Cambiano il numero di telefono. Le abitudini. Il lavoro e a volte la casa. C’è chi sceglie un’altra città e chi scappa all’estero.
Anni di terrore, vissuti con il cuore in gola, nella speranza di sfuggire alle molestie, che diventano spesso una vera persecuzione.
Lo stalking, termine mutuato dal linguaggio della caccia (da to stalk, fare la posta), della caccia ha i connotati. Bracca la preda, la riduce all’angolo, le ruba la vita. E spesso la isola, visto che in Italia le istituzioni possono fare poco per aiutare le vittime: da noi non esiste (ancora?) una legge che lo sanzioni. Come non ci sono dati ufficiali sul fenomeno. Basandosi sulle cifre Istat del 2006 si parla di due milioni 77 mila vittime. E sono dati parziali: riguardano solo le molestie ricevute dai partner in di fase di separazione.
Ne parlo con Laura De Fazio, docente di Criminologia all’Università di Modena e Reggio Emilia e membro del Modena Group on Stalking, team multidisciplinare europeo di ricerca sul fenomeno.
Lo stalking è, per definizione, un comportamento borderline. Facile, quindi, da sottovalutare. Quali sono invece i campanelli di allarme da non trascurare? L’insistenza e la durata nel tempo degli approcci. Un ex respinto o un corteggiatore indesiderato, dopo un paio di “no” fermi, si dileguano. Lo stalker al contrario stringe il cerchio sempre di più… Per cui è fondamentale chiarire subito che non si è intenzionate a riprendere o allacciare una relazione. E una volta fatto, non accettare successivi incontri, non fornire ulteriori spiegazioni: chiudere definitivamente. Perché ogni ambiguità è un appiglio per chi pretende di “riappropriarsi” della ex o conquistare a tutti i costi una donna.
E’ possibile individuare un potenziale stalker anche prima della rottura? Conviene sempre prestare a attenzione a mariti e fidanzati ossessivamente gelosi, che tengono costantemente sotto pressione le compagne, leggono le mail o controllano il cellulare. Comportamenti del genere potrebbero degenerare quando la relazione finisce. Per non parlare, ovviamente, delle violenze domestiche.
Che fare quindi se si è oggetto di pesanti attenzioni non richieste? Informare subito amici, colleghi e conoscenti. Spesso la vittima, soprattutto se donna, si vergogna di parlarne, sentendosi in colpa per la situazione e pensando di averla in qualche modo causata. Niente di più sbagliato. Condividere il problema con chi ci è vicino serve ad attivare una rete di protezione e contestualmente evitare che i conoscenti, non sapendo, forniscano al molestatore dati potenzialmente pericolosi, come un nuovo numero di cellulare o un indirizzo.
E le forze dell’ordine? E’ vero che in questi casi possono fare poco? E’ difficile che intervengano perché parliamo di un comportamento molto complesso da valutare; bisognerebbe analizzare caso per caso e spesso non c’è tempo. In più il nostro sistema giuridico non offre tutela alle vittime. C’è un disegno di legge fermo in Commissione Giustizia che ora, con la caduta del Governo, non si sa che fine farà.
Quindi è inutile denunciare i fatti a Polizia e Carabinieri? No, conviene farlo e ripetere le segnalazioni a ogni nuova minaccia. E’ importante documentare tutto con delle prove: richiedere i tabulati telefonici, conservare lettere, doni, magari tenere un diario per ricordare ogni episodio e chiarire che non si tratta di casi sporadici. Suggerisco però di rivolgersi anche a uno dei tanti centri antiviolenza, ormai abbastanza diffusi sul territorio, che potrà fornire eventualmente l’assistenza legale. Come Modena Group on Stalking, inoltre, abbiamo messo online un manuale per riconoscere i molestatori e imparare a difendersi.

































Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Signora mia, oggi se non hai uno stalker non sei nessuno ;-)
Vorrei ricordare che “stalker” può essere anche una donna: una ex respinta o una innamorata non ricambiata.
Anche se è più difficile che in questo caso si arrivi alla violenza fisica, ci possono essere però tutte le altre molestie: telefonate spesso mute, messaggi, finte telefonate di “telemarketing”, e-mail apparentemente innocue sotto falso nome, strane telefonate ai colleghi di lavoro, regali anonimi, pedinamenti, lettere a lui, lettere anonime alle nuove fidanzate, foto porno in buca delle lettere, macchina danneggiata, etc etc.
Qualunque stratagemme, pur di rimanere in contatto (!) con lui.
Un mio collega vive un incubo del genere da almeno un paio d’anni, causa una ragazza (psicolabile?) che le ha provate tutte per mettersi con lui, non rassegnandosi al primo due di picche. Purtroppo non c’è nulla da fare, nessuna denuncia possibile, un fastidio enorme (e non sappiamo ancora se è finito).
Blimunda il punto è che in tutte le testimonianze che sentiamo, spesso la polizia non da retta alle vittime che vengono denunciare uno stalker. Io non capisco come mai le donne non fanno di questo una lotta per le prossime elezioni. Se volete che le donne siano rappresentate politicamente, forse prima dovreste combattere per il rispetto di certe donne violentate.
E’ carina quella criminologa a studiare lo stalking ma concretamente cosa fa per permettere di combatterlo?
Adesso leggo con Coldcase che ci sono delle femmine che sono stalkers pure loro???? Quella che descrive è un erotomane. Forse il suo collega dovrebbe andare a vedere la sua famiglia per farla curare da uno psichiatra. Ci ha pensato?
cktc, come hai scritto: “spesso la polizia non da retta alle vittime che vengono denunciare uno stalker”.
Vale anche per gli uomini molestati.
(Per non parlare di quelli che gli dicono: scopatela,no? vedi che poi le passa. Ma “Attrazione fatale”, ve la ricordate?)
A me la frase “bisognerebbe analizzare caso per caso e spesso non c’è tempo” mette un certo terrore.
Accidenti, io non capisco come una puo’ continuare a dare fastidio per un lunghissimo periodo senza essere arrestata e sopratutto senza essere almeno mandata verso uno psichiatra dalla polizia.
Non è un reato penale in Italia, c’è solo una sanzione amministrativa.
Ed è molto difficile dimostrare chi è l’autore di lettere anonime, strane telefonate, email false, nick falsi usati in chat/forum/newsgroup/blog, fari rotti, etc.
Va a finire che la vittima (+familiari+amici+colleghi) si sente sotto assedio sempre e comunque, diventa sospettoso ad ogni nuovo contatto, anche se apparentemente innocuo.
“Attrazione fatale” è il film incubo di mio padre. Chissà perché…
email false cmq possono essere identificate dal numero IP del computer che l’ha mandato, no?
Anche il tuo collega dovrebbe andare a vedere qualcuno per parlarne e non crollare, almeno uno psic gli spiegherebbe l’atteggiamento giusto da avere con quella pazza. Da quanto dura?
Non è così facile, cktc.
Molto spesso sono contatti “innocui”, complicati nel suo caso dal suo tipo di lavoro e altro(ad es è admin di forum/newsgroup etc).
Il fatto è che questi/e stalker cercano sempre e comunque un contatto, anche innocente, pur di essere presenti in qualsiasi modo nella vita della vittima; una delle difese è ignorarli totalmente e allertare amici/vicini/colleghi/famigliari.
Ecco allertare ma non solo la propria famiglia anche la famiglia di quella pazza, è quello che intendevo. Coraggio per il tuo collega!
