Grazia Perché non puoi aspettare

Le parole con cui ti ho lasciato

Le parole con cui io ti ho lasciato sono le stesse parole con cui tu mi hai lasciato. Sono quelle scontate, banali, di chi non sa che parole usare. Sono le parole che usano tutti. Sono gli Scusa e i Mi dispiace. Sono le parole stupide che speri di non dover dire più. Sono le pause tra una parola e l’altra. Sono i sospesi di un pensiero testardo che non demorde. Sono le parole dette una volta sola oppure sono le parole dette tante volte, perché a volte le parole non bastano. Sono le parole di chi dice «E’ colpa mia». Sono le parole più odiose, sono le parole di una telenovela brasiliana di quarta categoria. Eppure, sono parole tue. E pensare che mi piacevi. Sono le tue ultime parole.

Da quando ti ho lasciato, le parole che ho usato sono quelle scontate, banali, di chi non ne vuole parlare. Sono le parole di chi non ha parole. Sono le parole di una canzone ambigua che ascoltavo quando c’eri tu e che ora suona qui al posto tuo. Sono quelle di una scritta ridicola su un pigiama che non indosso apposta. Sono i nomignoli cretini che ci siamo dati io e te e che ho regalato a un amico perché non sapevo più che farmene. Sono le parole cattive per chi non c’entra niente. Sono le parole ammiccanti per chi ha preso il tuo posto. Sono le parole di chi mi chiede Come va. Sono le parole di un discorso in cui grazie a Dio si parla d’altro. Sono fiumi di parole, perché a volte le parole non bastano mai.

Da quando mi hai lasciato, le parole che ho usato sono le stesse parole che dicevo a te. Le ho usate ormai centinaia di volte, le ho consumate. E ora, finalmente, sono solo parole.


Le parole con cui ti ho lasciato non ci sono perché io non ho usato parole, per non dovermi poi pentire. Sono le parole di chi non ha parole. Sono le parole di chi pensa che le parole non servano. Sono le parole che mi tengo per me. Sono le parole che prima o poi mi pentirò di non aver usato. Erano le parole che avrei voluto dirti.
Quelle parole tornano di sera, quando la sera finalmente arriva e, con tutte quelle parole a far compagnia, sembra non voler finire mai.

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commenti

Ci sono 81 commenti
per "Le parole con cui ti ho lasciato"
  1. In generale le parole dette valgono sempre poco. In amore poi valgono meno di niente.
    Salvo naturalmente per i quaqquaraqua.

  2. Le parole possono andare oltre noi stessi, trasformarsi in promesse irrealizzabili e divenire fonte di delusione per l’altro che le subisce.
    parole come bugie: capita a tutti di mentire quando non vogliamo ammettere i nostri limiti, quando non abbiamo il coraggio di riconoscere la nostra incapacità di agire in una determinata situazione, quando non sappiamo come comportarci.
    Dovremmo fermarci e pensare. Il pensiero, e non l’istinto come direbbe qualche ingenuo, è il mezzo che dirige la nostra persona anche quando dobbiamo gestire dei sentimenti.
    Chi ama veramente lo fa col pensiero, col cuore e non soltanto col corpo – non siamo animali, ma esseri umani – ed è il pensiero che conduce al rispetto per l’altro. Io mi auguro sempre di non abusare delle mie parole per non tradire le aspettative dell’altro. Qualche volta può succedere che faccia una promessa senza sapere se potrò mantenerla, ma fortunatamente si tratta di faccende di poco conto.
    Recentemente invece ho subito l’abuso di parole da parte di una persona che credevo potesse diventare importante per me e la delusione è stata enorme.

  3. Una scena che ho sempre sognato..lei che mi dice: “Ti lascio perchè non ti amo come meriti. Ma mi si spezza il cuore…ti giuro!”
    E la pistola che ho in mano, sotto l’impermeabile, che sputa un colpo dal silenziatore: “Pssshoot”, il “clink” del bossolo che cade a terra, e io che le dico: “No, cocca: il cuore ti sanguina.”

  4. GUY….NON TI FACEVO COSI’ SANGUINARIO…!!! :D

  5. Le parole feriscono, più dei fatti. Attenzione quindi alle parole che si usano con leggerezza!!!!!!!!!

  6. L’ultimo capoverso e’ in contrasto con il primo.
    Se le parole erano le stesse vuol dire che c’erano e quindi non possono non esserci.

