Grazia Perché non puoi aspettare

Tutta colpa dei libri (?)


Se mi ritrovo a litigare con Google maps, cercando di comprendere la logica degli indirizzi a Tokyo, è anche per colpa dei libri che ho letto o forse di quelli che non ho letto. Per quelli non letti non ho scusanti. Ho solo scuse, internet e il pianoforte. Per quelli letti ho la colpa di averli presi sul serio anche quando (forse) erano fatti di metafore, esempi estremi e provocazioni. Io ho preso tutto alla lettera. Strano, per uno che non si prende mai sul serio.

Non era scritto da nessuna parte di lasciare Milano e trasferirsi a Tokyo ma io l’ho interpretata così. Ora potrei puntare il dito su parecchia gente e trattandosi di scrittori viventi potrei anche pretendere che si assumano le loro responsabilità.
La fetta più grossa di colpa se la dividono Lettere dalla Kirghisia di Silvano Agosti, Io, società a responsabilità illimitata di Sebastiano Zanolli e 4 Ore alla Settimana di Timothy Ferriss. Cercavo forza, idee e qualche illusione realizzabile. Ho trovato tutto. Quando mi trovo in difficoltà con i preparativi, mi rileggo qualche pagina e riparto come un ciclista appena dopato al Giro D’Italia.

Tornando agli indirizzi, ci sto ancora litigando, Google maps dovrebbe riconoscere sia il nostro sistema di scrittura che quello giapponese ma a volte le cose si complicano e succede che un indirizzo appaia in parti differenti di Tokyo contemporaneamente e che altri non risultino. È solo l’inizio del mio litigare con numeri civici, strade e isolati quindi resto calmo.
Lascerei perdere volentieri ma quella che sto preparando è una vera piantina di Tokyo a misura di Matilde. Ho individuato tutti i nidi internazionali, le cliniche pediatriche internazionali e altre strutture dedicate all’infanzia, così, avrò sempre sottocchio la situazione. Una volta deciso il posto dove abitare sceglieremo nido e il resto. Ho valutato (e ancora ci penso) l’opzione Au pair / Babysitter, visti i costi dei nidi privati (un milione di Yen all’anno, circa 7.600 euro) ma ancora resto indeciso. Sull’affidabilità delle strutture private a Tokyo non ho dubbi, altre famiglie italiane mi hanno rassicurato con la loro esperienza diretta, inoltre, le credenziali su personale e metodi didattici riportate sul web rassicurano.

Come ho scritto nel post precedente, Matilde è spesso l’argomento caldo del salotto. Quello che non sopporto è quel tono a metà tra compassione e dispiacere “Poverina Matilde…” dicono spesso, come se la partenza fosse per Kabul. Capisco perplessità e dubbi e non pretendo certo appoggio incondizionato dal prossimo su questa mia scelta ma quale sarebbe la vera situazione di “disagio” per Matilde? Io me lo chiedo ancora.

Forse non trovo risposta perché in Mangiagalli, 18 mesi fa, non ho ritirato il manuale del buon padre. Ecco il libro che mi mancava!

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commenti

Ci sono 14 commenti
per "Tutta colpa dei libri (?)"
  1. Io direi…poveri genitori che avranno da smazzarsi tutti i cambiamenti e riorganizzare la vita della famiglia, e beata Matilde!!
    Alla sua tenera età non si accorgerà poi molto del cambiamento, i bambini così piccoli si adattano molto più in fretta di noi e, anzi, per lei secondo me sarà un’esperienza impagabile, magari ti torna anche bilingue ;o)

  2. Ho seguito per lungo tempo un blog di una ragazza che se ne stava in Polonia con le sue due piccole bambine per finire una tesi.
    Il padre le raggiungeva ogni tanto perche’ aveva un lavoro in giro per l’europa, si occuava di giardini musicali.
    Poi si son trasferiti a Berlino.
    Io credo che in Polonia, in Germania e anche in Giappone non si debba poi viver cosi’ male se si hanno i soldi per campare
    Voi come siete messi?

