Si sa, quando si parla di sesso ci sono sempre occhi e orecchie attente. Il sesso è quel che più ci accomuna: è un linguaggio base, spesso usato in overdose perché l’unico possibile. Però questa faccenda del porno (in versione femminile) a me non convince per niente… anzi. Sarà che sono stato adolescente nel periodo del libero sesso, ma allora si trattava di scoprire anzitutto un rapporto (rivoluzionario) tra corpi spesso mutilati dalla morale. Era questione di conoscersi, di sperimentare… e gran parte degli esperimenti, fatti e per sentito dire, non erano poi quel granché. Le coppie che si formavano eran tutte fisse e il trio o l’orgia era solo d’amicizia, qualche spinello, un po’ di nudità, ma niente più. Sarà perché in questa adolescenza ho vissuto più anni del dovuto, che adesso sono scettico. Tutto questo parlare di scambi di coppia, di trasgressioni sessuali, di pornoshop e privé, di donne che la dànno in abbondanza o che fantasticano di squadre di calcio intere, non mi convince. Il porno è una sveglia per maschietti, le donne ci si addormentano, o sopportano, forse subiscono.
Per semplificare prenderò tre argomenti tipo.
Il porno amatoriale, ad esempio (uh quanto se ne trova in internet) è una misera accozzaglia a misura di maschio, e nemmeno troppo esigente. Ci son donne che fanno di tutto in quei filmini, tranne che un’espressione allegra o almeno divertita. Si vede a occhio nudo che son dominate dal maschio di turno videocameramunìto (e spesso solo di quella) ad una forma che più che prostituzione è remissione, impersonalità, tristezza, se non umiliazione.
Gli scambisti poi te li raccomando. Il numero crescente è il frutto ovvio di una società che non riesce a vivere con due stipendi soli e allora le mogli arrotondano… “spinte” per non dire “protette” da mariti trasgressivi sì, ma giusto per bisogno. E sul bisogno non occorre dire che ci sarebbe da indagare assai, ma di più nel cervello maschile.
Infine i giochini, i sex toys o come si chiamano. L’unica che ho conosciuto che ne abbia fatto uso li ha buttati nella spazzatura, in favore del getto tiepido, preciso e instancabile della doccia, secondo lei assai più efficace. Anche in questo caso, per quanto usatissimi nelle sceneggiature (scritte da maschi) di fiction alla Sex and the City, non fanno che rappresentare un’ansia penetrativa tipica da macho subdotato (e non solo di quell’attrezzatura lì). Lingerie, reggicalze e autoreggenti: non vorrai farmi credere che arrapano le femmine eh?
Per concludere un paio di righe alle gentili commentatrici di questo blog, sempre spavalde in erotismo e performance da tastiera…
ma anche nel denunciare a più riprese (gli archivi son lì) le difficoltà di cuore e comunicazione con il “bastardo” di turno o con quello che conservano in casa da qualche parte. E’ per questo che sono un pornoscettico. In tutta quest’ansia di trasgressione solo parlata non faccio che vederci, in fondo, il tentativo di trasformare il banale perbenismo in altrettanto banale malbenismo; e della storia, vecchia quanto il mondo, sulla ricerca trasgressivamente tradizionale dell’anima gemella e del sextoy azzurro e parlante.
Riguardo al sesso, vale il detto antico:
per farlo l’uomo ha bisogno di un posto, la donna di un motivo

































Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Il sesso, se buono, si automotiva. A me servono un posto e un uomo, non necessariamente con cui avere un coinvolgimento sentimentale. E sono decisamente donna.
Detto questo, nel corrente correntone della trasgressione ci vedo più repressione ceh trasgressione, a dirla tutta. Bisogna essere repressi per trovare attraente la trasgressione, una volta superate le repressioni la trasgressione semplicemente smette di esistere. Questo non vuole dire che la rappresentazione pornografica (spiacente, Sifossi, ho visto anche della pornografia deciamente partecipata da parte delle donne, per non dire di quella che ho letto, anche se ammetto che sia l’eccezione e non la regola). Quanto al tuo discorso sui toys: forse che il getto della doccia non è un giocattolo erotico? Il problema è che il 90% dei toys che si vedono in giro sono produzione di menti maschili (pennarelloni colorati che non scrivono, diceva RatMan ieri). Quando ti capiterà di vedere dei toy pensati da donne e con il piacere tattile femminile in mente e non con quello visivo maschile, potresti rimanere sorpreso dalla differenza di forme, colori e dimensioni.
toc
secondo me l’errore è quello di identificarsi con il “fare sesso”. Perde spontaneità. E’ come quando dici “mi devo divertire”, lo fai quasi per sentirti o apparire uno/a che si diverte e non perchè ti sta piacendo quella determinata cosa. Riuscendo a fare una determinata cosa con un “porsi” diversamente rispetto a quella cosa o atto non ci si chiede nemmeno più il perchè e il percome.
