Grazia Perché non puoi aspettare

Guida al pensiero comodo

Lo abbiamo già visto con l’elenco delle parole da buttare: l’attualità è competente di cazzate. Nel senso che, gira e rigira, il tempo presente, che ha il vantaggio di non essere sorvolato dallo sguardo occhialuto e livellatore degli storici, può godere della rilassatezza da avanspettacolo delle cronache e delle cronachette. 
Chi si interessa all’attualità, quindi, non ha che le chiacchiere. E per compilare una breve storia del tempo presente non c’è forse altra possibilità che proporre anche una guida alla conversazione intelligente, una collezione di idee e di consigli per cavarsela sempre e comunque nelle situazioni in cui il tempo presente incombe e ci impone la nostra partecipazione. 
Qui sotto un elenco, che tutti possiamo aggiornare e sviluppare, di termini e argomenti usati e (ahimé) abusati dalla stupidità generale. 

Islam. Religione di massa passepartout. A parlare di Islam si fa sempre bella figura. Se qualcuno l’attacca dire che esiste anche un Islam moderato. Se qualcuno lo difende dire che l’Islam incita sempre all’odio. Quando si parla di Islam chiamarla anche religione della Mezza Luna. Gli islamici sono tutti barbuti. Tranne che in Turchia.

Multiculturalismo. Oppressione è ciò che facciamo in occidente; ciò che fanno in medio oriente è “la loro cultura”. 

Liberali. Lo sono ormai tutti. Tranne gli altri. 

Leccaculi. Chiamarli spin-doctors. 

Embrione. Affermare, senza timore, di non capirci nulla. Dire sempre che la questione è complicata. Mai prendere una posizione. L’embrione è già vita, non è ancora vita? Dopotutto chi lo sa. Evitare risposte definitive. Tenere aperto il dibattito. Prolungarlo il più possibile. Ripetere che è un problema della bioetica. Al limite delegare ogni cosa alla coscienza. Oppure alle donne. È una questione che riguarda soprattutto le donne. 

Cinema italiano. Elogiarlo sempre. Attaccare il cinema americano. Sono solo sparatorie. Difendere l’italianità perché altrimenti il nostro cinema non potrà mai risorgere… Assumersi l’impegno morale di farlo. Protestare contro il taglio dei fondi pubblici. Che ne sarà altrimenti della nostra arte? Evocare, con lacrime agli occhi, Fellini, Antonioni, Visconti, De Sica, Pasolini, la Magnani. Dimenticarsi di Dino Risi e di Cesare Zavattini. Ennio Flaiano, chi era costui? Piuttosto rivalutare Alvaro Vitali ed Edwige Fenech. Paragonare quel salame di Stefano Accorsi a Marcello Mastroianni. 

Dire anche che il cinema italiano di serie B rappresentava lo Zeitgeist. Citare Hegel insieme a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Se si è raffinati va sempre bene accennare ad Heidegger. Ma con parsimonia; qualcuno può sempre dirvi che era nazista. Poi di corsa a vedere l’ultimo di Tarantino. Che gioia lo splatter. Ripetere più volte le paroline “serial killer”. Parlare del Noir. Non dimenticarsi che il cinema deve rappresentare la realtà. Poi interrogarsi: Benigni non è più lo stesso? E Moretti? 

Omosessuali (Maschi). Dire che sono diventati una lobby potentissima. Nello stesso tempo non mancare di informare l’interlocutore che abbiamo moltissimi amici gay. Che sono persone normalissime e sensibilissime. Esaltarne il buon gusto. Sono sempre eleganti. Alle feste fanno fare bella figura. Il gay arreda. 

Lesbiche. Non fanno ancora chic. Parlarne con apertura mentale ma con un po’ di distacco. Sembrano uomini. 

