Grazia Perché non puoi aspettare

Andava tutto bene, poi tu hai parlato di MUSICA e ho capito che ti avrei lasciato

Andava tutto bene, guidavo nel buio, ascoltavo la musica e te. Eravamo ancora in quella fase primigenia in cui si ascolta qualsiasi cosa dica l’altro, a tratti addirittura gli si crede, ci si fida. Mi avevi chiesto se conoscevo un certo disco di Ludovico Einaudi, ma avevo fatto finta di niente. Poi però hai detto questo: «Mi piace moltissimo anche Giovanni Allevi».

L\'imperfezione delle donne, la rubrica di Filippo Facci su Grazia

Per un istante pensai di lasciarti in aperta campagna. Mi fu impossibile non ripensare alla maledetta musica che ogni volta ritornava come metro inesorabile per misurare le sensibilità altrui. Ripensai all’autunno di dieci anni prima, avevo una trentina d’anni ed ero passato da un mercatino dove avevo scovato una Quinta Sinfonia di Shostakovijc, esecuzione di Leonard Bernstein, Tokyo 1979, cinquemila lire.

Poi, in serata, avevo visto la mia fidanzata e le avevo raccontato di quando Stalin criticò Shostakovijc gettandolo in un cono d’ombra: tanto che alla Prima della Quinta, nel 1937, a San Pietroburgo, tutti spettegolavano e si chiedevano come il compositore avrebbe reagito. Ma ecco: la musica li rapì.
Si aspettavano un trionfo di ottimismo paranoide: e invece la musica li tramortì. Terribile. Lacerante. Quella musica parlava di loro, delle loro speranze, delle loro paure: era la sinfonia del Grande Terrore, ma nessuno potè dirlo. Alla fine piansero e il direttore d’orchestra alzò la partitura al cielo. Quando morì, sulla sua scrivania, trovarono la partitura della Quinta.

Alla mia fidanzata volli far sentire un movimento, sembrava logico, ma ecco: un quarto dora dopo lei era impietrita, poi isterica, disse che quella musica era pesante, opprimente, terribilmente lunga, impossibile, che sembrava non dovesse finire mai, che saliva e poi precipitava come un suono forte nel cervello. Tra noi si alzò un muro invalicabile, e il muro era quella musica: un confine sonoro che si era stagliato come per demarcare due sensibilità diverse. Troppo diverse. Litigammo, e fu l’inizio della fine.

«Mi piace moltissimo Giovanni Allevi». Feci finta di nulla, resistetti. Presto saremmo andati a casa mia, a fare quel che c’era da fare. Per un paio di sere al massimo. Forse una sola.

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commenti

Ci sono 48 commenti
per "Andava tutto bene, poi tu hai parlato di MUSICA e ho capito che ti avrei lasciato"
  1. Ahahahahah ma pensa se ti avesse detto ” mi piace molto anche Caparezza ” o che so….”ho molta stima pure di Albano” ahahahahaha

  2. snob come pochi.
    consapevole come molti.
    pretenzioso come è giusto che sia.

  3. Si Utopia, anch’io in un primo momento ho pensato che è il solito esagerato, però ho provato a rivoltare la situazione: potrei io sopportare un uomo che ascolta, che so, Vasco che detesto? No, non potrei, non è una questione di genere è una questione di sintonia. Musicalmente parlando io ho dei gusti da lavandaia, quanta pazienza dovrei avere per sopportare uno che mi spiega quanto sono straordinari i Radiohead? Non funziona, non c’è niente da fare…

  4. “Presto saremmo andati a casa mia, a fare quel che c’era da fare.” (questo è un esempio di concretezza) A me è capitato di fare queste deduzioni, guardando,come e cosa mangiavano i “fidanzati” a volte rinunciavo anche alla cosa da fare. ;-)

  5. Symphony 5 Shostakovich 1 Mov. Part. 1 - Bernstein
    http://www.youtube.com/watch?v=f_cD6Ug3xzk&feature=related
    -
    p.s. ammetto candidamente la mia ignoranza in fatto di musica classica, ma se seguendo Facci colmo la mia lacuna non posso che dirgli, grazie.
    -
    buonagiornata:-)

  6. Il post è veramente bello, adoro il leitmotiv musica classica quando scrivi (si capisce che hai studiato musica Fifa), ma le due ultime frasi mi fanno schifo perché non posso non pensare a quella ingenua ragazza (ok con gusti musicali che farebbero scappare pure me ;) che non ha capito quanto puoi essere cinico con le donne!
    - E’ fiction cktc, non si comporterebbe cosi’ il gentleman Filippo nella vita reale…
    - Ahhhhhhhhhhhh ma è fiction!!! Allora sono io la stupidona ad esserci cascata!

