Dieci regole per diventare magre e restarlo per sempre. Scritte e pubblicate di getto, per ricambiare la vostra ospitalità, e dedicate alle donne occidentali che non portano il velo, ma sono ancora schiave del politicamente corretto.
Uno. Prendete le vostre riviste femminili e strappate via le pagine delle diete dimagranti. Voi non volete dimagrire, voi volete essere magre. C’è una bella differenza. Dal momento in cui le modelle sono diventate stampelle, e non era più solo Twiggy, la dea fortunata che mangiava e non metteva su un etto, ma Kate Moss, la mortale che digiunando aveva conquistato l’Olimpo, la storia è cambiata…
Due. Non si tratta di essere belle, e nemmeno seducenti. Trattasi di essere magre. Lasciate perdere i consigli delle amiche. Lasciate perdere i commenti dei colleghi. Mandate al diavolo nutrizionisti e psicoterapeute. Non ascoltate neanche vostra madre. Nei momenti più duri pensate a Vanessa Beecroft, la prima donna che ha avuto il coraggio di affermare con parole inequivocabili che non le interessava essere una grande artista, le interessava soltanto di essere magra. Non abbiate dubbi. Non nascondetevi. Siamo tutte anoressiche. Anche le psicoterapeute, anche le amiche, persino nostra madre. E’ un’epidemia, è in corso da molti anni, la novità è che adesso trasmettiamo il contagio anche ai nostri fidanzati.
Tre. Tenete a mente che essere magre comporta molti sacrifici. Toglietevi dalla testa di dimagrire per poi tornare a mangiare come gli altri. Essere sempre magre significa essere sempre a dieta. Se proprio ritenete di non potere fare a meno di torte, panini e gelati avete due possibilità. La prima è infilarvi nel tunnel della bulimia, divorando quello che volete, per poi vomitare. Sarete magre, ma poco avvenenti. Presto avrete denti marci e capelli fragili, probabilmente andrete incontro a un cancro all’apparato digerente. La seconda possibilità, naturalmente, è restare sovrappeso. Davanti allo specchio combatterete con pancia, braccia, guance, gambe e glutei, in compenso potrete permettervi quei lussi che le magre sogneranno per il resto dei loro giorni.
Quattro. Tenete a mente che essere magre comporta alcuni benefici. Sarete eleganti e avrete subito un’aria intellettuale. Inoltre, vivrete più a lungo. Adesso lo confermano anche le ricerche degli scienziati. Quando quei pantaloni torneranno di moda, voi sarete ancora lì ad attenderli con la stessa taglia. Infine, ed è quello che veramente conta, sarete magre. Per le vostre nemiche giurate, per l’amante di vostro marito, per le ex dei vostri fidanzati, sarete sempre e comunque un modello da imitare.
Cinque. Dimenticatevi il peso ideale. Il peso ideale indicato dal vostro dietologo è come l’indice dell’inflazione indicato dall’Istat. Entrambi hanno poco a che vedere con la realtà. Essere in linea, attualmente, significa essere magri. Ovvero essere tra i tre e i cinque chili al di sotto del peso ideale. Dimenticatevi anche la taglia quarantadue. Scoprirsi più magra invoglia ad acquistare. La grande distribuzione da tempo ha scoperto il trucco. Se non sfiorate il metro e ottanta, il vostro obiettivo ad oggi è la quaranta.
Sei. Sarò banale, ma è bene seguire una dieta bilanciata. Lasciate perdere i consigli di chi, a patto di complicati calcoli e un’accurata selezione degli alimenti, promette enormi scorpacciate. Nella migliore ipotesi, con i vostri pasti solitari e le vostre inderogabili esigenze, danneggerete la vostra vita di relazione. Nelle ipotesi peggiori, andrete incontro alla sindrome del colon irritabile, un buco nero secondo soltanto alla bulimia e alla depressione. Per evitare le abbuffate solitarie, che sono un colpo al colon e l’altro all’autostima, il mio consiglio è comprare e cucinare soltanto il necessario. E, se il vostro stipendio lo consente, andare spesso al ristorante. Naturalmente, considerato lo stress e tutte le altre varie amenità della vita quotidiana, a volte capiterà anche a voi una cena a quattro palmenti. Non serve sottolineare che è meglio che capiti quando nella dispensa avrete soltanto frutta, verdura, proteine vegetali e cereali integrali.
Sette. Non fate a meno di salse e condimenti. Non abolite il caffé e gli alcolici. Quello che passa tra una sana anoressia e una malsana sono le calorie non indispensabili. Eliminate il burro, la majonese, e le tartine con l’aperitivo, togliete il pane che dà dipendenza psicologica, scordatevi i fritti e i dolci, ma non abbandonate le vostre abitudini. Concedetevi la pizza, se siete napoletane. Non privatevi del tempura, se siete milanesi. Saranno il vostro salvagente, terranno a galla i vostri affetti e le vostre amicizie, anche se comporteranno altre rinunce. E poi fumate. Non esagerate con le sigarette, ma non smettete. Sono ottime per concludere il pranzo o la cena, per sostituire la colazione, per mettere la parola fine allo spuntino che da un momento all’altro potrebbe trasformarsi nella grande bouffe.
Otto. Leggete libri, andate al cinema e al teatro, frequentate i musei. Fate l’amore. I francesi sono più magri degli americani perché non si annoiano.
Nove. Datevi a uno sport, ma con moderazione. Quel tanto per essere toniche. Infatti, se sarete troppo in forma, sembrerete meno magre. Soprattutto avrete l’illusione di potere ricominciare a mangiare in modo normale. Trattasi di illusione. Prima o poi smetterete lo sport che state praticando e, volendo restare sottopeso, dovrete imparare tutto da capo.
Dieci. Dominatevi. Nel caso, reprimetevi. Pensate a voi come alle protagoniste di un capolavoro della lettatura russa. Vivete con serenità la vostra vita, ma consapevoli di avere smarrito qualcosa. Rassegnatevi all’idea di pensare spesso al cibo, più spesso di quanto capiti agli altri, come a un amore perduto.































Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
è la prima volta che penso di voler prendere alla lettera un lungo consiglio
Non voglio essere magra. Voglio vivere.
Come faccio a tenere a mente tutto insieme?
Voto per la regola numero 10. Ma non per dimagrire, per affrontare tutto il resto.
Aggiungerei anche un’altra regola per chi ancora non ha affrontato la maternità ma pensa che prima o poi….
Non abbuffatevi di schiacciata con la mortadella e patatine fritte pensando che tanto dopo vi metterete a dieta e tutto tornerà come prima.
io voglio una robba portatile da tenere in borsa. vis: se vuoi essere magra, non puoi essere incinta. mortadella o no.
Quoto Typesetter.
geniale.
appello alle curatrice del blg: questo post andrebbe pubblicizzato adeguatamente, è una bomba!
Lo penso anche io francesco. E lo penso di quanto scrive robba in generale. In questo caso più che mai. Troveremo il modo.
1) Kate Moss ha conquistato l’Olimpo digiunando, ma anche partendo da un tasso iniziale di figaggine che tocca in dote a poche.
2-3-4-5) Più o meno quello che c’è scritto sui siti pro-ana tanto demonizzati/spernacchiati, solo espresso con più eleganza.
6-7 contraddicono il resto. Sigarette e alcolici=meno salute, dieta bilanciata e sottopeso non sono sinonimi ma contrari.
10 Dominatevi? Bel consiglio. Siate controllate, trattenute, discrete, eleganti, silenziose, non ingombranti.
“Prendete le vostre riviste femminili e strappate via le pagine delle diete dimagranti.”
ecco questo e poco altro salvo di tutto lo sproloquio pubblicato qui sopra.
qun’inno alla magrezza e quindi al godimento del controllo - anticamera delle peggiori nevrosi.
qui un’inno all’anoressia qui; Facci si lancia un’inno negativo alle donne che rivendicano diritti; Marcom che si sente in dovere di puntalizzare che le donne non hanno alcun peso, e poi cosa altro?
seriamente mi chiedo, ma il blog di questo giornale femminile fa girare i suoi neuroni o copia spudoratamente quando di piu’ stereotipato, malsano, e misogino c’e’ in giro?. sono veramente, basita, e quanto meno delusa.
pare di stare a discorrere con la piu’ bassa leggerezza di luoghi comuni di cui ci si lamenta sempre, senza riuscire mai a schiodarci da essi.
e’ questo quello che sono veramene le donne?
e’ questo che vogliamo essere?
e’ questo cio’ che ci piace leggere?
a me no.
gentili papessa e pm10,
se avessi saputo che eravate così rancorose e piene di bile avrei evitato di offendervi facendo dei complimenti alla blogger di cui sopra, tralasciando voi.
prendete la vita con più leggerezza! ci sono anche cose che si scrivono per divertirsi…sappiatele riconoscere quando vi imbattete in una di esse.
e poi, anche se siete bruttine e un po’ grassottelle da qualche parte ci sarà sempre qualcuno che vada bene per voi, non disperate, basta che non lo insultiate prima, però!
Francesco, non sono nè bruttina nè grassottella nè tanto meno ho mai avuto bisogno di essere “gentile” per trovare un “maschio” che mi tenesse compagnia.
Tuttavia, pur trovando il post di Robba divertente e ben scritto, ritengo che certi comportamenti non andrebbero incoraggiati e se personalmente il post mi ha fatto solo sorridere (senza tralasciare quella punta di amarezza di cui sopra) non mi meraviglia che la sensibilità di qualcuna possa essere stata quanto meno urtata.
Tra prendere la vita con leggerezza o con superficialità c’è una bella differenza e se il post nella sua leggerezza invitava comunque a certe riflessioni ben più serie, il tuo intervento direi che è frutto di quella superficialità che non trova scuse.
Sei davvero molto maleducato.
“Quello che passa tra una sana anoressia e una malsana sono le calorie non indispensabili”. parole sante. te lo dice un uomo ex-ortoressico.
viscontessa, ma sei sicura che la gente abbia bisogno della tua guida per leggere un blog? grazie per tenerci al riparo dai mostri del politically ssscorrect.
Vedi, Francesco, il problema è multiforme. Innanzitutto accusi, forse con una certa dose di coda di paglia, due donne di un atteggiamento che è tipico di voi maschi, ovverosia il non saper prendere per gioco le cose serie e sul serio i giochi. Onestamente, essere redarguita in proposito da un portarore di pene (e, se mi permetti, non esistono portatori sani di pene). Secondariamente, gli argomenti “siete brutte” e “non scopate abbastanza” sono quanto di più volgare (nel senso di osceno, non nel senso di popolare) e, allo stesso tempo, nauseantemente trito esista sulla faccia della terra, assieme al “sei lesbica” e non denota altro che la tua personale pochezza di fantasia e realismo. Il tutto senza considerare che comunque qualsiasi donna ha bisogno di un uomo quanto un pesce di una bicicletta: ma siete voi che andate in crisi nera quando state soli, non noi.
Per finire, non posso che concordare con pm10: mi pare che il blog di grazia stai un po’ scadendo nel pecoreccio.
perdonatemi, ma forse conosco troppo poco il mondo dei blog e troppo quello della carta stampata per trovarmi in sintonia con voi. Si vede che nella rete corre una sensibilità diversa che non riesco a cogliere, di questo vi chiedo scusa. In realtà, da lettore, di Robba, ero intervenuto una prima volta per esprimere apprezzamento nei confronti di un post che mi pare tanto dissacrante quanto educativo; ma posso sbagliarmi, ovviamente. La seconda, perchè mi è sembrato eccessivo l’attacco, con tanto di virgolettato, fatto in sequenza da due lettrici un po’ troppo, m’era parso, livorose, ma sbaglierò anche qui. Suvvia si sta qui per fare conversazione e passare il tempo, non c’è bisogno nè gendarmi armati nè di barricate. Perchè rispondere al mio entusiasmo con riprovazione? questo non lo capisco.
Perché rispondere a noi con volgarità e offese?
Typesetter, non ti sembra di esagerare un pochino? trovo il mio uno sberleffo innocuo, magari stupido ma privo di acredine. non direi la stessa cosa di altri commenti. Come mai? Perchè attaccare quando si può ingorare?
spesso mi accusano di esprimere modi un po’ democristiani, ma insomma, non vi arrabbiate, e soprattutto non prendetevela così con noi poveri portatori di pene (dai… qualcuno sano ce ne sarà pure..)
Pm10, giusto per chiarire, io puntualizzavo che le donne non contano nulla per lamentarmi ad alta voce di quanto successo prima, durante e dopo le elezioni politiche; era certamente uno sfogo ad alta voce, a basso contenuto di neuroni. Adesso che anch’io ho un sindaco donna, peraltro, non posso nemmeno più lamentarmi dell’assenza di donne dai posti che contano.
ma poi perchè io a scrivo a papessa e mi risponde viscontessa? siete un’unica persona?
francesco - se posso permettermi - stai tranquillo è tutto normale. Sono solo commenti. C’è chi la prende con leggerezza e chi prende molto sul serio la leggerezza. Un po’ come la carta stampata, insomma ;). [mi permetto di dirlo solo perché conosco da anni type - che è mia amica - e so che almeno adesso comincerà a prendersela con me].
Tutti rispondono a tutti. E’ come giocare a gavettoni.
ho capito. ma viscontessa mi scrive “non sono nè bruttina nè grassottella” e poi dice “Tuttavia, pur trovando il post di Robba divertente e ben scritto, ritengo che certi comportamenti non andrebbero incoraggiati…”, proprio come se fosse papessa…perchè se vai a vedere nei commenti precedenti a viscontessa il post sembrava essere piaciuto…
Otto. Leggete libri, andate al cinema e al teatro, frequentate i musei. Fate l’amore. E giocate a gavettoni.
Ma Papessa e Viscontessa non erano due carte del Mercante in fiera?
francesco [se sto diventanto pedante, avverti pure] immagino - ma poi vis parlerà per sè - che anche se non ti riferivi direttamente a lei, viscontessa si sia sentita punta sul vivo dal tuo commento impertinente e quindi abbia risposto in prima persona. Hai lanciato un gavettone in direzione di papessa e hai preso di striscio anche vis. Succede ;).
Francesco: no.
Caro Francesco:
premesso che il mio intervento precedente non era indirizzato a te nemmeno per sbaglio, provero’ a spiegare un paio di cose evidentemente non sei riuscito a intuire: non mi hai offeso con l’intervento precedente al mio e io in alcun modo mi riferivo a te; esiste una certa distanza tra la leggerezza che io, donna adulta posso leggere nel post di Robba, e il modo in cui posso permettermi di giudicare un post sul sito di una nota testata giornalistica femminile.
Ora se il post in questione fosse stato su un blog privato,personale, avrebbe anche lasciato il tempo che trova, la cosa che mi fa piu’ impressione e’ che possa essere pubblicato con leggerezza su una testata giornalistica seria - perche siete una testata giornalistica seria vero? o questa deriva e’ una linea editoriale scelta e meditata?-, dove non verra’ letto dalle 5 amikette della poster, ma da un pubblico vario e imprecisato, allora la questione cambia.
Credevo che i giornalisti seguissero un codice di comportamento morale - o deontologia professionale - nei riguardi della formazione dell’opinione pubblica e di come si possa manipolare la percezione del propio corpo da parte delle adolescenti, ma forse ho confuso l’italia con la spagna di zapatero.
Per MArco: tranquillo, avrei solo preferito discuterne al momento, avrebbe sicuramente avuto un senso diverso. Possiamo ricominciare alle prime decisioni del nuovo sindaco milanese. una svolta: prima lamentarsi che non ci sono donne ai posti di potere e poi criticarle come fossero uomini. ameno che non si metta a fare il suffle’ a palazzo marino ;)
Per altro ti apprezzo molto per essere stato, fino ad ora, l’unico dei citati che mi ha risposto.
Per Viss, Marta, e Type, solo un sorriso, che ci conosciamo dal vivo e condividiamo linee di pensiero da tempo.
Ovviamente non siamo la stessa persona, chiarivo il mio stato fisico per evitare che anche la mia risposta fosse tacciata per livore e rancore a causa di una probabile incolmabile solitudine.
Le insinuazioni rivolte a pm10 e Papessa mi parevano particolarmente pesanti e francamente l’educazione e il buon gusto sono qualità che si possiedono a prescindere dal luogo dove ci si trova, e i blog in questo non differiscono da un autobus, da un luogo di lavoro e neanche dalla carta stampata.
Ciò premesso e senza voler alimentare una polemica inutile, su questo blog si parla con “leggerezza” di tanti argomenti, io stessa ho scritto tante sciocchezze sugli argomenti più futili e disparati ma ciò non significa che le persone che stanno dietro a queste parole siano persone superficiali. Per questo può capitare che attraversando continuamente il labile confine tra leggerezza e superficialità, qualcuno possa trovarsi nel “post” sbagliato al momento sbagliato.
La faccenda, come ho già detto, non mi riguarda personalmente ma le osservazioni di papessa e pm10 erano osservazioni “serie” che meritavano di essere affrontate seriamente o tutt’al più ignorate, di sicuro non meritavano di essere fatte oggetto di scherno utilizzando per altro battute squallide trite e ritrite della cui assenza onestamente non si sentiva la mancanza.
Il fatto che abbia preso io le difese di altre due commentatrici è solo la manifestazione di un lato del mio carattere che mi impedisce di tacere di fronte a tanta insensibilità.
pm10: forse non ho capito. tu dici che il post di robba sul blog di robba sarebbe stato appropriato e divertente, qui invece è inopportuno per via di una qualche linea editoriale, dovendo questo blog sentirsi responsabile della formazione di una qualunque opinione pubblica? uh.
dunque, tema: funzione educativa di certi blog e consapevolezza deontologica della blogger in particolari circostanze. segue dibattito.
[dai, su].
pm10, così per la cronaca per carità, non condivido quasi niente di quel che hai detto. Non che sia un grosso problema, eh. ;)
Pm10: non so com’è, ma ho l’impressione che non ci capiamo, non è che per caso sei un uomo? A parte gli scherzi, sulla linea editoriale: questo è appunto un blog. La linea editoriale come la intendi tu è quella dei giornali tradizionali, cosa che questo blog non è e non vuole essere. Siamo peraltro piuttosto tranquilli sul fatto che qui passa un pubblico adulto, e anche Grazia (il giornale con blog allegato) non parla certamente alle adolescenti: persone adulte si possono fare un’idea del post di Robba senza alcun pericolo per la loro salute.
marcom, magari e’ cosi’ ;).
Quindi escludiamo dal target di grazia donne adulte con figlie adolescenti, eperdincibaccolina, potevate dirlo subito no?. :)
eh si deve esserci stato un grosso misunderstandig, credevo fosse un po di piu’ del blog dell’amiketta in cui vado per fare salotto, dove per altro ho il plus di conoscere dal vivo chi ci cazzeggia - si puo scrivere? me lo moderate? ;) - e quindi la quota di malintesi viene ridotta, e mai azzerata per il pur noto problema della comunicazione scritta versus comunicazione live - segue dibattito a parte - .
Quindi assolutamente il problema e’ mio che speravo fosse una cosa diversa, insomma qualcosa di piu’. eh peccato essermi sbagliata imho e’ un’occasione persa.
Pm10, poi passo e chiudo che altrimenti diventa un monologo: io credo che in un blog ci sia spazio per temi leggeri e pesanti e di medio peso, penso che temi pesanti possano essere trattati in modo leggero, anche non convenzionale. Il post di robba mi è sembrato intelligente, provocatorio, difficile, utile. Questa conversazione con te altrettanto.
marcom, se parliamo in due e’ un dialogo :)
Ciao Francesco: ti sembrerà incredibile, ma quello che ho scritto si riferiva al post di robba, e non al tuo commento.
Trovo meravigliosi i consigli per trovare un uomo, soprattutto il “basta che non li insultiate prima”, dato che la mia era una critica circostanziata e non un insulto: il tuo nei miei confronti, invece, è un po’ il vecchio adagio “sei acida perchè non scopi”, unito al “critichi perchè sei invidiosa” (nell’ordine: della magrezza e dei complimenti rivolti alle altre). Ti sembrerà ancora più incredibile, ma c’è qualcuno che considera lo spazio dei commenti qualcosa di diverso da una ola.
Agli altri: un post che inizia con “schiave del politicamente corretto” è una provocazione. Io l’ho solo raccolta. Non pensiate che non ne abbia apprezzato lo stile, ho solo rilanciato con l’ipotesi che questa fosse una versione chic dei proclami dei siti pro anoressia in cui lo slogan è: essere magre è più importante di essere sane.
Lungi da me l’invocare una linea editoriale, o una qualunque forma di censura, volevo solo esprimere un’opinione.
Tornando al post (diamine, una sta via un giorno quando torna c’è stata una bellissima battaglia di gavettoni), a me pare o molto ironico o un po’ pro-anoressia. Così, my two cents.
(PS: Ho fatto un post di semi-commento chez moi - era un po’ troppo lungo come commento. Per inciso: niente possibilità di trackback?)
Restodelmondo, sono con te, basita dalla reazione media. Direi ironico al 100%, e che siamo quasi tutte anoressiche, è una sacrosanta verità che vedrei bene su qualunque testata, anche sul Lancet.
Typesetter, tu no, non star lì a replicare.
Io psicologicamente sì: ho paura (PAURA) dei dolci, della pizza, del pane e della coca cola. Finché mi godo tutto il resto (frutta, vino, pesce, carne) non mi preoccupo.
voi non sapete. cosa sia. la paura.
brava Pm10, questa del blog dei giornalisti che è serio ed istruttivo mentre quello dei comuni mortali può dire qualsiasi cosa tanto chi se li fila, non hanno l’ordine e compagnia bella, è veramente quanto di più anti-blogger, anit-morderno e retrivo abbia mai sentito dire in materia. lo vedi che anche tu riesci a dire cose pericolose, se vuoi…ma vivaddio che qui si scrive liberamente, senza censura e senza obbligo di obolo all’ordine!
mafe, no che non replico. Sono troppo impegnata a mangiare per mantenere il peso deforma a cui sono tanto affezionata. Firmato: quella sicuramente NON anoressica, figlia di uan sicuramente NON anoressica e nipote di due sicuramente NON anoressice. Vale a dire, la famglia che si fa prima a vestirla.
Non Mafe, non siamo tutte un po’ anoressiche come non siamo tutte un po’ tutte terrorizzate dalla vecchiaia o afflitte dalla sindrome dello shopping compulsivo.
Scherziamo pure su questi argomenti e su tutte le piccole manie che caratterizzano il meraviglioso mondo femminile e facciamolo con tutta la leggerezza di cui siamo capaci ma nuovamente il limite tra leggerezza e superficialità, soprattutto quando come in questo post i fraintendimenti sono dietro l’angolo, è troppo labile per essere ignorato.
Apprezzo il tentativo di molte commentatrici di tinteggiare nuovamente di rosa le pareti di questo treadh ma la macchia sul muro si è formata e forse, a mio avviso, invece di coprirla sarebbe il caso di capire da dove proviene e perché.
Proprio perché su questo blog non c’è una linea editoriale che deve ricalcare quella della rivista, non ostiniamoci (e mi metto tranquillamente nel mezzo) ad insabbiare i malumori che questo post ha generato. Delle cose se ne può parlare e cercare di comprendere le posizioni altrui senza bisogno di spalleggiarsi l’un con l’altra, o di strafare nel tentativo di sistemar le cose.
Non siamo tutti un po’ anoressiche, non è necessario arrampicarsi sugli specchi per ribadire che la dieta è una di quelle piccole manie femminili che in età adulta, restano solo tali senza correre il rischio di evolvere in patologia.
sai cosa viscontessa, nella vita ognuno si sceglie il livello al quale vuole vivere (almeno intellettualmente parlando) ebbene, tu, da ieri, non stai facendo altro che abbassare l’asticella, dicendo caveat qua caveat la. Ma noi siamo già adulti e se vogliamo trattate un tema in modo diverso da come faremmo in una scuola media o materna, ci riteniamo non solo liberi ma anche in grado di farlo. Se a te non va, o non piace non ti ostinare passa avanti.
Mafe, che siamo tutte quasi anoressiche mi pare un esagerazione, come mi pare un esagerazione avere PAURA dei carboidrati. mi verrebbe da chiedermi perche’ siamo quasi tutte anoressiche e perche’ qualcuno ha paura dei carboidrati. Personalmente sono stata bulimica e ho avuto amiche anoressiche e so che lo squilibrio nel rapporto col cibo fa male.
molto male. sicuramente peggio di un piatto di spaghetti alla carbonara (carboidrato+tuorlo d’uovo) ;)
Francesco, perchè ti senti così punto sul vivo dalle mie osservazioni? Se non ti piacciono o non ti vanno, non ti ostinare a tentare di comprenderle, passa avanti.
allora, riformulo. e lascio pure da parte le parole importanti, ché non se ne esce. tutte le ragazze che vogliono essere magre hanno paura dei carboidrati. la cosa bizzarra è però che tutte le ragazze che vogliono essere magre [o riconoscono comunque la superiorità morale dello status] hanno preso le regole auree di robba molto meno sul serio di quelle che, espicitamente, si dichiarano estranee alla questione.
viscontessa, non fare la treccartara, la regola dice che va via chi offende non chi elogia ed a me il post è piaciuto, per cui qui ci sto bene. Non capisco, invece, perchè tu perda tanto tempo.
se poi chi scrive dovesse tener conto delle vicende personali di tutti i potenziali lettori addio. sarebbe finita.
Tanto per rompere un po’ le scatole anche io: non sono anoressica. Ho una quantità immane di inscurezze ossessive - e questo è molto tipico delle donne, per motivi che possiamo discutere anche in un altro thread ;-) - ma non nel campo del cibo.
Francesco, tu hai elogiato il post e offeso alcune lettrici, io non ho fatto nell’uno nell’altro, che vogliamo fare? chi la prende la porta?
p.s “treccartara” è un complimento?
Sere, non mi pare che le cose stiamo proprio così, serve a qualcosa alimentare ulteriormente una divisione tra buoni e cattivi?
vis: non mi riesce di individure buoni e cattivi. mi pare solo che chi dovrebbe essere più sensibile alla suggestione pro-ana, semplicemente l’abbia presa a ridere.
perchè l’uomo, o la donna, è fatto così…è capace di guardare avanti e per sua natura è più cinico che moralista. poi arrivano le mediazioni sociali, culturali, religiose…ed allora alle volte si fa bebe, altre si mette il bavaglio e nasce il bigotto, il baciapile, il politically correct e via dicendo.
Ma no sere, essere sempre a dieta e attente alla linea è una piccola mania femminile che poco a che vedere con l’anoressia.
Hanno riso tutte le donne che come me subsicono il fascino del carboidrato pur denigrandolo ma questo non significa essere più sensibili alla suggestione pro-ana.
Non mi pare, ecco, che il contendere fosse poi l’opportunità o meno di questo post ma solo l’educazione di alcuni commentatori a prescindere dal loro rapporto con il cibo.
vis non mi sembra che fosse una modo di dividere tra buoni e cattivi, ma un’acuta osservazione sulle reazioni al post, ché è poi quello di cui stiamo ormai parlando da 40 commenti a questa parte. [Non eri tu che sostenevi che non era il caso di lasciar correre e di cercare di coprire la macchia?]
vis, perdonami, ma non capisco. Quindi la macchia del post cosa era? L’educazione di qualche commentatore? La discussione sul post anoressico? O la macchia di caffè latte che ho preso stamattina (ve ne siete accorte eh)?
Sere/sulle reazioni: interessante osservazione. Il dibbbattito sull’incomunicabilità umana, no, però.
vis: io ho risposto in merito all’opportunità a) dei contenuti del post b) della dichiarazione della mafe [che intendo riportare su una maglietta - xs - e commercializzare quanto prima]. non sono particolarmente interessata all’educazione dei commentatori.
Viss, ho scritto QUASI tutte. E non uso le parole a sproposito, nè a caso: qui non è questione di dieta e non è anche questione di ribadire con fierezza se si sta nel gruppo di quelle che non.
Una cosa è stare a dieta, un’altra è avere paura di determinati cibi non solo per l’effetto sulla taglia. Io ho perso il rapporto di fiducia con quello che mi metto in bocca e non perché 10 anni fa pesavo 86 chili (e adesso 70), ma perché sono stata depressa e sfiduciata e malata (malata seriamente) finché non ho imparato a evitare certi cibi, sperimentando purtroppo quel senso di potere e di forza che viene dal mangiare poco e bene che nei casi più gravi porta all’anoressia cronica.
Io sono io, ma la maggior parte delle donne che conosco e frequento sanno di cosa parlo, per questo per me questo post ha senso eccome, sia per un sorriso sia un per una presa di coscienza. L’importante è esserne consapevoli e non nascondere la testa sotto la sabbia, il cibo nei paesi occidentali nel 2006 è come il fumo, se non stai attenta fa male, malissimo, che sia troppo o troppo poco.
alle ora 14:38 scoccano 24 ore dal mio 12 commento a questo post, che ne dite, ci diciamo come siamo bravi a generare 50 commenti in un giorno, e ci troviamo stasera per un bicchiere di vino?
offro io.
:)
pm10
:)
va bene facciamo alla caffè della pace (il nome mi sembra adatto) alle 21,00.
Il post era divertente per quanto suscettibile di qualche critica che è puntualmente arrivata.
Ognuno ha un proprio vissuto che può renderlo più o meno sensibile a certi argomenti e questo post nella sua amara ironia, sembrava confezionato ad hoc per provocare (pm10 e papessa).
Un commentatore (francesco) ha lasciato quello che io ho trovato un commento infelice e maleducato, non pretendo certo che altri si indignino per una maleducazione che non li riguarda personalmente (sere), ma a mio modo di vedere le cose di fronte ad osservazioni che come ho già detto non meritavano lo scherno di bassa lega, spendere una parola per evitare il perpetuarsi di simili atteggiamenti, è doveroso.
La macchia sul muro sono proprio questi stessi commenti che nel tentativo di riportare la discussione sui binari della futilità, non solo ignorano ostentatamente che la maleducazione è tale anche quando viene rivolta ad altri, ma che l’anoressia è una malattia e che se qualcuno prova malessere di fronte a questa patologia, si può tornare, per sensibilità, a parlare di diete e non di anoressia.
Il caffè mi rende nervosa, forse è meglio che non venga:-)
Viss, hai ragione: io i maleducati li ignoro e basta, altrimenti non sarei sopravvissuta a questi 10 anni in rete :-)
Per la futilità, cominciamo ad accettare che per molte (me compresa) è una scelta di vita rispetto a problemi irrisolvibili, come appunto la maleducazione, la malattia, il dolore. Ci sono maestri illustri, da Wilde in poi.
Per stasera, ahimè, sono a cena a Monza, però organizziamo presto un altro aperitivo.
mafe: mi raccomando attieniti al decalogo.
Però Mafe ricordo un tuo intervento su un post di zerocold (http://zerocold.splinder.com/post/7807703#comment) che lamentava la futilità di questo blog, nel quale ci tenevi a sottolineare che tu non eri una persona futile e ti descrivevi esattamente come anche io immagino che tu sia :-)
E allora Mafe, coraggio, noi stesse prima di tutto comprese le nostre debolezze che possono essere la mia eccessiva pignoleria su certi argomenti, o il tuo disinteresse per alcune sensibilità altrui.
Ma ti prego non facciamo, nel tentativo di giustificarci, di futilità virtù!
Non stupisce che l’autrice si astenga dal dibattito: non c’è cosa più deprimente che accorgersi di aver dato in pasto un piccolo capolavoro a qualcuno che ti fa la morale giornalistica – morale basata, I presume, su cose come sapere che “un inno” si scrive senza apostrofo e “un’esagerazione” con, non viceversa. C’è di buono che, a giudicare da quel che il qualcuno scrive ma soprattutto dal come lo scrive, è evidente che avrebbe accettato serenamente il decalogo in questione – se solo quella sciagurata dell’autrice si fosse premurata di apporre, alla fine di ognuna delle dieci voci, apposita faccetta.
la morale giornalistica…se avessimo buon senso considereremmo simile locuzione solo un ossimoro.
brava ortensia!
Se ci fossero state le faccine non l’avrei nemmeno letto, il decalogo.
Ortensia, Robba (che ha scritto un post divertente e provocatorio ma che, concordo con susan, forse non è bene sia apparso su questo blog) credo abbia gli strumenti culturali e tecnici per rispondere in blocco e uno a uno ai 71 commenti arrivati fin qui, 72 con questo. Dì che questi commenti danno fastidio a te; se danno fastidio a lei, ho fiducia che ce lo dirà in prima persona. Tuttavia, quando diamo un testo (o un’immagine o qualsaisi altra nostra produzione) in pasto al mondo, quel testo o qualunque cosa sia non ci appartiene più, appartiene a chi lo legge, se ne appropria e lo trasforma per vestirsene (o svestirsene). O accetti questa cosa, o tieni le tue parole chiuse per sempre nel cassetto.
Ah, dimenticavo: Mafe, hai presente quanto potere ti da mangiare quello che vuoi quando ne hai voglia? (Tipo, adesso vado a farmi un gelato da Cardelli.)
brava papessa, ci vuole uno scatto d’orgoglio. ma chi si crede di essere questa Ortensia che se ne viene fuori a parlarci come fossimo persone qualunqui. noi siamo papessa e viscontessa, diamine. andiamo trattate come orchidee altro che ortensie. e le faccine, poi, non le usiamo da almeno due anni!
Type, ma io mangio quello che voglio quando ne ho voglia. Non ho più voglia di cibo che mi fa stare male. Se non l’hai ancora capito dopo ANNI che ne parliamo, beh.
Viss, daaaai che ci siamo capite, la futilità e la leggerezza per non morire :-)
Allora non parlare di non mangiare i cibi XY. Non mangiatre le cose di cui hai voglia è una privazione, non mangiare una ceppa scondita è privazione, dire di rinunciare perché no mangi, per dire nel mio caso, le proteine che non ti fanno gola né fare la cacca no è privazione è piacere. Seguiamo il nostro paicere, siamo edoniste del cibo e mangiamo tutto quello che ci fa piacere, ci da paicere mangiare. Non ingrasseremo comunque e saremo più felici (e smetteremo di romperci testa e cocomeri parlando di diete). Simceramente, la repressione alimentare è trementa, quasi peggio di quella sessuale.
Francesco, te l’ho detto con grazia ed eleganza, adesso te lo ripeto in maniera più chiara. È in fondo a destra.
Gentile signora Setter, sono certa che non sia lei a non capire bensì io a non essermi adeguatamente spiegata. Riprovo. Non mi sono presa la briga di rispondere in luogo dell’autrice, ho solo notato quanto debba essere deprimente, per qualsivoglia autore, non avere lettori alla propria altezza. Quanto alle parole che diventano di proprietà dei lettori, mi compiaccio: alle scuole medie, ella aveva certamente un ottimo testo di critica letteraria.
Type, ti si è rotta la tastiera o hai mangiato troppi carboidrati? :-)
Sono così repressa che fumo un paio di sigarette al giorno, fai te,
Pensa che io manco una ne fumo. E senza essere repressa, è che dopo quei nove mesi che ho fumato sono nata e ho smesso in manirea spontanea ;-P
sì, ma gli effetti del fumo sono rimasti per tutta la vita ;oP
Mi sono accorta solo adesso che stavano continuando anche qui i commenti.
Quando ho letto la prima volta questo post mi sono un po’ arrabbiata perché l’ho preso seriamente, ma poi leggendo i primi commenti di laura & co ho capito subito lo spirito e non ho commentato semplicemente perché ho capito la leggerezza che gira attorno a certi post e soprattutto dopo aver incontrato personalmente certe blogger all’aperitivo al FIAT CAFE’.
Guardare in faccia le persone rende tutto più reale e fa capire cosa c’è dietro gli scritti.
Ortensia, lei è un prodigio.
Basta entrare nello spirito delle cose per commentare con lo stesso tono, senza esagerare e senza prendersela quando si entra nell’ottica dell’irriverenza, del racconto, della leggerezza.
Marta, non mi faccio canne per lo stesso motivo per cui Obelix non beve la pozione!
Arrivo tardi. Ne avete già dette e stradette. Una cosa però la dico. Non è giusto credere che chi non è d’accordo con noi, non abbia capito la nostra fine ironia. Magari l’ha capita benissimo, ma non gli è piaciuta. Non si dovrebbe mai, in nome dell’ironia, assurgere a scritto geniale una qualunque ironica sciocchezza si voglia scrivere.
Mi ci metto tranquillamente nel mezzo ma mi pare che con questo treadh stiamo dando prova dei peggiori difetti femminili.
Tutte sorrisi e coltelli tra i denti.
A volte, sarò sincera, ammiro la spontaneità degli uomini che con due parolacce sistemano tutto.
Magari non interessa ma non soffro di disturbi alimentari ma fumo quasi due pacchetti di sigarette al giorno e quando capita non solo quelle:-)
viscontessa, dì la verità gli uomini dopo un po’ si annoiano di/con te.
Eh, Viss, con una persona le avrei usate pure, se si potesse qui sopra. Io non fumo e non ho disturbi alimentari. Non mi mangio le unghie. Dormo come una bambina per sei-sette ore per notte. Devo trovarmi una nevrosi… Ecco! Mi tocco i capelli.
certo che una non può nemmanco andare a comprarsi un paio di dischi che qui come ti giri un attimo…. vabbè, mi dite almeno come si chiama sto localino che avete aperto qui?
:)
Francesco, se gli uomini si annoiassero di o con me tu per primo ti saresti defilato invece di continuare a tirarmi per i capelli perchè ti conceda un po’ della mia attenzione.
Suvvia, fai da bravo, torna a giocare col trenio elettrico.
Typ, avere una nevrosi oggi è essenziale, almeno soffri di mal di testa? :-)
Laura, niente, si chicchierava tra donne:-)
bugiarda :)
:-)
(si cercava un accomodamento)
comoda comoda
:)
Potrei arrabbiarmi seriamente con un medico che divulga informazioni sbagliate in un programma in prima o seconda serata, ma non con una scrittrice che dopo aver parlato di cicale di mare e della primavera a roma e napoli ti dice che la magrezza è un modo di essere e non semplicemente stare a dieta. Io non le avrei scritte certe cose ma non faccio commenti seri ad un post scritto in questi toni. Tutto qui.
Viss e Type certe nevrosi non sono una moda. Sarebbe meglio se lo fossero. Ma non è così. Ma non è il posto e il post per parlarne. E non credo che persone sensate vadano in analisi per nevrosi gestibili, ma solo per disagi reali. Per esempio se guardaste il sito http://www.bulimianoressia.it/ scoprireste che l’anoressia è in una certa percentuale legata ad abusi sessuali (che nulla ha a che vedere con la dieta…ma è legata a radici ben più profonde, purtroppo)! Se proprio vogliamo parlare di cose serie.
Daisy, non vorrei dirtelo, ma conosco sufficientemente bene l’anoressia e la bulimia, non solo perché sono stata accanto a tante amiche anoressiche o bulimiche, non solo perché mio padre è tendente alla bulimia (potrei farti una piccola lezione sulle differenze tra la bulimia maschile e quella femminile), non solo perché tra gli otto e gli undici-dodici anni ho avuto la simpatica abitudine di bere due grossi bicchieri d’acqua prima di ogni pasto per riempire lo stomaco e non dover mangiare. E sicuramente in alcuni casi l’abuso sessuale è parte della radice dell’anoressia e della bulimia, ma in tutti i casi di anoressia e bulimia la ragion edi fondo è piuttost da riercare nell’abuso “emozionale”. Ah, peraltro potrei anche tenerti una piccola lezione sul rapporto tra carcere e anoressia e bulimia (e autolesionismo): giusto in caso non ne conscessi i nomi ti citerei per esempio Giuliano Naria, Ovidio Bompressi e Massimo Carlotto. Insomma, insegna a tua nonna a succhiare le uova, per favore.
Viss: solo banali sinusiti da ciclo o da colpo di freddo alla capoccoiella vòta. Sono una disgrazia (e riprende a tormentarsi le ciocche).
Allora, Type, modificando il tuo commento di prima sulle nevrosi adesso ti tocchi i capelli e in passato bevevi acqua per riempirti lo stomaco e non mangiare e siamo già a due. Se scavi ancora un po’ chissà non venga fuori qualcos’altro.
Oh mon Dieu! Ho cercato fino ad adesso di spiegare che quelle che per molte possono essere piccole manie, per altre possono essere patologie e l’ho fatto contro tutti e contro tutte parlando della differenza che corre tra superficilità e leggerezza. Ora che ho detto vabbè, prendiamo il post con ironia e mi sono adeguata alla leggerezza dei commenti, sono accusata di non prendere sul serio certi problemi!
Adesso basita sono io. Comoda ma basita.
Viss, più che basita sei bastarda: ti sei fregata il 100simo commento. Me la pagherai cara :-)
(Type. la tua nevrosi è ostentare continuamente quanto sei diversa da tutte le altre, e soprattutto senza nevrosi :P
Dando per scontato il rispetto più assoluto per chi ha problemi di peso, cibo o altro, tenderei ad essere d’accordo con la PM10. Va benissimo che questo è un blog e che Grazia non è esattamente Scientific American, ma se bisogna davvero prendere tutto con estrema leggerezza e mai aspettarsi che si affronti qualsivoglia argomento con un po’ di serietà o cultura, allora forse più che “PERCHE’ NON PUOI ASPETTARE” dovreste scrivere, in alto, “perchè non puoi aspettarti un senso”.
Insomma, le donne davvero sono meglio di così e un po’ più intelligenti ed esigenti di così. E immagino l’utente media della rete, che stacca 5 minuti dalla tesi o dal report su Excel e arriva qui e cosa trova? Pantaloncini, scarpette e cappellini, esco con il pilota e lumo la guardia giurata, e, ora chicca delle chicche l’uomo semi-gay che fa pipì da seduto, maldestro tentativo di introdurre una figura maschile con sensibilità femminile. Ma dai…
(Ah, Mafe, non disturbarti, so già cosa stai per dire.)
Sante parole, Guy.
Pensa che è da stamattina che sto cercando le parole giuste per insultare a dovere quello che fa pipì seduto mentre legge libri di cucina e abborda vecchiette sul pianerottolo, ma non mi vengono!
Stronza, io e te dobbiamo assolutamente conoscerci..
comunque, a me piacciono le donne magre.
Ma anche quelle un po’ ciccie sono carine, dai…
Non ho ancora capito se l’articolo è ironico oppure no.
Se non lo è, non sono d’accordo, io porto una 48 da una vita, sono formosa e morbida, ma tonica, cellulite quasi zero, ho un aspetto giovanile e gradevole, insomma per dirla con altre parole sotto casa ci ho la fila… di salute per ora sto benone, scoppio di salute (mio nonno sovrappeso è arrivato a 96 anni senza una sola malattia)… so che potrebbe essere una eccezione dovuta a fattori genetici straordinari (qualche antenato russo), e difatti mio figlio che gioca a rugby nel ruolo di pilone, ha 16 anni è alto 1.82 due spalle così e porta 46 di scarpe, ma personalmente il criterio magri = sani vs. grassi = malati, mi sembra eccessivo, del resto la “larghezza” non è determinata solo dalla distribuzione del grasso ma anche da altri fattori. Non dimentichiamo quelli climatici e ambientali (il DNA non è un’opinione dettata dalla moda).
Io sono appassionata di antropologia e amo la diversità delle forme, in relazione a chi le porta e a cosa significano (per età, condizione sociale ed esperienze di vita).
Perciò viva le persone magre e quelle in carne, le patologie si debbono curare (ci mancherebbe) e tutti noi dovremmo stare attenti al cibo che mangiamo, ma secondo me patologica è anche la fissazione di dover piacere a tutti i costi semplicemente sposando il modello sociale vincente che è quello della magrezza a tutti i costi.
Un caro saluto a tutti.
Questo è il mio blog http://www.pralinix.splinder.com
pralina tuttifrutti il tuo nick è fantastico, francesco sei un troll, dì la verità? ;)
Perdonate, forse andrò un po’ fuori tema. Ma io davvero non capisco. Premesso che ogni blog è in continuo divenire e ciò che è adesso non sarà domani e noi speriamo - naturalmente - che domani sarà meglio di oggi. Sono io quella che rimane basita. Continuate a contrapporre la leggerezza alla serietà e cultura come se fossero due cose antitetiche. Continuate a dire che certo voi l’ironia e la provocazione l’avete capita, figuriamoci, siamo gente di mondo, no? Ma se per caso passasse di qui un piccola ragazza sprovveduta appena uscita da un collegio di suore potrebbe leggere il post di Robba e avere un’illuminazione infernale. Che è come dire che bisogna chiudere internet perché ci sono i pedofili, che bisogna rimanere chiusi a casa perché ci sono i maniaci, che bisogna passare in tv solo roba precotta perché ci stanno i bambini che guardano. “No, per carità noi siamo per la libera espressione del libero pensiero, soprattutto quando è colto, elevato, socialmente utile alla causa”. Ecco, allora vi dico che secondo me il post di Robba non solo è ‘leggero’, ma è anche acuto, sottile, scritto da dio. E che ci sono tante cose che vorremmo migliorare su questo blog, ma se potessi scegliere vorrei che ci fossero più post come quello di Robba. