Grazia Perché non puoi aspettare

Gli idioti e la tecnologia

Internet è uno strumento. Eppure ancora oggi ci sono persone che lo demonizzano come se fosse portatore di tutti i mali, una sorta di monatto infetto che “attenzione a chi lo tocca”. In realtà internet è uno spazio fatto a immagine e somiglianza della vita dell’uomo. Se pensate per esempio alla spedizione di una e-mail è stata ideata come una metafora dell’invio reale di una busta. La componiamo come si può scrivere una lettera – solo che al posto della scrivania usiamo il desktop, invece della carta usiamo il testo della mail, la chiudiamo e la spediamo – nella realtà dovremmo uscire, comprare un francobollo e inserirla in qualche buca delle lettere.

È banale, ma ogni azione nel mondo virtuale è lo specchio di ciò che potremmo fare nella realtà, ma che realtà non è. L’intreccio tra ciò che accade su internet e ciò che facciamo nella vita reale, però, può avere conseguenze anche nella vita vera. E’ per questo che bisognerebbe saper utilizzare internet. Con l’avvento poi dei social network sembra che alcune persone si siano dimenticate delle regole della buona educazione, del buon gusto e di quella che un tempo veniva definita buona creanza – anche se non sto adducendo la colpa ai social network.

Per esempio con Facebook può capitare di ricevere contatti da ex compagni di scuola e fin qui non c’è nulla di male: se mi saluti quando mi incontri per strada, non vedo perché non possa inserirti tra i miei contatti – tanto gli amici veri, si spera, sono altrove, cioè nella vita reale.

Ecco però che capita di ricevere contatti da gente che se ti ha incroc iato negli ultimi anni per qualche via del centro, ha girato! imbaraz zata la testa per evitare qualsiasi contatto visivo. La domanda allora sorge spontanea: se non hai voglia di salutarmi per strada, perché mi mandi un invito su Fb e soprattutto per quale ragione una persona sana di mente dovrebbe accettare? Un’altra domanda che sorge spontanea sul comportamento di alcuni ex compagni di scuola o ex in generale è: se non ci siamo sentiti negli ultimi dieci/quindici anni, se non ho fatto nulla nella realtà per cercarti, per vederti, per parlarti, nemmeno per chiederti come stai, per quale ragione, dovremmo riallacciare i rapporti? Se non mi sono fatto/fatta sentire una ragione ci sarà? E invece no, uno si trova la mail con richieste di inserimento in altri social network, compagni che ti contattano perché è dal lontano 1990 che vorrebbero organizzare una pizzata di classe e se ne sono ricordati solo ora. Ribadisco, il fatto che una persona si nasconda dietro un computer, non autorizza a invadere gli spazi altrui, a essere invadenti , maleducati e a dimenticarsi che se una persona non vuole parlarti, non vuole avere a che fare con te, l’unica cosa dignitosa da fare è mollare il colpo. Per non parlare poi di quel gruppo di sfigati frustrati che mandano messaggi volgari a sfondo sessuale. Fortunatamente su internet è possibile fare una cosa che nella realtà è difficile attuare: cancellare i contatti.

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commenti

Ci sono 38 commenti
per "Gli idioti e la tecnologia"
  1. Credo che lo schermo del computer aiuti a superare un certo imbarazzo nel riprendere dei contatti. Molti timidi superano la prima fase dell’approccio e si scatenano con confidenze via web che di persona mai si sarebbero sognati di fare.
    Quanto a Facebook, passata la fase di euforia, tornerà ad essere un mero strumento di diffusione dei pensieri. Ora è un’orgia di idiozie.

  2. se è per quello capita (spessissimo) di ricevere richieste d’amicizia da persone che non conosci semplicemente perchè sono amici di amici, e persino da persone con cui non hai alcun amico i comune.
    Direi che prima ancora del passo della cancellazione dei contatti, ci sia quello della preselezione a monte.