  7. Stavolta mi concedo di essere pienamente d’accordo con te.

  8. La musica, come la letteratura, come l’arte son questione di prospettiva, di sfumatura, di propensione all’ascoltarsi attraverso quelle, in quanto opere.
    Non è questione di sottomottersi, nè di disparità che non possan colmar distanza. Ma di volontà, di apertura.
    Ricordo d’aver fatto ascoltare della musica rifiutata al solo pronunziar del nome di un’artista. L’ho fatto prima pigiano il > con la voce a interpretare un pezzo d’altri e giorni dopo, dopo aver letto pezzi qua e là di più di un testo dell’artista, che non coincidevano con singoli usciti a mano della casa discografica. Condito di atmosfera, telefoni spenti, piedi nudi e giù per terra a contatto parquet ha dato impronta.
    Ed è diventata colonna sonora.

  9. Che noia…sempre la solita storia…Realtà o fiction il leit motiv è sempre lo stesso.
    Sinossi: Filippo esce con una donna che deluderà sicuramente le sue iperboliche aspettative. Ma la scoperà. Fine.
    @Claudia ma sei italiana? (domanda senza vena ironica o letture seconde…pura curiosità)

  10. “Ma la scoperà. Fine.” Uacciu! Questa è bersaglio e punta al centro. Sarà pure epilogo che si ripete e che risponde a tangibile vissuto o meno. A me dà spesso l’idea che quel che abita in Phil sia, in effetti, più solitudine che altro. In senso ampio, esteso, sviscerato del termine.

    In quant’a me, sì. Italiana di nome e cognome e residenza e pochissimo altro. Il resto appartiene a tempi diversi, culture diverse, diseguali sentori. E ho un ritmo, uno spazio, un modo personalissimi e costruiti, plasmati, carezzati dalle esperienze che mi hanno trafitto. Poi parlo quattro lingue, amo cibi orientali, musica sperimentale e scrivo, quel che vedo e sento, ed è moltissimo.

  11. I gusti musicali sono per me un fatto personale, intimo. Non me ne frega niente se la persona con cui divido la mia vita apprezza musica diversa dalla mia, basta che non me la imponga! Ascoltare musica è un fatto privato. Siccome non possiamo pretendere che la persona accanto a noi abbia i nostri stessi gusti, non imponiamo i nostri e non subiamo i suoi. E’ vero che le preferenze musicali possono dire molto di una persona… molto, ma non tutto!!!!!!!

  12. musica sperimantale? e che sarebbe mai??
    attenta a come rispondi claudia!

  13. Aggiungo un’altra domanda provocatoria per Claudia. Ma oltre a fare tutte queste cose interessanti, fai anche cose semplici e normali? Lavori, fai la spesa, fai i lavori di casa, cucini?

  14. Finale a parte, non fa una grinza.

  15. Mi debbo preoccupare? Deve infilare le cuffie?

    LEMON, la musica sperimentale la definisce pure Wikipedia: “Come altre forme musicali che si spingono ai limiti di una particolare forma di espressione, non ci sono accordi per i confini della musica sperimentale, anche tra i suoi musicisti. Da una parte, alcuni tipi della musica sperimentale sono altro che stili musicali non convenzionali della musica tradizionale, aggiungendo strumentazioni insolite, modifiche agli strumenti, rumori, e altre funzionalità nelle composizioni. D’altra parte, vi sono composizioni che gli ascolatori non le classificano come musica vera e propria.”
    Nel caso mio l’amore è a 360 gradi per la musica “diversa” e non prettamente commerciale, e include anche l’ATTITUDE, il porsi alla musica, lo sperimentare l’ascolto del tradizionale, ma arricchito di strumenti, effetti, intorni che la facciano in sè un qualcosa di unico, di diverso. Questo a parte, amo e ascolto svariatissimi generi, e non prescindo dal render parte di chi mi vive quel che in musica muove le mie corde interiori. Come condizione, condivisione, esperienza.

