Grazia Perché non puoi aspettare

Un’umanità bisessuale? No, una società senza pregiudizi biologici

Le mie recenti considerazioni sulle modificazioni della polarità sessuale (sintetizzata da titoli come: “L’umanità sarà bisessuale”) hanno fatto discutere. Si tratta di riflessioni nate dalla necessità di riferirci a una mentalità meno ancorata ai pregiudizi. Le ultime tre generazioni hanno vissuto un’evoluzione storica senza precedenti, che ha coinciso con l’ingresso della donna nella vita pubblica e con la fine del maschilismo. Questo ha cancellato i vecchi schemi: quello di procacciare il sostentamento per la famiglia per il maschio e quello di allevare i figli e custodire la casa per la femmina. La donna si è impegnata al di fuori del ménage privato e l’uomo si è occupato anche della gestione casalinga. Questa uniformità di mansioni fra i sessi ha cambiato il modo di relazionarsi, prima psicologicamente, poi sessualmente. Ora l’atto sessuale non è più finalizzato alla sola procreazione, né è più espressione del “possesso” della donna da parte dell’uomo. Il nuovo equilibrio fra i generi si ripercuote sugli assetti ormonali - che risentono fortemente degli stimoli esterni - per cui il corpo maschile produce meno ormoni androgeni e quello delle donne meno ormoni estrogeni (di qui, per esempio, il calo della fertilità nel mondo occidentale). Anche se la differenza biologica non si annulla - perché è parte del progetto del Dna stesso - essa si modifica in risposta alle mutate situazioni: nell’uomo non è più necessaria l’intensa attività ormonale, stimolata dall’alta dose d’aggressività legata al suo ruolo di “cacciatore”.
L’OMOSESSUALITà e la rivoluzione sociale
L’attenuarsi del polarismo dei generi ha causato anche un aumento dell’omosessualità e la diffusione della bisessualità. Non è un mistero che, oggi, la prostituzione riguardi sempre più i travestiti, che soddisfano sia la componente androgena che quella estrogena, di cui tutti siamo dotati. Questi fenomeni vanno compresi senza demonizzazioni perché sono l’espressione di una rivoluzione biologica e sociale (di per sé positiva). La parità dei sessi ha rappresentato il motore del progresso degli ultimi 50 anni perché ha significato il raddoppio delle menti attive per il bene della comunità. Se il prezzo da pagare è un diverso (e non meno sereno) atteggiamento nei confronti delle espressioni della sessualità, penso che tutti dovremo essere pronti a pagarlo.

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commenti

Ci sono 3 commenti
per "Un’umanità bisessuale? No, una società senza pregiudizi biologici"
  1. Caro Prof. Veronesi
    sono totalmente d’accordo con lei. Quando arriveremo al punto da lei auspicato dovrebbero chiudere finalmente tutti i giornali femminili come quello del blog che ospita adesso il suo intervento, vera lebbra novecentesca che rinfocola il conflitto stereotipato tra le polarità sessuali.

    Questi giornali sono il braccio armato dello status quo tra i sessi. Curando “la donna” in realtà non fanno altro che ri-opporla ad un maschio criticato ma anche agognato (sessualemente); porpongono ambiguamente una donna apparentemente modernizzata nei costumi, progredita e al tempo stesso impelagata sentimentalmente nelle stesse ovvietà dei rapporti sessuali tradizionali, con gli stessi problemi che poteva avere le nostre madri, se non le nonne…

    La donna come esce dipinta (e auspicata) dalla propoaganda patinata è una donna che esiste solo se si distingue nettamente dall’uomo (forse, si dirà, si agitano ironicamente i luoghi comuni per vendere le riviste, ma sarebbe ora di finirla).

    Complice l’inglobamento di una categoria femminista (la Differenza) di fatto si torna a rappresentare - e al tempo stesso a formare un’opinione diffusa - i sessi nello stato della tradizione e funesta “diversità” ( Faccio un piccolo esempio: uno dei libri che più hanno avuto successo, di cui le suddette riviste patinate si sono fatte promotrici, rilanciando in mille varianti questo tipo di concetti, esprimedo l’idea e lo stato del dibattito attuale (rispetto al quale lei è avantissimo) si intitola “Gli uomini vengono da MArte, le donna da Venere” di J.Gray.
    A questo punto sta i dibattito mediato-popolare, caro Professore….

  2. Mi sembra, quello del prof, un ragionamento che non fa una piega. Io non ho gli strumenti scientifici per validarlo o contestarlo, ma trovo che abbia senso.

  3. mi unisco al plauso per Veronesi, sulla fiducia.
    Mi tornano alla mente le teorie sulla bisessualità congenita, da ragazzina mi affascinavano.

    mario, un solo appunto: con le riviste femminili possono giocare (perché di gioco si tratta) indistintamente donne e uomini. Se noi proponiamo un “travestimento” questo può essere indossato da chiunque (giudicato, o rifiutato o assorbito). Sono fantasie (ed è importante sia chiaro che di fantasia si tratta) di genere, sì… Ma non è un gioco precluso a qualcuno. Se poi mi dici che però non tutti hanno gli strumenti per leggere con divertimento certi stimoli, io ti rispondo che sono le stesse persone che non capiscono i film di Lynch, e non per questo chiediamo che Lynch smetta di fare film, o no?

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