  3. Internet è un favoloso medio che ci ha cambiato la vita in meglio in tanti campi. Dipende da come si usa e in quale scopo si usa.
    Facebook se non fai la golosa a volere aggiungere George Clooney e i suoi cloni (per non dire clowns), puo’ essere un mezzo di comunicazione molto bello con le persone che vuoi bene.
    A me quello che interessa di più nella comunicazione internet è la rapidità e la spontaneità.

    Poi c’è il circo, più o meno come nella vita reale forse. Ne abbiamo avuto una dimostrazione scorsa settimana con quelli che usano il presente blog per le loro scommesse stupide. E quelli che inventano personaggi e pensano che siamo noi i cretini ;) Ecco nella tecnologia, per me sono quelli gli idioti! I saputelli… Quelli che si annoiano nella vita reale e che si vogliono vendicare su quelli che considerano imbecilli mentre invece sono persone felici.
    L’imbécile est heureux… si dice in francese!

  4. Infatti io non demonizzo lo strumento: è come dire che le autovetture sono cattive -in realtà il problema è chi le guida e come vengono condotte -. Forse ci vorrebbe un patentino anche per la rete. La gente ingenuamente pensa che democrazia sia sinonimo di autorizzazione a fare tutto. E’ vero quello che dici Splendidiquarantenni, ma quando una persona non vuole essere disturbata con internet valgono le stesse regole della realtà non virtuale - altrimenti si rasenta lo stalking -. E’ capitato a me di ricevere via blog o via Fb contatti al limite dello stalking - adesso tengo tutte le mail che ricevo, non si sa mai -. Lo trovo molto fastidioso e vile (come dici tu, lo fai perchè pensi di essere un fantasma). Probabilmente la rete tira fuori anche la vera natura delle persone, nel bene come nel male

  5. >Se non mi sono fatto/fatta sentire una ragione ci sarà?
    Vero. Però allora non ti iscrivi a FB.
    O, se ti iscrivi, ignori la richiesta del tipo che non vuoi, senza tante storie.
    Altresì, non sopporto quelli (o quelle) che se gli chiedi l’amicizia su FB (solo perchè magari abitano nella tua stessa città o hanno un nome che ti suona bene) ti rispondono: “Scusa, ma ci conosciamo?”
    CRETINO, SE CI CONOSCIAMO LO SAI, CAZZO ME LO CHIEDI??
    E COMUQNUE FACEBOOK SEVRE PROPRIO ANCHE A CONOSCERE GENTE CHE NON CONOSCI. CRETINO!!
    Il problema è che i social network, come Internet occorre conoscerli un minimo prima di usarli. Altrimenti è come andare a giocare a Tennis solo perchè ci vanno in tanti, e cominciare a sparare palle nel campo di fianco: gli dioti, così, siamo noi.

  6. Ci vuole equilibrio, come in ogni cosa. Personalmente detesto facebook e tutte quelle persone che non fanno altro che parlare di quanto si sono messaggiate su fb… Però mi piacciono i blog (!) ed anche una serie di altre cose fichissime che la rete propone… Purtroppo alcune di esse offrono terreno fertile anche a chi ha dei seri problemi relazionali.

  7. Scusa Guy ma non sono d’accordo.
    Molto spesso si conoscono persone di vista, oppure le si è conosciute 20 anni fa, non ci si ricorda il cognome e dalla foto 3/4 delle persone non sono riconoscibili. Cioè…uno “Scusa ci conosciamo?” mi sembra un modo carino per capire con chi si sta parlando ed evitare una gaffe. Non lo trovo un grosso sforzo unire un messaggio ad una richiesta d’amicizia.
    Io ad es. trovo fastidioso chi mi chiede l’amicizia senza neanche mezzo “ciao” quando magari non ci si sente/vede da qualche anno. E’ educazione! E come diceva Viviana, non è che perché si è in rete vale tutto, compresa la maleducazione.
    A me è capitato di rifiutare l’amicizia di una persona 2 volte perché a me di fare numero non frega niente. La mia pagina è il mio giardino e preferisco pochi contatti ma chi voglio io.
    Peccato che la persona in questione la conoscessi! Ma mi si è accesa la lampadina solo dopo! Se avesse scritto una riga del tipo “Ti ricordi di me? Ci siamo conosciuti in questa occasione…” beh, mi avrebbe fatto piacere parlarci. Invece visto che ha 300 omonimi non riesco più a rintracciarlo…amen.
    Poi ognuno gestisce Facebook come preferisce e ha diritto di farne ciò che vuole.
    C’è chi lo usa per lavoro e quindi più contatti ha meglio è.
    Nel mio caso è il mio parco giochi e ne sono abbastanza gelosa.
    Che serva anche a conoscere gente che non si conosce può essere ma non sei obbligato.
    Se ti iscrivi su Badoo o siti simili allora sì, ma il claim di Facebook invece puntava proprio al fatto di poter ritrovare persone che già conosci e con cui non hai più contatti.