Beh, tutto ciò non mi stupisce nemmeno tanto…. Se non erro la nostra legge non prende in considerazione nemmeno la molestia sessuale! Quindi o ti stuprano o ti attacchi… E il bello che di tutto ciò ne parlavamo spesso in università tipo 7-8 anni fa’. E’ consolante vedere che nell’arco di 8 anni non sia cambiato nulla (anzi, le cose sono peggiorate!).
Mi vergogno a dirlo, ma per narcisismo e incapacità ad accettare la verità o entrambi, credo di essere stata anch’io una stalker. Senza rubare la vita di nessuno o arrivare ad essere realmente invasiva, ma non demordendo, mantenendo un atteggiamento prepotente, un “è impossibile che tu non mi voglia”.
A pensarci bene, forse molti di noi hanno subito comportamenti del genere prima che diventassero noto sotto il nome di ’stalker’, in misura più o meno intensa.
In effetti, in quella situazione non si vive bene per niente.
Barynia, giustissimo: “E’ impossibile che tu non mi voglia”: è una “cotta” che diventa un’ossessione per tutto ciò che circonda la vittima. Questa tipa ha alternato fasi di aggressività a fasi di apparente equilibrio e rassegnazione, impossibile capire cosa ha in testa.
l’ossessione, come nel caso di un mio carissimo amico è stata dalla parte della sua, come si definisce lei “ex fidanzata” mentre per lui, e come giustamente l’italino, lingua precisa definisce “ex amante” in quanto , lui era ed è tuttora sposato e con figli. Comunque, questa ossessione si è tradotta in una denucia da parte di lei nei confronti di lui con tanto di articoli sulla stampa e interviste in televisione nei quali si è sempre definita come la vittima. la realtà invece è che lei, al diniego di lui a lasciare la sua famiglia per lei (oltretutto donna per usare un termine gentile …di facili costumi) si è vendicata in questo modo che vergognoso è dir poco. In conclusione quindi non tutte le donne sono come appaioni e non tutti gli uomini sono come si disegnano, perchè, almeno nel caso del mio amico, lei si è dimostrata di una perfidia e malvagità unica e immotivata. volevo solo farvi partecipi di questo e ricordate che quanto leggete sui giornali, spesso e volentieri è solo l’intenzione del giornalista di riempire una pagina di cronaca.
Esistono stalker biondini con gli occhi chiari?
stronza, io dovrò presentarti mio fratello…acc…però è sposato e ha una bimba di 4 anni e mezzo! Scommetto, tuttavia, che tu non sia gelosa..
Per niente :-)
l’alternativa al diventare piccoli stalker d’amore è diventare vendicativi. Sono due modi che evidentemente usiamo per curarci l’ego. Non parlo di tante piccole gocciolanti vendette da due lire. Preparare un colpo, sicuro, e a tempo debito.
Vendetta tremenda vendetta! Io adoro vendicarmi e non ho fretta. Prima o poi tutti pagano ;-)
Peccato che due anni fa non si parlasse ancora di Stalking. Io ho sopportato la presenza molesta e noiosa del mio coinquilino (purtroppo anche padrone di casa) per mesi fino a dover traslocare in 4 ore pur di togliermelo dai piedi. Inutile. Mail, messaggi, bigliettini sulla macchina. Ho portato tutto dai carabinieri. Tempo perso, non sanno cosa fare. A quel punto ho chiesto agli amici rugbisti di scambiarci 2 chiacchiere. Più visto.
Sono una stalker.
