Grazia Perché non puoi aspettare

Finalmente arriva la PAR CONDICIO, anche dell’inconscio

Dicono che il rapporto con il padre, per una donna, sia la base di tutti i suoi futuri rapporti con gli uomini: dai professori agli amici, dai colleghi al partner. Banale, ma tragicamente vero.

Un libro appena uscito (Figlie di padri scomodi di Monica Morganti) lo spiega in maniera molto scientifica e dettagliata. A partire dalle teorie già di Jung che dentro ogni donna alberga un “animus”, una sorta di “maschile interiore”, che molto spesso appunto deriva dal papà e orienta i nostri atteggiamenti nei confronti degli uomini, la tesi è: dimmi che padre hai e ti dirò che donna sei, o sarai. I padri “buoni”, spiega la pisicologa, sono quelli presenti: attenti, affidabili, svolgono la funzione di contenere le emozioni delle figlie (che, come si sa, sono il nostro punto debole) e le aiutano a distinguere tra il giusto e lo sbagliato. Che le madri non abbiano questo compito un po’ (a noi mamme) ci offende, ma qualcuno, non si sa quando, ha deciso che il principio etico è maschile e tutti ci hanno creduto… I padri assenti, invece, quelli distanti, e che la distanza sia fisica o solo psicologica in fondo non cambia molto, sono una iattura, perché creano un’insicurezza di sé, una disistima, che sarà poi molto difficile superare e che, tendenzialmente, ci farà sempre scegliere partner sbagliati. I padri “normativi” creano donne bambine che cercheranno sempre qualcuno che le giudichi e le domini. D’altro canto, anche i padri “perfetti”, troppo buoni e accondiscendenti, non vanno bene perché nessun uomo potrà mai competere con la loro immagine idealizzata…

Insomma anche i papà, finalmente, sono finiti sotto la scure degli psicologi che, dopo avere analizzato e colpevolizzato per secoli la figura materna, per par condicio hanno allargato il campo d’azione e messo sotto tiro anche quella paterna. Ma come che vi sia andata con vostro padre (a me personalmente, per esempio, è andata benissimo: il mio babbo era un signore molto affettuoso, attento, ma con una venatura di ironia che mi ha tanto giovato nella vita), non lamentatevi perché è andata comunque bene se avete evitato una categoria che, giustamente, la nostra autrice ignora, perché statisticamente non rilevante, ma che esiste e ha conquistato le pagine dei giornali in questi giorni. Joseph Fritzl è il padre mostro, orco, dio e diavolo insieme, condannato all’ergastolo per avere segregato e violentato sua figlia per 24 anni e averla costretta a partorire 7 figli, lasciandone morire uno. Ha cercato di giustificarsi spiegando di avere avuto “un’infanzia difficile” perché sua madre non l’amava (!!). Quando finalmente ha ammesso tutte le sue colpe, ha detto che a convincerlo era stato il video di Elisabeth, che raccontava la sua prigionia: «Non mi sarei mai immaginato che la potesse vivere così…». Un pazzo criminale? Sì, ma capace di intendere e di volere, hanno deciso i giudici, e con un delirio di onnipotenza, di possesso assoluto su quella figlia, che secondo lui gli assomigliava tanto. Ho letto, proprio in questi giorni, che in Italia ci sono almeno 100 mila figli di padri gay ed ovviamente ferve il dibattito sul loro ruolo. Tanto quanto su quello dei cosiddetti “patrigni”.

Propongo la qualifica di papà per chiunque allevi dei figli, suoi o altrui. Purché con amore e rispetto.

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commenti

Ci sono 95 commenti
per "Finalmente arriva la PAR CONDICIO, anche dell’inconscio"
  1. ERA ORA!!!! :D
    *
    Il ruolo di patrigni e matrigne non è mai facile, soprattutto in caso di convivenza e se i figli non sono più piccolini piccolini…sarebbe ora che il loro ruolo venisse riconosciuto! il genitore è prima di tutto quello che ti sta accanto ogni giorno e ti aiuta a crescere, mica solo quello che ti ha generato (senza poi voler togliere nulla ai genitori “naturali”, ovviamente!)!
    *
    però mi chiedevo…nella vicenda di Joseph Fritzl…la moglie/madre, dov’era?!?!!

  2. Io non ho capito cosa azzecca Fritzl statisticamente irrilevante contrapposto a padri di gay e patrigni…Quelli fanno statistica? hanno un compito più arduo di altri? Beh, non credo…
    Se posso, tra l’altro, ho trovato un pò estremo l’affermare che il rapporto con il padre di ciascuna sia stato comunque buono, avendo scampato sette figli da violenza sesuale, psicologica, emotiva. In mezzo tra il mostro e la nobilità di Suo padre, Diretore, sta tanto di bello e assoluto, ma anche di assolutamente doloroso in molti casi e ahimè.

    Posso avere delucidazioni sulla parte bassa dell’articolo?

  3. non sono stati presi in considerazione nella ricerca, perchè in numero troppo basso per fare statistica (si spera!!), i padri “orchi” e maltrattatori, come ad esempio Fritzl.
    non sta poi a me giudicare, però meglio un padre assente di uno che ti violenta per 24 anni e ti fa partorire 7 figli!!!!! ok che non tutti sono buoni, ma anche fra i peggiori bisogna pur sempre “fare una scala”…!
    a quanto ho poi interpretato, la questione padri gay/patrigni era a sè, andava slegata dall’argomento Fritzl…ci voleva un punto e a capo ;)!

