Dato che non lo fa nessuno, ecco a voi il resoconto di quello che è successo venerdi alla presentazione di Technorati e Edelman visto da me e visto da lui.
La versione di Lei.
Sono arrivata tardi ok, ma sono arrivata.
Il locale era gremito di gente: buon segno, ho pensato.
Appena entrata mi è stato chiesto nome, cognome, provenienza e indirizzo email.
Tutto sparato a caso.
Quando ho varcato la soglia del baretto un sosia di Tony Blair con una voce fastidiosamente da anatroccolo stitico era già alla fine del suo power point. Blaterava di sentiment delle aziende, di invidia per le wiki e insulsaggini simili.
Si sono susseguite domande irrilevanti, interventi inconsistenti e tentativi imbarazzanti di rendere interessante l’incontro.
Naturalmente un blog che ha stilato un’unica classifica senza fare distinzioni di sorta - tra blog utili, blog inutili e blog dannosi - ha scarse possibilità di trasmettere un qualunque concetto degno di essere ascoltato. Figuriamoci i suoi gestori.
C’era chi giocava al solitario, chi chattava, chi si scaccolava, chi leggeva la rivista-omaggio raccattata furtivamente dal bancone del bar, chi giocava a tennis con la rivista-omaggio arrotolata e qualche insetto. Insomma ognuno si era trovato un passatempo.
Il fatto che quello davanti a me indossasse 2 paia di occhiali contemporaneamente (uno da vista e uno da sole), 3 cappellini diversamente sponsorizzati e un parasole verde fosforescente non era riuscito a fuorviare la mia concentrazione.
Neanche il fatto che ci fosse una scatolina di Nescafè con 2 bidoni di acqua calda e una brocca di latte ad accogliere il centinaio di partecipanti, è riuscito a distrarmi.
Quello a cui però non ho potuto resistere, e che ha quindi catturato la mia più devota attenzione, è stato il pubblico presente in quel locale.
80% maschi, 19% di razza femminile e io.
Al 99% dei presenti non gliene poteva fregare di meno della presentazione, dei punti di vista o delle stupidate condite di fesserie aromatizzate con abbondante assurdità e saltate in padella a fuoco lento del relatore.
Erano venuti per trombare.
Ma avevano fatto i conti senza l’oste.
Quando gli uomini hanno visto il livello antiestetico delle presenti, hanno preferito accoppiarsi con alcuni elementi dell’arredamento (tavolini, sgabelli, colonne)
Le donne (sì, insomma… i non-maschi) sono rimaste in speranzosa attesa del principe azzurro fino alla fine. Poi si sono rassegnate al loro triste destino di esecrabili single.
Come vi ho detto, io sono arrivata tardi.
Gli uomini erano già alla sigaretta.
Dimenticavo.
Uscendo ho inavvertitamente starnutito nella caraffa del latte, scusate.
La versione di Lui.
Ti senti sempre tagliato fuori dalle conversazioni dei tuoi amici?
Credi che i tuoi argomenti non siano mai all’altezza della situazione?
Niente paura, ho la soluzione.
Qualsiasi cosa tu dica, aggiungi un meta davanti alla parola.
Le tue cazzate diventeranno in un solo istante delle metacazzate. Vuoi mettere?
Tutti ormai usano dei meta qua e là. Quando sarai nel mezzo di una discussione e qualcuno parlerà di metalinguaggio, di metaletteratura o di un film metacinematografico, potrai rispondere: “metacazzo se sono metadaccordo con metaquanto hai metadetto“.
Ti guarderanno con occhi diversi ed entrerai finalmente a far parte dei meta-adepti.
Certo che sei un idiota, ma la compagnia l’hai scelta tu!
L’ultima riunione dei meta-adepti si è tenuta a Milano qualche giorno fa: Top of the Blog by Edelman.
Per ragioni che esulano dalla mia volontà ero presente anch’io.