Elfilein, mandami pure i tuoi amici :-)
Ok, allora organizzerò una trappola e ti trascinerò alla prossima partita in casa a Lambrate, poi il terzo tempo sarà un problema tuo:)
E’ un po’ che non vengo a Lambrate (mi sono trasferita) ma quando il dovere chiama… :)
ciò che spaventa è la lucidità folle, la furbizia, e il fatto che sembra credere alle balle che s’inventa.. ha alluso a delle minacce, ho mantenuto la calma.. parlava con il condizionale, diceva “io potrei…”, gli ho risposto che “anche io potrei, così per ipotesi, chiedere un favore a 4 amici un po’ grossi!!”, è andato a dire che l’ho minacciato che l’avrei fatto picchiare!!! scrive lettere anonime fingendosi una donna, chiama a casa per vedere se ci sono e poi si scusa dicendo che ha chiamato per sbaglio..
mi irrita, mi dà profondamente fastidio la sua invadenza, fintamente discreta.. vittima supplichevole, ora rancoroso..
nn riesco a provare pena, e mi sento incazzata con me stessa perchè sono stata sciocca a fornirgli comprensione, se ho ascoltato le sue cazzate è perchè mi faceva pena.. e adesso quando parlo con un uomo che a volte sono aggressiva in modo insensato, vedo ingerenze molestanti ovunque.. ho paura di creare finte aspettative..
raffataxi, ti capisco benissimo, sono nella stessa situazione.. Sono anni che cerco di tagliare i rapporti con una persona del genere ma sono costretta a frequentarla per lavoro e amicizie in comune, amicizie che non capiscono quanto sia grave il problema.. In un modo o nell’altro passo sempre io per quella stronza agli occhi di tutti perchè lui inventa delle storie per screditarmi agli occhi degli altri.. Se non fosse per alcune persone a cui tengo (che però non hanno ancora aperto gli occhi) avrei già cambiato vita… Per il momento mi limito a nn rispondere, cercare di evitare di avere contatti con lui, ma il risultato sono messaggi sempre più pesanti.. Sono veramente esasperata..
ciao dw, gli amici non si accorgono che questo è fuori di testa!? vuol dire che non sono amici, conoscenti, gente che si conforma alle opinioni comuni.. conserva tutti i suoi messaggi.. e minaccia di denunciarlo.. mostrati decisa..
gli psicologi e gli esperti suggeriscono l’indifferenza, forse hanno ragione ma secondo me non funziona veramente: quando gli ho detto con fermezza che mi stava molestando e che doveva smetterla a smesso di chiamarmi ma ha cercato di entrare nella mia vita attraverso gli altri.. però alla lunga il suo disturbo si nota, può fingere solo all’inizio.. certo forse ci sarà qualcuno che gli crede ma la vita è così.. per adesso io le considero solo parole.. parole sono anche i miei sonori vaff…
secondo me in questi casi sono da evitare come la peste le parole di sfida, le provocazioni, le derisioni.
Temo possano accendere la miccia.
(le minacce di denuncia di Federica sono state soffocate dalla furia del ‘gordo’.)
-
Mai, mai, mai accettare ultimi appuntamenti per chiarimenti.
Molte storie sono finite in tragedia per aver ceduto al desiderio dell”ultima spiegazione’.
-
buonsabato
forse, però, non c’è una regola buona per tutti gli stolker.. certo però evitare d’incontrarlo mi sembra saggio e fondamentale.. evitarlo nel modo + assuluto..