  4. Sì, ma cosa la lega al resto non ho capito…
    Padri vittina perchè di figli non propri o di figli gay? Contrapposizione che a loro è andata male con i figli che si sono ritrovati a chi come figlio possa avanzare d’aver avuto una pessima figura paterna?
    O anche quelli entravan in una statistica di ricerca?

  5. ok, ma messo a confronto con Fritzl, qualunque padre è migliore. Persino quello inesistente!
    Ho avuto un padre fondamentalmente giocherellone ma sollecitato ad essere normativo; soprattutto ho avuto un padre che mi ha trasmesso dei valori con l’esempio.
    Ho avuto un padre che ho ammirato quando era in vita e idealizzato alla sua morte.
    Eppure ho sposato un uomo che di quei valori (mi accorgo ogni giorno di più) non ha neanche un’unghia.
    Come la mettiamo con le teorie psicologiche?

  6. io avevo legato il discorso all’ultima frase…cioè che i padri non sono solo quelli biologici. ma non avevo pensato ad un legame stretto con la parte precedente dell’articolo…

  7. uto: io avevo capito che il rapporto con il padre influisce sul rapporto cogli uomini, non sulla scelta dell’uomo…che comunque, all’inizio, è spesso bravo a nascondere la sua vera natura…consolati, non sei la prima e non sarai certo l’ultima…l’importante è accorgesene in tempo, no?! ;o)

  8. maldi, non avevo letto il tuo precedente commento. Mi riferivo all’articolo ;-)

  9. anch’io uto… :o)

  10. Sono stata un po’ irrazionale? Boh, può darsi. Ho seguito un flusso di pensiero e può darsi che fosse meno organico del solito (ammesso che di solito i miei pensieri lo siano…). O forse volevo tenere insieme troppe cose. In realtà la cosa che mi stava più a cuore, e cioè la valorizzazione di matrigne e patrigni come genitori a tutti gli effetti, l’ho buttata lì in una riga e invece ci credo tanto. Anche perché io ho un figlio, fatto con la mia pancia, e un altro “acquisito” che amo tanto quanto.

  11. Ci sta tutto, Direttore.
    Ma vorrei capire come lega il discorso fatto sopra, ovvero del padre sotto la scure degli psicologi e quanto la figura influenzi e sia ombra di comportamenti e scelte dei figli a venire (che è tutto da dimostrare, come dice Utopia e confermo, avendo scelto un uomo a fianco che con la figura mia paterna, preziosissima e tanto amata, aveva ed ha pochissimo a che spartire)con Fritzl mostro, patrigni che invece sottolinea che son buoni genitori a tutti gli effetti e padri di gay (come sono posizionati? E perchè mai sarebbero padri “diversi”? Nè mostri-Fritzl, nè Patrigni-GigantiBuoni?

  12. Attenzione che ora arriva Facci e ci dice “ironicamente” che siamo una manica di stronze e di ingrate.

  13. Siete implacabili… Parlavo di padri, di ogni natura e genere, dai mostruosi ai diversi, ai normali. Ho seguito un impulso, ho visto un libro, ho letto gli articoli sul mostro, ho pensato a mio padre che mi faceva tanto ridere… Come si lega il discorso? Per me alla fine si lega, visto che l’ho scritto. Ma se vi sembra irrazionale e disorganico, va bene anche così. Ciascuno ne tragga quel che vuole. O anche niente. Ciao, ciao.

  14. Non occorre prendersela tanto…Forse, mea culpa, in quel quadrotto giallo a fine pezzo stava il collante del discorso ora spiegato di ritorno. Certo parlare di un mostro aiutava a vedere dei buoni padri in qualsivoglia figura fuori da quella. Ma usciva poco la valorizzazione di patrigni quali padri di merito, che si poteva magari intendere a quel concetto espresso di amore e rispetto nel crescere figli.
    Ad ogni modo non mi torna quella dei padri dei gay. Forse tatistica? Forse notizia? Forse migliori e padri-coraggio perchè hanno figli diversi? O padri inferiori perchè pur avendoci messo amore e rispetto hanno cresciuto figli difettosi?

    Quel che ho personlamnete tratto è che la figura del padre è tanto importante quanto quella della madre, e allo stremo della denuncia delle colpe delle madri ad educare i figli ora gli psicologi rilanciano con la centralità del padre dentro alla formazione degli stessi, la proiezione e i valori che in vita di ciascuno di loro faranno la differenza. E il racconto ad esempio del padre del Direttore, un grande uomo. Il resto o era poco organizzato o voleva dire troppe cose che non ho capito. Mi spiace.

  15. Nonostante Vera abbia fatto una connessione veloce alla fine, il discorso ci sta tutto. È quello dell’importanza del *ruolo* di padre, indipendentemente dal fatto diciamo genetico. Non capisco perché si debba obiettare con “non è vero, a me non è capitato”, “i padri sono importanti come le madri” o “Fritzl era un mostro”.
    La scriminante è il *ruolo* e l’interessante origine del “maschile interiore” che c’è in ogni donna e che molto spesso ne deriva. Banale solo apparentemente.

  16. Oyé oyé braves gens!… Voici l’explication de texte! Nel caso non avremmo capito ;)

    Vera, adoro la frase in giallo. Il tuo editoriale ci fa meditare sul ruolo del proprio padre(dici “babbo”, il tuo è toscano?). Il mio non era affatto perfetto, ma quanto mi manca!

