Grazia Perché non puoi aspettare

Capsaicina

Never Let Me Go A 14 anni ho dichiarato il mio amore a un mio amico che di me non voleva saperne, e lo sapevo. Al suo gentile diniego ho risposto “Ti amo adesso e non ho nessuna intenzione di smettere” e nei suoi occhi ho visto una qualche forma di rispetto.
Non mi sono mai vergognata di amare troppo e di dirlo, non mi è mai pesato essere l’illusa, la parte debole, quella che insegue, quella che chiede, quella che piange, quella che aspetta alzata guardando fuori dalla finestra. Ho alzato il telefono e composto numeri e lasciato messaggi e fatto inviti e digerito rifiuti: il mio orgoglio si è sempre espresso nel non rinnegare la dignità e il diritto di cittadinanza dei miei sentimenti, anche quando non ricambiati.
Certo, la mia è una forma di incontinenza emotiva: molte volte sarebbe bastato stringere i denti e aspettare invece di digerire dei no tremendi da accettare. Da accettare, ma non da ricordare. Ad anni di distanza ricordo con più piacere quanto ho amato io di quanto sono stata amata.

È ben altro quello di cui mi vergogno, sono di altro tipo le ferite impossibili da cancellare. Le urla, le scenate, perdere il controllo, gli insulti, i controlli, i pedinamenti, i sospetti, la mancanza di generosità, di empatia, di compassione. Se potessi cedere un anno di vita per ogni volta che ho calpestato me stessa urlandoti contro, lo farei. Se potessi tornare ai momenti in cui ho pensato che l’esposizione del mio dolore sarebbe bastata per far tornare tutto com’era prima, mi darei dell’idiota e ti sorriderei mentre mi uccidi.
Se potessi ritirare le parole dure, i singhiozzi egoisti, gli occhi bassi, i silenzi pesanti e i musi lunghi, se oggi potessi alleggerire quel passato, ringhiottirei la maggior parte di quell’amarezza e di quelle lacrime e li trasformerei in un passato che può restare vivo.
Altro che rispetto: negli occhi di un uomo che ti ha amato e che subisce la tua frustrazione perché non ti ama più non vedi altro che la paura di un animale braccato, una paura che cancella morso a morso qualunque memoria condivisa.

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commenti

Ci sono 43 commenti
per "Capsaicina"
  1. Mi sono riconociuta in parte nelle tue riflessioni. Anch’io posso definirmi un’incontinente emotiva e non posso esimermi dall’esprimere sentimenti e sensazioni. Nella maggior parte dei casi le mie esternazioni non sono affatto richieste, anzi. Spesso vedo negli occhi degli altri stupore, sgomento, paura, qualche volta perfino terrore, nell’ascoltare cioò che esce dal mio cuore tramite la mia bocca. Ho imparato ad accettarlo e ad esserne consapevole, anche se il prezzo da pagare è alto. Ma devo fare i conti prima di tutto con me stessa e io non posso essere altro che questo.

  2. Aggiungo una considerazione. Purtroppo, non ho mai visto negli occhi degli altri una qualche forma di rispetto o considerazione, ma solo un’impellente voglia di darsela a gambe. Unica eccezione, la mia migliore amica, alla quale posso esprimere qualsiasi sentimento senza che le venga una crisi d’identità se non è ricambiato… Allora, il problema è solo degli uomini????????

  3. Non mi sono mai vergognato di amare troppo, ma non l’ho detto mai a nessuno.
    Vedi alla voce “Il segreto” di Anonimo Triestino, Einaudi 1961.

    p.s. Cambiando gli addendi il risultato non cambia, forse

  4. Le tue parole me le son sentite addosso, mi hanno sgomentata a metà tra il sentire un brivido, il provar calore per quella condivisione che non ti fa sembrare sola, e il fastidio leggero del contatto che ti lascia a pelle un indumento in pizzo. Non ho scorto veli in quel che hai scritto: lucida consapevole e amara come chi per troppo ha amato troppi, e troppe volte senza rimando.

    Eppure credo che nel caso che racconti, quello che non ha passato e dal futuro troncato per sempre per un finir d’amore che è arrivato tra capo e cuore la chiave di volta sia stata proprio nel passaggio dall’amore all’ossessione. La tua. Quella che negli occhi di lui non ha lasciato altro che l’addio come forma di liberazione che purtroppo non conosce rispetto.

