Visti gli argomenti che tratto, non vorrei qualcuno pensasse che ho una visione stereotipata della donna, perché non è così. Non vedo tutte le donne come persone che vogliono avere figli, che odiano il calcio, che amano i reality e che hanno forti e inspiegabili e incontrollabili emozioni. So bene che molte donne non hanno neanche una di queste caratteristiche, anzi ne conosco a decine e sono tutte tra loro felicemente sposate. La scelta degli argomenti dipende dal fatto che, oltre a essere cliché e forse proprio per il fatto di esserlo, si ripresentano ogni giorno nella vita di ogni uomo senza che sembri anche solo lontanamente possibile venirne mai a capo.
Ad esempio, si sa, alle donne non piace il calcio. “Anche a me piaceâ€, “luogo comuneâ€, “piace pure a meâ€, “non è che non mi piaccia…â€. Ok. Ma per quelle tre o quattro donne che tutto sommato il calcio non è neanche la morte, ce ne sono però un paio di bilioni che, è inutile star lì, il calcio fa vomitare. E poi, anche quando a una donna piace, in realtà non le piace veramente, e questo perché lei e un uomo, quando guardano la stessa partita, vedono due cose diverse: lei magari pensa che quello che prova sia piacere, ma in realtà è solo un conato di grado inferiore. Per dire: Anche alla mia ragazza piace il calcio, ma poi, quando mi trova lì a guardare Chelsea-Liverpool con lo stesso entusiasmo e interesse come se fosse Milan-Juventus (come sarebbe a dire “che differenza c’è?â€), dice “siete tutti uguali†e si sente trascurata e io sinceramente non riesco a immaginare quello che prova.
Come dicevo: non è lo stesso piacere, non c’è lo stesso morboso coinvolgimento psicotico. Motivo? Ci ho pensato a lungo e sono arrivato alla conclusione che è solo una mera questione di simboli. È semplice: le donne vedono il calcio per quello che è, ossia uomini che cercano di mettere un pallone in una rete a suon di pedate. È tutto qui ed è una faccenda assolutamente idiota. Verissimo. Noi uomini, invece, guardiamo le partite e soffriamo per il simbolismo, le allegorie, l’immedesimazione. Dico davvero: soffriamo come dei cani e non ci possiamo fare niente. Mai visto un elettrocardiogramma di un tifoso?
Il calcio ti fa soffrire come quando fai un sorpasso e dall’altra parte arriva un’altra macchina e per una frazione di secondo non sai dire se ci starai dentro
(accartocciato nel cofano-motore dell’altra macchina, intendo), e ti fa gioire come [tutto quello che si presume verrà dopo] il primo bacio. Perché? Per il simbolismo.
Non ci sono davvero una palla o una rete, là in mezzo, ma ci sono la madre, il padre, l’utero, Edipo, il peluche di quando eri piccolo e chissà che altro. Non dico questo per insinuare che l’uomo abbia una visione più alta o più complessa e più dignitosa. Non è più dignitosa: è ridicola. Ma è il modo maschile di sublimare la vita. E poi, a dire il vero, ci frega veramente poco del destino della palla. Io e molti altri milioni di uomini soffriamo con diversa intensità ma per gli stessi motivi stando appresso alle macchine, alle moto, alle freccette, al biliardo, alle altre palle più grandi o più piccole o dalle improbabili forme. Il simbolismo della competizione, tutto qui.
In altre epoche si prendeva il moschetto o la spada o la lancia o la clava e si andava tutti in centro o nel primo spiazzo d’erba disponibile e ci si sublimava a randellate a vicenda. L’uomo moderno, invece, si è messo in pantofole e grembiule e ora ha dentro un sacco di aggressività , di competitività e di rabbia represse che non trovano una via di sfogo sufficiente. Qualcosa di molto primitivo, di molto lontano e di molto ignoto gli preme le interiora ma lui non capisce cosa, ragion per cui io consiglio vivamente di lasciarlo tranquillo in poltrona, accarezzargli la testa e dirgli: “sublima, caro, sublimaâ€, anche se il sogno di tutti gli uomini – e questo spiega quanto sia ingiustificato il senso di trascuratezza che una donna prova quando si sente meno intrigante di una partita – è poter condividere questa passione con la propria metà , mettersi lì e gioire e soffrire insieme, discutere di calcio-mercato, di Mourinho (non di quant’è sexy Mourinho), di schemi, moviole e robe varie e poi, dopo aver fatto sesso tutta la notte (in caso di vittoria, s’intende), cercare di emulare i propri eroi (volevo dire simboli) con una bella sfida alla… che so… Playstation? Eh?