    Io sono matrigna, come lo è stata mia mamma e non è un ruolo affatto facile! Penso di fare il meglio di quello che posso, ma non è facile. Il fratellone di tuo figlio è cresciuto con voi?

  17. Certo i padri sono importantissimi, come le madri, come i patrigni e come le matrigne. Segnano e influenzano, nel bene e nel male, la nostra crescita e i loro comportamenti hanno ripercussioni sul nostro modo di essere, e col senno del poi è facile incolparli: per essere stati troppo presenti o troppo assenti, troppo esigenti o troppo menefreghisti, troppo rigidi o troppo complici, troppo invadenti o troppo disinteressati, troppo virtuosi o troppo viziosi . Insomma lasciando perdere i casi estremi (che grazie al cielo sono rarissimi) tutti possiamo accusare i genitori per i fallimenti della nostra vita, per questo mi piacerebbe che dopo una certa età le colpe dei padri cadessero in prescrizione. Voglio dire, per quanto sia stata turbolenta la tua infanzia se a cinquant’anni la tua vita fa schifo, incolpare papà, mamma o la matrigna, mi sembra troppo comodo. O no?

  18. elfi: si, tendenzialmente direi prorpio di si!

  19. Grazie Mad. Così prende un colore diverso.
    E concordo pienamente con Elfi. Troppo facile dire e dare sempre la colpa ai genitori per i mostri che si vedono o ci si crea avanti e quele benedette decisioni che non ci si decide a prendere.

  20. Quando ero piccola mio padre era sempre assente, e quando non lo era fisicamente, lo era mentalmente. Ho imparato ad andare a scuola da sola dall’età di sei anni e ricordo ancora quando si dimenticò di venirmi a prendere all’asilo. Di accompagnarmi alle feste, agli allenamenti e alle partite di pallacanestro poi non se ne parlava neanche, e ai miei compleanni resisteva finchè poteva per poi scappare a rifugiarsi nel suo studio in compagnia del suo amore… perchè il suo unico suo vero, grande, assoluto totale e totalizzante amore è sempre stata l’arte. Dipingere, scolpire, scrivere, creare, viaggiare in giro per il mondo o, in mancanza, con la fantasia: ecco cosa amava e ama tanto, e cosa io invece detesto con tutte le mie forze. In compenso quando c’era era molto autoritario, affettuoso certo, ma rigido e intransigente, pronto sempre a pretendere il massimo da me, mentre mia madre è praticamente sempre vissuta all’ombra di quest’uomo che aveva deciso di fare dell’instabilità la sua filosofia di vita. Gli voglio un mondo di bene, ma non posso fare a meno di pensare che, se fino a pochissimo tempo fa sono stata sempre molto insicura, fornita di scarsissima autostima,pefezionista fino al masochismo, alla disperata ricerca di ordine dentro e fuori di me, la responsabilità è anche un po’ sua…I miei uomini..? Esattamente il contrario di quelli che lui avrebbe voluto vedere al mio fianco…ma problematici,complessi, contorti…figuratevi che sono stata sposata per sedici anni con un militare che mi scambiava spesso per un suo subalterno…ovvio che sono stata in cura…e sto ancora cercando di ricomporre i pezzi della mia vita..

  21. vera, anche io credo nella “patrignità” e nella “matrignità”.
    Ruoli che peraltro non devono necessariamente essere sostitutivi o concorrenti quello ufficiali, ma solidali con essi.
    E madi, è proprio la connessione tra quel ruolo e la scelta del partner che io discutevo.
    Mi viene da pensare che funzioni a contrario: dato un padre, si prende un marito diametralmente opposto.

  22. Ciao utopia..il punto è che quand’anche si scegliesse un marito diametralmente opposto,vedi me per esempio, la scelta sarebbe comunque il frutto di una reazione inconscia, e non di quella serenità, di quell’equilibrio interiore su cui l’amore dovrebbe poggiare e garantire al rapporto di funzionare..

  23. si sabbia (ciao); se la scelta del marito fosse una diretta conseguenza della figura paterna, sarebbe come dici.
    Ma non la trovo una teoria di senso.
    Almeno non nel caso in cui si sia avuto un padre equilibrato e si scelga un marito per molti aspetti deprecabile.
    Non so, tendo a pensare che i rapporti umani siano più complessi di una fedele riproduzione o di una totale avversazione di quelli vissuti nell’infanzia.

  24. Qualcuna ha letto di analisi transazionale e di egogramma?
    È interessante, una specie di variante della psicoanalisi freudiana.
    In sintesi teorizza l’io come formato da tre componenti: Genitore, Adulto e Bambino.
    Lo parte genitoriale ha due manifestazioni:
    - Genitore Affettivo
    - Genitore Normativo
    Quella di bambino invece:
    - Bambino Libero
    - Bambino Adattato
    - Bambino Ribelle
    Le egogramma è il risultato delle risposte ad un questionario, da cui si evince la prevalenza di certe componenti

  25. Beh, è indubbio che non si può generalizzare perchè la psiche di ognuno di noi reagisce in maniera profondamente diversa agli stimoli esterni, prova ne è che spesso figli degli stessi genitori hanno caratteri, personalità e vite diverse. Però l’influenza dei genitori sullo sviluppo psichico ed emotivo dei propri figli è innegabile, e se andiamo a ben vedere ciascuno di noi si porta dietro quest’influenza per tutta la vita, solo che spesso non ce ne rendiamo conto..