    Ho amato una sola volta in questo modo, e si è conclusa nel medesimo tuo. Con la differenza che in me resta perno importantissimo e ricordo da serbare, in lui ogni volta che legge il mio nome da qualche parte, riceve uno scritto mio o ha un rimando alle mille cose discusse in un futuribile che tangibile non è diventato mai è pugnale in mezzo al petto, che sente, e gli fa male da morire. E dire l’ho capito solo in quell’ultimo suo epilogo per iscritto tracciato, in cui a cuore aperto m’ha chiesto di lasciarlo andare, di capire che il mio fantasma non avrebbe potuto permettere lui di vivere. Io che sono il fallimento suo più grande. E che se non ha funzionato e- la colpa può non essere che sua- non troverà altro che somiglierà a questo amore. Che non è, non più, ad ogni modo. Troppe le parole, troppi i pianti, troppa la responsabilità, troppo io. Io che sono troppo.

    Chi corre e scorre e muove su queste corde il sentire sarà sempre avanti. E dovrà sperare di trovar qualcuno che faccia meno male possibile, seppur consapevole. E che non perda quel rispetto. Quello di quell’amore dolce che non si può scordare perchè buono, perchè sano. Ti auguro ogni cosa tu possa desiderare, in quel guarir lunghissimo che sarà il ricominciare a vivere.

    Un abbraccio.

  5. Molto bello il tuo post Mafe e adoro la scelta del titolo! Cmq quelli piccoli litighi fanno parte dell’Amore, senza tempesta si viaggerebbe sempre sulla stessa lunghezza d’onda e sarebbe forse un po’ noioso? E’ vero che certe parole sono da rimpiangere, ma quando sono dette spontaneamente, è che sul momento avevamo bisogno di dirle. Io non vorrei rimpiangere niente, tranne se ho offeso (in tale caso tempo dopo, provo a parlarne per scusarmi).
    Sento una personalità molto carina tramite la tua prosa - niente orgoglio - perché sei una persona probabilmente molto spontanea e quindi molto vera. A me piaciono le persone vere!

  6. Standing ovation. Che bello. Che brava.

  7. l’ideale sarebbe riuscire a manifestare i propri sentimenti e anche il proprio dolore senza perdere mai la propria dignità.
    L’ideale…

  8. Bello il post…io però sento cucite addosso le sensazioni di lui “negli occhi di un uomo che ti ha amato e che subisce la tua frustrazione perché non ti ama più non vedi altro che la paura di un animale braccato, una paura che cancella morso a morso qualunque memoria condivisa”…
    Capisco bene cosa provi lui, cos’abbiano provato loro…non si sta bene neanche da quest’altra parte…

  9. lara, i post sono fiction, come te lo dobbiamo spiegare? :)
    a parte questo, sì, bel modo egocentrico di agire senza neanche mettere di mezzo un certo falso altruismo.
    io sono così. di te posso anche fregarmene. embè?
    -
    ovazione!
    (nel senso di lancio di uova marce all’indirizzo dell’oratore/trice)

  10. Ammiro profondamente il tuo spirito zen.
    Anch’io sono stata un’incontinente emotiva e sentimentale: poi sono diventata stitica.
    E, triste ma vero, mi capita di incarognirmi soprattutto se amo, o ho amato.
    Le ultime parole del tuo post mi hanno colpito come un pugno in faccia. Non c’è possibilità di recupero, se lui ha smesso di amarti. E a nulla serve tentare di riprendere vecchi argomenti, a nulla serve colpire con cattiveria.
    Presa dalla rabbia ho scritto un post di una crudeltà inaudita: ma non me ne pento.
    Visto che non posso averlo, visto che ha scelto la banale sicurezza del suo nido di paglia secca, che se ne vada a sprofondare al largo con una pietra al collo.
    Però io so che sei tu ad aver ragione. Non io, nè la rabbia che non riesco a smaltire.

  11. Chi ha smesso di amarti non verrà colpito da alcuna di quelle parole usate, inauditamente crudeli. Anzi, casomai perderà anche quello scorcio di ricordo dolce che avrebbe tanto voluto avere per catalogarti nel Bello del vivere e non in quello da dimenticare. Perchè una storia che chiude con risentimento e sputo perde anche quel rispetto del primo Amore arrivato a infranger cuore dei quattordici anni, quello che t’ha lasciata fare pur non provando per te lo stesso sentire.