rifletto sulle reazioni che suscita in me, rabbia e repulsione, mi irrita.. è un essere subdolo e schifoso.. ti vampirizza fingendosi vittima con gli altri e poi s’attacca come se gli mancassero le gambe.. davvero mi rendo conto di avere una carica d’odio pazzesca per questo individuo.. non accetto + la sua invadenza
per Dw, leggendo meglio ciò che scrive Caramella penso che ha ragione, e invece che minacciarlo dovresti realmente denunciarlo
Ciao a tutte!Sono stata una vittima dello stalking e per uscirne mi sono documentata e ho riflettuto molto su ciò che mi è accaduto..Il mio ex fidanzato mi ha perseguitato per anni,arrivando a mettermi le mani addosso perchè non volevo passare la notte di Natale con lui..Il resto lo conoscete anche voi:telefonate insistenti e assurde,insinuazioni circa la mia serietà,appostamenti sotto casa..Mi sono fatta un’idea innanzitutto dell’identikit dello stalker:persona frustrata,insoddisfatta della propria vita,spesso non lavora.Il mio ex passava il suo tempo a vagare in macchina,me lo trovavo sempre dietro.Beveva,pippava coca,spendeva tutto al bingo..Gli stalker individuano una preda,ma non la scelgono razionalmente:rimangono affascinati da qualcosa.Le vittime sono infatti spessissimo ragazze carine,realizzate,serene,sensibili(altissima percentuale di infermiere,psicologhe,dottoresse).Ebbene,lo stalker si attacca come una zecca perchè trova nella ragazza una fonte di soddisfazione personale.Diventa un parassita,che si ciba dell’energia della sua vittima.All’inizio lo stalker è gentile,premuroso,perfino tenero..Deve infatti conquistare l’oggetto del suo desiderio.E’ difficile in questa fase riconoscerlo,se non fosse per l’assiduità delle sue attenzioni,a volte spropositate.Quando la ragazza capisce che in quell’uomo c’è qualcosa di sbagliato(difficile per una persona normale comprendere certi stili di vita,certe abitudini anomale)oppure lo stalker,che è paranoico,inizia a temere che la vittima lo abbandoni…scatta il raptus!Lo stalker farebbe qualunque cosa per non perdere la sua ragione di vita:le proclama il suo infinito “amore”,le fa credere che nessuno al mondo la desideri più di lui,fino ad arrivare alle minacce e alle persecuzioni.Tutti si chiedono perchè le vittime spesso non denuncino ed addirittura accettino colloqui telefonici,incontri..Beh,posso dirvi cosa è accaduto a me.Già in situazioni normali è difficile compiere una decisione razionale che si scontra con i sentimenti.Io ero innamorata del mio ex.L’atteggiamento dello stalker rende tutto più complicato.Le sue parole diventano la voce della coscienza che rimbomba nella testa..come le “voci”che avvertono gli schizzofrenici.Una parte di me era consapevole che stare con quell’individuo fosse un errore,ma una parte credeva che lui fosse innamorato di me,che io fossi un’ingrata a pensare male di lui,che fossi io con i miei atteggiamenti a renderlo tanto aggressivo..Non ero più sicura di cosa fosse reale e cosa frutto della mia immaginazione..Se riuscivo a lasciarlo,poi finivo per tornare a cercarlo,come se fossi ipnotizzata!Come ne sono uscita?Per 2 motivi:il mio ex ha messo al mondo una bimba con un’altra donna,fatto che mi ha aperto gli occhi.E ho incontrato un uomo meraviglioso che mi è stato vicino e mi ha aiutata a capire che quello non era “amore”:era un’ossessione.Come mi sono liberata del mio stalker?Con l’indifferenza:dopo anni di reazioni diverse,dall’ira alla comprensione,alla persuasione,ho scoperto che l’unico modo possibile fosse cancellarlo.Come se fosse trasparente.Non rispondere al numero che lui possiede,senza però eliminarlo perchè non consideri il gesto una sfida.Semplicemente acquistare un’altra scheda che diventerà quella ufficiale.Evitare i posti che lui frequenta anche per se stesse:vederlo può causare delle ricadute.Trovare un hobbie che appassiona e che al tempo stesso non ci esponga al rischio di incontrarlo.La parola d’ordine è:dimenticarlo.Lo stalker perderà il suo potere su di voi,che è la sua energia..Come riprendere a vivere?Forse non tutti sanno che lo stalking produce nelle vittime delle profonde ferite.Una mia amica è caduta nell’anoressia e ora lotta contro la bulimia.Io ho sofferto di depressione e ancora oggi faccio fatica a recuperare la fiducia in me stessa.Altre donne soffrono persino di disturbo post traumatico da stress.Per sopravvivere è necessario raggiungere la consapevolezza di avere un problema e mettersi davanti a se stesse.Per convincersi che non è stata colpa nostra.Che lui non era il principe azzurro incompreso.Che lui ci ha rovinato un pezzo di vita che deve essere dimenticato.Se volete sapere di più sulla mia storia andate sul mio blog “PRIGIONIERA IN UNA CELLA APERTA”.Grazie e a presto!Un abbraccio
Ciao,
sono stata sottoposta a tecniche di condizionamento mentale per circa 4 anni da un gruppo di prof. della facoltà che frequentavo.