Si vede a occhio nudo che son dominate dal maschio di turno
e fanno tristezza, sì
Boh. Anche io personalmente sono pornoscettica, ma solo nella misura in cui l’uso di questi espedienti viene forzato per ravvivare un rapporto. Dura poco e a volte induce tristezza. Non è strettamente vero che le donne hanno bisogno di un motivo - a meno che anche l’ormone allegro non possa essere assimilato a un motivo - e non è strettamente vero che agli uomini basta un posto.
Capisco il pornoscetticismo sulla “trasgressione” a tutti i costi (Dio che brutta parola, puzza di colpa cattolica lontano un chilometro), quando magari per fare ottimo sesso basterebbe guardarsi negli occhi e amarsi, e la beatitudine dell’unione è dietro l’angolo. E allora gli aggeggini che vibrano, riprendersi e riguardarsi, la biancheria idiota e i giochini di ruolo sono solo una variante ludica di un ménage che può vivere benissimo anche senza.
Sulla questione dello scambismo, non la assimilerei alla prostituzione. Gli scambisti non guadagnano, anzi, spendono cifre folli per partecipare alle serate “trasgressive”. Mi domando quante coppie, in percentuale, frequentino quei posti per comune desiderio e accordo, quanti perché in realtà non riescono più a trovare motivi per fare sesso uno con l’altro, e quanti perché lui vuole la benedizione della moglie per scoparsi altra gente, e lei rassegnata lo segue.
Chissà.
Sifossi, dire che sono d’accordo e’ riduttivo.
Ma d’altra parte cio’ che scrivi non e’ che sia una scoperta, e’ quello che ciascun essere intelligente e dotato dei minimi strumenti di vita dovrebbe ammettere.
E’ se uno delle accezioni di trasgressioni e’ “Deviazione dalle regole di comportamento prevalenti” (vedi dizionario) allora mi piace pensare che al giorno d’oggi e’ molto piu’ trasgressivo amare una sola persona ed essere a lei fedele… nel bene nel male…. ab libitum.
Il massimo della trasgressione per me è farlo con la moglie, il primo giorno di nozze(fa niente se non è illibata), dopo averla presa in braccio pere varcare la porta vestita di bianco, venendo dalla Chiesa, ovviamente al buio e posizione del missionario, nel proprio talamo nuziale, coperta ricamata dalla mamma.
Daccordissimo con Giulia. Il toy è solo quello: un giocattolo, una variante ludica in un gioco che può essere individuale o sociale. Appartiene alla stessa sfera del giocare a fare l’amore in totale silenzio o del farsi il solletico o del vestirsi da medico e infermiera o di latex liquido. Poi, sta all’individuo decidere quali di questi giochi piacciono e quali no. Possiamo dire che anche la serata al ristoarante, cena a lume di candela, fa parte di questi giochi da fare durante o preliminarmente al gioco principale. E l’amore fisico è e resta un gioco anche tra amanti amorosi e consolidati.
E tuto questo mi fa pensare: non è che anche il matrimonio è solo un gioco di ruolo, almeno per quanto riguarda la sua funzione nella sessualità? Altrimenti perché così tante coppie scoperebbero come ricci la notte del matrimonio?