    Verosimilmente il Post sarà stato cancellato, e l’unica cosa a restare saranno la rabbia che hai dentro, una traccia di gastrite e un paio di rughe d’espressione in più, oltre all’attacco demotivato e demotivante che sferrerai contro il prossimo ch’arriverà ad amarti.

    Purtroppo non è dato di comandare l’altrui sentire, e l’amore ha un sacco di sfaccettature e ragioni, fondamentalmente irrazionali. Perchè prendersela? Perchè non veicolare il proprio sentire su altro, altri dal Lui che non ha scelto te? Del resto, si vive un due settimane. Vale la pena sprecarle?

  12. Ma dov’è l’amore in tutti questi post…in tutta questa incontinenza verbale?
    Forse che forse…servirebbe anche introdurre l’educazione sentimentale a scuola…

  13. Senza alcun forse, sarà che la scuola l’abbiam tutti finita da tempo, ormai, e quel che s’è imparato sui banchi s’è pur dimenticato…O forse che forse sarà che, com’hai specificato, stai “da quell’altra parte”.

    Amore come estremo, amore come ossessione, come mancanza di respiro. Mai provato, una volta almeno, con chi di fronte a guardarti senza scorcio alcuno di tutto ciò dentro?

  14. @chicca58, neanch’io apprezzo molto chi deve sempre e comunque farmi sapere cosa pensa, cosa sente, cosa prova. Parlando di “incontinenza emotiva” mi riferisco soprattutto alla facilità di dire a qualcuno che mi piace (che lo amo, che mi manca) anche quando il buon senso e l’orgoglio imporrebbero di tacere.

  15. @TheSmeerch, @lara_parigi, grazie. Magari fosse fiction ;-)

  16. @claudiasugarcia, anch’io col tempo ho recuperato (sto recuperando) un rapporto sano, sia con i miei ricordi sia con lui. Diciamo che il fatto di poterne parlare in pubblico lo dimostra, e che lo faccio perché credo che queste riflessioni fin troppo personali possano essere utili ad altri in questa situazione.
    Troppo spesso “in the name of love” si pensa di poter fare quello che si vuole e di aver diritto a qualunque comportamento: il succo è che la dignità la mantieni continuando ad amare, non incazzandoti con chi non ti ama più (anche se ha colpa).

  17. @mezzaestate, gran bella domanda, dov’è l’amore qui: è che in fondo a volte scambiamo l’amore per narcisismo e le ferite di quest’ultimo sono assai più velenose, non credi?

  18. Io intendo l’incontinenza emotiva con una prospettiva molto più larga, non solo riferita ad un uomo, non solo riferita all’amore. Non è che sono sempre qui a dire a tutti cosa mi passa per la testa e per il cuore, però esprimere i miei sentimenti con le persone a cui tengo è per me un bisogno e non posso farne a meno. Qualche volta riesco a contenermi per paura di cadere nel ridicolo, ma me ne sono sempre pentita perchè non ho avuto la possibilità di esprimermi. E soprattutto quando si parla di amore l’orgoglio e il buon senso non esistono, per me. Conta solo quello che voglio io.

  19. @cktc, che bello che hai notato il titolo. Io adoro il peperoncino, e anche il pepe :-)

  20. Le tue osservazioni mafe mi fanno proporre alcuen domande (provocatorie?)…L’amore è egoismo? Siamo veramente innamorate di una persona o siamo innamorate dell’effetto che fa su di noi l’amore?… è per questom che quando finisce ci incazziamo da morire?

  21. @chicca Se mi è dato di partecipare in risposta, immagino che agli effetti molto, dentro all’amare sia narcisismo. Cioè quello che quella persona ci fa sentire, visto dall’angolazione de “in chi ci trasformiamo noi con lei/lui dentro”. Quando finisce sono tantissime le sensazioni diverse che si provano, non solo correlate alla rabbia, e secondo me direttamente proporzionali a quanto abbiam concorso nel far degenerare la storia.