    Peccato poteva essere un bel pezzetto.
    Ma lo hai riletto?

  7. Ciao Minna, grazie per la tua osservazione.
    A volte il contrasto c’è, anche nelle nostre azioni. Possiamo accorgerci di aver usato solo parole banali, e di non aver usato invece le parole più vere e sincere, perché convinti che non avrebbero sortito alcun effetto.
    Per dire, questo è quanto è capitato a me.
    Se poi ci si lascia e ci si riprende più e più volte, allora succede di usare tutte le parole del mondo.

  8. Il bello di essere uomini è che non ci si perde in ragionamenti così oziosi.

  9. TENGI!!!! E’ stupendo…!
    Ed il contrasto è parte stessa del sentimento provato!
    MAGNIFICO!

  10. Quando si soffre per amore…..tutti diventano potenziali poeti…a questo pezzo , secondo me, traspare tutto il dolore che non è ancora passato.
    Auguri!

  11. Ci si può mollare anche senza dirsi niente.
    E allora a rimanerti dentro sono i gesti o i non gesti, i se e i forse…

  12. Lasciare è sempre una pessima parte. E le parole vogliono esser cesoie. Ai ghigliottinati l’onore dei versi più belli.. rivolti, ahimé, al boia.

  13. Ai ghigliottinati l’onore dei versi più belli.. rivolti, ahimé, al boia.
    tragicamente vero.
    -
    buonanotte

  14. Lei mi ha lasciato alle 18,01 del 2 gennaio, con un gelido sms che ho letto mentre facevo gasolio. Abbandonato come un bastardino in un’area di servizio, al primo giorno delle ferie estive. Dopo sette mesi di parole e parole, promesse e dichiarazioni. “Come te non ho mai amato nessuno…”. Certo.. perché gli altri li avevi lasciati sprecando qualche parola in più… “Ti scriverò quando sarò più lucida”.. Per dirmi cosa? Che avevi finito il credito sul cellulare?

  15. Il “Come te nessuno mai” è un classico di ogni storia dai sette giorni ai sette mesi. Ha mollato prima che fosse almeno il tempo per concepire un figlio, l’amor vostro. E’ di moda farlo via sms, mail, tv. E la voglia d’esser lucida è per spiegare mille motivazioni che alla fine portan tutte alla semplicissima frase “Non Più”. E addirittura non dà segno di volersi prender la briga di un confronto diretto, un dialogo, un vis-à-vis.
    Il problema è quanto c’avevi investito, a parte lo smacco e la botta dell’abbandono. Se, passate lucidissime settimane dopo al dolore, dovessi realizzare che non era poi molto, allora non stare a leggere quel che avrà da scriverti.

  16. “nn esiste la ricetta perfetta x dirsi addio..”, mi ha scritto nel suo ultimo sms. Ed è proprio vero. Ogni addio è “stonato”. In sette mesi avevamo condiviso ogni nostro dolore, ogni nostra gioia, ogni problema. Parlandone, discutendone. Ma l’”addio” è stato unilaterale. Forse avrei dovuto chiamarla io, insistere, chiedere una spiegazione. Ma non le avevo sempre detto che l’amore è libertà e che lei avrebbe potuto dire “stop” in qualsiasi momento? E allora.. meglio il silenzio.

  17. Quando sarà lucidità e un pò più distacco temporale allora potrai ripensarvi piano e capire se c’erano o meno falle evidenti in quel voi. Oppure se così non era, e semplicemente ha smesso di amarti. O, ancora, a volte proiettiamo nell’altro aspettative, quel di cui avremmo bisogno per essere felici, un pò di noi stessi. E quando lo, la guardiamo per quel che è, invece, ci rendiamo conto che non è amore.
    L’amore è libertà. E concordo, se non è non si protragga la pena unilaterale e la perdita di tempo.
    Avrebbe potuto succeder la stessa cosa a te.