    CHICCA, ah perchè state provocando ;)? Se faccio cose normali? Beh, per me la normalità è l’ eccezionale, la coloro di un tocco personalissimo in ogni cosa, persona o viaggio ch’intraprendo. Per risponderti, lavoro almeno nove ore al giorno, adoro far la spesa e gli studi universitari contemplanti il marketing mu hanno insegnato a stare ore ed ore nei supermercati a studiare il posizionamento prodotti e a farmi stuzzicare dalle novità dei grandi marchi, tra i lavori di casa scelgo il cambiar le lenzuola al letto, fare e stender lavatrici, stirare e poco del resto che lascio fare rigorosamente alla custode delle mie mura, la cucina è mio regno e la più grande passione che ho. Cucino per uno, due, tre, me, fino a venti a buffet. Adoro gli antipasti, il mio prim- piatto forte è il riso e prediligo dessert freschi. Tutto irrorato da vino scelto e lasciato a decantare. Oltre a questo, dormo poco, sono una cinefila incallita, mi diverto con la Tv-Trash e quando faccio altro ho musica a finestre aperte a farmi compagnia. E in tutto questo ci son letture più o meno colte e grazia sempre sopra al comodino.

    Serve altro?

  16. Concordo Chicca, ma se quello che desideriamo è condividere delle emozioni, allora può bastare una canzone per capire se ciò è fattibile o meno.

  17. a me allevi piace.
    pure shostakovijc.
    che ogni lasciata è persa.

  18. claudia, mi sfugge se tu stia:
    a) cercando un editore
    b) cercando un uomo
    c) cercando di fregare tutti col tuo eloquio che alle volte vira verso il soliloquio.
    (faccinaperplessachesigrattailcapo..)

  19. E soprattutto non scaricheresti mai nei campi una donna per questioni di musicologia senza prima provarci, a far sua la tua, di musica, giusto?
    Per questo nei campi, ovvio, smonteresti con lei-meme.

    Facci, consenta.

  20. Bella risposta.
    Proprio di quelle che chiariscono all’interlocutore l’oggetto della domanda.
    Bravabrava.

  21. UTO nessuno dei tre! (Faccia che ride a bocca aperta…) Tu sei qui in cerca di qualcosa, qualcuno? (E mi ricordo una vecchia canzone di Tozzi…)

    Via, sopporta che domani prendo un volo (non il treno di Dolcenera nella canzone sanremese, quello no) e torno tra giorni. (Respira…)

  22. no caludia, solo che io non ho mai stilato curricula, e chiedevo..
    nulla di personale.

  23. Ho risposto a domanda esplicita suddividendola per argomentazione tematica. Domanda da più fronti rivolta. E l’ho fatto,in ogni caso, restando in tema musica, ch’è il Leitmotiv dietro a questo di Facci, giusto?

  24. Mah. Mi pare che tu abbia detto tanto per non dire nulla.
    Io, come utopia, siamo abituati a risposte ben più dirette e circostanziate.
    Professional deformation, that’s (h)it.

  25. Passi per Allevi che, ad un orecchio allenato (come suppongo sia quello di Facci) non dice più di tanto (la sua musica realizza in maniera abbastanza banale le richieste di un pubblico che vuole sentirsi colto: un esempio è che il pezzo che fa da colonna sonora per la pubblicità della BMW è stato facilmente replicato-copiato per lo spot della Citroen, se non erro, e l’effetto è il medesimo): il paragone con Shostakovijc non regge!
    Non concordo più di tanto con il giudizio su Einaudi, che vanta un curriculum meno commerciale e più sostanzioso di quello di Allevi…il quale, peraltro, mi è simpatico perchè sembra la personificazione di un cartone animato.
    Ciò che mi lascia perplessa, cmq, in tutto ciò è: ma il “dopo a casa sua” di Facci sarà all’altezza della musica di Shostakovijc, che lascia tramortiti, oppure è facilmente replicabile come la musica di Allevi che lascia l’impressione di un “già ascoltato”?

