrivata in fondo? ;D
Finalmente tocchi un altro punto. E l’ho detto nel post che non vi supportiamo a dovere. Ma come tutte le donne non sono in un modo, non è vero che tutti gli uomini sono come mezzo secolo fa.
È che, come dici, il problema è sociale. Le donne hanno pochissime garanzie in maternità, pochi ammortizzatori sul lavoro; solo i giovani sono messi peggio. In Italia la maternità è vista come una tragedia per un datore di lavoro; se poi guardi all’estero, è ormai molto diffusa l’usanza, da parte dei padri, di stare a casa con o al posto delle madri ad accudire i figli appena nati. Ma è il sistema sociale-lavoro-paese che glielo permette. In Italia invece se un uomo chiede il congedo per la paternità, cosa si sente dire?
Minna: “Buon inizio. Benvenuto”. Secondo te come lo dovevo interpretare?
Riguardo all’intervenire sulla questione, la mia l’ho ben detta.
D’altra parte, se dovessi stabilire i contenuti del blog in base ai vostri commenti, non ci sarebbero più Filippo Facci, il Direttore, Anselma dell’Olio, Kaitlin e pure il sottoscritto, perché ognuno di noi per un motivo o per l’altro si è beccato delle critiche a qualche post.
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Maldivian: il limite a 1800 era dettato un unico motivo: se i 100 post che ho ricevuti fossero stati di 5 pagine l’uno, probabilmente ne avrei letti 5 anziché tutti come ho fatto, e non l’avrei trovato corretto.
Precario, ti stai solo rendendo ridicolo, così. La cosa giusta da dire era: “Scusate, sono stato un po’ prolisso. La prossima volta lavorerò un po’ di editing.”
Invece, con quest’atteggiamento del tipo: “Siete voi che non capite, siete cativi, siete tutti contromano”, sta solo facendo la figura del pirla.
Poi, vedi tu, eh…
“Senti tesoro tutto quello che dovevi fare l’hai fatto? Il gas lo hai chiuso? La chiavetta l’hai portata in posizione orizzontale? Le persiane le hai sprangate? La sacca dei documenti l’hai presa?
Dove stai andando? Ma allora io parlo alvento”
Furio of course :)!
la telefonata all’ACI però è meglio….
Che noia, che barba, che noia..
“Tesorooo, l’hai preso il bagnoschiuma? e la schiuma da barba? e i calzini dove sono? le mutande sporche dove le metto? me l’hai lavata la polo a righine azzurre, e l’hai messa in valigia? e la crema solare protezione 40 l’hai presa?, lo sai che se no mi ustiono…” ;D
@Guy
Ehm, mi becco insulti gratuiti e sono io il pirla? OK! =D
Comunque mi dispiace esser sembrato prolisso o troppo lungo. È che mi piace essere preciso. Quindi spiego anche il perché delle cose. Scusatemi, quindi: spero nei prossimi post di farmi capire meglio.
precario: io arrivo sempre fino in fondo!
comunque il problema secondo me è prima sociale che politico: se non iniziamo a cambiare la nostra testa, non cambierà mai nulla…
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fra: vedi, ci avevo azzeccato! era solo una questione di pigrizia… ;D
vuoi una critica al post? una critica che esuli dal fatto che usi troppe parole per esprimere pochi (nulli) concetti?
Ok.
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tutte le tue dissertazioni in ordine al presunto lassismo che avrebbe attanagliato in una morsa la donna dagli anni 70 in poi, tradendo le premesse di una evoluzione del suo ruolo nell’ambito sociale, culturale, politico, peccano di poca onestà intellettuale.
Se solo fossero il frutto di una valutazione a tutto tondo della società, piuttosto che di una pontificazione elargita da un pulpito trabballante, terrebbero nel dovuto conto il fatto che dietro alle difficoltà di emersione della figura femminile c’è sempre una figura maschile attaccata alle gonne tradizionali della donna.
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vedi, precario, le tue osservazioni sono trite laddove non partono da un assunto incontestabile: la donna è destinata a ricoprire, con dedizione piena e tempo parziale, più ruoli nell’ambito della sua vita; l’uomo, quando è proprio bravo, si concentra sul lavoro e il tempo che avanza finge di dedicarlo alla famiglia, del cui indirizzo, tuttavia, si accolla le responsabilità solo part time.
