Grazia Perché non puoi aspettare

Archivio del mese di Novembre 2007

La Donna Bionda

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Tengo a specificare che in questo post vivisezionerò il ritratto convenzionale della vera Bionda (ché a farsi una tinta son brave tutte), ripercorrendo la mia personale esperienza di vita e interazione col mistico mondo dorato. Esatto: mistico e celestiale, non esagero. Avrete sicuramente fatto caso che gli angeli sono tutti biondi; a parte il Michael di John Travolta che infatti beveva, era grasso e faceva le puzze. È un fatto. C’è poco da arrampicarsi sugli specchi: dalle favole alla tv, dal cinema alla leggenda, dal passato al futuro, per antonomasia, i biondi sono tutti buoni. E belli.
Ma i biondi non sono le bionde!
Cambiando l’articolo, l’immaginario collettivo si trasfigura, surclassando la mera bontà… ¶ Leggi il resto…

40 anni: il count down è iniziato

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A dire il vero manca ancora un po’, ma prima di arrivare al Big Four (come lo chiamano gli americani) occorre prepararsi. Magari compilando una lista… «Potresti scrivere un pezzo divertente sulle cose da fare prima dei 40 anni». Ha detto proprio così il direttore, inchiodandomi alle mie responsabilità anagrafiche e professionali. E se invece si trattasse di un diabolico complotto per svelare la mia età tenuta fino ad ora gelosamente segreta (e ancora lontana dalla cifra, sia messo agli atti)? Siccome non posso sottrarmi e siccome la compulsione compilatoria in fondo è divertente (esiste anche una letteratura in proposito, come 101 Things To Do before You Turn 40 e un blog specifico

mi accingo a fare una breve lista di traguardi da raggiungere prima dello scadere della fatidica data

Non prima però di una considerazione di carattere generale. Si sa che i 40 sono i nuovi 30. Lo hanno detto e scritto tutti, dal New York Times agli studi di marketing sullo yogurt e sulle pentole. Il che, ovviamente, è una gran bella notizia, nel senso che molte delle cose che solo dieci anni fa venivano considerate inappropriate per una 40enne - come, ad esempio, indossare la gonna sopra il ginocchio o concedersi il vezzo di portare i capelli lunghi (anche voi avete avuto una nonna che vi diceva che dopo i 35 i capelli vanno rigorosamente corti? Io sì) - queste cose, si diceva, adesso sono assolutamente accettate… ¶ Leggi il resto…

La donna è mobile (pornoikea)

Lui le disse vieni qui, sul mio Tromsö.
Lei cedette e Alvine Bukett accolse il suo corpo già sudato.
Un paio di Wilma li guardarono farsi spessore per meglio accomodarsi, lei si mise un Gosa Blinka sotto il ventre per agevolare la retro, mentre lui scacciò due Gosa S?tt in esubero.
Iniziò un amplesso concitato che fece sobbalzare il Sultan Hasselback che, vibrando, fece slittare di cinque centimetri i due Lomen identici. Lei cominciò ad ansimare soprattutto con vocali e, stringendo un lembo di Mysa Sn?, si mise a urlare sì sì… ¶ Leggi il resto…

La Donna Rossa

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Lo stereotipo femminile che voglio scomporre in questo gioco delle etichette affibbiate alla carlona è la Donna Rossa alla quale, d’anticipo, porgo la mia più sincera solidarietà. La Rossa – che, per comodità, d’ora in avanti definirò LR – è vittima di luoghi comuni, false ovvietà e preconcetti oltre ogni limite. Assolutamente fuori controllo. La prima leggenda metropolitana da sfatare è fra tutte la più sconcertante e contraddittoria poiché ritrae LR come una passionale e vorace femme fatale. L’identikit calza a pennello se ci si riallaccia al dipinto della lussureggiante Rita Haworth nei panni della focosa Gilda oppure alla stagione cremisi di Nicole Kidman o, ancora, alla sempreverde seppur vermiglia Jessica Rabbit ma, frana rovinosamente se lo si estende all’universo delle rosse: definire concupiscenti Sara Ferguson o Rita Pavone mi sembra un tantino azzardato. In questi casi, direi esemplari, l’appellativo riservato è un filo meno sexy rispetto a quelli prenotati dalle valchirie dedite alla sessomania più sfrenata: pel di carota. Che ingiustizia è questa? Se il colore dei capelli detta legge, che l’editto sia paritario per tutte e, invece, niente: la legislatura proprio non ce la fa a rispettare le uguaglianze. Ma vi dirò di più: c’è addirittura una bizzarra convinzione popolare per cui LR avrebbe un sapore particolarmente dolce, ma non credo che la cosa sia degna di essere ulteriormente approfondita ché tanto di scempiaggini da sciorinare ce ne sono pure troppe… ¶ Leggi il resto…

Mai stata rimorchiata

PippawilsonScrivo questo post perché parlando con un mio amico sabato sera, è venuto fuori che secondo lui non è possibile che una donna non sia mai stata rimorchiata almeno una volta nella vita. E invece a me non è mai successo.