  18. Penna ma sei maschio?????? WOW un fiorentino su GraziaBlog!!! :)
    In francese ti direi “peine florentine” (che peine vuol dire tristezza). Dai su di morale che ti sento un po’ giù… Una che lascia con un sms è una cafona (scusami se ci tenevi a lei, ma un po’ cafona vigliacca lo è stata)
    cktc ma fatti gli affari tuoi! Impossibol con un Fiorentino! E’ il mio sangue che parla! E se lei è fiorentina, è cafona lo stesso ;) (tifo più x le lui che le lei io ;)

  19. Lei non è fiorentina.. E’ campana.. Su questo blog mi ci ha portato lei, qualche mese fa… Lo so che è strano, trovare un uomo su un blog “da donne”… anche se anch’io sono un giornalista che risponde ai lettori.. ma non su problemi di cuore come Filippo Facci…
    E’ stata cafona? Non mi sento di dirlo, ma un po’ vigliacca sì…

  20. Bah…E’ strano trovare un uomo. PUNTO.
    Uno che presti attenzione a donne che argomentano. PUNTO.
    E che creda ancora che Facci possa rispondere (?) su problemi di cuore(??). PUNTO.
    Cafona in amore non esiste. Vigliacca come no? Tu intanto resta.

  21. Sì l’espressione su Facci era imprecisa: diciamo che sono approdato su questo blog, perché alla mia “lei” piaceva quello che Facci scriveva “sulle” donne… Quanto all’attenzione alle donne.. e alle loro argomentazioni.. è sempre stato un mio “difetto” (diciamo così..)

  22. Penna, anzi, lo pensiamo in molte che la presenza di uomini sul blog porta tantissimo. Niente strano quindi, rende gli scambi di opinioni più ricchi e più interessanti. E peccato che non intervenite più spesso.
    Per cafona sono andata un po’ nell’eccesso certo ;), ma una non cafona puo’ commettere un atto cafone. E il lasciare via sms non è l’atto di Grande Dame.
    ps: sento che conta ancora molto nel tuo cuore. Spero per te che tutto andrà nel senso che desideri tu.

  23. Allora senti…Se alla donna tua PIACEVA quello che FACCI scrive sulle Donne e ti ci ha portato per questo…Allora non mi meraviglio d’alcuna cosa e mi pare anche molto scontato che la vostra storia sarebbe giunta ad epilogo così come l’ha fatta finire la “campana”…Resta, rinnovo, e magari vai in archivio a leggerti tutti gl’articoli su Blog di Filippo.
    Sicuro che avevate qualcosa in comune, tu e lei?

  24. Per chi suona la campana.

  25. Guarda Claudia, il giorno che mi ha portato su questo blog l’ho pensato anch’io… Ma come fa a piacerle quello che Facci dice “sulle” donne? E’ lontano mille miglia dal mio modo di approcciarmi ad una donna. Eppure non ci crederai, ma ho sempre pensato che noi due avessimo tutto in comune: la musica, la poesia (la nostra Emily Dickinson), la passione per il giornalismo, lo stesso modo di intendere la vita. La nostra è stata una storia “strana”, credo difficile da capirsi dall’esterno.. anche se so bene che chiunque ama pensa la stessa cosa..

  26. Cktc: il senso che vorrei io.. è di quelli da film. Vorrei ricevere un sms (visto che mi ha mollato con un sms.. bisogna ripartire da lì, dalla “ferita”) con scritto solo: “é ancora valido l’invito per Roma?”… Ma questo, appunto, accade solo nei film. La realtà è che lei adesso è combattuta, si impone di non chiamarmi, di non scrivermi, di tagliare tutti i ponti per convincersi che può fare a meno di me. Magari tra un mese mi scriverà una mail, molto studiata e calibrata, per dirmi che quello che ha fatto era giusto.

  27. Penna, ti auguro che possa leggere tutte quelle tue bellissime parole su di voi! E non più solo le cose olé olé sulle imperfezioni delle donne nella rubrica accanto ;)

  28. No, no, io ci credo che possa accadere non solo nei film. E sono sicura che lo farà quando ti leggerà qua!

  29. Ho sempre pensato che si debba amare senza pensieri.
    Senza preoccupazioni di cosa si debba dire, fare, senza costruzioni sceniche o sceneggiature.
    L’amore spontaneo che sgorga da dentro, in atti parole opere e senza omissioni.
    La corrispondenza di un amore si’ fatto e’ il fine a cui chiunque, che ama e vuol essere amato, aspira.
    E’ l’amore vero, l’amor sincero, l’amor passionale, l’Amore.
    E quello che jhonn Donne celebrava nel 1600 con una sua superba poesia:

    Come quietamente i giusti spirano
    e alle anime loro sussurrano di andare,
    mentre alcuni dei tristi amici dicono:
    si spegne il suo respiro, ed altri: non ancora,

    sciogliamoci così, senza voce, né flutto
    di lacrime muoviamo, né furia di sospiri:
    si profana la gioia
    svelando ai secolari questo amore.