Caro sifossifoco… però volevo consigliarti… la prossima volta che prendi l’astronave, di fare un giretto qui sulla terra, da noi la situazione è un po’ migliore, e credo ne troverai giovamento… ^-*
Non so come mai qui non c’è un link di riferimento, comunque, nel caso volessi scambiare qualche parola, io abito nelle parti di splinder, al seguente indirizzo:
http://vionne.splinder.com
troppi giochi nei matrimoni, troppi giochi nei commenti … magari sarebbe utile ricordarsi che fare un pezzo di strada con qualcuno è un impegno vero, se qualcuno vuole giocare può anche non partire
sifossifoco ha ragione su molte cose, soprattutto sugli sguardi tristi
ma la tristezza nasce ovunque, quando si prendono strade diverse, o peggio quando prende una strada diversa chi ti sta di fianco e non si cura manco di fartelo sapere … così nel tuo letto dorme un alieno e dovrai impararlo nel tempo a tue spese
fede65: capisco quello che vuoi dire (e l’amarezza nelle tue parole suggerisce che “l’alieno” forse era proprio nel tuo letto: e mi dispiace). Ma per “gioco” nessuno intendeva “doppio gioco” o assenza di sincerità o impegno. Personalmente credo che fare un pezzo di strada con qualcuno possa essere un impegno gioioso, in cui ci sono momenti belli e momenti brutti, ma forse quelli brutti sono meno brutti se si cerca di prenderli con spirito leggero, e quelli belli sono più belli se si ride.
Ho la sensazione che tu abbia bisogno di un abbraccio, ecco, abbraccio. Poi magari mi sbaglio, ma un abbraccio male non fa :)
Vionne, abbi pazienza, ma se le cose qui su la terra sono come le descrivi in questo tuo post preferisco rimanere sull’astronave, mi ha riempito d’una tristezza che nemmeno immagini, anche perché sono convinto (questo post voleva suggerirlo, figurati se mi interessa discutere di cazzifinti) che ragazze nella tua condizione o giù di lì, cominciano a essercene sempre di più. E mi dispiace, ti assicuro.
Per l’argomento scambismo ho un fidanzato con cui l’intesa sessuale è ottima ma la cui grande trasgressione sarebbe quella di andare ad esibirci in un locale per scambio coppie.Ovviamente senza proporci ad altra gente ma solo per fare vedere agli altri quello che combiniamo.Inutile dire che a me la cosa non va e non mi attizza nemmeno ma per lui è il massimo della trasgressione.Secondo me in certi casi l’immaginarsi in certe situazioni può rendere intrigante il tutto ma qui a mio avviso proprio no.E mi viene una profonda tristezza al pensare che c’è moltissima gente che sente il bisogno fisico e mentale di recarsi in queste ville (a bologna si trovano lì) per partecipare a queste esperienze scambiste.
Allegra
Allegra, forse il problema è proprio il bisogno di “trasgressione” e di situazioni “intriganti”. Inutile dirti che se non ti va non ci devi andare (lo sai da sola). Anche perché immaginarsi in certe situazioni è una cosa, trovarcisi è un’altra. Non tutte le fantasie erotiche si prestano alla realizzazione pratica.
Il tuo commento rafforza l’idea che siano in maggioranza gli uomini a nutrire il desiderio di frequentare i club per scambisti. Che poi, “No, per carità, andiamo lì solo per esibirci”, che quello magari ci può stare se si è tutti e due d’accordo. Adulti consenzienti. Ma poi arrivi lì, ti becchi la biondona invitante che ammicca, lui che fa, dice di no? Che ci vai a fare in un club per scambisti, se non scambi? Tanto vale filmarsi e mettere il filmetto in rete, c’è PornoTube per quello. In un club per scambisti, a occhio, si va per l’esperienza tattile, non per mettere su uno spettacolino live action hands-off.
volevo aggiugere alla tua pornoscetticità anche un commento sulla dimensione degli ‘azz nei porno. Quella, oltre allo scambismo, agli animali e alla paccottiglia di cui non ho mai avuto il bene di avere bisogno, è una delle cose che mi ha sempre dato l’ansia durante la visione dei filmini: a me quelle robe lì, fuori misura per la mia, non evocavano affatto piacere quanto piuttosto una montagna di irritazioni vaginali.
Tant’è che tirai un sospiro di sollievo solo un giorno in cui, una volta diventata single, per avventura mi imbattei in un sito porno per donne (manco sapevo esistessero…): la differenza più vistosa rispetto a quelli “normali” era infatti la forma e la dimensione del pene, decisamente più raccomandabile e più desiderabile… e quella mi è parsa la dimostrazione più evidente che il 90% dei porno è fatto a uso dei sogni maschili, che ahimè invece continuano a inseguire i modelli dei porno “normali”…
(spero di non essere andata fuori tema…)
Forse tutte queste “trasgressioni” “perversioni” sono tali se percepite come tali. Cioè x alcuni è normale farsi legare x altri no quindi è trasgressione. x acuni è normale vedere la propria donna farsi una squadra di calcio quindi non è perversione ! dipende come si vive il sesso! se si vive il sesso o se solo lo si guarda .
molto spesso si fanno cose strane x noia nel sesso e ancor più di frequente nella vita che è ancor più deprimente.
ma vi assicuro x esperienza che il sesso fatto “normalmente” o fatto ” strano” non è totalmente appagante se non c’è l’amore nella coppia!!