Premetto che sono una persona molto sensibile, rispettosa, altruista, vera, un pò idealista e forse proprio per questo non mi sono accorta di nulla.
Vi racconto:
Mi cambiarono il prof. di un fondamentale, feci l’esame, lo superai e quando andai per verbalizzarlo, fummo costrette, io e delle ragazze, a stare fuori idal suo ufficio per un bel pò.Dopo uscì una ragazza che sorridendo cercava di ricomporsi.
Entrammo ed attirai la sua attenzione al punto che con una scusa mi chiese il numero di cell. che io non gli diedi in quanto se ci fossero stati problemi relativi alla verbalizzazione la segreteria mi avrebbe contattato.
Mi notò un giorno in corridoio che facevo la fila in attesa di sostenere un esamie, mi si avvicinò sorridente facendomi un “in bocca al lupo”.
Lo rividi dopo qualche mese in quanto dovevo seguire un “fondamentale” di cui lui era il prof.
Mi diede una buona impressione nonostante l’episodio dell’ufficio, sembrava un bravo ragazzo, dolce, sorridente e dopo alcuni giorni di corso cominciò a guardarmi in modo molto insistente, mi fissava negli occhi, mi sorrideva, fingeva di tremare dall’emozione alla mia vista; alla lavagna quando lo guardavo, fingeva di non ricordarsi più le formule, e questo davanti ad un’aula piena di ragazzi.
Nel giro di un mese capì di essermi infatuata, cotta come una pera; ci ero cascata e lui era proprio un bravo “ATTORE”.
Premetto che ero e sono fidanzata da molto con lo stesso ragazzo con cui le cose andavano poco bene e cominciai ad andare in crisi.
Io sono più che convinta che si fosse accorto che il suo “pesce” aveva abboccato perchè con diverse scuse cercava di farsi notare da me anche durante altri corsi.
Sostenni l’esame inerente alla sua materia diverse volte nonostante avessi studiato, mi bocciava per obbligarmi ad andarne e parlarne nel suo ufficio per poi approfittare del fatto che io ero presa da lui.
Avevo paura , lo evitavo, mi sentivo disarmata davanti a lui e non mi fidavo………..ma nonostante questo lo pensavo sempre.
Tentai l’esame per la quarta volta, dato che ero l’unica a sostenere lo scritto, restai in aula a scrivere mentre gli altri sostenevano l’orlale davanti a me.
Quando restammo soli si avvicinò dicendomi che sarei stata trattata come le altre.Io gli risposi che ra quello che volevo.
Mi provocava, cercava delle reazioni e ad un certo punto quando gli ho fatto una domanda per capire se anche lui si era innamorato, lui mi ha risposto che non mi avevea mai vista, che era la prima volta che mi vedeva.
Io ho fatto per andarmene e lui mi ha preso il braccio dicendomi che se volevo dirgli qualcosa quello era il momento giusto.
Mi sono trattenuta ma poi glielò detto e lui mi ha stretto le mani e ci siamo baciati.
Abbiamo parlato anche se in realtà parlavo solo io, lui ascoltava ed usava un linguaggio poco chiaro(ho scoperto dopo che i narcisisti perversi usano un linguaggio ambiguo per indurre in confusione).
Io gli ho fatto capire che nonostante provassi qualcosa per lui non ero intenzionata a tradire il mio raga e poi lui era sposato ed avevea una bimba di pochi mesi.
Me ne andai.