    Il moto della terra porta mali e paure,
    specula l’uomo il fatto e ciò che volle dire,
    ma la trepidazione delle sfere
    è innocente, seppur tanto maggiore.

    L’amore degli ottusi amanti sublunari
    (la cui anima è il senso) non intende
    l’assenza, che rimuove
    le cose che gli furono elemento.

    Ma noi, grazie ad un amore raffinato
    al punto che noi stessi ne ignoriamo l’essenza,
    nella mutua certezza della mente
    meno curiamo perdere labbra, pupille, mani.

    Le nostre anime, dunque, che sono una,
    sebbene io debba andare, non patiscono
    frattura ma espansione, come oro
    battuto fino alla più aurea lama.

    Siano pur due, lo sono come i rigidi
    gemelli del compasso sono due:
    la tua anima il piede fisso che, all’apparenza
    immoto, muove al moto del compagno

    e, se pure dimori nel suo centro
    quando l’altro si spinge più lontano,
    piega e lo segue intento
    e torna eretto al suo tornare al centro.

    Così tu sei per me che debbo, simile
    all’altro piede, obliquamente correre:
    la tua fermezza chiude giustamente il mio cerchio
    e al mio principio mi riporta sempre.

  30. Grazie Minna.. E visto che mi citi Donne.. allora ecco dei versi che potrei dedicare alla mia “lei”

    Se ancor non ho tutto l’amore tuo,
    cara, giammai tutto l’avrò;
    non posso esalare un altro sospiro per intenerirti,
    né posso implorare un’altra lacrima a che sgorghi;
    ormai tutto il tesoro che avevo per acquistarti
    - sospiri, lacrime, e voti e lettere - l’ho consumato.

  31. Beh, lungi da chiunque il giudicar storia fuori dal sè…Ovvio che chi legge si basa sul pochissimo che da te recepisce, ch’è frammento e la tua sola campana (nell’accezione di versione dei fatti).
    Ma come sei tu si recepisce facilmente dal modo ch’hai di scrivere e soffrire. Lei, beh, forse per dispetto o per eccesso considerava sì speciale il Filippone nazionale. Se invece nutriva profonda ammirazione per come considera le donne, beh allora mi pare davvero diversa l’impostazione dell’amar che avete in petto. Per quanto mi riguarda, che dire? Concordo con Minna e credo fortemente in quell’amore sì forte ch’è impossibile lasciarlo anche solo scivolare via. Che non pone mai la parola Fine. Che si confronta, soffre magari silente, ma quando non riesce più a sopportare si confronta e modula e cambia e creasce. Fianco a fianco, mano nella mano, occhi dentro agli occhi.
    Per te chiaramente è stato, è, così. Per lei?

  32. >Sete di te m’incalza<

    Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
    Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
    Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
    Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
    Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
    in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.

    Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
    Mi segui come gli astri seguono la notte.
    Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
    Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.Sete di te m’incalza

    Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
    Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
    Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
    Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
    Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
    in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.

    Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
    Mi segui come gli astri seguono la notte.
    Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
    Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
    Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
    Solco per il torbido seme del mio nome.
    Esista una terra mia che non copra la tua orma.
    Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.

    Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
    Come poter non amarti se per questo devo amarti.
    Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
    Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
    Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
    Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
    Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
    La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
    L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
    Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
    Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
    E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.

    Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
    Solco per il torbido seme del mio nome.
    Esista una terra mia che non copra la tua orma.
    Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
    Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
    Come poter non amarti se per questo devo amarti.
    Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
    Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
    Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
    Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
    Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
    La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
    L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
    Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
    Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
    E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.

  33. Sento l’ardor che cresce…

  34. A un cuore spezzato
    Nessun altro può volgersi
    Senza l’alta prerogativa
    Di avere anch’esso sofferto

    E’ stata una delle prime poesie che abbiamo gustato insieme. Quando l’ho incontrata soffriva per un amore che non sbocciava. Per una quindicina di giorni ho ascoltato le sue pene d’amore, l’ho consigliata e consolata, nonostante me ne fossi subito innamorato. Finché non ha più potuto fare a meno di me.. almeno fino al 2 gennaio!

