Eravamo a casa mia finché si sono sfilati tutti, ma tu no, sei rimasta lì, sul divano, hai detto che saresti rimasta cinque minuti perché così ti parlavo un po’ di musica. Intanto c’erano quei due imbecilli, ridacchiavano e salutavano, facevano dei gesti. Eri potenzialmente già fatta, sennò mica rimanevi: ma ti avevo inquadrata come una shampista da librerie Feltrinelli, una che prima di cedere abbisognava di cinque minuti di considerazione culturale.
Allora ti ho parlato dei miei viaggi a Vienna, delle ore passate ai tavolini dei caffè mentre i vetturini con la bombetta passavano sulle carrozzelle d’epoca. Intanto pensavo: «Io Tarzan, tu Jane». Ti ho parlato di un tizio che intonava lieder di Schubert per la strada e di un’arpista ambulante. E tu: «Mi ricorda L’educazione sentimentale di Flaubert, anche lì c’era un’arpista ambulante, ed erano proprio a Vienna». Ho deglutito. Allora ti ho parlato del solito rapporto tra musica classica e sesso, tipo Vivace, Grave, Allegro, Adagio, Vivacissimo, Finale. Tu mi hai detto: «È vero. L’ha scritto anche Luigi Malerba».
Allora ho pensato che tu fossi una shampista del genere che i libri addirittura li legge: per stenderti ci sarebbero volute un paio di citazioni. Ho preso due libri e ho letto: “Conosce una melodia che suona alla spinetta con il vigore di un angeloâ€. E tu: «I dolori del giovane Werther». Ti ho letto: “Udire l’indiscutibile raggio, come dardi dorano e lacerano un meandro di melodieâ€. E tu: «Uh, le Prose del Mallarmé. Che edizione hai?». Allora ho seriamente pensato di andare a prendere l’intero Zibaldone di Leopardi (le pagine 3208-3235) ma poi ti ho guardata e, in fondo, c’era solo un attimo da cogliere.
Ti ho fissata negli occhi, ti ho chiesto se volevi fare una certa cosa con me, e intanto si rideva, dio che ridere, c’era proprio l’atmosfera giusta, ah ah. Ti sei avvicinata, hai sorriso, e mi hai detto, occhi negli occhi: «No. Non voglio». Siamo rimasti così. Io Tarzan, tu editor dell’Einaudi.

































Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Mi verrebbe da dire che anzichè Tarzan hai fatto la figura da scimmietta Cheeta ma siamo sotto Natale e sono buona.
Una volta tanto ti sei ritrovato con una donna dotata di cervello funzionante.Dura da digerire.
Lo so che è spiazzante e che ci rimanete male ma è da mettere in conto.
Mi immagino la faccia quando lei ha detto: no grazie.
l’economia in stile “freak”, la biologia evolutiva e il mero pettegolezzo, in una lungimirante strategia di seduzione, a mio avviso fanno sempre la loro porca figura.
E, mentre lui parla di queste cose, fare semplicemente “oh” con le labbra è preferibile all’intavolare una conversazione.
Ah ah! Carina la storiella di questa settimana. ;D
Complimenti per questo topic, vivace con brio:)
p.s. non sono molti a saper giocare con le citazioni.
Purtroppo.
Che quello che nella musica è melodia…
BuonaGiornata:)
“ti ho chiesto se volevi fare una certa cosa con me”
ahahahahahahaha, adoro questa frase! FiFa TVB!
due intelletuali non si possono mai desiderare come Tarzan e Jane…il rapporto deve essere sempre uno si e uno no, tale coicindenza è una magica armonia rara quanto unica e forse irripetibile.
Ma quante donne hai??????
Perché sono stata editata :(
??
E che più che il cosa fa la differenza il come . E come tutti quelli del segno del Toro posso immaginare il tuo atteggiamento da maestro saccente. Non mi stupisce che lei si sia divertita un mondo a tenerti testa per poi lasciarti a bocca asciutta!
elfilein…..porca miseria se ci hai preso qui…
“E come tutti quelli del segno del Toro posso immaginare il tuo atteggiamento da maestro saccente.”
“ho preso due libri e ho letto”?
le citazioni, se vuoi che abbiano un minimo di effetto (e concordo con te che è sempre più raro), vanno fatte a memoria e non leggendole direttamente dal testo (si rischia banalmente la lezioncina pedante e l’ovvia ritorsione).
da un vecchio lupo di letto come te ci si aspetterebbe un po’ di più.