Il relatore era un sosia giovane di Tony Blair con la voce di Paperino e dopo una rapida occhiata ai presenti e qualche minuto di conferenza aveva lo sguardo di chi si chiedeva se vitto e alloggio pagati valessero una giornata passata con dei sociopatici.
Il fine di queste riunioni ufficialmente è quello di associare una faccia alle parole che si leggono in rete e di confrontare le opinioni su argomenti che il resto degli abitanti del pianeta non è in grado di comprendere. In realtà questo tipo di aggregazioni nasce anni fa con lo scopo che da sempre muove qualsiasi azione umana: la figa.
Dopo breve tempo in mancanza dell’elemento base si è provveduto a dare un significato culturale alle suddette perdite di tempo.
Le regole della setta vengono tramandate dagli adepti in forma orale ormai da danni. Quanto state leggendo è un documento storico e rappresenta la prima testimonianza scritta delle norme che regolano il comportamento del buon adepto.
Quando vieni richiamato, arrivi con la solita faccia di sempre, poi in prossimità del locale dove si riunisce la setta assumi l’espressione più intelligente e assorta che hai o che credi di avere.
Se non hai gli occhiali devi procurartene un paio e non ti sognare neanche di presentarti senza un portatile, possibilmente Mac.
Sarai circondato da altri esemplari di sesso maschile che si avvicineranno annusando il tuo Mac. Non ti spaventare.
Dal momento in cui entri nel locale devi avere in testa una sola cosa: web 2.0.
E’ un po’ come l’alieno di Mulder, nessuno lo ha mai visto o sa cosa sia, l’unica cosa importante è che ne devi parlare.
Se riesci a nominarlo per primo hai anche qualche speranza di accoppiarti con un esemplare di sesso femminile (se hai la fortuna di trovarne uno sopravvissuto all’estinzione e affetto da una forma grave di miopia).
Non ci sperare troppo però, la maggior parte degli adepti ti dice web 2.0 prima ancora di dirti ciao.
Le sacre scritture della setta narrano della leggenda della Grande Vulva che appare soltanto se trovi la giusta combinazione di toni alti e bassi mentre pronunci la formula web 2.0. Nessuno tuttavia conosce un esemplare vivente che sia riuscito a pronunciare correttamente la formula.
L’altro giorno a Milano ci hanno provato in tanti. Ogni volta che qualcuno pronunciava la formula erano tutti col naso in su ad aspettare l’apparizione della Grande Vulva.
C’è stato un momento di forte emozione quando una nuvola dalla forma bizzarra ha fatto gridare al miracolo gli adepti.
A parte questo episodio la conferenza è andata avanti in modo quasi normale.
Ogni convention che si rispetti deve essere corredata da un power point.
Ogni due pagine, massimo tre, il relatore deve inserire una frase a effetto.
Per fare un esempio analizziamo la presentazione Technorati/Edelman.
- Pagina 2: Peers are the most credible source of information.
Trattasi di una delle più grandi cazzate espresse negli ultimi due secoli, ma non è importante il contenuto. Ciò che importa è la legittimazione del minuscolo ego degli adepti.
- Pagina 3: More Than Two-Thirds Trust Peers.
L’altro terzo invece ha un cervello.
- Il gioiello della conferenza però è stato questo: Control is soooooo 20th century.
Tale genialata, oltre a catturare l’attenzione di uno dei tre neuroni presenti in sala svelava anche il vero scopo della conferenza: “dobbiamo vendere i blog alle aziende, perché altrimenti non ci si guadagna un cazzo”.
In pratica io blogger dico a te amministratore di un’azienda che non capisci un tubo e che, se vuoi migliorare la tua immagine devi fare un blog dove qualsiasi idiota possa passare e lasciare un commento in cui può anche dire che il tuo prodotto fa schifo.
I consigli di amministrazione delle multinazionali non parleranno d’altro per anni e anni.
“Facciamo un resoconto del bilancio? Ma chissenferga di queste cazzate: sai che nell’ultima conferenza i blogger hanno detto che dovremmo mettere su un blog anche noi?”
Andiamo avanti con le regole.
Non ci sono limiti di età per entrare a far parte della setta.
In queste pizzate digitali uno si aspetta di confrontarsi con una fascia di età che va dai quindici ai diciassette anni, ma non è affatto così. Alcuni dei membri più attivi sono ultracinquantenni.
Questo dimostra che è molto difficile uscire dalla setta. Alcuni ce l’hanno fatta e sono stati avvistati nei fine settimana dalle parti di Lugano mentre entravano in alcune case all’apparenza molto frequentate. Pare che spendano qualcosa in più, ma che siano molto più felici del nuovo passatempo.
Mistero fitto invece per quanto riguarda la sorte del fondatore della setta.
Si dice che una mattina abbia visto la Grande Vulva e che sia partito portando con sé oro incenso e mirra. Qualcuno dice che si è fermato a Seattle, altri in California, mentre qualcun altro giura di averlo visto in sogno.


































Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Miiiii Stronza che cosa lunga che hai scritto! Se volete cronache un po’ più brevi (mica tanto, ma un po’ sì):
Massimo Mantellini, Luca Conti, Andrea Beggi, Massimo Moruzzi. Le foto di Aghenor servono perché così non dovete per forza immaginare la scena (e ci sono anche queste).
La prossima volta invece di andare alle conferenze vieni a correre. Ieri è stato bellissimo, Marco ascoltava la Boheme che neanche Tom Hanks, io all’arrivo e alla partenza ho raggiunto i 15 km orari e in mezzo mi sono anche fermata a guardare le vetrine e a intervistare una californiana che ha cercato ripetutamente di uccidere la figlia lanciando la carrozzina in mezzo ai “runners”.
Io c’ero.
Eccome se c’ero..
le donne erano tutte dietro, lontane dal “palco”. come mai? siete arrivate tutte in ritardo? non ci credo! Io ho trovato un posticino alquanto scomodo (x i passanti) con gli unici due NON blogger dell’evento. che sfiga.
Io ero vicina alla caraffa del latte.
stronza è la mia cronista preferita.
Io non ero presente all’evento ma credo che queste due cronache abbiano espresso perfettamente l’atosfera e il senso della cosa.
Il tutto è ben riassumibile in “dobbiamo vendere i blog alle aziende, perché altrimenti non ci si guadagna un cazzo”.
Stronza, se c’eri e non ti sei manifestata per me era come se non ci fossi (alla corsa, intendo).
accidenti, però se c’erano ultracinquantenni potevo venire…tanto chissenefrega di che dicono? ma erano geek pure loro?
Se per geek intendi bruttini, frustrati e depressi, si.
ah, ok, grazie. di quelli lì ne trovo parecchi anche qui… :-)
(comunque sono d’accordo con Marta: cronaca perfetta, letta fino in fondo malgrado fosse più lunghina di un post standard…)
maddai! però c’erano luca conti e Giuseppe granieri, e massimo mantellini! c’erano no (ho letto mantellini e conti e non ho mica capito…)? per quel che so non sono niente male, belle teste, simpatici ragazzi… no? la vedo, come sempre, troppo con gli occhiali rosa? per quel che riguarda l’evento, mi sembra siano tutti d’accordo, anche loro…
parlare di questo posto qui, i blog, del resto non è per niente facile. e ingabbiarlo in uno schema utilizzabile commercialmente, poi, men che meno… per ora, perlomeno… e vivaddio…
“Geek, bruttini, etc…?”
Dovrò mettermi a frequentare le conferenze ed alzare un po’ il livello.
Uh Gesù!
C’è uno gnocco nel blog e non me ne ero accorta?
Sto proprio invecchiando..
Direi che per averne 43, li porti bene.
Tu’ sorella..
Posso farmela?