Badate bene, non sto parlando del tentativo di approccio che può avvenire in un ambiente “confidenziale” come una festa o un ufficio, così è troppo facile, in quelle situazioni i provoloni proliferano. No, io parlo del rimorchio per strada, all’improvviso, quello in cui ti si avvicina uno e ti dice “A bbella, t’arisurto?” e tu rispondi stizzita “No m’arimbarzi”, anche se poi magari ti piace anche.
Il rimorchio quello vero, l’approccio al supermercato, al bar, alla posta. Quello ex abrupto di un perfetto sconosciuto. Ecco, a me non è mai successo e mi chiedo perché.
Sono l’unica? A voi come vi rimorchiano?

Perché le misure contano

Si chiama ecografia di accrescimento.

Deve verificare che l’ospite nella tua pancia stia crescendo secondo giusti canoni e corrette proporzioni.
Insomma una specie di esame ancora prima di nascere, povera stella. E ovviamente una terribile ansia da prestazione per la madre che si sente sotto accusa (“E se è piccola?” “E se non l’ho fatta crescere abbastanza?” “Sarà sicuramente colpa mia, non ho mangiato abbastanza proteine o fibre o frutta e verdura”, “Sono una disgraziata”, “Lo sapevo di non essere in grado”, eccetera).
Comunque, si comincia.
L’ecografista borbotta come uno sciamano premendomi sulla pancia:
La testa… Mmm, la testa va bene, è perfetta. Anzi, no: è più grande, è sopra la media! (E certo, besugo, è mia figlia; sarà intelligentissima, no?)
L’addome… Sì sì anche l’addome va benissimo, anche quello leggermente sopra la media! (Ok, sarà un po’ cicciottella, e allora? Contro la dittatura della taglia 38, e vai così, brava bimba! Imponiti da subito!)
Il femore… Il femore è a posto, sì… E’ l’unico però che non è sopra la media. A quanto vedo… Eh, eh! Mi sa che l’altezza l’ha presa dalla madre! (Cafone).

Il critico non è un’Isola – Episodio 10

[Milano, ieri, ore 10.31. Succo è al telefono con Laura Carcano. La sua collaborazione è stata cancellata]
«Laura, che diavolo significa che la rubrica non piace? Fino all’altro giorno era una delle più seguite e ora tutto a un tratto non piace più a nessuno? Mi risulta difficile crederci»
«Le lettrici sono volubili. Oggi i gusti cambiano in fretta. Un momento sei su e il secondo dopo sei giù»
«Laura, siamo in Italia, il paese dei Mike Bongiorno, Pippo Baudo e Celentano. Hai presente?»
«In effetti era un’affermazione facilmente confutabile… Francesco, la verità è che mi hai creato soltanto degli enormi casini. Sono stata tormentata da addetti stampa idrofobi, da sponsor indignati, da lettrici furiose e dai legali costosi della Ventura e di Gori. Non potevi limitarti al solito sterile riassunto invece di lanciarti in un pezzo da opinionista del New York Times?»
«Laura, mi hai ingaggiato per fare il critico televisivo ed è quello che ho fatto»
«E da quando un critico italiano fa una critica spietata su uno dei programmi più visti e sponsorizzati della prima serata autunnale? Hai fatto una cazzata e ora la paghi»
«Mi fate scrivere l’ultimo pezzo sull’Isola e poi mi affidate una rubrica intitolata Quanto ci manca Charles in charge?»
«Spiritoso, ragazzo. Cito solo alcuni tuoi commenti su questa stagione dell’Isola: Una Simona Ventura stranamente sobria nei toni e nell’abbigliamento. L’effetto è quello di stare assistendo a un programma italiano venduto alla televisione svizzera e successivamente doppiato. Lo spaesamento dura poco / Sembra di assistere a una riunione di condominio di Quarto Oggiaro / Qualcuno afferma “qui è tutto veroâ€. La noia è l’unica vera protagonista di questo costosissimo reality / Il sottotesto della puntata di ieri sera era chiaro: buttiamo tutto alle ortiche, ché tanto questa roba è finita / L’Isola dei famosi fa sorgere il dubbio che lo sciopero degli autori americani abbia colpito anche quelli italiani, in particolare quelli di Simona Ventura. Niente pezzo. Sei out. Ho già trovato una sostituta per stasera e per tutti i prossimi mesi»
«Chi è?»
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La Donna Riccia

la donna riccia, di giustina
Stereotipato
non è un bell’aggettivo. Tutti ci illudiamo di essere originali: sentirsi accusati di essere uno qualsiasi pescato a casaccio nel mucchio addomesticato non è il massimo. Ma essere diversi è una grana: si è additati come megalomani, eccentrici, pazzi, grotteschi, eccessivi. Meglio indossare lo stesso colore degli altri che essere un colore. Se questa cosa è di per sé difficile per l’essere umano – una pianta o una pietra uguale solo a se stessa è una rarità, non un’avaria – nel mondo femminile, le circostanze si complicano.