  35. Sei sbocciato tu al posto di quel ch’aveva in grembo. E bevendo dalla linfa del tuo amore è fiorita fino a veder te scarno e senza prerogativa.
    Chiunque ha sofferto per amore. E non si scaccia amore con qualcuno che ti consoli e ti vuoi convincere sia cosa buona e giusta amare.

  36. Può darsi tu abbia ragione Claudia. Per qualche mese so di aver coabitato con “lui” nel suo cuore. Una lotta impari, visto che lui era accanto a lei ogni giorno, mentre io abitavo a 450 km di distanza. Mi sono illuso (o lei mi ha illuso) d’averla spuntata io, e alla grande.. Ma forse ho fatto solo il “medico” del suo cuore, curando per mesi con mille attenzioni e premure le ferite che si portava dentro (anche precedenti). In una delle ultime mail mi ha scritto: “grazie a te io sono diventata più matura, ho imparato ad amare diversamente, ho imparato a camminare a modo mio con le mie convinzioni…”. Ed è uno dei motivi per cui mi sento di lasciarla nella massima libertà. Se anche il suo è amore vero, tornerà a cercarmi, perché sa che io sarò ad attenderla. Se non lo era - è doloroso ammetterlo - è meglio che sia finita così.. Perché il coronare i nostri sogni avrebbe portato a scelte dolorose e irreversibili.

  37. Ho già detto come la penso in merito.
    Tu l’ami e l’hai amata, profondissimamente. E come ben dice Biagio a fine di uno dei suoi CD “CONVIVENDO” in voce parlata e registrata “Chi ama aspetta. Aspetta sempre.” E senza tempo, spazio o modo tu sarai lì.
    Lei, chiediti, c’è stata mai? No. Infatti se n’è andata con due parole.

  38. Ma l’hai conosciuta in chat sta tipa?

  39. No, l’inizio è da “film” (la fine .. per ora no..). L’ho conosciuta in Sicilia, al largo dell’isola di Favignana, in una splendida giornata di sole di fine settembre 2007. Eravamo un gruppo in escursione su una motonave. Una ventina di più coraggiosi facemmo il bagno al largo. Mi accorsi che lei, in acqua, rischiava d’affogare per una crisi d’asma e la soccorsi, portandola in salvo e aiutandola a riprendersi. Ci scambiammo poche parole e qualche sguardo, ma bastarono, come dimostrerà poi la nostra storia. Lei per mesi è andata in giro a raccontare che io le avevo salvato la vita. Lo scrisse anche a me in una breve mail. Ma per sette mesi non è successo più niente. Ad aprile 2008 mi annuncia in una mail che ci saremmo visti, probabilmente, di lì a giorni ad un convegno a Padova. E così è stato. Lei in quell’occasione era con l’”altro”, indifferente alle sue avances. Ma nonostante questo… qualcosa scattò. “Galeotto fu Giotto e gli Scrovegni”, le scrissi una volta. Fu solo allora che cominciò la nostra quotidiana conversazione su skype. Ore e ore, giornate intere.. prima di passare anche agli sms alle telefonate e a qualche incontro.

  40. Penna, metti l’orgoglio al cestino e contattala. Qua è carino ma non devi svelare tutto tutto a “noi”.
    E’ solo un consiglio certo…

  41. Ah, tra l’altro si tratta di un amore invissuto.
    Allora non la scorderai certo. E amare ami chi scriveva e condivideva e dialogava e ipotizzava. Pur condito di un’attrazione percepibile, non lei.
    Lei che non hai vissuto mai.

    Ovvio, è la mia considerazione.

  42. Non temere.. basta particolari..

  43. Claudia.. non è proprio così. Ma come ho detto.. particolari basta.

  44. (quando ho scritto questo messaggio petit Fiorentino, non c’era ancora il tuo lungo prima… ahhh la Sicilia, anche a me fa parecchio effetto!!! cmq sia, “stuzzicazione” a parte, dovresti telefonarle tesoro!)

