Qualsiasi cosa non sia stata indossata da un anno a questa parte devi categoricamente buttarla. Questo mi riprometto ogni volta che sistemo l’armadio. La realtà  è che sopravvivono sempre curiosi reperti, che salvo da tutta una vita: un paio di bretelle di strass, un collo di pelliccia, un top ricavato tagluzzando la t-shirt dei Bloody Riot, una collana di finte perle a tre giri, il bomber verde militare che usavo alle medie, un paio di discutibilissimi sandali di plastica per il lago al profumo di amarena. Ora, non so dire perché io mi ostini a non mandare al macero questi piccoli orrori della mia bottega.
Incontro Elena che non vedevo da anni e, mentre mi aggiorna sulla sua vita, mi accorgo che non riesce a togliere gli occhi da un cassonetto accanto al quale sono appoggiati uno specchio rotto e una mensola dell’Ikea sporca. Si scusa e va a raccoglierli, poi torna trascinandoseli dietro. Riprende a parlare del nuovo fidanzato ma capisce di non potersi esimere dallo spiegarmi il suo curioso gesto. La mia è un’ossessione di accumulo e conservazione, non butto via niente e raccolgo qualsiasi oggetto trovi per strada. La tempesto di domande circa 150 pettini, 24 poltrone e più di 500 grucce appendiabiti ad esempio… e arriva a spiegarmi che un anno prima si era vista costretta a prendere un magazzino interrato in affitto dove raccogliere 65 mq di cataste, montagne e torri di oggetti, o avrei dovuto comprare una casa più grande, avrei preferito, per averli tutti vicini. Le domando se la molla sia “salvarli” oppure se lei sia convinta in qualche modo che le torneranno utili un giorno. Lei mi guarda come se fossi pazza (io): Utili?! Beh, diciamo che se un giorno dovessero tornarmi utili 500 grucce appendiabiti vorrà dire che sarò una donna felice, con un armadio meraviglioso.
Salvare gli orrori
per "Salvare gli orrori"
































Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Le scarpe della foto io le avevo bianche ed erano un must tanti anni fa quando si andava in vacanza al mare e c’erano gli scogli.
Oppure le vedevi di qualsiasi colore ai piedi dei bimbetti in spiaggia.Erano le crocs dell’epoca.
Io sono l’opposto della tua amica ogni tanto apro gli armadi e inizio a cacciare via tutto senza starci a pensare più di tanto.Più che buttare riciclo tipo i vestiti nei cassonetti della croce rossa o della caritas .Se apro un qualche mobile e vedo la roba accatastata è il segnale che devo immediatamente vuotarlo del superfluo.
Hai conservato un paio di “méduses”? ;) Come si chiamano in italiano?
Io so che quando ritroviamo per caso quelli oggetti che una persona cara conservava, questi oggetti hanno il potere di farci pensare tanto alla persona. Forse quando siamo noi a conservarli, certo sono delle cose che abbiamo adorato a un certo periodo della nostra vita, ma forse è inconsapevolmente un modo di esistere dopo quando non ci saremmo più?
Conservare cose che poi non useremo più svela un po’ la nostra personalità . cmq non penso che sia per tutte una cosa da considerare “ossessionale”. :)
la cosa che più mi inquieta è che odorino ancora di quel profumo, misto amarena e interni di vecchia auto, non so se avete presente…
la mia amica è malata, e pure in cura da 2 anni. Mi ha spiegato che c’è gente che si rovina a furia di accumulare, gente che vive nel caos, spende per trovare magazzini e scantinati, si indebita, perde tempo, fa figuracce…
un paio di discutibilissimi sandali di plastica per il lago al profumo di amarena? ed io che le avevo scambiate per crocs…! ieri una tipa -alquanto mascolina - mi ha lasnciato uno sgurdo alla “vieni che ti distruggo”, guardandole i piedi mi sono accorta che ne aveva un paio di un marrone scuro spento e mi è venuto ancor più da ridere!
Temo che quella di conservare gli oggetti sia una vera mania ed oltretutto ereditaria, io e mio padre siamo inguaribili!
pardon, volevo scrivere “mio padre ed io”, è grammaticalmente più corretto :)
ludica12: non siamo così pignole per quanto riguarda certe forme verbali, sulle Crocs invece sì, lo siamo e confermiamo.
Le mie sono bianche trasparenti e ne ho ben tre paia perchè le aveva tutta la famiglia.Ogni tanto si apre la scatola che le conserva e diciamo che si butteranno via l’anno prossimo perchè in fondo sono ancora in buono stato.