  3. こんにちは Alessio, Matilde e Mamma di Matilde ;)
    E se dessimo alla maggior parte di quelle strade senza nome quello del vostro tesoruccio? :) Edward T. Hall appunto parla delle strade senza nome e degli americani un po’ persi li’ (ha dédicato la terza parte del libro ai diplomatici americani per insegnargli come comportarsi bene in tanti paesi stranieri).
    E’ indiscreto chiedere come reagiscono le nonne rispettive? Sono loro, vero, ad essere un po’ “desorientate”? (senza gioco di parole con Oriente). Un po’ si capisce, anche se il vostro progetto è favoloso. Matilde ve ne sarà grata quando crescerà di averla aperta alle altre culture e merito questo alla tolleranza.
    Il progetto deve pure rendere qualche amico un po’ gelosino dell’originalità, no? Quelli sono desorientati ma per motivo diverso ;)

    ps: それからピアノを弾く :)
    (speriamo che BabelFish non mi ha tradotto niente di cattivo!)

  4. Io, al posto tuo, inizierei a pensare a tutte queste cose solo una volta atterrato all’aereoporto di Naruto. :)

  5. Io concordo con Lemon.
    Conosco almeno undici persone più riserve che ogni anno se non coppia-di cambiano la propria vita, il proprio domicilio, i propri usi e costumi e come valigia non hanno una casa o le googleMaps da organizzar per tempo, ma gli abiti della stagione e un appartamento ammobiliato che nemmeno scelgono ma di cui vengon loro consegnate le chiavi, con cui a andar bene vengono a conoscenza dieci giorni prima di trasferivisi.
    Voi state per volare vers’a un paese civilizzato, per scelta condivisa, con una bambina che da poco cammina e per certo non parla e senza ancora una casa scelta e vi preoccupate per il nido?
    Alessio, take it easier…Sii leggero! Non state andando alla morte, non al patibolo, nemmeno alla guerra. Chi preme, stanca e sfianca è probabile invidi. Mandateli al paese. E fate sì che sia lontano dal vostro. Il Giappone.

  6. Ciao alessio, io ho visitato un asilo e una scuola elementare giapponesi e sono rimasta senza parole. Innanzitutto appena entri c’è una parete con centinaia di armadietti in cui i bimbi, gli insegnanti e gli ospiti lasciano le loro scarpe per indossare le ciabattine (in Giappone toglierai centinaia di volte al giorno le scarpe per entrare nei ristoranti e alberghi tradizionali e nelle case della genta comune), poi lungo i corridoi, fuori dalle aule ci sono tanti piccoli lavabo a misura di bambino (altra mania dei giapponesi è l’igiene e lo noterai non appena atterrerai all’aeroporto di Narita)forniti di asciugamanino e sapone, oltre naturalmente ai bagni veri e propri. Le aule poi sono iperaccessoriate, ipertecnologiche, coloratissime, come del resto il cortile all’esterno. Sai, ho visto un’intera scolaresca di pulcini dai tre ai 5 anni fare il bagno nudi nella piscina (enorme tinozza colorata) dell’asilo ed è stato un vero spasso…comunque ha ragione chi ti ha consigliato di non pianificare tutto così scrupolosamente, anche perchè non devi aver timore di nulla. I giapponesi sono incredibili, riescono a trovare una soluzione per ogni cosa, a risolvere ogni problema e seccatura, per cui sono sicura che appena arrivato lì troverai persone che ti daranno tutto l’aiuto che ti occorrerà..Se prenderai la Jal, la compania aerea giapponese, comincerai a rendertene conto già sull’aereo..Alessio, quello è davvero un altro mondo..

  7. psssssss Alessio…in Giappone i numeri civici non ci sono! Non so come facciano i postini ma è così..:-)

  8. Lo so, sono un po’ paranoico nella raccolta di informazioni ma il discorso asilo è importante. Le difficoltà (tutte superabili) ci sono, essendo strutture private Giapponesi, la logica è differente dal “pago, pretendo” di Milano, Matilde viene ammessa dopo un colloquio che riterrà la nostra famiglia idonea, poi dovrà esserci posto (le liste d’attesa sono spesso lunghe) e “last but not least” dobbiamo anche noi gradire la struttura per caratteristiche e collocazione. Per questo mi sono portato avanti.
    Per gli indirizzi in realtà il civico esiste, semplicemente non ha una disposizione sequenziale come da noi, lo spiego meglio qui

    p.s. CK devo leggere Edward T. Hall

  9. Alessio, mi sa che oui ;)
    (senza certo voler imporrtelo)
    E un piccolo consiglio, se non hai tempo perché hai tante cose da fare (la cheCK list è grande scommetto fino a giugno), leggi direttamente il capitolo 3, poi con calma quando ritrovi un po’ di tempo per te, rincomincia dal 1°.
    ps: e la Plasmon, la troverete in Giappone? Ti stuzzico… :)

  10. CK, le nonne non hanno detto molto ma credo debbano ancora capire che non scherziamo, oggi Marica ha comprato una copia extra di Grazia per far vedere a sua madre il trafiletto che parla dell’impresa, se è scritto su un Magazine per mia suocera è vero!