  8. Mah, per come la vedo io pensare di usare FB per lavoro è assurdo. Come quelli che ci vengono per fare autopromozione delle proprie attività, sono ridicoli. Ridicoli come il telemarketing.

  9. Guy, se avessi voluto partecipare a una serata con i miei ex compagni di classe (ma sto facendo un esempio), lo avrei fatto fin dal primo anno, li avrei cercati molto tempo prima senza attendere l’arrivo delle new technology. Inoltre, concordo con Mezzaestate: su Fb ci puoi andare per mille ragioni. Io faccio la giornalista, ho un blog, da quando sono su Fb ho molti più lettori, ma questo mette nella condizione qualcuno di infastidirmi? Come dico nel pezzo, è vero che i contatti li posso cancellare all’infinito, ma una persona normale che ti manda una richiesta e viene ignorata ripetutamente dovrebbe farsene una ragione o solo perchè sono su un social network non ho la libertà di scegliere chi “frequentare” anche se virtualmente? Altrimenti se vale quello che dici, allora la gente ti può importunare anche per strada. O per te è normale perchè se esci di casa devi affrontare il rischio di fare anche brutti incontri?

  10. ‘Lavoro’ nel senso di fare PR. Ma anch’io non mischierei mai il lavoro con Facebook.
    Su chi fa autopromozione…mah…alcuni sono venuti fuori da myspace o youtube…quindi tutto può essere.
    Non so, c’è differenza per te tra l’autopromuoversi su FB, Myspace o youtube? (domanda seria)

  11. Mi sembra di capire Guy che tu non apprezzi il lato promozionale dei socialnetwork, peccato che la maggior parte di questi siti nascono proprio con fini promozionali (pensi che i proprietari di Fb, Myspace, Qubers, ASW, ecc. abbiano ideato questi luoghi per filantropia?). Per quanto ne so, visto che dici che bisogna conoscerli i socialnetwork, questi ambiti sono pieni di pr, esperti di comunicazione, specialisti di marketing che attingono a questo spazio in cerca di utenti. E molto spesso, l’utente non se ne accorge nemmeno.

  12. D’accordo con te Viviana

  13. Dico solo, al di là del fatto che ognuno può scegliere di vederla come vuole, che se FB proclama di “aiutarti a matnere i contatti con le persone care della tua vita”, forse non è il caso di andare là e scrivere cose tipo: “Avete provato i miei serizi di consulenza finanziaria?” Forse è meglio che ti apri un blog.
    E dico che tutto ciò che sfrutti, ha un prezzo.
    Mi pare che lamentarsi di ciò che ti lamenti tu, alla fine, sia un po’ come lamentarsi di avere il telefonino aziendale - con cui chiami chi vuoi tu, anche privatamente - perchè ricevi telefonate di lavoro anche dopo l’orario di ufficio. Ogni cosa oggi ha un vantaggio, ma anche un prezzo. Tutto qui.

  14. Confermo quanto scritto da Viviana. Chi lavora nella comunicazione vede certi contesti come una manna dal cielo ;)

  15. Guy sul telefonino aziendale, se mi telefonano per motivi di lavoro, accetto lo scotto, ma se mi chiamano sconosciuti per chiedermi di uscire con loro, per dirmi sconcezze, per tormentarmi, ho ogni diritto di lamentarmi. Il discorso che fai è molto pericoloso. Oggi, c’è stato il primo arresto per stalking. Forse non mi sono spiegata, ma io sto parlando di questo.