  26. Perfetto. La mia risposta sta in bocca a Basker nello scritto suo che ho riportato a livello tavolo:
    Chiaro, articolato e complesso. Quella, per me, la musica. Che vive di indiretto, non è circostanziabile e non sà di deformazioni professionali.

    Buona Serata.

  27. Ho finalmente scop-erto come fare per farmi lasciare in aperta campagna da Facci.
    Il problema è solo farlo restare.
    Ah….

  28. hemmm…non è il gusto musicale a “sapere” (ma direi a risentire) di deformazione professionale. Soprattutto non è quello che accomuna un fine critico musicale come limone a una qualsiasi consumatrice come me.
    Direi che ci accomuna una certa predilezione (anche professionale) per l’austerità e l’efficacia delle risposte. Brevi, succinte e compendiose.

  29. Ho deciso: gli parlerò dei Cugini di Campagna e chissà, forse fornicheremo.

  30. L’emersione di un orrido calzino o, soprattutto, una sgradevole masticazione a cena possono tramortire in via definitiva. Pur in presenza di (spesso inutili) complessità intriganti e gusti selettivi. Per questo i taxi servono ancora.

  31. madisonav trovare taxi in campagna la vedo dura.
    caterina il difficile è arrivarci in aperta campagna con Facci.
    Io se potessi scegliere preferirei vista mare e poi starei rigorosamente muta….il sottofondo delle onde è una musica ideale.
    -
    ’sera:-)

  32. Un’aiuola mi va benissimo.
    Anche una piantina di basilico.

  33. …Ma piace sì tanto, Filippo? Me lo chiedevo leggendovi…

  34. ma come fa ad essere una prima di una quinta?

  35. Sì Claudia, Filippo piace sì tanto.
    E, sappilo, siete così tante! sempre diverse e sempre inesorabilmente uguali. Fintamente disinteressate, casualmente subito pronte a sciorinarvi uniche e meravigliose.

    Prevedibili, come gli articoli di Filippo.

  36. quoto pienamente giallosole

  37. oh mille grazie, onanista. e scusa se non ti stringo la mano.

  38. giallosole, mi hai fatto ribaltare dalla poltrona :-D

  39. Tuuuu, tu che sei diversa. Almeno tu, nell’universa …

  40. Oddio che ridere giallosole…:-D
    Io punterei il FiFa solo per arrivare ad un suo collega.
    E’ un vecchio trucco che di solito usano gli uomini…’n’si sa mai che funzioni anche per me ;-)

  41. Io ho paura.
    Davvero.

    Giallosole…saremo anche prevedibili, ma io Claudiasugarcla mica l’avevo prevista!

  42. Alla mia fidanzata volli far sentire un movimento

    ci sono donne sensibili solo ad altri tipi di movimento,
    (qualche volta ci restano male se alla prima sera non segue una seconda, ma in genere se ne fanno una ragione in fretta)

  43. Non m’importa dei giudizi sommari e nemmeno di quelli gratuiti, soprattutto di quelli che voglian per forza di cose catalogare e picchiare a viso aperto e pure duro. A me più che ridere è parso patetico, ma va bene così.

    La mia domanda era semplice e per niente banale. E derivava dal fatto che personalmente trovo che Facci sia molto capace, ma nulla più di questo. Se posso, a volte prevedibile, anche troppo, altre politicamente scorretto, o maledettamente provocante e ironico al contempo. Eppure sempre diverso, da legger d’un fiato. Ma finisce lì.

    Libere di credere, o di continuar a starnazzare.