Dobbiamo fare in conti con fatto tanto evidente quanto sottovalutato: la parità tra sessi non ci potrà mai essere perchè non ci sarà mai (vivaddio) una perfetta parificazione tra quello che sente una donna quando suo figlio scalcia nel suo grembo, e la faccia estatica di un padre davanti alla nursery dell’ospedale.
La parità tra i sessi non ci sarà sino a quando gli uomini non avvertiranno lo stesso legame con la famiglia in generale e i figli in particolare, geneticamente avvertito dalle donne.
Quindi non ci sarà mai.
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Oltre a questo, ti chiedo e mi chiedo: che interesse può avere un uomo, se non nell’agevolare, almeno nel non ostacolare una carriera della donna?
Nessuno!
Sai perchè?
La donna è un concorrente in più; la donna, nell’ottca maschile, deve in primis essere donna (compagna, molgie, madre) e in ultima analisi occuparsi del lavoro fuori casa affinchè l’uomo possa eccellere o almeno provarci
Quandi, caro precario, anche io sono contraria alle quote rosa che fanno tanto riserva wwf, ma sino a quando gli uomini non “aiuteranno” le donne ad emrgere, riconsocendone il valore e non ostacolandole per principio, la società non si evolverà che lentamente.
L’onestà intellettuale cui alludevo prima, starebbe nel prendere atto di ciò scirvendo un post in cui l’indice accusatorio fosse sostituito da un pollice di approvazione per gli enormi aforzi giornalmente commessi da milioni di anonime donne per far quaddrare il cerchio.
Madò, sta ancora qua questo?
Capito subito dall’intro il ciuccetto presuntuoso che viene a dare lezioni alle donne su come stare al mondo. Spiega del mio annuncio per appuntamenti per il sapientino de’ coccio:
con quale autorità ti senti abbastanza Uomo da rivolgerti alle Donne con un pezzulletto prolisso e pieno di stronzate?
Per cullare il tuo micro-ego ti rammento che anche ai più grandi artisti è capitato di prendersi uova, carciofi e pomodori in faccia.
Su. A casa.
@anne67, la telefonata all’Aci è la prima cosa che mi è venuta in mente, ma vista la permalosità ho lasciato perdere :-)
Da ultimo: non siamo complici del maschilismo e infatti rifuggiamo da quelle forme di piaggeria del genere “siete animali straordinari” o “E la mia forte convinzione è che sarete proprio Voi a svelare questo muro e a fare uscire da questa triste situazione tutto il paese”.
Non abbiamo bisogno di essere blandite da un giovinetto che sino a ieri portava i calzoni corti, ma che, una abitudine tutta italica (semi-cit) non sa, ma vuole insegnare.
@Precario, non ti prendi del pirla perchè prendi gli insulti. Ti prendi del pirla perchè ti muovi come tale, con le risposte che dai ai commenti. Apprezzabili le scuse, cmq, anche se un filo tardive.
@Uto, >l’uomo, quando è proprio bravo, si concentra sul lavoro e il tempo che avanza finge di dedicarlo alla famiglia, del cui indirizzo, tuttavia, si accolla le responsabilità solo part time.
Cavolo…o hai frequentato uomini davvero scadenti, oppure hai una visione tutta tua (e nera) dell’universo maschile: una frase così equivale ad una maschile tipo: “Le donne sono tutte troie”.
Allora, io spezzo un paio di lance in favore del Precario.
Dopotutto sono un Gatto Nero, quindi un famiglio: ha ragione Minna. Ma sono anche un sindacalista: ha ragione S. Ma sono anche un black bloc: ha argione mia madre.
Detto questo, guardate che l’essere prolissi non è sempre un male. È che siamo abituati a post brillanti, battute taglienti, ritmi sincopati. Fantastico: a me piace. Ma non deve essere PER FORZA così: il mondo è bello perché è vario, e alle volte fa anche piacere leggere qualcosa di più lungo. Io avrei tagliato qua e là, avrei snellito un po’… ma io scrivo in maniera diversa. Amen, è la vita.
Dopotutto non c’è solo l’acidità di Minna (è una sua cifra stilistica e a me sta PARECCHIO simpatica così, mica la critico) o la dolcezza estrema di ctck… ci stanno anche altre persone nel mezzo, e se leggo qualche commento a firma di persone nuove ne sono solo contento.