  26. Ecco la ricetta della matrice BCG applicata ai genitori/bambini o come la strategia aziendale fa miracoli a casa vostra!
    Si noterà che il “bambino ribelle” si mette fin dall’inizio fuori gioco… se no la B.C.G. non puo’ funzionare :) lol

  27. A me il padre e marito di sbbia sembrano autoritari e intransigenti uguali. Con modi ed espressioni diverse ma sempre a pretendere il massimo da chi fuori di sè subalterno, ovvero lei.
    In quanto a Uto, sottoscrivo: ho un marito diversissimo da mio padre. Affettivo con figlia libera il padre, normativo con moglie adattata il marito, che significa madi? Si può sorriderci sopra? :)

  28. Certo che si può, claudia.
    Era un parziale OT, ma il nesso m’è venuto con i riferimenti a Jung e la citazione del genitore normativo di Vera.

  29. beh se volessimo fare della psicologia spicciola una figlia di padre “libero” e inafferrabile potrebbe scegliere un marito “solido” e posato, ma anche uno “libero” perchè priva di altri modelli di riferimento. Stesso dicasi per figlia di padre autoritario…

  30. Un padre che spinge un passeggino col biberon in mano. Trovatemi scena più soave. ;-)

  31. Sabbia te hai figli?

  32. perchè non lo chiedi a tutte?

  33. La verità è che si cerca di spiegare tutto , e invece, spesso, di spiegazioni non ce ne sono!

  34. io credo ci siano troppi fattori in gioco, troppe persone ed eventi che nel corso della vita ci influenzano…certo la figura genitoriale è importante nella formazione del carattere e della personalità, ma non è l’unica…mi sembra riduttivo dire che tutti i nostri comportamenti, le nostre scelte dipendano esclusivamente da quello…

  35. Come detto sopra, concordo con maldi…Troppo facile così. Decisamente semplice trovare un capro espiatorio alle proprie incompletezze, le proprie lacune, mancanze, i fallimenti…I genitori danno la base. Meritare e conquistare il resto è compito individuale. in vita non deve per forza di cose esserci un fantasma colpevole. Tenerselo dentro e appresso è un modo per non afferrare la responsabilità di un dono irrinunciabile, vivere e decidere di farlo fino in fondo.
    In quanto agli intrecci e alle componenti prevalenti, nessuno qui stava facendo della psicologia spiccia…O freud e Jung danno quest’idea?

  36. Era per conoserti meglio.
    Delle altre piu’ o meno lo so gia’.

  37. Non basta leggere un libro di Jung o di Freud per poter atteggiarsi a psicologi, né farne citazioni da baci perugina. Ci sono punti fermi nella teoria dello sviluppo cognitivo, emotivo e psichico dell’essere umano che bisognerebbe conoscere prima di confutare, tutto qua. I genitori danno la base e noi ci costruiamo su, perfetto, nulla da obiettare. Ma sei sicura che la base su cui costruire sia sempre solida…? E se costruissimo su mancanze di affetto, ferite non rimarginate, negligenze, trascuratezze, leggerezze e superficialità..? Io ho 123 figli, tutti i miei alunni, e ti stupirebbe constatare quanto l’impronta dei loro sciagurati genitori sia in alcuni ormai indelebile.

  38. Madi, tu sei la psicologa atteggiata, io faccio quella delle citazioni ;) Adoro i Baci Perugina…

  39. Mmm…limone e minna a confronto sono 2 zuccherini… ;-)

  40. A confronto di Madisonav e me???Ahahahahaha hai pur ragione…Posso giocarmi il bacio Perugina rosso? Quello con la cherry? ;)
    Ach, PS io non ho alunni, nè insegno. Ma ho tanta flora e fauna e famiglia attorno e faccio della sana e buona pratica volontaria in un orfanotrofio di città. Che dici? Può essere un buono inizio, Sand?

  41. Non basta mostrarsi asseverative se si scrive un catasto di roba per dire nulla.
    Rileggi il tuo commento precedente, sabbia. È cognitivamente imbarazzante.
    Conosco molte insegnanti che parlano come se ripetessero a memoria e non capiscono un cazzo di quel che dicono.
    Mi auguro che tu non faccia parte di quella categoria.

  42. Sono preoccupata, claudia mi sta diventando simpatica: Sand è perfetto, così si diluisce l’effetto *pastoia* dell’italiano.

  43. PASTOIA? Beh, Sand perchè a volte a forza di parlare tre lingue in una stessa ora non mi sovvengon più termini in italiano ma in una di quelle. Adoro, poi, i dimunutivi e i vezzeggiativi, ma quelli li riservo per le persone verso cui sento un trasporto. Emotivo.

  44. Si, hai presente quando ti senti impacciato, impantanato? Tipo sabbie mobili?

  45. “Non basta mostrarsi asseverative se si scrive un catasto di roba per dire nulla.
    Rileggi il tuo commento precedente, sabbia. È cognitivamente imbarazzante.”
    Cognitivamente imbarazzante??? Ma che cazzo scrivi??? Ma poi chi cazzo vi ha chiesto di commentare ciò che scrivo io!!
    Oltre a non saper leggere non sapete nemmeno scrivere e credete che basti assemblare termini roboanti per far di voi delle donne in carriera, tanto ma tanto intelligenti e brillanti!! Ma per piacere….

