Da Luca Comello (nella foto), autore di Viaggio nella complessità, mi aspetto che mi aiuti a risolvere il più “complesso” dei miei problemi. Questa scienza può aiutarmi a trovare l’uomo perfetto, il futuro padre dei miei figli?
Ma, prima, inizio con il chiarirmi le idee su cosa sia la teoria della complessità…
In un ingorgo stradale sostieni esservi qualcosa di “coerente”. Invece, noi, vittime del volante, avremmo detto tutti il contrario stramaledicendo la città, l’ora di punta e i SUV. Cosa c’è di “evoluto” in un ingorgo stradale?
C’è qualcosa di coerente se ci allontaniamo e guardiamo l’ingorgo dall’alto. Non nel nostro abitacolo, dove gli improperi si sprecano. Ma se osserviamo un ingorgo da un elicottero è come vedere muoversi un unico grande animale perfettamente organizzato. Nessuna automobile sa di costituire questo unico grande animale e nessuno lo fa deliberatamente. Eppure spesso in natura è così, emergono dal basso strutture perfettamente ordinate ed esteticamente meravigliose senza un disegno prestabilito. Essere in un ingorgo è tremendamente noioso, però consoliamoci pensando che in quel momento siamo utili alla scienza… Studiando gli ingorghi è nata la teoria della complessità, ovvero la scienza della sorpresa, della bellezza, della meraviglia, della novità, dell’ordine che nasce dal disordine.
Spiegami cos’è la complessità…
Parliamo di complessità quando abbiamo a che fare con fenomeni caratterizzati da moltissime connessioni non lineari tra di loro. Non lineari significa che piccole cause possono generare effetti inimmaginabili…
Questa la conosco…
Certo, è l’effetto butterfly, il battito d’ali di una farfalla in Cina può provocare un tifone negli USA. La teoria della complessità studia questi sistemi imprevedibili, vicini al caos, sempre al limite.
Anche io mi sento sempre al limite…
Ciascuno di noi è un sistema complesso, ciascuna di voi è un sistema complesso, tutte le relazioni, i legami, i racconti, le esperienze già fatte e quelle che farete creano la rete complessa della vita.
Stando a quanto sostiene la teoria della complessità, sembrerebbe che il miglior modo per evolvere sia creare il caos, disordinare, distruggere e non stare alle regole. E’ un comportamento che suggeriresti? A cosa porta? Te lo domando perché è mia intenzione rovesciare questa scrivania alla fine dell’intervista e, dove fosse perfettamente inutile e avessi travisato quanto scrivi, dimmelo ora, prima di perdere il posto.
Se tu rovesciassi la tua scrivania, dopo faresti qualcosa. Forse è la volta buona che butti via un bel po’ di carte che non ti servono. Oppure potresti riorganizzare il tuo materiale in maniera nuova. Ecco, distruzione e creazione sono fortemente legati. Distruggere può essere fondamentale per creare, per innovare. La teoria della complessità ci spiega come l’area della vita, dell’innovazione è al limite tra ordine e disordine, all’orlo del caos. E’ necessario il giusto mix tra ordine e disordine, distruzione e creazione, continuità e discontinuità. Lo sperimentiamo ogni giorno.
Il più noto slogan della teoria della complessità è “il tutto è maggiore delle parti”, ad esempio il cervello è molto più della somma dei suoi neuroni. Ora, la mia domanda… Quando ci troviamo a mettere insieme i dati raccolti su un uomo che ci interessa e che stiamo valutando, nel catalogare quello che ci piace e quello che no, i pro e i contro - stando alla suddetta teoria - stiamo sbagliando metodo di analisi, vero?
Stai descrivendo l’approccio analitico. Suddividi un problema in parti più piccole, risolte le quali, hai risolto il problema. Consideri un uomo come fosse una macchina e ne analizzi i componenti. Ma un uomo non è una macchina, è una combinatoria di esperienze, relazioni, sentimenti, viaggi, errori, successi. Un uomo è i suoi amici, la sua squadra del cuore, il suo lavoro, le sue donne (mamma, sorelle, ex), i libri che legge, i bar che frequenta. Non è un’equazione, è un racconto. Come nell’ingorgo, bisogna effettuare un salto di piano: dal livello della singola automobile al livello dell’elicottero che osserva dall’alto.