Poi non capisco perché vi incazzate - donne - se uno arriva e vi pone delle critiche, così come non capisco perché si debba sempre indorare la pillola (”starebbe nel prendere atto di ciò scrivendo un post in cui l’indice accusatorio fosse sostituito da un pollice di approvazione per gli enormi sforzi giornalmente commessi da milioni di anonime donne…”… ma perché, scusa? Qui non si parla dei milioni di anonime donne che fanno, la cui esistenza non viene messa in dubbio, ma dei milioni di donne che si accontentano di una condizione che è sempre più becera, sembre più degradante. Vogliamo affermare il contrario? Ok: basta far sapere che su Grazia Blog vige solo il volemose bbbbene e tutti gli ospiti saranno invitati a scrivere di quanto le donne siano fighe). Alle volte è anche giusto scrivere qualcosa di scomodo.
Io credo l’unico errore del Precario sia stato, nei commenti, nel prendervi di petto: s’è dimenticato che avete le tette, ha preso male le misure ed è rimbalzato via. :p
(Mi si deve essere perso un “blockquote” di chiusura per strada)
il ragazzo si farà.
e, anche se questo post dovesse essere un passo falso, gli sarà utile.
purché lo metta nel curriculum. :)
Guy, non metterla sempre sul piano personale per favore, e qualche volta ricorda anche che lavoro svolgo, e che non vivo in mezzo al deserto.
Magari sarò stata enfatica, ma solo un po’.
sono un precario + gattonero –> la sintesi. Adieu.
Non credo sia un fatto di misure.
Credo sia un fatto di inesperienza.
A me Precario mi fa pensare a qualcuno che non conosca ma crede di conoscere.
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Mi fa l’effetto di quei temi che si facevano al liceo, pieni di grandi speranze e ideologie ma pochissima sostanza, anacronistici e inutili.
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Il pio pio di un pulcino orfanno che si crede pollo.
Ma che quando incontra polli e galline piu’ cresciuti non sa nemmeno chi siano perche’ non l’ha mai visti in vita sua.
(confesso: adoro farmi paladino in difesa dei deboli!)
;)
Ho sentito spesso gli uomini dire che se rinascessero donne farebbero le puttane. Ed è vero,
quando voi maschi iniziate a blaterare di mercificazione del corpo femminile e altre cretinate simili tradite solo la vostra paura di finire nel sacco e la vostra invidia verso un potere che subite. La verità è che ci vorreste col burqa per non cadere in tentazione e al lavoro come schiave 12 ore al giorno (con la scusa di valorizzare il nostro cervello)…e invece delle ragazze (sveglie) indossano un top e una minigonna, ballano, cantano, si divertono in tv e guadagnano in un giorno quanto te in 3 mesi!
@madisonav, per un po’ ho pensato che fossero la stessa persona
http://blog.graziamagazine.it/2009/03/18/in-un-mondo-perfetto-l8-marzo-sarebbe-la-festa-delluomo/
Minna, lo sai che il mio sogno è leggere qualcosa di scritto da te? Nel senso che mi piace come scrivi, il tuo personaggio.
È divertente e intelligente. E sono curioso di come sarebbe vederti fare la protagonista e non la spalla… :)
kalz: dovrei avere più capelli, essere più magro, più alto e più eterosessuale. A parte l’ultimo punto, ti direi: “magari!”.
@ guy
vuoi velatamente suggerire che i veri maestri insegnano con l’esempio…… ;)?
Gatto, Minna aveva scritto qualcosa per il Blog in realtà. Solo che, quando Francesco ha fatto per tagliare, il .doc di Minna ha emesso un acido che ha bucato i tre piani sosttostanti dell’ufficio. (cit.)
Lì, Francesco si è arreso.
@Guy
Sticazzi, vorrei ricevere delle critiche motivate. Non favole campate per aria. Cioé c’è gente che mi sta insultando perché oltre le 3 righe probabilmente gli si flippa il cervello, e non sapendo cosa dire in merito all’argomento ricorre ad espedienti triti e ritriti che non c’entano niente, degni del mago Zurlì: “sei giovane, dai lezioni alle donne-hai capito tutto tu-vi saluto e me ne vado ma poi facciamo che torno anche se nessuno sentiva la mia mancanza”, e via dicendo.