Nessuno però si azzarda più a portarle ma rimangono lì nell’armadio delle scarpe.
Hanno sempre fatto una gran puzza di plastica però…
Scusa Laura, ma è malata intendi ossessionale nel senso psichiatrico? Mi dispiace, non avevo capito il tono del post.
Nuove frontiere della psicopatia monnezzara… (parlo di Elena, non di te!)
Tempo fa in un canale satellitare hanno fatto perfino una trasmissione dedicata alle persone che non buttano mai via niente e perfino raccolgono dalla strada oggetti lasciati da altri.
In un caso a forza di accumulare oggetti era stato necessario intervenire con i pompieri perchè dal gran peso degli oggetti ammassati dentro casa il pavimento rischiava di cedere.
E ovviamente era tutta gente in cura per cercare di perdere il vizio di raccattare tutto senza mai buttare niente.
anch’io ho ancora la best company paninara!!!la mia però è una maglietta.
le tshirt gadget ammesso che mi vadano bene visto che a me che sono misura extra regalano le xs le porto per casa.
Sono preoccupata; allora la mia innocente perversione potrebbe diventare una malattia? Ho ancora una mini di denim bianco che ho comprato a 12 anni e conservo da anni scarpe che non ho mai indossato. Ho ancora la felpa Best Company paninara. Ah e non butto via neppure le tshirt-gadget.
io a ogni cambio di stagione faccio un ripulisti dell’armadio: quando mi trovo a constatare che lo stesso capo non lo uso già da almeno due anni, metto da parte e porto in chiesa.
Ma credo che il fatto di conservre piuttosto che di buttare si legato al modo di affrontare la vita: io vivo il presente cercando di proiettarlo nel futuro e non rimpiangendo mai il passato; chi conserva probabilmente non riesce a staccarsi dal proprio passato e ha bisogno di riviverlo attraverso gli oggetti che lo ricordano…
ovviamente la mia è solo un’ipotesi priva di ogni pretesa scientifica..
mah utopia riguardo ai vestiti non saprei che dirti.
io ragiono che magari essendo ancora buoni di tessuto e che li ho portati poco possono tornare utili anche per l’anno dopo .Salvo poi lasciarli fare la muffa nell’armadio perchè ne compero altri e i vestiti vecchi diventano fuori moda da soli.
Ecco perchè poi mi prendono i raptus e vuoto tutto in un colpo solo.
Ho un fratello che accumula libri, mobili, biciclette, macchine fotografiche, ha riempito il suo garage e la sua cantina e l’auto naturalmente la tiene fuori,poi è passato da me ,mi ha riempito la cantina e il garage e anch’io l’auto la tengo fuori.Non vende accumula per hobby..sarà una nuova moda..Bah!
Io ho una sindrome del”non buttare può tornare utile”!Ho sempre l’ansia che poi mi pento mentre gli armadi straboccano!!!Però a volte faccio dei bustoni enormi e li regalo alle parrocchie…Ma sempre a malincuore…E poi per esempio..Essendo nata che pesavo 4 kili e crescendo sono rimasta di questo peso(sono magrissima non ingrasso neanche con l’imbuto)le cose di anni fa mi stanno sempre quindi mi blocco nel buttarle…E le trasferisco in garage come cose”meno importanti”ma ci sono…E poi con le “depressioni”ricomincio a comprare…
Mi ricordo i closed,i cottonbelt,i calzini con il pizzo ,le frange gonfiatissime,la ralphlaurent per forza come marca di quel momento,anni fa!!
i closed…ma anche gli americanino, i fiorucci, le timberland i moncalir a bomberino, le borse naj-oleari…che botta di nostalgia…
vorrei parafrasare il post di veronesi: Vogliamo buttare a mare la moda? Allora diventate eleganti.
Eleganti si deve essere prima nei modi,nell’essere,per poi contornarlo con il vestiario…Le cose bisogna saperle portare…E’ lì il segreto che non tutti capiscono…
Eleganti non si nasce. Se non ti abitui non lo diventi mai. E inoltre, l’eleganza è l’inappuntabilità . Credo che bisogna essere inappuntabili nell’apparenza, non essere appariscenti, e poi invece concedersi libertà nel carattere.
Invece credo che l’eleganza sia innata poi la puoi migliorare anche avendo un’anima gentile,avvicinandosi per esempio all’arte,alla musica.. Lo stile lo puoi imparare seguendo la tua libertà mentale,il portamento lo puoi modificare,ma la leggerezza e la sensibilità che rendono eleganti fanno parte di noi da sempre.E non tutti sono silfidi di eleganza.