  46. justcla un consiglio: dovresti curare le tue paranoie. Non capisco perchè prendi ogni mio intervento come un attacco personale.Masochismo o volontà di rompere i coglioni?

  47. Secondo la teoria, è evidente che lo sviluppo cognitivo s’è arrestato da quel dì …

  48. il sarcasmo per supplire ad una mancanza di argomentazioni è solo patetico…ah ah ah…che ridere…facciamo contento il piccolo genio evoluto.

  49. Un attacco personale io? Paranoica addirittura? No, guarda, davvero, non ci sei. Da yesterday ore 18:37 ho rinunciato a dialogare con la Vostra persona.
    Madi, ci sarai anche tu al prossimo Grazia-Aperitiv?

  50. In principio fu hy_spy, rea di aver profanato con inopportune battute il conciso saggio nipponico della divina Sabbia, e per questo confinata tra i cafoni e i frustrati.
    Poi fu justcla, scontro tra titani, gara a colpi di righe ed aggettivi. Avvincente quanto le ricette di suor germana. (cla: ;-* )
    E dove non giunsero le altre, arrivo madisonav: a far sporcare la divina Sabbia, che un tempo impartiva lezioni di bon ton e scrittura creativa, ed oggi si è ridotta ad infarcire i suoi commenti con terminologia sì tecnica da far prostrare gli andrologi…

  51. hy_spy…sei patetica nel tuo tentativo di fare la splendida. Lo ripeto anche a te: nessuno ti ha nominato mia critica stilistica, e soprattutto nessuno ti obbliga a leggere ciò che scrivo io. Le tue righe trasudano solo spocchia e presunzione. Io ho sempre scritto a commentare un articolo e non credo di dover fare il test di ammissione per poterlo fare. Vedi di girare al largo, arrogante che non sei altro.

  52. Sabbia una insegnante che scrive “che cazzo dici”,”che cazzo scrivi”?

    E poi perche’ ti arrabbi in codesta maniera?
    Nessuno ti ha insultato.

  53. “Conosco molte insegnanti che parlano come se ripetessero a memoria e non capiscono un cazzo di quel che dicono.
    Mi auguro che tu non faccia parte di quella categoria.”

    EHmm Minna, perchè non bacchetti anche Madison?? Spirito di corpo?? Cazzo mi ha scritto e cazzo ho risposto, tanto per usare una terminologia che faccia schiattare gli andrologi…

  54. Madi sei na insegnante anche tu?

    Comunque Sabbia questa discussione e’ da buttare ai rovi e ammettilo, e’ anche un po’ colpa tua.

  55. Sabbietta solo una domanda… non lavori sti giorni?

  56. Sono indecisa, non capisco se devo fare la mamma, l’insegnante, il direttore o cosa… Quale che sia il ruolo, mi verrebbe comunque da dire: ragazze, calma! Che vi ha preso? Che ci ha preso? Si chiacchiera, si discute, ci si confronta ed è sempre divertente/interessante/coinvolgente. Ma perché si deve arrivare al litigio? Secondo me basta abbassare un po’ i toni. E non aggredire, che non serve granché per comunicare. Dai, non facciamoci riconoscere come le solite isteriche dell’iconografia maschile… Un bacio a tutte

  57. Amore, io non faccio la splendida, io SONO splendida: spocchia io trasuderò (tu trasuderai, egli trasuderà)…e intanto, da “sarò franca” in poi, continui a quotarmi nei tuoi commenti.
    Forse perchè il mio scrivere ti rende isterica, soprattutto per il quomodo?
    -
    Io giro al largo solo se devo circumnavigare Galeazzi!

  58. No, non lo sono. Tu piuttosto, hai ancora la tastiera sifula?

    (sino a ieri la discussione non era malaccio)

  59. Vera, d’accordissimo con l’ultima frase: ci sono in giro talmente tanti padri naturali (ma anche madri) “indegni”, che onestamente non vedo perché ungay, solo perché gay, potrebbe fare di peggio.

  60. Troppe cose si imparano su questo blog… io per esempio non avevo mai sentito il termine “sifulo”. Merci!

  61. e pensare che lo scorso post parlavamo di gentilezza,mah:-/
    -
    Direttrice, si potrebbe portar qui l’idea del ministro Brunetta:gli emoticons.
    Dillo con una faccina:-)
    -
    buonagiornata:)

  62. Perdo lettere e vocali, non perche’ sia colpa della tastiera ma dell connessione, attraversa due gateway e percorre innumerevoli server in tutta europa.
    E’ una cosa complicata, io stessa l’ho capita poco.

  63. Ci vuole un OUTSIDER a farmi avere un’illuminazione?
    RADICCHIO, GRAZIE!
    Per merito della tua osservazione…
    >Vera, d’accordissimo con l’ultima frase: ci sono in giro talmente tanti padri naturali (ma anche madri) “indegni”, che onestamente non vedo perché un gay, solo perché gay, potrebbe fare di peggio.

    Ho letto in modo corretto il testo. Che avevo rivisto mille volte, ma mai capito: Io avevo compreso che il Direttore menzionasse PADREI DI FIGLI GAY, invece era FIGLI DI PADRI GAY!
    Eh già. A nessuno che sia venuto in mente di leggermi fino in fondo e trovar l’inghippo.
    Ad ogni modo, figli di padri Gay nel senso che abbiano fatto Outing poi, immagino, sennò come sarebbe possibile? Di LUCA al contrario, inzomma.
    Oddio. Ci impelaghiam tutti mò Ahahahahaha!