Nell’universo delle donne non è solo l’abito a fare il monaco, ma anche il capello

L’etichetta ce l’abbiamo appiccicata sulla testa.
Nel corso di questa settimana proverò ad anatomizzare le categorie femminili in base alle chiome. Facendo parte dell’ordine delle ricce comicerò da loro, anzi, da noi…

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Dite la vostra…

- Bruno Vespa
Ma essere giovane vuol dire sognare dolcezza e inseguire la trasgressione?
Chi sono i nostri ragazzi? Quelli che si mostrano in divisa bianca da kamikaze con una mannaia in mano come Francesco Sollecito nel suo blog sono gli stessi che fanno registrare al botteghino di Come tu mi vuoi record da due milioni di euro per ogni fine settimana? Amanda che si mostra su un altro blog con una mitragliatrice tra le mani può essere la ragazza che, dopo aver visto il film di Volfango De Biasi, dichiara che la frase più bella è quella rivolta da Cristiana Capotondi a Nicolas Vaporidis: «Sei insapore, inodore, incolore, praticamente non sei nulla»…

- Umberto Veronesi
Chi dubita degli Ogm vada in Cina, lì con il riso si sconfigge la cecità
Un termine minaccioso, che non evoca il concetto di “miglioramentoâ€, come invece dovrebbe. Ogm vuol dire piante o esseri viventi elementari (come virus o batteri), nel cui dna sono stati trasferiti uno o più geni per migliorarne l’utilizzo. Quando una pianta è “geneticamente migliorata†può essere utilizzata per la produzione di farmaci…

(il nome degli autori porta all’articolo completo e al loro intero archivio)

Chi dubita degli Ogm vada in Cina, lì con il riso si sconfigge la cecità

Il dibattito sugli Ogm - gli Organismi geneticamente modificati - appare come una lotta di interessi legati all’agricoltura. In realtà, il cuore della questione riguarda come la genetica possa migliorare la nostra vita. La prima domanda da porsi è: che cosa sono gli Ogm? Io trovo che già il nome sia di per sé molto infelice: “organismo†è una definizione della vita biologica e “modificare†fa subito pensare a “manipolareâ€. Il risultato è un termine minaccioso, che non evoca il concetto di “miglioramentoâ€, come invece dovrebbe. Ogm vuol dire piante o esseri viventi elementari (come virus o batteri), nel cui dna sono stati trasferiti uno o più geni per migliorarne l’utilizzo. Quando una pianta è “geneticamente migliorata†può essere utilizzata per la produzione di farmaci offrendo due vantaggi: le piante costano poco e sono disponibili in quantità. E poi possono produrre vaccini (contro l’enterocolite, l’epatite B, persino la carie dentaria). Il vaccino contro l’enterocolite, tanto per dirne uno, è stato prodotto nella banana. I costi di produzione “in pianta†sono 200 volte inferiori rispetto a quelli di derivazione animale. Tanto che una dose di vaccino prodotto in colture cellulari di mammifero costa circa 47 euro, mentre si stima possa costare al massimo 20 centesimi se prodotto in una pianta. L’insulina, essenziale per i diabetici, è stata molto costosa fino a quando andava estratta dal pancreas degli animali. Poi è stato individuato il gene dell’insulina umana, è stato trasferito in un batterio che, messo a sua volta in coltura, si moltiplica producendo insulina.
NON SOLO MEDICINE, anche cibo a buon mercato
Il trasferimento di geni nelle piante serve anche all’agricoltura, per migliorare la quantità e la qualità del cibo. Ed è quindi fondamentale per la lotta alla fame e per migliorare l’alimentazione nei paesi in via di sviluppo. In Cina, dove migliaia di bambini erano destinati alla cecità per carenza di vitamina A, molto riso è geneticamente modificato. Ingo Potrykus, dell’Istituto federale Svizzero di Ricerche, ha avuto l’idea di modificare il dna del riso introducendo geni che permettono ai semi di accumulare il beta-carotene: si è ottenuto così il “golden riceâ€, un riso transgenico che contiene quella vitamina. Grazie alla sua introduzione, in Cina la cecità dei bambini è destinata a sparire completamente. Avere a disposizione un cibo che evita sciagure è davvero un grande progresso.

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