  16. non sono perfettamente convinta che si possa tirare in ballo lo stalking nel caso di FB, posto che si trattta di un SN dotato di filtri di selezione.
    Decidi in anticipo chi accettare e chi no tra i tuoi amici, e una volta accettati, se ne verifichi le potenzialità moleste, puoi sempre cancellarlo, inibendogli così l’accesso al tuo profilo.
    Solo qualora facesse un uso molesto del tuo indirizzo di posta (prelevato da FB prima di essere cancellato), si potrebbe iniziare a delineare lo stalking che, peraltro, necessita di manifestazioni più consistenti.

  17. Viviana, non stai discutendo in maniera corretta, scusa.
    Nessuno ti chiama sul cellulare se non hai dato loro il numero. E non gliel’hai dato perchè non vuoi essere disturbata, ovviamente.
    Ma se vai su FB, alllora sì, li ti metti in gioco. E sei troppo intelligente, credo, per non sapere che tra stare su FB, con tutta la privacy che puoi settare, e arrivare ad avere qualcuno che ti stalka, beh, ce ne corre e devi dargliene di spago, anche…
    Però, se vuoi che ti dia ragione, hai ragione e la chiudo qui. : )

  18. Io ho detto Fb per fare un esempio, ma si era partiti da internet in generale (che comprende mail, blog, social network di ogni tipo). Ribadisco: solo perché ti esponi - visto che lo fai anche quando metti fuori il naso dalla soglia di casa -, non significa che la gente possa permettersi di dire o fare tutto. Se quello che accade su internet succedesse nella vita reale - per esempio, per l’appunto, quando esci a fare la spesa o se sei con un’amica a bere un caffé in un bar - non giustificheremmo determinati atti. Su internet sì. Se uno ti vede per strada solo perchè esci di case e decide di punto in bianco di insultarti - per quanto tu possa ignorare quella persona credo che ti infastidirebbe. Ma se succedesse per strada, quella persona sarebbe biasimata -. Su internet, mi sembra di capire a quanto dici, no.

  19. Non avevo capito che si trattasse di stalking Viviana, tranne quando ne hai parlato nei commenti. Dietro lo stalking ci sono delle persone perverse non affatto idiote purtroppo ed è una parola grave perché c’è pericolo, mentre dietro l’idiozia (parola usata nel tuo post) ci sono solo degli idioti (verita lapalissiana la mia ;) forse nemmeno cattivi, persone che hanno una vita troppo liscia e che trovano solo in internet il pepe per condirla meglio (povorenini loro ci dirai ;).
    Viviana non so se il tuo problema è una cosa pesante, se lo è dovresti fare una denuncia, no? Certo se si tratta solo di un idiota, troverai tu il modo di chiudere la comunicazione une volta per tutte.

  20. Lo stalking è un paradosso che ho tirato fuori perché alla frase di Guy “arrivare ad avere qualcuno che ti stalka, beh, ce ne corre e devi dargliene di spago, anche” e altre simili (della serie ” hai quello che ti cerchi” se entri su Facebook) corrisponde a quella cultura - sempre estremizzando, ovviamente - del aveva la minigonna per cui se ha subito uno stupro se l’è meritato. Detto questo, il problema è che su Internet, siccome la gente pensa di essere più protetta nel nascondere la propria identità, si permette di dire e fare cose che nella realtà della vita di tutti i giorni, sarebbero biasimate. E comunque, cancellato un idiota, se ne presenta sempre un altro. Del resto il detto dice che la mamma dei cretini è sempre incinta :)