Quindi ok, tu avrai la facoltà di ripetere a vita che sono stato lungo (abbiamo capito), ma non sono sicuro che qui dentro la figura del pirla l’abbia fatta io. Comunque la cosa non mi preoccupa, perché io sono pirla =)
@Maldivian
Ahahahah :D Ottimo!
Ho ragione, sul fatto che dobbiamo cambiare un po’: altrimenti avresti detto che tu non arrivi solo in fondo…ma vai ben oltre ;-)
@Utopia
Mah, non vedo pontificazioni. Io ho solo parlato del contesto esistente, non è mica colpa mia se la realtà è questa. Sulla figura maschile hai pienamente ragione, non lo nego mica. Anche se, quotando @Guy…credo tu abbia avuto a che fare con maschi che non sono uomini.
La parità dei sessi però riguarda anche l’ambito sociale e/o lavorativo, non solo quello naturale. E proprio perché c’è maschilismo un uomo non accetta di vedersi superato da una donna: sarebbe prima un’umiliazione sessista, poi una sconfitta sul piano lavorativo. Sono queste le cose su cui “lavorare”. Per quanto riguarda l’aiuto dell’uomo, si parla di ambito di coppia, famiglia, ecc: è ovvio che se c’è competizione non ci potrà essere un grande aiuto. Però ci si aspetta che un marito aiuti la moglie e via dicendo.
Ripeto: le quote rosa servono finché la situazione sarà questa. Perché le donne -in politica per esempio- sono sempre agli ultimi posti nelle liste, e vengono dopo l’ordine alfabetico degli uomini. Il mio post non è affatto accusatorio, quante volte devo dirlo? Dov’è che vi accuso? Vi ho semplicemente chiesto dove siete. Prendendo atto che non tutte le donne sono così, che ce n’è tante che combattono, come spieghi tu.
Poi boh, ok che ormai a prescindere, tutto quello che dico è una merda, però seguendo il tuo ragionamento sull’onestà intellettuale, i tuoi sarebbero concetti nulli, delle cazzate fatte di aria fritta.
Per il resto, mi rifaccio alla risposta di Gatto Nero. Avresti potuto, dovevi fare, ecc. Ma che siete, tutte maestre di vita? Se non vi avessi detto la mia età, avreste lo stesso sentito l’istinto materno nei miei confronti? Essù.
No, vuole sottolineare che i veri maestri sono Guy :p
ma precario, le critiche servono per crescere…tranne quelle più violente(ogni tanto si ha bisogno si svuotare le sacche di veleno) puoi prendere questo ring per rinforzarti e farti le ossa.
Anche i pugili all’inizio prendono pugni, ma poi imparano a schivarli o a rispondere a tono.
Tu avevi detto “mica mi mangerete”, forse la carne di un venticinquenne è tenera tenera per i dentini acuminati di alcune commentatrici….così tenera che ti taglia con un grissino;-)
“Istinto materno”? ahah carina questa ironia….
Nell’istinto materno ci dovrebbe essere tenerezza, qui non mi pare ce ne sia.
La fortuna aiuta gli audaci muniti di autoironia.
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buonpomeriggio:)
“Dove sono finite le donne italiane?”
Io purtroppo non te lo saprei dire visto che sono straniera e che delle donne italiane qua in Francia ne abbiamo un’immagine sbagliata come quella del Financial Times (mi accorgo che è sbagliata da quando ho imparato l’italiano e ancora di più da quando frequento il GraziaBlog), ma ho paura che certe donne italiane finiscano davvero un po’ male se continuano a parlare con questo tono superiore. Speriamo si riprendano!
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Sarei bugiarda di dirti che non sono stata “spaventata” dalla lunghezza del tuo post e che pur non essendo sintetica, mi piaciono i post corti. Ma ho voluto fare quello sforzo per te e la lettura mi è diventata liscia parola dopo parola. Ho riletto il tuo testo per essere sicura di non fraintendere.
Non vedo niente di scandaloso in quello che scrivi, boh non capisco certe reazioni. Probabilmente ideologicamente sono molto vicina a quello che pensi, è questa la spiegazione.