  45. pennafiorentina, molto semplicemente una donna che fosse stata lasciata in quel modo brusco, con uno stringato sms, avrebbe definito il suo lui un ‘bastardo’….perchè non appellare così lei?
    Perchè un uomo quasi mai utilizza lo stesso sbrigativo linguaggio delle donne?.
    Tu nel tuo cuore l’hai idealizzata e certo non puoi accettare di vederla in questo modo.
    E non hai pensato un momento che a lei piacesse Facci anche come uomo(non solo come giornalista)?
    E non è che nel frattempo ha conosciuto un altro che ha scalzato te dai suoi pensieri?
    E’ un’ipotesi che non scarterei.
    -
    ho ripensato ad una poesia di Cardarelli

    AMORE

    Come chi gioia e angoscia provi insieme
    gli occhi di lei così m’hanno lasciato.
    Non so pensarci. Eppure mi ritorna
    più e più insistente all’anima
    quel suo fugace sguardo di commiato.
    E un dolce tormento mi trattiene
    dal prender sonno, ora ch’è notte e s’agita
    nell’aria un che di nuovo.
    Occhi di lei, vago tumulto. Amore,
    pigro, incredulo amore, più per tedio
    che per gioco intrapreso, ora ti sento
    attaccato al mio cuore ( debol ramo )
    come frutto che geme.
    Amore e primavera vanno insieme.

    Quel fatale e prescritto momento
    che ci diremo addio
    è già in ogni distacco
    del tuo volto dal mio.
    Cosa lieve è il tuo corpo !
    Basta ch’io l’abbandoni per sentirti
    crudelmente lontana.
    Il più corto saluto è fra noi due
    un commiato finale.
    Ogni giorno ti perdo e ti ritrovo
    così, senza speranza.
    Se tu sapessi com’è già remoto
    il ricordo dei baci
    che poco fa mi davi,
    di quel caro abbandono,
    di quel folle tuo amore ov’io non mordo
    che sapore di morte.

    -
    buonpomeriggio e un sorriso:-)

  46. Una relazione piu’ virtuale che reale.
    Non e’ chat ma e’ giu’ di li’.
    C’e’ anche una porzione di trasfert sia da parte sua che da parte tua.

    Aprono il corridoio Vasariano tra poco, io proverei a salvare qualche giovin fanciulla pronta a precipitare al passo di Santa Felicita.
    Il buon Pontormo di li sotto ti illumini con i suoi colori fulgenti e ti faccia capire.

  47. Minna e perché non dovrebbe esistere un amore più virtuale che reale? Sono solo all’inizio loro. E succede anche nelle relazioni “100% reali” di avere quelle crisi all’inizio.

  48. ps: il romanticismo di Penna è molto bello anche se si percipisce della tristezza. Io gli auguro che tutto si sistemi con la dulcinée. Dimostrare il suo amore quando si ha l’impressione di passare accanto a qualcosa di molto bello è una cosa che mi commuove (ma lo deve dimostrare a lei, non più a “noi” ora)

  49. Cktc, magari esiste, ma e’ piu’ un amore platonico a mio avviso. Un amore quindi tendente alla mitizzazione dell’oggetto d’amore.
    E’ come se uno si cristallizzasse nella fase dell’innamoramento e non superasse la soglia raggiungendo quello che fa parte del rapporto d’Amore. Il viversi.

  50. Che il nostro fosse un amore “virtuale” me lo sono sentito dire spesso. E capisco che visto dal di fuori è un’annotazione più che plausibile. Ma secondo me non ci sono mai stati quegli aspetti tipici di un rapporto “virtuale”. Se ho accettato di mettere in questa piazza “virtuale” cose così delicate è perché mi sembrava pertinente al blog, che parla delle “parole con cui ti ho lasciato”. Quelle che ho ricevuto io mi hanno stupito e molto. Giuro che non me le sarei aspettate. Anche se ho sempre saputo che per le tante difficoltà che avevamo davanti, un “addio” da parte sua sarebbe stato possibile (Si sta come d’autunno sugl’alberi le foglie, mi dicevo). Lei negava sempre… ma questo fa parte del gioco. Grazie comunque a chi ha tentato di darmi consigli…
    Non penso di andare al Corridoio Vasariano, lo trovo troppo angusto. Meglio le colline di Firenze. Ma ho bisogno di un po’ di tempo prima di sentirmi dire di nuovo “ti amo” da una donna

  51. Per come sei, ti dai, per quel che dici, ciascuna qui dentro sentirebbe di AMARTI. In grosso, grasso, grassetto e pure a lettere capitali.
    Detto ciò, non è che si dubiti della veridicità dell’amor tuo e sentore. Amare così etereamente, idealmente e a distanza è proprio degli Dei e dei poeti. Ma due dei vostri anni d’intreccio son pari a un paio di mesi di fiato sul collo, di pelle, respiro, convivenza e parentela, amici, concerti, viaggi, spazzolini in uno stesso bicchiere a fare l’amore. Convieni con questo almeno?

