Nicole Kidman e Charlize Theron sul tappeto rosso della notte degli Oscar sono talmente belle ed eteree da sembrare finte e irraggiungibili. Questa perfezione è il risultato di un duro lavoro delle loro stylist personali. Sono loro a contattare gli stilisti che sappiano valorizzare la figura delle star hollywoodiane, che assecondano i loro capricci - come quello di decidere all’ultimo minuto il vestito tenendo il piede in almeno cinque scarpe, anzi cinque stilisti - che pensano al trucco, ai capelli, agli accessori e ai gioielli. Nulla è lasciato al caso perché la dura legge dello show business non ammette errori. Un abito sbagliato può avere conseguenze spiacevoli, come la perdita di un contratto o la mancanza di consensi da parte del pubblico attento alla moda. Responsabili di questo circolo virtuoso sono le temutissime pagelle che le riviste americane non vedono l’ora di stilare per fare tremare le attrici. In Italia invece tutto è lasciato al caso, non c’è attenzione al particolare e a volte i risultati fanno rabbrividire. Ognuna si veste secondo la propria personalità, senza pensare alle foto o alle interviste, o ascoltando i consigli degli uffici stampa degli stilisti che cercano di promuovere il vestito che appare nella campagna pubblicitaria del momento. Perché noi non siamo come gli americani e non studiamo il look per ogni occasione pubblica? Per due motivi: primo, non abbiamo un vero star system, perciò anche gli stilisti non si impegnano più di tanto a dispensare consigli e preferiscono dedicarsi alle dive vere. Secondo, tutto ha un costo, a volte molto elevato, che solo a Hollywood possono permettersi. Forse però sarebbe il caso di intervenire. Siamo la culla della moda e invece ci troviamo spesso in un circo. Se c’è qualche stylist volontaria si faccia avanti.
per "L’abito fa lo showbitz"

































Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Premesso che ci sono problemi un po’ più urgenti di cui occuparsi, se c’è qualcuno che vuole occuparsi gratuitamente del mio total look, le/gli lascio il mio numero di telefono.
Eh, son problemi…
meglio una meno stilizzata e più naturale di una che invece di una donna sembra un manichino in posa
invece di occuparci delle abitudini delle star, che sono il millesimo del millesimo della popolazione, perché non prendere spunto dagli spunti interessanti che quel popolo ha da offrirci? in america non c’è nessun fottuto notaio a cui pagare tangenti per le compravendite, e non ne sentono proprio il bisogno
“Perchè in Italia non accade questo”, dobbiamo intervenire?
Santo cielo, che idiozie lanciare un allarme di questo tipo, mia cara Silvia si vanta tanto di essere giornalista, ma ha idea di quante cose richiedano interventi, di certo non metterei neanche all’ultimo posto di una lista di cose da fare, quello di pensare ancor di più all’immagine dei vip. Io capisco che per amor di cronaca e di chiacchiera si scrivono articoli anche leggeri, e ne sono anche un amante, ma qui siamo di fronte a stupidità pura. Per prima cosa mi chiedo come fa a vivere nel mito dell’America? Poi mi chiedo, ha mai sentito parlare di personalità, pe rindossare un abito io credo che sia necessaria quella e tanto stile, leggere e scoprire che un abito sbagliato può rovinare la vita di una persona, lo trovo vergognoso, e trovo ancora più vergognoso che dopo una premessa simile venga lanciata un messaggio disperato dove si chiede di accodarci a questo stile, di certo lo stile è ben lontano dall’articolo che ha avuto il coraggio di pubblicare, comunque complimenti per i tentativi!