La tua riflessione sul blog di una rivista per le donne è anche “bien à propos”. Penso che si scatenano solo perché ideologicamente sono opposti alle tue idee e di sicuro non voterano come te alle prossime elezioni. Ma ti potrebbero dire la loro opposizione con un altro tono più corretto. Poi c’è chi ti dice che non ti leggerà più da ieri sera e che continua a commentare tutti i 5 minuti. Non ho parole.
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Ho apprezzato il tono del commento di Bianca, lei ti ha detto che non condivide tutto ma ha letto con cura il tuo testo e ha detto con delle parole molto belle (come sempre) quello che ne pensava. Ed è vero che hai il merito di provare a riflettere su qualcosa che potrebbe fare cambiare un po’ le mentalità. Qua purtroppo certe persone sono impermeabili all’Altro, sono troppo girate da decenni verso il proprio ombellico
E la zietta Caramellina ti da un giudizio molto carino. Da lei imparo un po’ di calma interiore ma non è sempre facile, è un’Arte difficile.
Minna, mi hai fatto sorridere, sarei bugiarda anche per questo di dirti il contrario, ma certe volte non la capisco ed è meglio cosi’. Minna ti invito a fumare un po’ di salvia con me :)
@ carami
l’istinto materno a volte suggerisce anche qualche sano sculaccione ;)!
Gattino, io so stare al mio posto, piu’ o meno come Renee’ dans L’Élégance du hérisson.
anne, lo scappellotto affettuoso ok,
ma qui mi pare a volte che ci si aggiunga un pizzico di sadismo.
A me pare.
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cikappina, ohmmmmmmmmm:-)
Sapessi in questi giorni come cerco di darmi calma e mantenere l’equilibrio per vicende lavorative….e non sempre ci riesco.
Ogni tanto mi scappa la pazienza e purtroppo sono poco diplomatica, l’emozione contamina le parole nel difendere le mie posizioni mentre invece bisognerebbe avere più freddezza.
Però è vero che noi donne a volte ci diamo la zappa sopra ai piedi….un po’ un atteggiamento masochistico alla “Tafazzi”(conosci il personaggio?).
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ciao:)
(…Shhhhht Minna, non citare libri che poi Guy parte dritto dritto con la recensione!)
Hai letto il libro in francese Minetta? BRAVAAAAAA!
Tafazzi? No, non lo conosco Caramellina.
Guarda se imparassimo a mettere le carezze sui commenti come lo fa Bianca e come lo fai tu, il blog sarebbe il Nirvana!
precario, ho capito che quando scrivono gli altri, la fregola di controbattere ti ottunde il cervello precludendoti ogni capacità di comprendonio.
Ci rinuncio.
Non prima di aver precisato, tuttavia, che se a guy (che conosco personalmente) posso perdonare il suo scivolone, a te, che ti intravedo da molto lontano -senza peraltro desiderare di trasformare il piano lungo in piano americano- non posso consentire di compiere alcuna valutazione circa le mie conoscenze.
Ho conosciuto maschi e ho conosciuto Uomini.
E ora, scrivendo qui, conosco anche un ragazzotto arrogante che non sa tenere la discussione sul piano generale ma deve trascendere su un personale che non conosce per cercare di ancorarsi a un vetro troppo scivoloso.
cikappina, tafazzi è un personaggio comico lanciato dalla Gialappa.
Eccolo qui:
http://www.youtube.com/watch?v=ljiMEpW98SU&feature=related
Il tafazzismo è un atteggiamento masochistico.
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evidentemente non vogliono che sia un nirvana, preferiscono lo sfogatoio:-(
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Alessandro:ciò che non uccide, fortifica;-)
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buonpomeriggio:-)
CARAMI: non era “ciò che non ammazza ingrassa”? ;D
dove diavolo siete finite, donne italiane?
Beh, non nei posti di responsabilita’, almeno non di fatto, e non di sicuro in numero sufficiente.
In abbondanza invece ce ne sono nelle televisioni a far vedere le gambe e i culetti. Non so quanto edificante questa mercificazione della donna possa essere.
E voler essere apprezzati per le proprie capacita’ intellettuali non significa essere di cattiva presenza. Si puo’ essere d’aspetto piacevole e avere un gran cervello allo stesso tempo. Io preferisco di gran lunga essere apprezzata per la mia intelligenza e per le mie capacita’ nel campo lavorativo. Che poi allo stesso tempo non mi presento come una sciattona quello e’ un altro discorso, lo faccio anche per una forma di rispetto per la mia persona, ma questo non significa che devo andare in ufficio con la minigonna mozzafiato e la scollatura che arriva all’ombelico. Vestirsi in modo professionale da molta piu’ credibilita’.