  52. Non è un rimprovero Penna, era solo un consiglio di donna la quale si accorge che dopo un po’ dai troppi dettagli e che questi dovrebbero rimanere il vostro giardino (eppure io sono curiosissima e ti potrei fare tante domande, ma sento il tuo bellissimo romanticismo che ti auguro che la relazione ridiventa bella tra di voi).
    Concordo con Minna, ma io mi rifiuto al fatto che uno cosi’ romantico (perla rara!) passa accanto all’Amore della sua vita.

  53. Se non ti fosse chiaro, Cktc, non è che sta lasciando correre e rispetta l’altrui sentore. E’ che è stato mollato di brutto. Rovinosamente.

  54. Certo Claudia, sono d’accordissimo sul fatto che amarsi a distanza (pur con incontri…, perché senno è davvero solo virtuale) è ben diverso dal vivere anche parzialmente sotto lo stesso tetto. La convivenza, dopo il primo giorno, è un banco di prova durissimo. E non sono sicuro (anche se ovviamente ci avrei sperato) che tra noi sarebbe filato tutto liscio… Non sono un uomo alle prime armi. Ma ti dico che nessuna delle esperienze che ho avuto ha qualcosa di simile con questa. Non voglio neanche dire che siano state meglio o peggio. Sono state semplicemente diverse. Ho anche pensato qualche volta di essere del tutto “rincoglionito”, perché ho fatto cose che non avrei mai pensato di fare. Ma si sa: l’amore è come il morbillo… se lo prendi da adulto è molto, molto pericoloso…

  55. Bada (e poi dimmi il tuo nome che chiamarti PENNA mi ricorda la Barilla e sto a dieta please!), amare è sempre qualcosa di grandissimo e che tali ci rende. Per questo nel bene e nel male è elevarsi a quello stadio a mezz’aria e a quel senso d’onnipotenza che ci trascina vers’a impensabili lidi, cose, pensieri, modi, azioni e contraddice tutto quello che abbiam detto, fatto, vissuto, giudicato fino al giorno prima.
    Convengo con te che l’amare adulto è ben più forte e consapevole e maturo e sa individuare perfettamente quello di cui ha bisogno. E che vi si approda con molta più passione, volontà e voglia che non quando s’è giovani. Fa parte delle bufere che ci si porta in bisacca e di tutta la strada camminata aspettando la stella gemella a cader in grembo.
    Ma c’è sempre un dislivello. In storie come questa tua è ancor più evidente. Non mi va ti faccia male, ma hai amato lei per te e lei insieme. Ora, se è vero quel ch’hai proferito fino a qui, lasciala andare che già è lontana.

  56. Va meglio “birofiorentino” o “mousefiorentino”? :=)) Scherzi a parte, il mio nome è come il tuo. Sul fatto di lasciarle andare, ti cito una poesia che mi è sempre stata cara e che ho spesso commentato anche con lei:

    L’uccello prigioniero nella gabbia,
    l’uccello libero nella foresta:
    quando venne il tempo s’incontrarono,
    questo era il decreto del destino.
    L’uccello libero grida al compagno:
    « Amore mio, voliamo nel bosco! »
    L’uccello prigioniero gli sussurra:
    « Vieni, viviamo entrambi nella gabbia ».
    Dice l’uccello libero.- « Tra sbarre,
    dove non c’è spazio per stendere l’ali? »
    Ahimé », grida l’uccello nella gabbia,
    Non so dove appollaiarmi nel cielo ».

    L’uccello libero grida:
    « Amore mio, canta le canzoni delle foreste ».
    L’uccello in gabbia dice:
    « Siedi al mio fianco,
    t’insegnerò il linguaggio dei sapienti ».
    L’uccello libero grida: « No, oh no!
    I canti non si possono insegnare ».
    L’uccello nella gabbia dice: « Ahimé,
    non conosco i canti delle foreste ».

    Il loro amore è intenso e struggente,
    ma non possono mai volare assieme.
    Attraverso le sbarre della gabbia
    si guardano e si guardano, ma è vano
    il loro desiderio di conoscersi.
    Scuotono ansiosamente le ali e cantano:
    « Vieni vicino a me, amore mio! ».
    L’uccello libero grida:
    « E’ impossibile, temo le porte chiuse della gabbia ».
    L’uccello in gabbia sussurra.- « Ahimé,
    le mie ali sono morte e impotenti ».