    Non so se Plasmon ci sia in Giappone, ma la tua domanda mi ha suggerito un’idea, ora gli scrivo chiedendo informazioni e già che ci sono proponendo Matilde per una bella sponsorizzazione, se mi rimbalzano per parcondicio posso sempre scrivere a Mellin, Humana, Nipiol, Hipp, Milupa… :)

  11. Io vedo il legame di mia mamma con mio figlio. Quando era piccino abbiamo abitato per un piccolo periodo in Italia, non tanto lontano da lei. Eppure per lei era il Giappone (non guida, è anche questo il punto). Devo anche confessare che a 44 anni non sono ancora riuscita a tagliare il cordone con lei ;) Buhhhhhh sta francesona è una mammona ;)
    Voi avrete Skype che vi permetterà pure di vedervi, che bello!
    Cmq sia, so che le nonne, in tante (mia mamma fa parte di questa categoria), allo stesso momento rispettano le scelte dei figli perché vogliono la loro felicità. E le nonne di Matilde saranno un po’ desorientate ma molto orgogliose dalla vostra scelta (per non parlare della fierezza di sentire parlare di voi su Grazia cartacea… carinissima l’idea di Marica di annunciare la notizia cosi’).

    Mi hai fatto sorridere per Plasmon, Mellin… ;) Le vostre marche non ci sono dai cugini francesi (i vostri vicini! ;), non penso che ci saranno in Giappone e potrete farne a meno perché avrete un marchio equivalente, per non dire quel marchio svizzero multinazionale presente ovunque ;) E per non dire la buona pastina della mamma (li’ ci sono di sicuro dei negozi italiani, ma la roba occidentale deve per forza costare cara).

    E tu come fai, il pianoforte lo ricomprerai li’? :) Ho capito bene? Suoni il pianoforte? Scusa sono curiosa ma non ha niente di cattivo la mia curiosità. Se ti metto a disagio con le mie domande mandami a quel paese (di preferenza in Italia, che è il mio “Giappone” ;)

    Un’ultima domanda (e ancora una volta puoi fare finta di non aver letto se sono scocciante). Siete buddisti? Perché in tanti francesi che sono buddisti vanno a vivere un periodo in Oriente.

    Mi permetto di raccontarti quel piccolo aneddoto che mi è successo a Firenze. Ho vinto una borsa di studio di 2 settimane in un Istituto qualche anno fa (una cosa meravigliosa per me!… se potessi mi ci iscriverei per un anno). Nel mio corso c’erano una Brasiliana (la coccolona del nostro professore chissà perché il birichino… io ero l’altra coccolona perché facevo il clown e perché ho radici toscane come lui ;), un Inglese (adoravo il suo accento in italiano, sopratutto quando diceva “amOré”; la nostra erre moscia è talmente ridicola!), una Greca di Creta, una Giapponese. Non ricordo gli altri, boh…
    Il prof un giorno ci ha fatto parlare sui luoghi comuni. La Giapponese (molto carina) diceva che prima di arrivare in Italia pensava che voi Italiani assomigliate tutti a Pavarotti :) E a me disse: “Sai di buono, sai? Quando tornero’ in Giappone diro’ ai miei connazionali che i Francesi non puzzano tutti tutti” ;) (perché il luogo comune dei giapponesi sui francesi è di dire che non ci laviamo mentre voi dite che la puzza ce l’abbiamo sotto il naso ;) lol

    Il vostro progetto è molto bello! E questa settimana ci fate sognare sul blog. Grazie di quello!

  12. ulalalala scusa è un commentone il mio (smiley che arrorisce, sono curiosa e chiacchierona ;)

  13. CK, col pianoforte vedrò che fare una volta la. Qui a Milano, il verticale che avevo se n’è andato qualche mese fa per far posto al lettino di Matilde e il Fender Rhodes troverà presto una nuova casa. Quando ho scritto “vendo tutto” intendevo proprio “vendo tutto” .
    No, non siamo Buddhisti :)

  14. Accipicchia! ;)

    Piccolina, è fortunata di aver dei genitori carini e originali come voi (non scherzo). Tanti auguri per il vostro favoloso progetto!
    ps: e non dimenticate la cartolina per le ziette del blog! :)

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