@Caramella
Grazie. Eheh, evidentemente pesa il fatto di essere ritenuto giovane, non so. Altro elemento tutto italiano. Sei giovane? Eh beh, allora “non ha idea”, “capirà”, etc. Compatiamo questi giovani, che noi abbiamo le risposte a tutto. Mi sembra un po’ quest’ottica, ecco. Ih ih, l’istinto materno era sarcastico infatti =)
@Cktc
Fa piacere anche a me leggere quello che scrivi e che pensi. Secondo me non c’entra molto nemmeno l’ideologia; quello di cui ho parlato sono evidenze legate “all’immagine” (l’ho ripetuto tante volte apposta) che viene trasmessa e veicolata dall’opinione pubblica e non solo.
@Dora
È sintomatico che chi vive fuori dall’Italia riscontri una situazione simile a quella di cui ho parlato. Tu in Usa, Cktc in Francia. Io credo anche che moltissime donne sono state allevate ad usare la seduzione (in senso ampio, non solo sessuale) come metodo principale per avere ciò che vogliono. Ed è un po’ quello che molte hanno fatto per secoli, più o meno costrette, e continuano spesso a fare oggi giustificando il tutto con il fatto che sia “una conquista poter usare il proprio corpo”, il sesso e annessi e connessi per ottenere ciò che si vuole. Ecco, questa è una sciocchezza, visto che è da millenni che si fa e non mi sembra che serva a fare avanzare le donne nella società, nè tantomeno permetta di ottenere le famigerate pari opportunità.
Insomma abbiamo ancora molta strada da fare, uomini e donne.
“Tesorooo, l’hai preso il bagnoschiuma? e la schiuma da barba? e i calzini dove sono? le mutande sporche dove le metto? me l’hai lavata la polo a righine azzurre, e l’hai messa in valigia? e la crema solare protezione 40 l’hai presa?, lo sai che se no mi ustiono”
Ma perche’ vi fate trattare cosi? Io un uomo cosi’ l’avrei buttato giu’ dalla finestra. Ma che modo di fare e’ questo? Io a mio marito lo amo da morire ma e’ una persona adulta e indipendente e i calzini se li mette a posto da solo, la polo in valigia ce la mette lui, la crema solare se la prende da solo e la polo a righine se la lava lui, anzi, siccome io sono quella che cucina in casa lui fa il bucato per tutta la famiglia, lava asciuga e mette a posto nei cassetti, bello piegato e in ordine e il sabato e la domenica mentre io faccio i bagni e la cucina lui passa l’aspirapolvere in tutte le stanze. E che cacchio! Se no come ho gia’ detto lo farei volare dalla finestra, quella del secondo piano e non quella del piano terra.
dorainusa: credi che tuo marito faccia parte della media dell’uomo italico? anch’io mi rifiuto di fare “la schiavetta” e fortunatamente ho un marito che in casa mi aiuta, ma non credere che questa sia la norma…con la nostra generazione le cose iniziano a cambiare, ma ne deve passare ancoa d’acqua sotto i ponti…
Da un lato la penso esattamente come te: stupide donne che sculettano in tv e disposte a vendersi per la visibilità. Tutto questo è fuori dal normale. Ma è ormai un fenomeno irrecuperabile, poichè sta diventando cultura innata delle nuove generazioni.
Per quanto riguarda la politica e le quote rose, prima di parlare bisognerebbe realmente capire gli ostacoli e i pregiudizi che una parlamentare Italiana, ancora, incontra nelle sue giornate lavorative.
E se un premier decide di candidare belle ragazze, sicuramente è una strategia non rivolta a noi donne ma a voi uomini, che nel 2009, ripeto nel 2009, davanti a un culo e 2 tette giganti (rifatte o non) perdete la testa. NESSUN UOMO ESCLUSO, mi dispiace deluderti.
Ho appena finito di leggere… Mi sono spuntati un paio di lividi sullo zigomo. Pizze volanti. Il ragazzo si è posto male (soprattutto nei commenti), ma non è privo di fondamento. L’avete fatto nero. Mi sa che non torna più.