    Amore è sì, anche egoismo, più o meno accentuato da componenti caratteriali e da vissuto. Se posso, data la frase in chiusura del post 15:58, in te oso definirlo abbastanza spiccato. In me, ad esempio, amare va di passo pari con dare. E dà luogo a doppia mazzata, quando finisce.

  22. Anch’io adoro il pepe in generale… e nella vita in particolare ;)

  23. Che bella incontinenza. Per dirla tutta ho amato in maniera divina una volta sola, mentre le altre , a gradi diversi, sono riedizioni in tono minore o infimo della prima. Ho anche amato donne che non mi hanno amato o che hanno provato amore in tempi diversi dai miei. Ma se ripercorro questi sentieri, lo posso fare dai ricordi scritti e no che ho lasciato nel tempo, mi accorgo che tutto ha lasciato una impronta in me. Nel male e nel bene ha aperto tantissime strade che ripercorro specialmente quando mi dedico all’arte o all’espressione di me. Bello osservare una curva di scultura o una linea di dipinto o … e trovare ad esempio il movimento di una mano di S. o il confine palpebra di C. oppure… ma mi rendo conto che sono anche succedanei di quanto non vissuto. Mentre il sentimento profondo è irrappresentabile in quanto il singolo suo sprazzo riempierebbe Gli Uffizi e centinaia di altri Musei. Di questo sono stato sempre ben conscio.

  24. @claudiasugarcla non mi considero spiccatamente egoista, anch’io sono contenta di dare tutto quello che ho a chi amo. Però sto sempre molto attenta, forse a causa delle mie funeste esperienze passate, a mantenere tutto in buon equilibrio. Il dare non deve mai sovrastare l’avere (tengo inconsciamente una contabilità del rapporto?) e se mi accorgo che l’altro ottiene da me molto di più di quello che dà, allora cerco di riportare l’equilibrio. Amare non vuol mica dire “prosciugarsi”, altrimenti quando finisce certo che la mazzata è doppia!

  25. @chicca Adesso comprendo. Sarà che di professione io sono una commerciale, vendo e non prendo, nè regolo contabilità più o meno conscie. Ora si spiega. Purtroppo non ho misura nel dare, che dire? Eppure ogni volta è stata splendida, speciale, irrinunciabile, e sono oggi grazie a ciascuna di quelle.

    @alexale. Incanto, davvero. Già leggere la prospettiva, l’ombra e il sole dentr’agli occhi di un uomo che ama è qualcosa di speciale. Farlo in quelle parole diventa arte. Espressione di uno spirito che non smetteresti mai di stare a guardare.

  26. X Claudiasugarcla
    le donne che guardano a tutto tondo il loro uomo e ne fanno oggetto e soggetto d’amore sono il sale della vita, sappi che tu porti un nome magico per il mio vissuto, Claudia, un nome che per me ha significato tanto e avreppe potuto significare tutto… ma come nella migliore epica del sentimento questa è una stata una pietra tombale senza epitaffio per i miei sogni. Un grazie e un inchino per te.

  27. io penso che diamo, in fondo, ciò che vogliamo dare…
    bisogna vedere se è ciò che lui/lei chiedeva.
    Senz’altro essere lasciati è una ferita narcisistica, il dolore più grande è capire che siamo…sostituibili.
    -
    complimenti per il post, mafe, una spremuta di cuore
    che ha smosso molti ricordi ed emozioni, magari
    ripasserò a parlarne.
    -
    buonaserata:-)

  28. come, scusa, mafe, magari fosse…
    sia che sia verissimo o che sia falsissimo, un post è sempre fiction.
    per chi lo legge, almeno, è rappresentazione.

    la tua fiction è vera, quella di altri è finta.
    non è mica un difetto. ma nemmeno un pregio.