  21. Viviana, non solo direi che ti sembra di capire male, ma confermo che questo modo di distrocere le parole e le idee di altri per portare avanti delle tesi allarmiste e paranoiche mi pare davvero un brutto modo di discorrere.
    Dire “che su Internet, siccome la gente pensa di essere più protetta nel nascondere la propria identità, si permette di dire e fare cose che nella realtà della vita di tutti i giorni, sarebbero biasimate,” è un non-sense, perchè mi sembra che tu stessa, qui, abbia preso a reagire in modo neppure troppo sottile appena io ho manifestato un commento che non sposasse la tua linea di pensiero. Direi quindi che ciò che sostieni non abbia fondamento e cioè che anche su Internet le persone vengano biasimate se hanno comportamenti che non ci vanno a genio.
    Questo quasi sostenere che le donne sul web siano indifese come le contadine polacche al passaggio della Wermacht, mi appare sinceramente fuori dal tempo. Semmai lo sono per la strada, nelle periferie romane, non certo su FB dove puoi escludere chi vuoi quando vuoi, come vuoi.
    Se il tuo approccio ai SN è che “cancellato un idiota, se ne presenta sempre un altro”, forse è meglio che dai SN te ne tenga lontana perchè sono qualcosa che dimostri di non aver compreso sino in fondo.
    Se il tuo approccio al web è che sia un posto dove “si giustificano atti infastidenti” solo perchè non è la vita reale, allora non hai compreso bene neppure cosa sia il web, temo.
    Detto ciò ti inviterei a tenere per te certe estremizzazioni, senza attribuirle ai tuoi interlocutori, grazie.

  22. Scusate è, ma io mi domando: perchè tante seghe mentali? Se una persona ti interessa, accetti la sua amicizia, se no, no! Se non vuoi che ti invadano certi spazi non ne dai modo, oppure non ti iscrivi nemmeno ai vari FB di turno come tanta gente che conosco…
    quanto a buon gusto ed educazione…perchè nella vita reale c’è sempre e ovunque? A me non sembra proprio, anzi…

  23. Non citare dopo a guy le seghe mentali che diventa verde, maldivian!!!

  24. …temo sia già verde…in questo periodo si infiamma facilmente…prima mi sembrava più “pacifico”…

  25. Guy perché uccidi sempre quello che dici (che ogni tanto lo devo ammettere è interessante ;) con tanta agressività? E perché ti comporti spesso come un bambino troppo viziato?
    E a proposito, che cosa ti hanno fatto i polacchi che li metti a tutti i sughi? :)
    Senza legame con quello che ho appena detto, io penso che dal modo in cui usiamo tutti i “gadget” di internet, si puo’ capire la nostra personalità. E quando non ha a che fare con il lavoro, deve sempre rimanere un piacere, non una cosa pesante. Melania ha ragione quando sottolinea che tante persone non pensano di esistere se non sono su FB, mentre tanti altri lo usano in un modo carino perché molto personale. FB è un esempio, in passato ICQ era di moda e avevamo le stesse riflessioni.

  26. Ck, rispondo solo a tono, tranquilla.
    Quando una tira fuori farsi come “corrisponde a quella cultura - sempre estremizzando, ovviamente - del aveva la minigonna per cui se ha subito uno stupro se l’è meritato”, non credo meriti altro tipo di risposta, fermo restando che per me l’aggressività è ben altra cosa.

  27. E per i polacchi? :)
    (ps: nessuno merita tale aggressività cmq, anche se non siamo d’accordo, si puo’ esprimere in un’altro modo dai)