No? Ok, un passo alla volta, lo capisco. È normale che il mondo non sia ancora pronto ad accettare le profonde implicazioni freudiane della Playstation.

































Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Ne parlavo poco tempo fa sul blog di quel libro.
Il tuo post sembra un capitolo non scritto delle “Mythologies” di Roland Barthes. Non so se rendo l’idea, ma è un complimentone da parte mia.
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Ho adorato “mai visto un elettrocardiogramma di un tifoso?” e ho pensato a mio padre quando guardava una partita (poverino lui che ha avuto 4 figlie! ;) e ai miei amici tifosi
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ps: lo confesso, ho dovuto googlare per sapere chi è Mourinho (shame on me, lo so!).
Quando sento parlare di questo argomento non posso fare a meno di tornare con la mente ai Mondiali di calcio del 1990, giocati in Italia, che coincisero per filo e per segno con una mia intensa love story. L’8 giugno, giorno del partita inaugurale, siamo usciti a cena per la prima volta. Mentre si giocava Olanda-Germania, la miglior partita di quei Mondiali, eravamo a letto insieme con il sottfondo della voce di Bruno Pizzul che entrava dalle finestre aperte. Andò tutto a meraviglia anche se ogni tanto Pizzul diceva “Adesso ha il problema di girarsi”… mai avuto questo problema. Poi alla fine commentò “Tutto molto bello” e in effetti aveva ragione.
p.s. Chiedo scusa per questo post così personale che più personale non si può e di cui fregantubo a nessuno, ma non ho saputo resistere
Chi e’ Mourinho?
Kalz, il trapezista!
A me piace il calcio e diffido degli uomini cui non piace.
kaltz, il ricordo del dizionario di Pizzul applicato ad altro è esilarante. Aggiungo il “non va” di Piccinini.
minna: meglio che tu non lo scopra….;D
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kalz: bellissimo il tuo post!
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io sono tifosa (direi selettiva). certo non sono ai livelli di un uomo, ma il calcio lo seguo e mi piace. per fortuna però non faccio sesso con mio marito solo in caso di vittoria della propria squadra del cuore…andremmo sempre in bianco… :-/
Questo è il Kalz che apprezzo, la sua parte “Kubinski” non sparita la quale parlava con passione di ciclismo, lontano dalle sue osservazioni sulla Bulgaria degli anni ‘50 e altre cose poco gentili che a volte gli escono dalla tastiera chissa perché?
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In tante non apprezziamo tanto il calcio eppure siamo appassionate quando arriva il Mondiale e l’Euro, chissa perché? Avete mai visto il mio elettrocardiogramma per una di quelle partite? :) E non mi uscite ancora la testata di quello scemo di Zizou che mi ha fatto morire! :)
qualcuna davvero trova sexy Mourinho?
non ci posso credere…
@ kalz
l’abbinata ludico-ginnica calcio/sesso decisamente ti giova :)!
anne: esteticemente si…poi apre bocca e mi passa la poesia…
> “È semplice: le donne vedono il calcio per quello che è, ossia uomini che cercano di mettere un pallone in una rete a suon di pedate. È tutto qui ed è una faccenda assolutamente idiota. Verissimo. Noi uomini, invece, guardiamo le partite e soffriamo per il simbolismo, le allegorie, l’immedesimazione. Dico davvero: soffriamo come dei cani e non ci possiamo fare niente. Mai visto un elettrocardiogramma di un tifoso?”
No, ma vivo con un direttore sportivo (e tal tesserato FIGC) di squadra professionista. E ti assicuro che questa sua condizione lo porta all’ennesima potenza emotiva del semplice tifoso ch’era fino a pochi anni fa. Che fosse solo l’elettrocardiogramma…Vuoi mettere i disturbi psico-somatici, l’ansia pre-, quella -post, le chiamate a tutte le ore, il calcio mecato, le ferie spostate, le ferie cancellate, le ferie che lo vedono arrivare stremato? E considera che potrei andare avanti a raffica, così come potrei dedicare una sezione specifica ed articolatissima su tutta l’argomentazione della Scaramanzia, che è capitolo a parte. Ma non mi va d’annoiare. Tra l’altro sono una di quelle che non se ne intende ma si immedesima, che ho sempre guardato partite live o meno e che prima di tutta la carriera fino ad oggi non perdevo alcuno dei suoi incontri come giocatore prima, allenatore poi. Alla fine per me veder lui o il frutto del suo lavoro era comunque motivo più che sufficiente per non perdere dettaglio.