Giusto per amor di cronaca, trovo commenti interessanti per riprendere la discussione qui, anche qui e qui.
Fede 65, sbaglio o qui si stava parlando di scopare, non di fare pezzi di strada? Ovverosia, non credo si stesse parnado necessariamente di rapporti anche sentimentali.
voyeur: buffo il tuo commento con il tuo nome. Comunque sia, il fatto che a te non atiri per nulla l’esibizionismo (dal tuo nick si intuisce che tu sia più il tipo contemplativo, però) non significa che chi ha tendenze di questo tipo (per esempio io) sia o un imbecille o un disperato. L’idea di mostrarmi mi eccita, ebbene sì. E allora? per uanto mi riguarda, almeno in questo momento, non mi interessa trasformare questa fantasia in pratica, ma no escludo che un domano non possa desiderare di farlo. Non è per trasgressione, è che mi eccita l’idea che altri si possano eccitare guardandomi. È mero esibizionismo. E lo rivendico. Detto questo, perché non cominci a fotografarlo? Potrebbe divertirisi molto.
Qualcuno spieghi a Typesetter che voyeur (Allegra) sta usando quell’account perche’ Marcom da Bethlemme, per poter fare il censimento, ha spedito a tutti gli accreditati la possibilita’ di loggarsi con tale nick.
Se non sbaglio in questo momento tutti i voyeur son gia’ fuggiti in Egitto a cavallo del ciuco.
Type, Marcom, per poter fare il censimento ha dato a tutti quel nick da voyeur (poteva essere Mademoiselle de Lurk)… la ragazza che commenti è allegra quanto noi!
Ma la domanda è: e se una si mostra e la gente si sente in imbarazzo? Dove finisce la libertà di mostrarsi?
Sifossi…. ma sei fuori moda!!!!
Non ci si puo’ preoccupare della liberta’ degli altri, del confine della nostra liberta’, per rispetto della liberta’ altrui… son cose antiquate… insomma.. oggi come oggi predonima l’io sfrenato…. fin quando non ci si sfracella.
Tpye: si parla di scopare ma anche dell’utilizzo della pornografia per ravvivare un rapporto. Io ho trovato il commento di fede struggente. E’ vero che a volte puntiamo tutto sul sesso e poi il resto del rapporto va in vacca perché ci si preoccupa tanto di scopare e poco di coltivare altre cosucce tipo la comunicazione, lo stare insieme, il capirsi.
Sifossi: È uno dei motivi per cui le mie fantasie restano tali. ^___^ In questo senso, un club privato è la situazione ideale per portare a compimento un esperimento di esibizione.Inoltre, esistono diversi modi di esibirsi, diversi gradi a cui fermarsi, a seconda di quanto ci si sente a proprio agio. A volte è sufficiente fermarsi alla fantasia, a volte si può fare un gioco dello cambio di fotografie con il partner o dello scattare delle fotogafie, e non ignoriamo il potere di far coincidere pubblicità e anonimato del mezzo informatico. Per questo ho invitato la voyeur a fare delle foto al suo partner, tenendo il gioco assolutamente privato. Potrebbe scoprire che il gioco piace anche a lei, o il suo partner potrebbe scoprire che in fondo il gioco non gli piace così tanto.
Giulia, e quanto spesso i rapporti vanno in vacca perché si comunica, ci si sforza di comunicare, ma il sesso diventa un lontano rapporto?
Bisognerebbe bilanciare, infatti, è ovvio; ma il post di Sifossi parlava, credo, della tristezza di forzare certi comportamenti per salvare un ménage. Ammennicoli in luogo di abbandono. Con ciò non voglio dire (ripeto) che gli ammennicoli siano male in sé: è come vengono usati (e il grado di disponibilità di entrambi i partner) a fare la differenza.
No, il SIfossi diceva che è semrpe così. Che è cosa ben diversa.