Ero certa che mi avresti aiutato a trovare l’uomo ideale, il fidanzato perfetto, il meraviglioso padre dei miei figli (non trovo vi sia niente di più “complesso” al mondo). Come trovarlo in un sistema complesso?
Grazie per la domanda, facilissima, davvero Laura. La complessità non offre ricette infallibili, ma invita ad agire in prima persona all’orlo del caos. Ragazze, il cammino non è predefinito, il cammino si fa andando. E’ come in un paesaggio gommoso. Avete presente quei castelli gommosi in cui giocano i bambini? Ogni vostro passo modifica il paesaggio e il paesaggio si modifica ad ogni passo delle altre persone a voi vicine. Siamo tutti interconnessi. E’ un cammino complesso. Ma il messaggio positivo è che ciascuna di voi ha un’importanza, un’influenza, ognuna può cambiare la realtà con un suo passo. Certo si può anche sbagliare, e dall’istante successivo vorrà dire che saprete meglio muovervi all’orlo del caos. Dove, quando meno ve l’aspettate, un uomo può fare il passo che deforma per sempre il vostro paesaggio. Forse è questo l’uomo perfetto. Siate pronte!


































Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Benvenuto Luca,
mi ha sempre incuriosito la teoria della complessità e difendo le ragioni del caos citando la famosa frase di Nietzsche: “solo dal caos può nascere una stella danzante”.
E poi che dire di queste meraviglie?
http://www.tiziana1.it/frattali/anim.gif
BuonaGiornata:)
Concordo con la teoria.
#Laura C.sono sbagliati i termini della ricerca. “Uomo ideale” va sistemato tra i grandi misteri universali, subito dopo Fatima :-D
mezzaestate, caramella: se avete altri “scienziati” da suggerirmi io proseguirei l’indagine affidandomi ad altre discipline…
Laura:)
Vediamo un po’…per la scelta di un fidanzato io mi affiderei al sistema random;-)
Cmq. secondo me sottovalutiamo l’influenza dell’inconscio nella scelta del partner.E’ quello che ci frega…
Forse ci si potrebbe rivolgere ad uno studioso della psiche, ah, se ci fosse Jung.
mezzaestate:-D
BuonaGiornata:)
Se vuoi ti posso suggerire al massimo un sito di astrologia :oD
Comunque Comello non ha torto: io ho conosciuto gli uomini importanti della mia vita nei modi più assurdi…peccato avessero la scadenza, come gli yogurth.
ok, psicanalista di stampi jungiano (segnato).
astrologo (segnato e trovato)
Devo aggiungere che io nemmeno da bambina riuscivo a restare in piedi nel castello gommoso per più di un secondo (che volesse essere metaforico?)
“Dove, quando meno ve l’aspettate, un uomo può fare il passo che deforma per sempre il vostro paesaggio”… bellissimo (dico sul serio). E’ un poeta!
Il castello gommoso del blog di Luca non esisteva ancora quando ero piccina, sigh… Chissà quanto tempo ci sarei rimasta io ;)
(”peccato avessero la scadenza, come gli yogurth”… ahahahahahahah questa me la segno Mezzaestate, hai delle espressioni troppo carine, con te cammino con dei passi di gigante in italiano ;)
pensavo che forse ad alcuni uomini può piacere una donna che non resti con i piedi per terra…che cada, così lui può correre ad aiutarla a rialzarsi…ecco, lo vedo così il principe di un castello gommoso;)
Pare che le modelle in passerella debbano sfilare così “traballanti” per comunicare un senso di fragilità e d’instabilità.
p.s. posso consigliare questo film:
http://it.movies.yahoo.com/s/strane-storie-racconti-di-fine-secolo/index-131989.html
Tra i racconti ce n’è uno in cui una donna va a comprare
un uomo in un supermercato.
E’ un racconto surreal-grottesco.
Fa sorridere amaro.
Ciao:)
#cktc quanta responsabilità per il tuo italiano:-D
speriamo di non rovinarti troppo!:-D
Un’altra espressione che puoi usare è “pensavo fosse amore invece era un calesse”, tratta da un film di Troisi.
Ahimé mi è successo diverse volte, una anche di recente:-(
Parlando con un ex, ora grande amico, ho scoperto che il suo ultimo amore ha ridicolizzato quelli passati, compreso il mio.
L’idea che io avevo del ricordo di noi era lontanissima dalla sua. Una delusione così forte che non c’ho dormito la notte…
E il rammarico più grande è stato aver perso un sacco di tempo a soffrire per lui.