  57. Vabbe’ ma ora basta.
    Abbiam messo poesie, abbiam fatto autocritica, Abbiam detto di consapevolezza,di passione, di romanticismo, perfio di uccelli.
    Ora ci vuole un po’ di pudore non trovi?
    Un po’ di riservatezza.
    Dopo l’outing ci vuole il silenzio.
    Claudio, quando si hanno le bolle del morbillo si sta a casa finche’ non passano.

  58. Tranquilla Minna.. non t’infetto. E’ stato divertente e utile farsi sfrugugliare da voi donne… by by

  59. Molto bella la poesia penna….ma io credo che volere è potere…quando non si riesce a trovare un punto di incontro è per scarsa volontà di una o di entrambe le parti. L’amore vero supera qualsiasi ostacolo e barriera, ape qualsiasi porta e sbarra.
    Per questo non credo alle frasi del tipo “non sono pronto per una storia seria”…l’amore vero arriva e travolge, rompe qualsiasi argine senza chiedere il permesso.
    Forse per te le mie sono parole dure e crude in questo momento, ma penso sia meglio non illudersi e continuare a soffrire…e non aspettare…la vita è breve, non ci è permesso di aspettare un treno che non passerà, o passerà veloce senza fermarsi nella nostra stazione…Ti auguro di superare presto questo momento e voltare pagina, cambiare stazione e prendere treni verso nuovi lidi…!!!

  60. Esattamente. E a quel punto non si può più scegliere. Perchè una volta che si decide per il volo pindarico a testa in giù e ci si lascia andare alla sua ebbrezza, beh, niente e nessuno del prima al miracolo possono aver la meglio su un qualcosa, un qualcuno cui ci si lascia andare senza limiti, barriere, abiti, passato, presente, futuro e tutt’intorno.
    Evidentemente non era amore, il suo. E se ne era forma, non aveva nulla a che vedere con quella tua.

    Fattene una ragione e riguardati Striptease. Me l’ha ricordato quella poesia sugl’uccelli e il volare via.

  61. Chi non ti vuole non ti merita.

    Funziona sempre

  62. Ed evidentemente non ti vuole.
    Significa che non ti ama.
    Sennò non saprebbe resisterti e non ti avrebbe mollato con la canna del gasolio in mano. No, ma dico, non eravate quelli che stavan ore a discuter di poesia?

  63. >Chi non ti vuole non ti merita.

    Sacrà verità, direi.

  64. Cosi’ pero’ mi fai sorridere.

  65. Perchè ti do’ ragione? Non abituartici, su…

  66. ‘Chi non ti vuole non ti merita’ è una cagata pazzesca, per dirla alla Fantozzi:-D
    L’amore non è meritocratico e superati i 30 bisognerebbe esserne coscienti.
    Inoltre si può sì resistere all’amore, darsi una pugnalata al cuore e soffocarlo. Ci vuole pratica ed esperienza ma si può fare. Per mille ragioni.

  67. La ragione e’ degli stolti.
    Io sorridevo per altro.
    Ma non lo spieghero’.

  68. La ragione è degli stolti quando ce l’hanno gli stolti. A volte capita. Se no è di chi ce l’ha.
    Se sorridi, ne sono lieto comunque.

  69. facciamo a chi dice l’ultima.
    Ora io dico chi ha di piu’ ne metta.

  70. e tutt’ d’un tratto il motto:
    Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce;-)
    -
    buonaserata:)

  71. chi non ti ama, avrà i suoi motivi!
    Punto.

  72. … come dire di “farsene una ragione”.
    Espressione che ho sempre detestato.

  73. Chi non t’ama. NON.

  74. Madison, hai ragione. Fattene una ragione. ; )

  75. madi che tu te la faccia oppure no, il risultato non cambia.
    Puoi sempre buttarti sotto un treno, ma da Ana kareina in poi, le altre non se le è filate nessuno.

  76. Caspita come sei definitiva. Io sarei un filo più possibilista … ;-)

  77. Eh, con Utopia non sai ami se ti eccitano più le labbra o il cervello…

  78. Era “non sai mai”. Interessante lapsus, cmq. ; )

  79. lapsus romantico ;-D

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