  29. Cara Claudia, certo che so cosa voglia dire amare senza speranza.
    Forse io eccedo sull’altro fronte: non ho mai lottato per il mio amore, ho sempre lasciato l’altro libero di scegliere, e quindi libero di non scegliere me.
    Ho pianto come tutti, ascoltato musica stucchevole, non mangiato, scritto poesie, lettere…Ma sono sopravvissuta.
    Quello che mi spaventa qui…è l’ossessione…e coloro che pensano che amare senza confini dia automaticamente il diritto di esondare nella vita dell’amato. Che a questo punto lui diventa oggetto. Passivo.
    Sì mi spaventa tutto questo (presunto) amore che deborda e finisce con lo schiacciare l’altro.
    Per questo mi chiedo dove sia l’amore…perché non ci si domanda mai se l’altro lo desideri. O cosa desideri l’altro.
    E’ un po’ come i regali: si fanno spesso più pensando a cosa vorremmo ricevere noi piuttosto che pensare a cosa piaccia all’altro.
    E in ogni caso ci aspettiamo che l’altro salti di gioia e ci sia grato.
    Ma a me invece capita più spesso di detestare quella sensazione di “dovuta riconoscenza”. Perché l’altro si aspetta sempre qualcosa. Infatti, per avvalorare la mia tesi, poi parte sempre il gioco del rinfaccio.
    Difficilmente incontro qualcuno felice di amare gratis…come qua qualcuno afferma. Ce la raccontiamo: in fondo ci si aspetta sempre di essere ricambiati. E’ per questo che poi partono reazioni non proprio equilibrate.
    Ma amare qualcuno dovrebbe significare volere la felicità di quella persona. Non obbligarlo ad accettare il nostro amore a tutti i costi.
    Solo una volta nella mia vita ho conosciuto una persona che si è comportata esattamente così.

    Il corteggiamento è una cosa, ma qui stiamo parlando d’altro.
    Per me la causa è il modo in cui si impara cosa sia l’amore in infanzia e adolescenza.
    Chi lo associa alla sofferenza, al dolore, all’ostinazione…poi finisce con l’applicare lo stesso pattern per tutta la vita…
    Per questo ho parlato di “educazione sentimentale”, perché troppo spesso si impara un concetto sbagliato di amore e si finisce con l’applicarlo per tutta la vita…

  30. @mezzaestate, come @limone A volte usare poche parole ad effetto non rende l’idea di un pensiero che, dilatato, dà il significato del sè e di quanto avete dentro. La vostra spiegazione, che diventa confronto, ora è ricca. E ringrazio estate per tanta cura, ora che quel che dici mi è chiaro e, pur parzialmente, condivido.
    @alexale un abbraccio, perchè per natura non credo al caso.

  31. Magari anche una puntina di Prozac ma proprio una puntina…

  32. @mezzaestate, ma io sono perfettamente d’accordo con te, è proprio questo il senso del mio post (scritto aaaaanni dopo gli eventi di cui parlo). Hai il diritto di amare e di esternare il tuo amore, non di imporlo o di pretendere qualcosa in cambio.

  33. Ok Mafe:-)
    Post dopo post ci si impiccia sempre un po’…
    Hai un nuovo tema per il prossimo camp ;-)
    A proposito…che cosa carina il FashionCamp…:-)

  34. Esatto, mezzaestate, proprio così. Quando parlavo di “contabilità” del rapporto e di “egoismo” mi riferivo anche a questo. Se non siamo in grado di metterci nei panni dell’altro e capire di cosa ha bisogno e cosa desidera, lasciamo perdere. Per riprendere il tuo esempio calzante: non facciamo un regalo tanto per farlo, solo perchè ci piace sentirci generose. Regoliamo il nostro dare alle esigenze e alle aspettative dell’altro e lasciamolo libero di essere se stesso.

  35. X Claudiasugarcla
    “perchè per natura non credo al caso” … un boquet di fiori virtuali per te, e un angolo di paradiso per me…

  36. @alexale

    Bada che così scatta l’Off-Topic…E se ci vede Facci, che gli raccontiamo? Ahahahahaah adoro i fiori, grazie. E visto che si parla di regali scelti in base al proprio gusto e non a quello di cui si indirizzano, opta pure per rose selvatiche bianche, preferibilmente con il bocciolo ancora chiuso, lascia tutto il verde delle loro foglie e non far mettere il velo da sposa che lo odio. Grazie!

    :)

  37. X Claudiasugarcla
    opto…

  38. quando ho detto che mi ero riconosciuta avevo letto solo la prima parte del post.
    Ma non la chiamerei ‘incontinenza’, piuttosto, esuberanza emotiva.
    Anch’io da quindicenne ho dichiarato il mio innamoramento ad un uomo(?)aveva 21 anni e mi sembrava un ‘uomo’.
    Lui mi aveva corteggiato per tutta l’estate, in modo evidente, anche se non aveva mai detto nulla…era bello essere al centro della sua attenzione, in spiaggia tanti sapevano della mia/nostra infatuazione e attendevo il momento in cui si sarebbe dichiarato.
    Attendevo…..e così i giorni passavano tra un giro sulla sua moto, i giochi nell’acqua…le risate, gli sguardi complici.
    Ed io cominciavo a soffrire, non capivo perchè dalle sue labbra non trapelava nulla…eppure era sotto la luce del sole il suo trasporto nei miei confronti.
    Quanti pianti nella cabina.
    Finiva l’estate e mi decisi, non era più possibile andare avanti, quel ‘gioco’ di seduzione interminabile era un tormento.
    Detestavo quella ambiguità.
    E così una sera passeggiando gli dissi a bruciapelo:” Tu stai rovinando i miei 15 anni”. Avevo bisogno di sapere, avevo bisogno di dirgli i miei sentimenti.
    Non ricordo cosa lui rispose ma non chiarì quello che provava per me, disse che sarebbe venuto a prendermi a scuola (erano da poco ricominciate le scuole) il giorno dopo e che avremmo parlato.
    E, sorpresa…..venne a scuola con la sorella più piccola.
    Avevo passato una nottata da incubo e lui si presenta con la sorellina.
    Ebbe paura? Non voleva coinvolgersi in un’ avventura perchè ero piccola?
    Ma allora perchè tormentarmi tutta l’estate facendo nascere in me un desiderio? Poi, nel tempo, ho avuto a che fare con altri uomini come lui, uomini che forse godono solo del civettare, del flirtare, forse per misurare il loro potere di seduzione, le donne sono solo specchi in cui riflettere il loro narcisismo.
    Come te Non mi sono mai vergognata di amare troppo e di dirlo perchè credo che innanzitutto bisogna “dar cittadinanza” alle nostre passioni, perchè penso che se le trattieni dentro diventano tossine emotive tossiche e possono far ammalare.
    Certo, questo non significa, come nella seconda parte del pezzo, farle tracimare sull’altro…ma siamo umani e purtroppo la perfezione non appartiene al nostro genere.
    -
    p.s. c’è una bella frase tratta da “I dolori del giovane Werther”: “Mi strazierei il petto, sbatterei la testa, tante volte, a pensare che uno può essere così poco per un altro. Che l’amore, la gioia, l’ardore, e ogni delizia, s’io non li porto in me, un altro non me li potrà dare, e che se ho il cuore pieno di beatitudine non potrò far felice un altro che stia freddo e inerte innanzi a me”.
    -
    buonanotte

  39. Bello, avere il coraggio di sé e della propria trasparenza. Certo è un guaio, quando traspaiono le tempeste dell’anima.
    Ma quello che non si può perdonare è il distacco, non la tempesta.

  40. Sono anch’io una di “quelle”illuse..che aspetta..e aspetta.
    Però a differenza tua, ho sempre avuto un’immensa paura nel chiedere, nel dimostrare, nel rimanere delusa.
    Non ho mai alzato un telefono o mandato un messaggio..pretendendo una risposta dall’altra parte..
    E anche adesso sto ancora aspettando..
    Forse il problema è che non so di preciso “cosa” stia aspettando..non so come si manifesta..e se proprio la vogliamo dire tutta, nemmeno come reagire a un ipotetico arrivo di questa”cosa”.

  41. Anch’io non ho mai avuto paura di esprimere i miei sentimenti anche se sapevo non essere ricambiati. L’ultima volta è molto recente, il risultato è che lui, è scappato, spaventato a morte dal mio bisogno impellente di amore, di amarlo, e mi ha proposto, anzi ha insiatito perchè diventassimo amici, io che lo amo, che lo avrei adorato, venerato, oltre che amato in ogni parte del suo splendido corpo, e lui che mi implora di restargli amica, ci provo, ogni giorno, mi faccio violenza e sto zitta, non gli dico più nulla del mio amore per lui, mi comporto da amica del cuore, e poi nei suoi interminabili sms mi scrive di sesso, di amore, e finiamo sempre li, a parlare della voglia che avremmo di scoprire come potrebbe essere bello amarci… ma lui fugge, scappa e io continuo a fare l’amica che spera…

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