Tempo in cui ho lasciato andare via molte persone, e forse qualcuna più speciale di lui.
E’ questo che più mi fa arrabbiare, il tempo che mi ha fatto sprecare, per un dolore che non meritava.
D’ora in avanti non vorrei soffrire più per un uomo, se non per il tempo necessario a scrivere due poesie, consumare un dvd di un film strappalacrime e finire una scatola di cioccolatini :-(
E’ una teoria ‘parzialmente perfetta’, davvero. Nel senso che risolve compiutamente una porzione del problema.
Un ottimo punto di partenza.
Non hai dormito?! Ma lo ami ancora allora o hai avuto solo un attacco all’orgoglio? ;)
Non è tempo sprecato MezzaE, fa soffrire ma ti rende più matura e più sveglia per dopo. Certo non deve succedere a 70 anni perché il dopo in quel caso è incerto ;)
Ma a te è successo alle ventenne, vero? Non c’è tempo spreccato quando abbiamo 20 anni! Tutte le esperienze sono belle in un certo modo.
E poi leggi Facci e saprai che a 40 non soffrirai più :)
#cktc no, ho ringraziato il cielo il giorno che ho smesso di amarlo:-)E tra l’altro non lo vorrei mai come compagno, lui va bene come amico, è una calamità naturale con le donne:-)
Sì ero ventenne:-)
Ma infatti sono sempre stata contenta di aver vissuto quella storia, che ne fosse valsa la pena.
Sono le sue parole di adesso ad avermi fatto sentire ridicola, di aver perso del tempo prezioso dopo, perché ho sofferto per molto tempo per lui, troppo. Non se lo meritava (alla luce di quello che so ora).
Per diventare matura sarebbe bastato un corso di quelli coi cd che si trovano in omaggio con le riviste:-D
Non credo sia orgoglio, non ho mai pensato di essere stata la donna più importante della sua vita, ma ho sentito una mancanza di rispetto per i sentimenti di allora, rispetto per quell’amore che lui aveva dichiarato di avere per me, e io per lui. Come se non fosse stato nulla.
Ho amato altri uomini dopo di lui, ma avevo messo la nostra storia in una bella cornice, come qualcosa di bello e prezioso, da rimirare ogni tanto nella mia parete personale del passato.
Ora è come se ci fosse una brutta macchia di umidità;-)
Io non penso che sprechiamo del tempo, anche ad amare una persona sbagliata. Anzi. Certo se evitiamo la sofferenza, è meglio :). Ma anche quelle sofferenza ci fa “avanzare”. Dico sul serio.
Guarda, non ti conosco ma da dietro lo schermo sento una persona molto luminosa (non fisicamente, questo lo sappiamo già con lo scambio con petit Succo ;) ma di carattere. E sono sicura che quella tua storia ci ha contribuito.
Poi siete rimasti amici, wowwwww, questo è bellissimo!
Si parlava di complessità? Una vita troppo lineare non rende luminoso ;)
oh, io vi avviso: non è che adesso parlate e dite e raccontate dei vostri fidanzati qui, poi vi pentite di averlo fatto e allora mi chiedete perdere un’ora a rimuovere l’intera history dei vostri commenti. Io lo dico. :)
#cktc grazie :-)
Anche se mi riesce difficile intendere cosa significhi essere “luminosa fisicamente”:-D
Se potessi contribuire al risparmio energetico del mio Paese lo farei volentieri:-D
#Laura C. grazie dell’avviso;-)
In effetti ogni tanto dimentico dove stia scrivendo:-$
Scusa Luca, scusa Laura, siamo cadute nella complessità dell’off topic ;) Torno a saltare nel castello di gomma…
MezzaE, non ti posso rispondere, beata te… Fiùùù è stata dura la Direttrice! ;)
“il passo che deforma per sempre il vostro paesaggio”
indica una staticità raggiunta che è in contrasto con la stessa teoria.
Com’è sta cosa?
Ma non è che
per trovare il partner ideale
in fondo servano solo 2 C?
Coraggio e fattore C?
Il coraggio serve a crederci anche quando il vissuto sembra dimostrarti…che è impossibile.
Ma senza sogni che vita è?
;-)
Marzullone!
e se l’uomo ideale ce lo trovassimo qui? ;)
http://it.youtube.com/watch?v=Q0XvxBM7hJI
vale