- a morte le astrologhe. Dopo tortura
- provate voi a imparare a memoria “Udire l’indiscutibile raggio – come dardi dorano e lacerano un meandro di melodie: o la Musica raggiunge il Verso, dopo Wagner, la Poesia†(Mallarmè).
Lascio perdere, non so a memoria neanche il mio numero di cellulare…comunque la tortura mi sembra eccessiva. Non basta il rogo?
se la memoria non soccorre è meglio lasciar perdere per evitare l’inevitabile. magari senza la messa in scena delle citazioni, avrebbe detto sì. pensa che beffa. vabbè…next time.
facci, la mia non è astrologia è esperienza di vita!
detto questo, complimenti per l’impegno neuronale ;-)
Mallarmé tesoro, Mallarmé… L’accento è importante ;) Ok, ok, te lo dice quella che parla approssimativamente la vostra bella lingua… hai ragione ;)
Solo per il fatto che hai saputo ricordartelo, io ce l’avrei fatto quella “certa cosa” con te (cioé leggere i testi di Mallarmé insieme a te ;) Pero’ forse si è accorta che avevi dimenticato la fine della phrase molto importante… L’ho cercato su internet, no, no, hai ragione di nuovo, non la conosco a memoria io ;)
“Ouïr l’indiscutable rayon - comme des traits dorent et déchirent un méandre de mélodie, ou la. Musique rejoint le Vers pour former depuis Wagner, la Poésie”
mi si consenta … lorsignoritutti (autore compreso) … vivano del loro pane, non delle citazioni altrui … perbacco! …
“cedere” che vocabolo antiquato!
Come donna capace d’intendere e di volere non ho MAI “ceduto”.
Ho desiderato.
BuonaGiornata:)
A me non hanno ingannato le citazioni, ma una persona che per quanto apparentemente bella e intelligente, è carica di umanità così squallida che parlarne sarebbe semplicemnte impossibile. Per non parlare dell’egoismo e della viltà infinita.
Meglio le citazioni fasulle o incomprensibili a ’sto punto e meglio pure la buonanima di Wagner. Senza alcun dubbio.
“delle ore passate ai tavolini dei caffè mentre i vetturini con la bombetta passavano sulle carrozzelle d’epoca”
Ma quand’è stata l’ultima volta che l’autore è andato a Vienna? Nel 1850?
No, tre settimane fa.
Auguisco che non ci sei mai stata in vita tua.
Si chiamano fiaker (dalle omonime carrozzelle) e da secoli si tramandano il mestiere.
Io, leggendolo con occhi di donna, non riderei per niente.
Certo … è molto maschilista e provocante, ma lo scopo è quello … provocare per professione …
-“In ambito gay le shampiste sono tutti quei ragazzini che vanno in discoteca solo per rimorchiare e che hanno il Q. I. di un cubetto di lievito. Esistono anche shampiste femmine, ovviamente.†-”L’editor è un/a laureato/a che si relaziona con il futuro autore del libro, a tal punto che ricerca e stesura dell’opera potrebbero essere attribuite a due paternità -
signor Filippo Facci,sono sempre quella delle camicie, vorrei solamente sapere perchè la signorina in questione è stata da lei catalogata come shampista… forse se lei non fosse così prevenuto nei confronti del gentil sesso, riuscirebbe anche a strappare un “forse magari più tardi grazie”. Lo so che lei non parla di lei nei suoi articoli, ma come ho già detto e, come lei anche ha notato, qualche cosa di autobiografico ci va sempre a finire dentro. Sperando almeno questa volta di ricevere le camicie da stirare…
ma la domanda è:Tarzan ascolterebbe gli aforismi di Jane?
A me non dispiacerebbe incrociare un TarzanEditor;)
Ma perchè usare le citazioni solo come “mezzuccio” per quattro salti in un letto?
p.s. ho la sensazione che dopo il No pronunciato dalla donna, il Tarzan in questione mentalmente ha detto:fiùùùùùùùù.
Troppo impegnativo portare in camera una donna cervellomunita.
BuonaSerata:)
aestus: “due intellettuali non si possono mai desiderare come Tarzan e Jane…il rapporto deve essere sempre uno si e uno no, tale coicindenza è una magica armonia rara quanto unica e forse irripetibile.”
non sono d’accordo. direi anzi che sostengo l’esatto contrario. per quanto la definizione “intellettuale” sia sempre un po’ leccata. uops.