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Detto questo, bellissimo il tuo pezzo soprattutto se mi farai ora il favore di rileggerlo pensando ad una “contro-parte” femminile che ti spieghi il perchè delle sue lacrime, del suo idem-sentire, del suo immedesimarsi nella Soap di turno ch’arriva quasi fino al sentirsi quello stesso personaggio che tu trovi ripetitivo, patetico, privo di contenuti e per nulla facente scaturire emozioni di sorta. Anche le soap, come le squadre, hanno un vissuto, un passato, un intreccio. E viverle dall’inizio e con continuità fa la differenza.
Lo stesso leggasi per i reality. E via dicendo.
Che mi dici, di ritorno?
justcla: ci avevo pensato, in effetti. Dire che le soap sono l’equivalente del calcio mi sta bene. Invece non capisco i reality. Non capisco che cosa siano, perché esistono, perché li guardano. Hanno anche loro un intreccio? Sarà . Ma sono troppo scadenti, troppo avvilenti. Tuttavia, li trovo interessanti perché mostrano gli uomini in una condizione di miseria, e infatti preferisco di gran lunga La fattoria al Grande Fratello (se li guardassi, dico), per via della caduta carismatica del personaggio famoso di turno.
Vanno lì per distruggersi, per purificarsi, per perdere i superpoteri e tornare persone normali.
No, sai? Vanno lì perchè hanno finito i Supercash e non sanno come altro racimolarli. Fattoria=Isola. Quantomeno in quei due accettabili qualcosa fanno oltre a trombazzar/ballettini/scelta di che sapone usare e come farlo cadere a terra perizomati.
Comunque, non guardo il GF per principio, troppo vuoto e stolto come chi lo abita. La Fattoria non l’ho mai considerata, ma mi son vista l’ultima Isola per una scommessa.
Se vuoi al posto della partitina al Play posso darti la controparte facendoti provare una bella cera. Tutta-Gamba, perchè anche lì ci sia immedesimazione e idem-sentire liberatorio post-pelo.
Si inizia così, a viversi nei panni del sesso opposto.
Baci.
maldi, tuo marito tifa inter? :-D
(non ho resistito.. aborro gli interisti e schiatto sotto il peso di un figlio cooptato da un padre nero-azzurro)
addio, chinaski.
grazia lo stesso.
p.s.
nota che pur di porgerti l’estremo saluto mi sono registrato al blog di grazia
é arrivato/a chi pensa di fare la raccolta differenziata
UTO: se fosse stato interista non avrei preso nemmeno in considerazione l’idea di sposarlo… ;D!!!!
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non capisco l’utilità dell’iscriversi a questo blog solo per mandare messaggi personali, cosa che potrebbe essere ben fatta in altro modo/sede…mah! cosa non fa la gente per farsi vedere…!
China, ma tu hai “mai visto un elettrocardiogramma di un tifosA?†…essenzialmente hai ragione…ma direi che c’è anche chi, come me, non fa testo!!! Io sono tifosa di calcio (della serie andavo pure allo stadio..)e formula uno…e direi che, in quei momenti, assomiglio + io ad un uomo che l’uomo a sè stesso!!! Comunque rimani sempre un grande! Complimenti!
Di donne tifosissime ce ne sono tante…Se poi hanno anche piccolini che inizian la pratica del calcio, lo diventano a livelli estremi. Ricordo quelle che reimpivano pullman AC MILAN e una domenica sì una no andavano a popolare lo stadio fin da qui al Meazza. Le più simpatiche e colorite, direi.
E’ incredibile come la stessa sequenza di immagini venga vissuta diversamente da due cervelli simili ma non uguali. Guardo il mio compagno con gli occhi sgranati fissare la palla e riconosco lo sguardo del cane che insegue felice il suo bastone…miracoli dell’evoluzione…poi per quel che mi riguarda il calcio è di una noia mortale, (partite della nazionale comprese) però adoro il commento da Bar Sport e il can can mediatico che segue il pallone. Il gergo delle telecronache, i siparietti tra Abatantuono e Mughini a Controcampo, le finti liti tra Corno e Crudeli a La 7 Gold, le sparate velenose di Enrico Varriale e Carlo Paris a bordo campo. Per non parlare di Mourinho che è diventato il mio mito…così alla fine, anche se per ragioni diverse, riusciamo a seguire il calcio, divertendoci lo stesso anche se per motivi diversi.
“Assomiglio + io ad un uomo che l’uomo a sè stesso” (cit., jjl): ahahahaahahahah!
Chinaski, adoro le espressioni dei tuoi amici venuti salutarti sul blog!
maldi, tiro un sospiro di sollievo per te ;-)
:D