Superai lo scritto e il giorno della verbalizzazione portai un’amica perchè io avevo paura di restare sola con lui.
Dopo un pò cominciarono ad arrivare telefonate anonime, mute, circolavano voci in facoltà su noi, della ns. relazione;
mi ridevano dietro, mi insultavano e la sua assistente mi minacciava.
Prof. che non conoscevo sapevano di me, lui mi aveva descritto bene a loro tanto che era come se mi avessero già vista e loro dicevano al mio passaggio che io ero la ragazza di cui il prof. si era infatuato.
Mi chiamò a casa.
Parlammo e ci sentimmo per un pò di mesi, ci vedemmo anche due volte ma ci bacaiammo “a stampo”, nonostante le sue pressioni di andare oltre.
Le chiacchierate al telefono erano ambigue, mi parlava sempre della bambina, della moglie, cercava di farmi del male, studiava il mio carattere, i miei punti deboli per vedere “quali tasti premere per condizionarmi”.
Mi faceva sentire in colpa ed un giorno mi disse che io credevo all’amore platonico e per questo aveva messo in cinta sua moglie e che presto sarebbe ridiventato papà.( Ho saputo solo dopo diversi mesi che era una balla)
Rimasi malissimo, lo offesi, lui continuava a chiamarmi, continuavano le umiliazioni, ero stata isolata a scuola, pensavano che me la intendessi con lui.
Mi stava convincendo a fare la tesi con lui ma grazie ad un’amica d’infanzia che ha cominciato ad aprirmi gli occhi, lo l’ho chiesta ad un altra prof.
Alla notizia di ciò lui mi ha minacciata, ricattata , dicendomi che non avrei passato gli altri esami, che mi ero scavata la fossa e che “avevo i giorni contati”.
Da allora ha svelato la sua vera natura; la cattiveria che prima era celata, diventa palese e si manifesta attraverso il mobbing che vede lui protagonista seguito da suo cognato, prof, della facoltà ed altri prof. del suo Dipartimento.
I suoi colleghi mi bocciavano anche se studiavo, facevano allusioni, cercavano di farmi crollare, mi insultavano, mi facevano pernacchie e con loro le assistenti e dottorande dei loro dipartimenti( secondo me lui e i suoi colleghi avevano ed hanno ancora rapporti sessuali con loro in cambio di avanzamento di carriera e secondo me sono esse stesse plagiate in quanto lui se ne serviva per venirmi a controllare).
Venivano nel laboratorio in cui stavo preparando la tesi, mettevano zizzania, mi calungnavano, parlavano di questa relazione fantasma tra me e lui, mi provocavano, cercavano di isolarmi.
A volte è capitato che le stesse persone che mi umiliavano si trovavanoa a farmi dei complimenti(ho scoperto poi che questa tecnica creava insicurezza e indipendenza).
Le lusinghe in reltà sono arrivate soprattutto all’inizio(tecnica love bombing) e poi vedendo che non sono riusciti a covincermi, il tutto è degenerato con la violenza esplicita.
Nel giro di poco avevo la facoltà contro di me, non so che altro andassero dicendo ma ciò che è certo è che anche nel mio Paese circolavano e circolano voci sul mio canto, negative.
Il tutto è stato fatto con l’intento di isolarmi, di farmi lasciare dal ragazzo in modo che non avrei avuto nessuno pronto ad aiutarmi e ad “aprirmi gli occhi ” in riguardo.
Riguardo il mobbing, io all’inizio non me ne sono accorta, ero incredula, non capivo perchè se la prendessero con me, pensavo di esagerare, di essere paranoica, non conoscevo il mobbing.
Ad informarmi in riguardo è stata una volontaria del centro antiviolenza più vicino al mio Paese.
Da allora ho cominciato ad informarmi, ne ho parlato con il mio ragazzo, con i miei familiari e con gli amici più stretti.
Ho capito di essere stata plagiata e per questo ho cominciato a studiare la tecnica del controllo mentale.