  44. Caro Filippo! E’ da pochi mesi che mi posso definire una tua “ammiratrice”.Galeotto fu il tuo articolo su “Prodo”.Bellissimo.Emozionante.Mi dissi: guarda quest’uomo! Ce ne sono ancora.Tant’è che da qualche mese ti avrei anche cercato per conoscerti di persona ( cosa per me fuori da ogni canone). Su quell’articolo mi sono sentita felice. Felice del ricordo del prof.di filosofia al Liceo che mi diceva scherzando: ” Chiara, hai sbagliato secolo! “. Ed io rispondevo sempre: “Professore, non uno, forse anche due!”. Felice perchè avevo percepito in quell’articolo letto per caso un forte sentimento, una grande emozione, una passione vera:quella per cui merita in ogni caso stare in vita.Tieniti forte: è’ la prima volta che scrivo su Internet (ho sempre un po’ odiato questo tipo di rapporti a distanza), ma evidentemente la cosa è importante e non era diversamente fattibile. Infatti con l’articolo sulla “morienda” monogamia il mio neo-eletto cavaliere romantico mi si è autodistrutto davanti lasciandomi una nefasta notizia: siccome si avvertono dei sintomi, nel futuro spariranno il vecchio ed usurato “tipo” di amore, e con esso quindi quegli…anche solo ‘attimi’ indescrivibili in cui si percepiscono cose strane, come… che un tramonto non è solo lì per farsi guardare ma anche per scoppiare di bellezza dentro di te… In un attimo,cavaliere, mi hai distrutto Leopardi, il sole, il tramonto, il ritorno di Ulisse ad Itaca, l’uomo di Prodo che tornava dal campo… che mi piaceva talmente… che … avrei voluto anch’io essere quella donna che lo guardava arrivare sulla porta, lei nel suo splendido sentirsi UNICA ( unica ragione di quel sudore, di quel sorriso serale, di quella vita di cui essere compagna, confidente, amica, amante… indissolubile).
    Potrei dunque dire, tornando al mio prof. di filosofia: “Prof,sono in ritardo anche di due secoli, ma poteva andare peggio:sono felice di essere capitata “almeno” in questo secolo se nel futuro morirà la gioia, il sentimento, l’apprensione dell’attesa, ..in poche parole morirà l’amore profondo in favore di… non so che”. Secondo me ..di storie non esattamente soddisfacenti. Non mi fraintendere, non sono favorevole ad “avere una sola persona per sempre” se è “per forza”, ma questa faciloneria di cambiamenti di partners mi sembra che sia esagerata e che porti ad inaridire il lato-sentimenti del genere umano.
    Ti potrei capire; ma lo studio della pratica mi dice che fuori da molte regole sentimentali l’uomo “non gliela farà”, perchè, (almeno fino a che non sarà abolita la psiche) sopra i bassi istinti ci starà sempre un cuore, e questo presto o tardi scalpita; il cuore è anche un resoconto che facciamo a noi stessi. Ad un certo punto chiunque, come anche tu stesso, vuole sentirsi UNICO.Non credo che ce la faresti per molto a vedere l’oggetto del ( o di un ) tuo desiderio andarsene anche solo per il giardino a parlar di fiori con ALTRO DA TE : vuol dire che anche per poco tempo non sei indispensabile, si può fare lo stesso con altro da te. Questo non può renderti felice, cioè renderti il vecchio tipo di quell’indubbia felicità che sta passando di moda.Ma io, Filippo, non sono proprio sicura che tutto ciò che scrivi tu lo abbia nel cuore e tantomeno che lo creda,o lo speri.
    I sentimenti forti in via di estinzione: sempre più frequenti.Secoli di consapevolezze di stili di vita umani al vento. Sarà forse in atto un “costruendo” nuovo equilibrio del Pianeta?: a stili inselvatichiti degli uomini sembrano infatti corrispondere i casi di umanizzazione delle azioni degli animali.
    Mah! Dalla bilancia a me salgono i problemi e pesi generali e scendono sentimenti e gratificazioni personali. Non so se questo povero futuro che, si, vedo anch’io che si va delineando come dici, avrà un vero futuro.Potresti avere ragione? Forse si, forse no. Spero solo che, siccome sono già in ritardo sulla mia venuta sulla Terra, possa io sparire da qui prima che tutto ciò accada.Ho la tua età : che dici, ce la farò? Che tristezza. Voglio rimanere con Leopardi, Penelope, l’uomo di Prodo..!
    Lo sapevo, ho scritto una pagina lunga anche se ho concentrato male concetti e radiato bellissime frasi. Penso di dover chiudere. Non ti aspettare da me che scriva molte volte, non sono tipo da Internet.
    Mi firmo Chiara. Chiara ha gli occhi verdi, verdi come le olive di Toscana e come la speranza. Prima del tuo ultimo articolo erano più verdi. Ora li vedo un pò ingrigiti.