Salò. Eran ragazziiiii… 

Kamikaze. Esprimono un disagio sociale. Se non ci fossero Israele, gli Stati Uniti d’America, gli ebrei, i neocon, Tony Blair, gli infedeli, i nemici del dialogo, allora scomparirebbero anche i kamikaze. Idea: invitarli ad Assisi per la prossima marcia della pace. 

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commenti

Ci sono 12 commenti
per "Guida al pensiero comodo"
  1. ..sto ancora ridendo per “Paragonare quel salame di Stefano Accorsi a Marcello Mastroianni”… :) intanto questo attorucolo balzato agli onori della cronaca sta con la Casta…

  2. grandioso, assolutamente grandioso. :))))))
    ho le lacrime agli occhi dalle risa….

  3. Ahh è lui quello Stefano?!… ero pigrona a cercarlo ;) Certo, non è da paragonare con l’incomparabile Marcello. Cmq salame, sarà che io sono straniera ma in qualche film, mi è molto piaciuto come recita (”La faute à Fidel”, “La stanza del figlio”, L’ultimo bacio”).
    Adoro Benigni e Moretti… per me sono ottimi registi e lo rimarrano. Ma è normale che i critichi li aspettano nell’angolino, fa parte del gioco questo.
    Daiii, il cinema italiano come quello britanico, è un ottimo cinema. Normale che la gente ne sia fiera.

    Non ho capito: “Salò. Eran ragazziiiii…”

  4. quella dei kaikaze è la migliore…
    però ormai tony blair è un problema archiviato: un passo verso la loro scomparsa è stato fatto!

  5. secondo si fa ancor più bella figura a parlare dei gay e delle lesbiche se in un discorso si fa casualmente cadere lì che se ne conoscono anche personalmente!!!

  6. chissà però che gli omosessuali non preferiscano che di loro non se ne parli giusto per fare conversazione…
    a me è un argomento che non tira più di tanto.

  7. io preferisco ascoltare di gran lunga una conversazione basata sul cinema italiano e non infarcita di citazioni il più delle volte sbagliate e luoghi comuni a non finire credendo di far colpo.
    il top sarebbe trovare quello che cita i film russi o bulgari/rumeni/comunque di quelle zone/magari visti in lingua originale con sottotitoli in inglese.

  8. Woody Allen prende spesso in giro quelli che fanno la critica dei film: è un leitmotiv nei suoi film.

  9. Grande post.
    Aggiungerei:
    - TV: non la si guarda mai. Piuttosto un buon libro o andare al cinema, uscire. Al massimo, in uno slancio di trasgressione, sfoderare un’ampia conoscenza delle prime annate del GF o dell’Isola, quando il reality era una novità e si formavano dei simpatici gruppi di ascolto tifando Taricone. Elogiare la7 come isola felice e citare qualche canale minore di Sky (documentari, storia, natura)
    - Stato e Chiesa: la laicità dello stato va salvaguardata da qualsiasi ingerenza. Se il discorso si estende ad altre religioni, torna a Islam e Multiculturalismo
    - Ecologia: l’uomo è l’unico responsabile del surriscaldamento del pianeta. Dichiararsi sostenitori della vita di campagna e della fuga dalla città non appena si può. Per evitare di scadere nell’ “una volta qui era tutta campagna”, rinforzare il discorso sul surriscaldamento con alcuni termini tecnici, tipo: concentrazione di CO2, equilibrio dell’ecosistema, il livello delle polveri, la foresta amazzonica, la desertificazione. Tutto accompagnato dalla parola allarme e derivati.

  10. Madisonav, che ne diresti, a tal proposito, di infarcire il discorso con il bombardamento di quest’inverno di alcuni dei mostri ecologici proprio in riva al mare.. giusto per dare l’idea che si abbia un’esperienza diretta!

  11. cktc, sono tutte ironie sui luoghi comuni che regnano politically correct in italia.

  12. comunque io sull’embrione ho le idee chiare, visto che ci sono nato :pppppppppppppppppppppp

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