  28. Mi sembra che in quanto a tolleranza Guy, tu non sia un esempio da seguire, fa un po’ sorridere che tu dia lezioni. Le tue parole le ho citate letteralmente riportandole tra virgolette - quindi non le ho distorte - e tu finora hai solo sputato veleno su veleno senza, semmai, argomentare in maniera tale da spiegare ciò che volevi dire con le frasi che ho estrapolato dal tuo testo. Io ho ammesso di usare i paradossi, e fin dall’inizio nel mio intervento ho detto che si può fare un parallelo tra ciò che accade su internet e ciò che accade nella vita reale, pertanto dire che se una persona si sente libera di insultarti (non di esprimere opinioni contrastanti rispette alle tue; quelle posso accettarle o a mia volta - e scusa se ti provoco fastidio - ribatterle dialetticamente senza attaccare personalmente le persone dando loro delle scorrette) via mail o via Fb o via blog o via vatteneapesca.it, gratuitamente - tu parti dal presupposto che questi strumenti si usino solo per motivi personali, ti ho già spiegato che possono essere usati anche per lavoro e non ci trovo, francamente, nulla di male -, lo devo accettare perchè sono su internet e quindi so che rischi corro? - ma dai grazie, avevo proprio bisogno che me lo dicessi tu. So che mi darai della spocchiosa adesso, ma internet lo uso da anni, credo di aver pubblicato qualcosa sulla pedofilia online,un saggio con Giampaolo Fabris se non ricordo male, ho tradotto un libro sugli ipertesti adottato per anni in ambito universitario, sempre che non ricordi male, ho scritto anche molto su giornali specializzati e qui mi fermo -. Questo punto di vista mi sembra banale, moralistico, retrogrado e incivile. Visto che fin dal mio intervento ho fatto un paragone tra etichetta nella vita reale ed etichetta nella vita virtuale, se do dell’idiota a uno che mi insulta per strada, non posso farlo con uno che mi insulta online? O invece se mi insulta ripetutamente via mail mi devo sentire in colpa perché ho avuto la brillante idea di aprire un account su un qualsiasi social network e magari lo ringrazio anche?

  29. …Ehm…

    Viviana, grazie per avere accettato l’amicizia su FB. :)

  30. Viviana, ciò che intendevo riguardo ai SN e a come porvisi l’ho detto, l’ho ripetuto, l’ho ribadito. Resto in attesa paziente che tu mi citi dove posso aver dato segno di intolleranza o aggressività che non fosse invece argomentazione decisa, ma sono certo che non lo farai.
    Se non vi hai letto argomenti, è perchè non ti andava e preferivi ribattere con frasi inutili ed esagerate come “tu finora hai solo sputato veleno su veleno”, o accusandomi di essere come quelli che giustificano gli stupri con le minigonne - che sinceramente mi sembra l’atteggiamento di chi non ha voglia di discorrere, ma solo di trovare alimento per la propria permalosaggine.
    Se poi uno non può fare un appunto ad un tuo post senza che venga fatto passare come mostro, beh, la prossima volta metti un avviso che ci scoraggi in tal senso. Ci regoleremo.
    Sinceramente però trovo un po’ ridicolo che uno/a pretenda di scrivere senza accettare punti di vista diversi, anche espressi con parole diverse da quelle che egli/ella userebbe.
    So che è tipico dei Blogger e di chi si crede Giornalista al di sopra di repliche, ma accidenti, non mi ci abituerò mai….(e’ un mio problema, lo so, tranquilla…ma mi pare che la Vera, ad esempio, anche a critiche più dure reagisca con uno spessore ed uno stile diverso)

  31. p.s. oh, e btw, io internet lo uso dal 1995. Fai tu.

  32. Ho forse detto di non lasciare commenti? Ho forse scritto che voglio confrontarmi solo con chi la pensa come me? Forse non te ne sei accorto, ma anche altre persone hanno esposto opioni diverse dalla mia. Ho notato però che qualcuno ha sottolineato la tua leggera aggressività. Forse è per questo che prendi le difese di chi insulta per internet? Il fatto di aver risposto a tutto quello che hai detto sinora mi inserisce in un contesto dialettico, polemico, forse, al quale tu non sarai abituato, ma pur sempre dialettico - quindi, come vedi è un po’ infantile dire “so che tanto non risponderai”. Dai Guy è una provocazione che usavo all’asilo quando volevo ottenere attenzione da parte degli adulti -. PEr quanto riguarda le motivazioni - so che sarà una perdita di tempo, perché piuttosto che spiegare ciò che volevi dire e ribattere a ogni punto, continuerai a darmi della permalosa, paragonandomi per altro - e ti ringrazio, troppo onore che non merito - al direttore di questo giornale, come se io avessi dovuto tirare in ballo tutte le persone che in questo confronto hanno espresso opinioni diverse dalle mie - dai una riletturina - con le quali, mi sembra però di poter dire che non ci siano stati grossi problemi - ecco i tuoi segni di INTOLLERANZA E AGGRESSIVITA’:

    1)”Mah, per come la vedo io pensare di usare FB per lavoro è assurdo. Come quelli che ci vengono per fare autopromozione delle proprie attività, sono ridicoli. Ridicoli come il telemarketing”: perdonami, Guy in tempi di crisi e di lavoro precario dare dei ridicoli alle persone che si smazzano un lavoro dove la maggior parte della gente ti attacca il telefono in faccia per pochi euro reputo che non sia affatto ridicolo. Semmai è presuntuoso affermare ciò. Nell’autopromozione, nel 2009, non ci trovo nulla di male. Anche questa, se permetti è un’opinione. Non sono degne di rispetto solo le tue.

    2)”e arrivare ad avere qualcuno che ti stalka, beh, ce ne corre e devi dargliene di spago, anche”. Mi piacerebbe che lo dicessi a quella signora che oggi è finita in cronaca per aver subito lo stalking del suo ex datore di lavoro per quattordici anni. Certo, magari dal tuo punto di vista, a sua colpa c’è il fatto che per un po’ di tempo sia stata la amante del suo stalker. Se il mondo andrà al contrario, condanneranno lei (ecco perché il paradosso dello stupro).

    3)”Quando una tira fuori”. Quando “una” è in assoluto la frase più villana che potessi scrivere, ma forse ti sfugge il senso e francamente non ho né tempo, né voglia di stare qui a spiegartelo - c’è un limite a tutto -. Di fatto è la frase più presuntuosa, aggressiva e intollerante che potessi scrivere che basterebbe per tutta la lista. Il “non credo meriti altro tipo di risposta,” che segue poi fa intravedere tutta la tua di intolleranza. E vuoi venirmi a insegnare il dialogo? Per favore, dai.

    4)”So che è tipico dei Blogger e di chi si crede Giornalista al di sopra di repliche,”. Siamo ancora alle generalizzazioni??? Dai che tristezza, io non so cosa tu faccia nella vita e non mi interessa nemmeno saperlo, di certo, per pesarti come persona, non sento il bisogno di appiccicarti addosso un’etichetta. La presunzione non ha mestiere. Comunque la frase è abbastanza sintomatica: mi attacchi solo perchè una blogger o una giornalista?

    Per la cronaca vorrei aggiungere che il mio intervento era una riflessione sulla base, non solo di ciò che capita o è capitato a me (io su Fb ci sono da qualche mese, ho 450 contatti circa e per l’esattezza credo di averne cancellati, finora, solo 3: uno perché improvvisamente in una nota si è messo a inneggiare alla pedofolia. L’altro, perché non appena accettato mi ha fatto proposte insistenti di tipo sessuale, il terzo perché era un po’ troppo invadente con la mia vita privata. Ma forse sono strana io), ma anche di quello che accade ad amici, contatti che mi scrivono e conoscenti in genere.
    PEr facci_ona: non conosco il tuo vero nome, quindi non so se veramente tu faccia parte dei miei contatti, ma se tuttavia avessi voglia di inserirti nel mio network, sei la benvenuta :)

    Comunque, guarda, non ho davvero altro da aggiungere e, a differenza tua, che lo hai scritto 5 commenti fa, io sono un filo più coerente e seguirò, nel tuo caso, quello che ho appena detto.

  33. -
    vero, non ci sono stati problemi. Il mio commento dissenziente, ad esempio, non lo hai degnato di un minimo di considerazione.
    (ma non è la prima volta..)