  64. Vera, non ci fare caso, è solo la primavera che ci fa gli scherzi ormonali ;)

    Madisonav perché ti diverti sempre ad aggiungere caos al caos? Hai la sindrome Chabal o Zidane? :) Perché rimani sempre cosi’ rigida su tutto? Hai notato che quando si litiga, ci sei sempre tu in mezzo? boh… ;)
    ps: Se non sono riuscita a farti sorridere nemmeno anche una frazione di secondo con il BCG, I surrender, ton cas est désespéré :)

    1- Mamma rigida e troppo seria
    2- Mamma cool per non dire kool
    1′- Papà rigido
    2′- Papà cool per non dire koool come Fonzie ;)
    1+1′ = bambino/a rigidissimo/a!
    2+2′= 5 = sinergia assoluta, bambino/a divertentissimo/a (mi sa che i miei erano in tale caso lol ;)
    I want to live forever Jung… ops young, sorry Mad ;)

    Elfi, il tuo di padre è stupendo, non si puo’ essere in crisi con uno cosi’, IMPOSSIBOL (non scherzo). Io all’adolescenza lo sono stata con il mio, gli ho rimproverato molte cose. Poi crescendo ti accorgi che avevi certo ragione su qualche punto ma che ti sei sbagliata su tante cose, perché non lo guardi più in un modo sfoccato. Poi diventando genitore, capisci ancora meglio…

    La teoria su tutto è sempre molto bella, è la pratica la più dura. Sento sempre dei consigli di donne che NON si occupano dei figli di altri, loro ti disegnano sempre una situazione idillica, se loro fossero al tuo posto sarebbero delle matrigne super, questo mi fa sorridere (sono appunto quelle che non sono all’altezza in pratica). Mi sa che si deve vivere le situazioni per poi poter dare dei consigli agli altri.

  65. Ho preso un regolo per decifrare il commento di Ck.
    Credo he prima di sera ce la faro’.
    Sì, ce la posso fare.

  66. Minna, kokkolona mia :p
    Mi sa che Madmax ti sta contaminando sorella ;)

  67. I REGOLI!!!!Che ricordi, che meraviglia, che spettacolo! Qual’era il tuo colore preferito Minna?

  68. Cla io intendevo il regolo logaritmico (strumento di calcolo analogico, che sfrutta le proprietà dei logaritmi. Le somme di logaritmi vengono eseguite graficamente, spostando una o più scale logaritmiche - from WP), mica quei pezzettini di legno che ha usato mia figlia per imparare la matematica e che tengo in uno stanzino e ogni tanto cadono a terra disseminandosi ovunque e finendo anche sotto le piante dei piedi nude di spigolo facendo un dolore tremendo e incitando all’imprecazione greve e triviale.

    Ps: il rosso.

  69. Muahahahahaha sò proprio sonata! Io il nero.
    E non vedo l’ora di aver piccini attorno
    per insegnar loro la matematica con quelli.
    Io ci giocavo anche senza far calcoli, ma
    costruendo e facendo disegni di colore a
    terra e scalza. Si deduce da come son cresciuta, no?
    :)))))

  70. Cktc, grazie è vero mio papà vince il primo premio come padre ideale però compenso con un rapporto burrascoso con mamma. Ricordo i primi litigi intorno ai 3 anni e l’ultima scenata teatrale con tanto di minacce di suicidio (suo) giusto un paio di mesi fa. (Era contraria alla gravidanza).
    In mezzo ci sono state fughe di casa, urla, pianti , botte e quant’altro. Però se sono diventata una donna autonoma e indipendente lo devo a lei, se ho imparato ad affrontare le difficoltà devo ringraziare ancora lei. E alla fine non cambierei quella matta di madre che ho con nessun altra. Però se fossi finita drogata o schiacciata dalla sua personalità qualche psicologo sarebbe riuscito ad attribuirle chissà quali colpe .

  71. Ho avuto un padre ch’ho amato più di me stessa, una madre che stimo e arrivo ad adorare addirittura.
    Non so quanto possano aver avuto di ritorno. dall’avere me come figlia. E’ certo che oltre la vita io debba loro ogni cosa. E non passa giorno che non ringrazi non so nemmeno Chi per tanta cosa, per questo spessore, per la ricchezza di cui ho potuto godere.
    Ho preso tanto dall’uno, parecchio dall’una, e le cose che preferivo in entrambi. La mia costituzione poi, sanissima, gode di difetti fisici che mi hanno fatto potenziare altro, in me, e reso la donna decisa e fiera che sono oggi.
    Mamma e papà miei hanno avuto per sè genitori e situazioni difficilissime, che non si sono specchiate in quanto di grande hanno fatto e dato donandosi qual genitori a loro volta a tre figli (noi), l’uno diverso dall’altro e con peculiarità e pecce proprie.
    A volte mi domando se saprei mai fare almeno la metà, dovessi avere un giorno figli miei.

  72. Dio, che gioia, siete tornate normali… Sono troppo contenta. Non mi ricordo più che mi ha chiesto perché chiamo babbo mio padre… No, non era toscano (ma lo è mio marito che infatti mio figlio chiama babbo), era solo un vezzeggiativo, come quello che usa pinocchio con geppetto. Una tenerezza.

  73. Una tenerezza anche per me Vera (mio nonno toscano era chiamato babbo da mia mamma e mi è piaciuto nel tuo testo). E grazie di avermi risposto!
    Wow è toscano tuo marito!!!! Deve essere F-A-V-O-L-O-S-O! Non prenderlo come un dispetto, anzi, io i Toscani li adoro!
    Avec tout mon respect, Mme la Directrice! ;)

  74. ps: Elfi, tu sei una ragazza F-A-V-O-L-O-S-A (lo penso!). Poche persone hanno quel tuo dono di introspezione. E purtroppo è comodo rimproverare ai genitori il nostro malessere.

  75. Normali?
    MA stiamo scherzando?

  76. Esatto, non si scherzi in merito…Noi siamo eccezionali. E proprio per questo smettiamo le discussioni sterili e senza costrutto.
    Direttore, ancora aspettiamo il fatidico, benedetto, affollatissimo aperitivo. Ho un fratello ormai adottato milanese che dopo alla settimana della moda ha deciso mi accompagnerà all’evento.
    :)

  77. Minna tesora, Vera lo sente che non siamo cattivelle :)
    Mi devo fare spiegare dal mio uomo stasera la cosa del regolo (mi sa che sei “matheuse” come lui) e poi domani vedo se ti devo baciare o tirare i capelli ;)
    ps: Ho l’umorismo che sta traboccando? :)

  78. non so se tirare un sospiro di sollievo (da figlia/ moglie/madre) per il fatto che anche i padri siano finiti sotto la scure delle teorie psicanalitiche, oppure se essere rattristata perché anche l’ultimo baluardo è caduto…Dicono che la nostra società sia in crisi e sappiamo solo cercare i colpevoli da mettere alla gogna. Quelli veri, come Fritzl, che paghino pure, magari fino alla morte( ci sono delitti per i quali non credo alla redenzione della pena), ma che si voglia, come si dice a Napoli, “scovare nel cascione” per cercare di attribuire sempre e soltanto ai genitori (magari agli antenati in genere)ciò che i figli diventano è, a mio avviso,un po’ troppo semplicistico, mi sa di sistematica catalogazione di fenomeni che di sistematico non hanno nulla. L’essere umano è il frutto di tante sollecitazioni, oltre che di cromosomi e di esempi, non viviamo più nel Medioevo ed è troppo riduttivo pensare di puntare l’indice sempre e solo contro i genitori quando non sappiamo proporre, ma soltanto disfare. Forse, secondo me, è la confusione di ruoli il problema che maggiormente affligge tutti noi: ciascuno pensa a ciò che l’”altro” dovrebbe fare, giudica e condanna, ma non sa esattamente dove inizi e finisca la propria “giurisdizione”.

    @sabbia: hai detto che hai 123 “figli” (alunni)???
    sono sconvolta per la tua confusione! Sei un’insegnante, non un genitore, e la tua funzione dovrebbe essere complementare e non surrogativa rispetto a quella dalla famiglia. Anche se uno dei tuoi 123 alunni la famiglia non l’avesse: questa è la prima “regola” che ogni buon insegnante dovrebbe rigorosamente rispettare. Si parla di EMPATIA del docente nei confronti dell’alunno (sentimento che non prevede alcun coinvolgimento emotivo) e non di SIMPATIA (il tuo eroico modo di approcciarti/impicciarti, giudicando, poi, l’operato dei genitori). Da insegnante, questo dovrebbe essere il tuo compito, punto.

  79. No dai, va bene tutto…ma metà dei genitori degli scolari di oggi sono scandalosi.

  80. Beh lady, scrivi pure alla Gelmini e chiedile di licenziarmi, perchè io della tua EMPATIA PRIVA DI COINVOLGIMENTO EMOTIVO me ne infischio alla grande. Io i miei alunni li adoro, e sono per me fonte di gioia e di soddisfazioni, dal piccolo genietto alla testina di raperonzolo. Non fare tu la maestrina saccente e non mettermi anche tu in bocca parole che non ho mai detto: so benissimo che la scuola è “complementare” alla famiglia (quando c’è…) e nel definire i miei alunni “figli” intendevo semplicemente alludere a quel profondo INEVITABILE legame che comunque in cinque anni e per una media di sei ore al giorno si instaura tra insegnanti e alunni. Potevi risparmiarti quest’ipocrita filippica perchè con me caschi male, anzi malissimo. Io aiuto i miei scolari ad “imparare ad imparare” (sigh che frase da manualetto di didattica, detta però da un grande)e alle loro famiglie lascerei ben volentieri l’ingrato compito di educarli, compito che, ahimè, alcuni non sanno proprio svolgere. Bada bene, io non sto asserendo che TUTTI i genitori non sappiano educare… ma solo i più intelligenti capiranno che mi riferivo a quella, purtroppo ampia, fetta che non sa farlo. Fortunatamente ci sono tanti genitori meravigliosi che fanno davvero del loro meglio per esserci, anche se presi da mille problemi e invischiati in mille difficoltà. Ma oltre alla famigliola del Mulino Bianco c’è ben altra realtà. Malo sai, poi, che cosa mi piace pensare? Che la scuola elementare sia un meraviglioso giardino dove proprio i più disagiati, i più trascurati, quelli che il mulino bianco non sanno nemmeno cosa sia, figuriamoci la famigliola, possano ritrovare quella spensieratezza e quella fanciullezza che a casa purtroppo sono costretti a dimenticare. L’ho detto e lo ripeto: quando mi chiedono se ho figli io rispondo sempre: “Sì, ne ho 123″ perchè tanti sono i miei pulcini.Scusami lady se fa tanto Libro Cuore, e se ora ti scolvolgerò ulteriormente dandoti la mazzata finale ma io non sono un automa, bensì un essere umano che ama il suo lavoro, anzi che ama i suoi alunni. Se questo fa di me una cattiva maestra che mi licenzino pure, perchè io altrimenti non so fare, punto.

  81. Ma perché, invece di stracciarti le vesti nella nuova versione sceneggiata, non ti attieni al punto, giusto o meno che sia?
    Guarda che qui non è necessario consegnare il tema sul foglio protocollo pieno come a scuola. E te lo dice una prolissa.
    La Lady, in fondo, ti ha fatto un appunto sensato.
    Pensare che sarei come te dell’avviso di non dismettere alla leggera, come hanno fatto altre, la questione delle responsabilità dei genitori.
    Ma tu ti sei tuffata sulla causa della “psicologia spicciola” altrui, non so se perché toccata in un qualche cotè diciamo sindacale che nessuno t’ha evocato o se per un qualche tuo default culturale del quale nessuno t’ha accusata. Hai fatto tutto tu. Insomma, ti sei un po’ tradita.

  82. Echeppalle madison!!!!! E piantala co’ ’sto cazzo di sarcasmo SPICCIOLO, SEI PESANTE!!!!
    Sono stata abbastanza sintetica??

  83. Quello ce intendevo è che spesso tutti noi siamo abbastanza inadeguati a capire e risolvere i nostri problemi, figuariamoci quelli degli altri di cui non conosciamo dinamiche e svolgimenti!
    In quanto, poi, a colmare i vuoti affettivi amando più del dovuto gli alunni ( insegno anch’io) continuo a credere che non sia né giusto né tantomeno professionale: questione di punti di vista(ho uno splendido rapporto con i miei alunni e, soprattutto, con i miei ex alunni!).
    Comunque, viste le tue reazioni ( non certo da educatrice, di bambini, poi!), non ti affiderei nemmeno un insetto, in custodia, un figlio, impensabile…
    Credo che, continuando così, ti auto-raccomanderai alla Gel per farti licenziare, non ci sarà bisogno che glielo dica io! :-)

  84. Mammamia che saccenza e che prosopopea….sei cieca come una talpa, arroccata nella tua professionalità, ed è per questo che non riesci a cogliere il senso profonda di quanto da me scritto.Io non ho mai detto di voler risolvere i problemi dei miei alunni, ma che non riesco a fare a meno di affezionarmi a loro, e sfido chiunque, oltre te a cui io non affiderei nemmeno la mia auto da rottamare, a sostenere che sia sbagliato. Scendi da quel tuo piedistallo e non ti arrogare il diritto di giudicare chi non conosci e tantomeno il suo operato. Sono i genitori dei miei alunni che potrebbero lamentarsi, ma, ahimè per te, non lo fanno, anzi..Senti un po’….professoressa della scuola secondaria vero..? Non mi rispondere tanto la tua arroganza, la tua freddezza, il tuo “distacco professionale” lo hanno fatto per te…Sarà un caso che è proprio quello il segmento del nostro sistema educativo che rovina i nostri ragazzi? Lady….ma per favore…

  85. Io consiglio sempre il sesso. In alternativa lo sport fino a spossarsi. Non hanno controindicazioni nè portano a malattia, e pochissimi effetti collaterali entrambi, perlopiù ascrivibili a robetta muscolare quando poco in esercizio.
    Sono una perfetta e auspicabile valvola di sfogo.
    :)

  86. Grazie del consiglio…io faccio sesso fino a spossarmi, va bene lo stesso? :-)

  87. Sabbia ma cosa ti prende? Calmati ti prego! Mezzaestate era riuscita a regalarti un po’ di calma e ho apprezzato quando hai risposto con un tono meno sgarbato.
    Vedi arroganza dove non c’è, pensi di essere attacata da tutti mentre sei tu a non più riuscire a controllare il tono dei tuoi interventi.
    Dai che questo blog è un luogo molto carino. Apri un po’ gli occhi e te ne accorgerai pure tu.
    Merci!

  88. (ps: in un’altra vita ero monaca buddista di sicuro… un bacetto sulla fronte e dai non confondere stuzzicare con aggredire… smaCK!)
    :)

  89. ma gli sposati sono spossati?;-)
    -
    madisonav hai citato Berne, sì, ho letto un paio di libri di Eric.
    Bisognerebbe qui parlare di ‘giochi’, di ‘carezze negative’…ma soprattutto dell’arte di non ‘agganciarsi’.
    Ma si sa, la fame di carezze fa accontentare anche quelle negative.
    A volte anche gli spiccioli di psicologia possono essere utili in tempi di recessione.
    -
    buonagiornata:-)

  90. Sì? Allora forse non lo reggi e sei troppo stanca…
    Datti al pilates. Allunga.
    :)

  91. per la fame mi son mangiata un “di”…
    vado a pranzo prima di cominciare a mozzicare;-)
    -
    ciao:)

  92. va bene..pilates e yoga ok..? :-)

  93. Cktc, mi fai arrossire (grazie)

  94. Non si vede da dietro lo schermo, non ti preoccupare! ;)
    (prego!)

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