Su internet ho comprato un libro di Steven Hassen dal titolo “Mentalmente liberi”, e da lì ho cominciato la salita.
Ho letto diversi libri di psicologia come “Sottomesse” e “Molestie morali” di Hirigoyen e altri che parlavano del “vampiro affettivo” sinonimo di narcisita perverso.
Ho imparato il concetto di violenza, le varie tipologie e piano piano ho riacquistato la mia dignità, il mio coraggio di vivere, di andare avanti.
Ancora oggi mette in giro voci che è innamorato di me, mi fà squilli e telefonate mute; la scorsa settimana mi è arrivata una pernacchia (forse con l’intento di umiliarmi e provocarm) per telefono, continua a plagiarmi, è nei miei pensieri, è un MOSTRO senza scrupoli, senza sentimenti.
Io credo che abbia un disturbo della personalità , forse psicopatico, non sò, in quanto oltre a tutto ciò mi ha anche inseguita in bici dicendomi che “mi avrebbe atteso al varco”.
Nei momenti di difficoltà, quando mi viene in mente, quando penso che forse è innamorato di me, mi metto su internet e leggo tutto ciò che trovo riguardo il manipolatore affettivo, perchè penso che lui sia questo, un narcisista perverso, interessato solo a se stesso, non empatico, indifferente agli altri, interessato solo al mio corpo, a possedermi, disposto a tutto per questo, anche a distruggermi la vita.
Quando racconto la mia storia, alcuni mi dicono che sembra un film e si meravigliano a pensare che ho sopportato tutto ciò, che sono riuscita a laurermi.
(Quando mi sono resa conto del mobbing, io e il mio ragazzo tramite un paesano che lavora in facoltà, gli abbiamo fatto giungere all’orecchio che ero intenzionata a denunciarli e mio fratello e il mio ragazzo sono anche andati nei loro uffici a parlargli e a minacciarli).
Lui e i suoi compari quando hanno visto che parlavo di mobbing, cercavano di convincermi che avevo franiteso, mi dicevano che ero pazza, che mi ero immaginata tutto.
Per ciò che mi è accaduto, mi sono sentita tradita, umiliata, mi hanno maciullato per un periodo ma per fortuna ora sono più forte di prima anche se a volte ho dei momenti di abbattimento non riesco ad essere “lucida” riguardo a lui o forse non risco ad ammettere che sia una persona malvagia, un “vampiro” che mi aveva succhiato anima e cervello.
( Non avevo più interessi, non riuscivo a studiare, mi mancava la concentrazione, mi mancava la fiducia in me stessa, ero depressa; nonostante sono una ragazza carina, mi faceva sentire brutta, mi dicevano che ero una racchia).
Nonostante ciò ci sono giorni che non riesco ad odiarlo , mi sembra quasi che mi manchi e giorni invece che essendo obiettiva lo vorrei vedere morto.
Spero che mi scriviate dicendomi che pensate di lui, ho bisogno di confronti, di pareri.
Un bacio.
Io sono la stalker di Facci! Ma quella in pericolo sono io…
Prima o poi se non smetto mi farà fuori…..
Cara Morgana, è difficile dare pareri in questi casi…chi siamo noi per giudicare situazioni tanto complesse? e che pensare di lui? ci sono personalità così distorte e complesse che è troppo difficile dare un giudizio, soprattutto non conoscendo la persona. Credo che quello che tu stai cerando in realtà è un conforto, una rassicurazione sul fatto che hai fatto bene ad agire così, ad allontanarlo (perchè tu stessa ammetti che nonostante tutto ne sei ancora infatuata). Beh, sei stata bravissima, forte e coraggiosa; hai la fortuna di avere al tuo fianco persone che ti amano e che sono disposte a tutto per aiutarti e sostenerti: godine e ricambia il loro amore, credo sia il miglior modo per uscire dalla situazione. Un abbraccio :)