  34. “come se io avessi dovuto tirare in ballo tutte le persone che in questo confronto hanno espresso opinioni diverse dalle mie - dai una riletturina - con le quali, mi sembra però di poter dire che non ci siano stati grossi problemi”
    -
    era saltato il quote del pezzo cui mi riferivo

  35. Il gruppo “che mi aggiungi a fare su Facebook se poi per strada non mi saluti” ha 115.895 iscritti.
    Guy…ci sei anche tu :-D
    -
    Diciamo che i casi descritti da Viviana sono comuni.
    Nessuno ci perde il sonno, hanno solo diversi gradi di “fastidio” per ciascuno di noi.
    A me dà fastidio la maleducazione dentro e fuori la rete.
    Se uno è maleducato in rete non vedo buone prospettive che sia educato IRL.
    -
    E’ vero che si può gestire la privacy in molti modi su FB, ma credo che la possibilità di scirvere una mail sia possibile anche a chi ha il profilo privato
    -
    Oh nessuno che mi abbia importunato su Facebook, devo essere proprio cessa :D

  36. Viviana, cara, è un paese ben triste quello in cui si fa fare del giornalismo a chi distorce i fatti in tal modo da arrivare a dirmi: “prendi le difese di chi insulta per internet”.
    E sì, qui ti sto dando delle lezioni, perchè credo che il dovere primo di un giornalista che anche solo vagamente si faccia chiamare così sia quello di non distorcere la realtà.
    E tantomeno i discorsi altrui.
    Hai ragione scelgo di essere incoerente: un po’ perchè siamo su un media femminile e l’incoerenza è donna, ma soprattutto perchè se c’è una cosa che mi dà fastidio è chi discute in modo così scorretto da far dire agli altri cose che non ha detto in un sì maldestro tentativo di dimostrare che avrei detto cose deprecabili.
    Oltretutto, sia detto “pacatamente, seranamente” e senza veleno, dimostri non solo di non conoscere molto bene i SN, ma neppure il marketing e forse neppure tanto l’italiano, visto che io non ho scritto: “gli operatori di telemarketing sono ridicoli”, ma “il telemarketing è ridicolo” (inteso evidentemente come concetto, ma è ovvio che il ragionamente metacognitivo ti sia più sconosciuto dei SN ).
    Secondo, quando ho detto: “e arrivare ad avere qualcuno che ti stalka, beh, ce ne corre e devi dargliene di spago, anche” sai bene che parlavo di FB. Ora, decontestualizzarlo in toto e rispondere: “Mi piacerebbe che lo dicessi a quella signora che oggi è finita in cronaca per aver subito lo stalking del suo ex datore di lavoro” è, permettimi -”pacatamente, seranamente” e senza veleno- non solo scorretto sotto tutti i punti di vista ma anche un trucchetto da forum internet tra i più sciocchi e controproducenti da usare.
    Sul tuo punto 3, a casa mia “una” è articolo indeterminativo femminile. Villanerie sono altre. Noto però che, per essere una che non ha tempo nè voglia di spiegarmi delle cose, ti produci in risposte fiume. Sì, la coerenza non è neppure il tuo, di forte.
    Sul punto 4, nessuno ti ha attaccata. Se non tolleri risposte, se per te chi ti replica con decisione ti attacca, se vedi nelle mie frasi solo intolleranza e aggressività, di certo hai tu un problema col dialogo e non io.
    Al punto che confondi l’ironia marcata con l’aggressività. Pazienza se lo fa CKtc che è francese, ma tu l’italiano dovresti saperlo, no?
    Tra parentesi, una frase come “non credo meriti altro tipo di risposta,” non è aggressiva, semmai valutativa. Sai, io a differenza di certi professionisti, nella meritocrazia ci credo ancora.
    Ora, precisato questo e abbastanza divertito dal tuo vantare 450 contatti su FB (e poi dite di noi maschietti quando facciamo a chi ce l’ha più…), ti auguro sereni dialoghi con altri, colà.

  37. PEr Utopia: se ti sei sentita veramente ignorata, ti chiedo scusa, non era nelle mie intenzioni. Non ricordo di averti ignorato in passato, non c’è malafede, credimi. In questo caso, sono stata tirata in ballo personalmente da una persona - per sua stessa ammissione misogina - e ho dovuto riservarle maggiore attenzione. Ma non accadrà più :)

  38. Mezza, hai ragione. E cmq, se non mi diventi isterica subito, se non mi rinfacci di avere più contatti di me, se non mi accusi di essere stalker o misogino, mi offro per importunarti io!! ; )

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