    P.S.:Cerco di capirti: da quello che dici sembri vivere esperienze mutevoli, sei nel benessere e circondato da donne più o meno magnifiche.Vivi una certa compulsione che alla tua età forse non ti va più tanto a genio:a volte preferisci stare solo. La “gente” come sono io per te e non puoi essere tu per me ti dà anche fastidio. Io credo che tu stia cercando qualcosa,”roba di dentro” che non riesci a trovare da un pò e te ne stai preoccupando, in realtà. Ed in tutte le tue un pò “sgarbiane” provocazioni, in tutto questo casotto che fai e che dici, secondo me, senti come un suono di sottofondo che a volte si acuisce e ti fa quasi mancare il respiro. Anche in mezzo alle miliardarie ed alle donne più belle del mondo.Non ti senti proprio al centro e sei un pò triste. Forse alla tua età stai cercando qualcosa e quello che fai non ti va proprio esattamente bene.Ma non è avendo rapporti variabili che ciò cambierà: anzi, sarà peggio.Scusami ma te lo dovevo dire. Non ti preoccupare: non mi sentirai per parecchio tempo, credo. Infatti qui vedo che consideri inesistente chi scrive su Internet, figurati me che ho scritto una volta solo per te. Stammi bene.

  45. Ah,scusa,ma rispondevo all’articolo sulla monogamia. Non l’ho trovato sul blog ed ho scritto qui.Mchiarax

  46. Ora ho MOLTA paura.

  47. Volevo solo rispondere ad “apprendista”:ma…,dicevi a me?Se così fosse,e DI CHE dovrei avere paura? Di Facci? Non mi sembra affatto il caso.

  48. la musica “metro inesorabile per misurare le sensibilità altrui”.
    -
    Forse sarebbe più corretto dire che la tua sensibilità musicale è il “metro inesorabile”.
    Ho letto il tuo articolo sul sito del il Giornale dedicato alla performance di Allevi in Senato.
    Avrei voluto rispondere lì ma bisogna fare la trafila di registrarsi con i propri dati anagrafici e non mi andava.
    Spero di poter scrivere qui il mio pensiero.
    Io non sono un’esperta di musica classica, anzi, direi sono una “dummy”.
    Però, grazie a te che ne scrivi(sporadicamente qui) mi sono avvicinata come una bambina che è incerta sulle sue gambe e a tentoni si avvicina a questo nuovo mondo. Mi hai incuriosito.
    Le vie della musica sono infinte.
    La scintilla che può far scoppiare l’interesse potrebbe celarsi ovunque, questo per la musica, la letteratura, la filosofia.
    Ecco, porterò un mio esempio personale.
    Quale libro mi ha incuriosito e mi ha portato verso la filosofia?
    Ebbene sì, quel divulgatore tanto criticato perchè banalizzante etc etc….di De Crescenzo,magari un’operazione furba, ok, ma chissà quanti come me avranno scoperto il piacere del pensiero attraverso le sue pagine anche ironiche.
    Lo stimolo per la ricerca può partire anche dalla “Storia della filosofia greca” di Luciano De Crescenzo.
    E così dico, sarà pure una musica “da ascensore” ma perchè non pensare che la scintilla per una passione musicale non possa essere accesa anche da Allevi?
    Si potrebbe considerare un ‘divulgatore’…che possa, dopo aver incuriosito l’orecchio, generare una spinta verso altri lidi musicali.
    Che però richiami frotte di giovani è un dato di fatto, fenomeno di marketing o meno riesce ad attirare l’attenzione…sulla musica.
    (sulla scelta di averlo portato al Senato non mi esprimo, non conosco i motivi, ma posso capire che avrà fatto accapponare la pelle a molti-anche ad Uto Ughi di cui ho letto le feroci parole).
    Se avessi sfogliato un libro di Eco, sarei rimasta probabilmente spaventata dal linguaggio ostico e mi sarei allontanata dalla filosofia, invece ho aperto un libro “easy reading” come quello di De Crescenzo e ho avuto un colpo di fulmine.
    Le vie della conoscenza sono infinite…
    -
    buonpomeriggio

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