The Fear, l’ultimo singolo di Lily Allen, è da settimane il più venduto nel Regno Unito, e più o meno stessa sorte è toccata al suo secondo album, It’s Not Me It’s You: debutto in prima posizione e ancora quasi in cima.. Due settimane fa sul palco del G-A-Y di Londra, ha aperto la serata vestita come un manga giapponese e cantando a modo suo Womanizer, improvvisando uno strip-tease mandando il pubblico in evidente e invadente delirio.
Non paga, è volata a New York, dove Myspace le ha organizzato un secret show completamente gratuito per pochi fortunati. Ospite in quasi tutti i programmi televisivi che contano, compresa la toilette di Ellen Degeneres. Perché non basta riuscire a diventare profeta in patria, qualsiasi artista inglese che si rispetti ha sognato onori e glorie negli Stati Uniti. Missione andata male al primo album, un po’ per il suo ciclo, del quale ci tiene sempre aggiornati grazie ai suoi due blog e a twitter, un po’ per l’innata tendenza alla rissa e al consumo di droghe che le costò il permesso di soggiorno.
E non è certo una novità per Lily, che da ragazzina ha cambiato 13 diverse scuole tra le più costose di Londra, il più delle volte perché sorpresa a fumare o a bere alcolici; una volta relativamente cresciuta, perché Lily ha solo 22 anni, non ha ritenuto necessario smettere i panni della ribelle, al punto da stracciare un contratto con la Warner ottenuto grazie a papà Keith. Dopodichè, armata di un paio di canzoni estremamente orecchiabili e sboccate e di un Myspace con un discreto seguito, ha conquistato la rete e un contratto con la EMI e l’onore di lavorare con Mark Ronson, il genietto che sta dietro al making of Amy Winehouse per intenderci, che le produce gran parte dell’album di debutto, Alright, Still.
Improvvisamente, diventa la seconda popstar più amata dai media britannici dopo, appunto, la Winehouse con la quale gli scambi di insulti gratuiti diventano un allegro gioco a premi.
Sta di fatto che Lily ha dalla sua parte un’ottima resistenza ad alcolici e droghe, delle quali non ha mai negato l’uso, e a dispetto della Winehouse tiene botta nonostante una gravidanza interrotta bruscamente, nonostante il suo compagno, uno dei due Chemical Brothers, la molli appena uscita dall’ospedale; nonostante un programma televisivo andato malissimo. Lei resiste e dopo quasi un anno conquista tutti con un album deliziosamente pop con infinite, più o meno palesi citazioni: dai Take That (Who’d Have Known) ai Killers (Everyone’s At It) agli LCD Soundsystem (Back To The Start); Lily affronta la vita con lo stesso irresistibile atteggiamento strafottente di sempre, con lo stesso irresistibile accento inglese che nessuna Britney può surclassare, parla di droga, che a quanto pare usiamo tutti, chiamala Prozac o chiamala cocaina (Everyone’s at It), di Dio che chissà se ha mai pensato al suicidio (Him), della comune paura di non riuscire a diventare ricchi e famosi, a qualsiasi costo, perché è l’unica cosa che può rendere le nostre vite so fucking fantastic (The Fear); manda un chiaro messaggio all’ex presidente degli Stati Uniti e a tutti gli omofobi conservatori (Fuck You); e se nel primo album incitava il fratellino Alfie ad uscire dalla nullafacenza, a smetterla di masturbarsi e farsi le canne tutto il giorno, in Not Fair cerca di far capire al suo ragazzo che vanno bene i fiori, il rispetto e le telefonate ma anche a letto tocca darsi da fare. Insomma, se non bastasse tutto questo a spiegare perché vorrei che i miei gameti incontrassero in un qualunque modo quelli di Lily, allora eccola mentre mostra finalmente cos’ha in comune con il Principe Carlo. Un terzo capezzolo.

































Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Credo sia il post più lungo che tu abbia scritto in tutta la tua vita.
e ha decisamnete migliorato il look, oggi veste chanel, ieri abitoni di cotone e reebok. :-P
Il pezzo che parla di lei VS Amy e di quanto si insultino vicendevolmente mi ha fatto ricordare Guy e me. A quando un bel gioco a premi? Ah: a differenza della Winehouse anch’io tengo botta eh, mi pare si sia notato ;).
Infine, che doveva esser messo all’inizio, bello sapere che a un uomo piaccia una donna simile. Non una bambola, una scema, una finta, una che gira carte e parole e predica bene ma razzola da schifo o una da scoparsi senza personalità . Se vuoi chi ti accompagni nel Regno Unito a far onori a Ms Lily io ci sono, Brugo. Magari vi tengo pure il pargolo a battesimo!
>cos’ha in comune con il Principe Carlo. Un terzo capezzolo.
E con Scaramanga, anche.
Beh, allora se tutti i nei che una ha sui seni posson venir definiti capezzoli, sai quante potrebbero trarne una Photogallery a prova!
Bonjour Brugo e benvenuto… Il link per The Fear non mi fumziona, sigh. Lili Allen era invitata su CanalPlus al Grand Journal ed è molto simpatica e buffa, capisco che ti piaccia… Certo con la droga non è un modello per i teenagers ma la sua pazzia carina ce lo fa quasi (ho detto quasi!) “perdonare”.
Non ho capito il legame con LCD Soundsystem (che adoro dal resto).
hum hum… non interverrai mai Brugo? Hai paura di beccarti una graziatite acuta?
Un saluto a Minna…
Ma che bello trovarti anche qui :-)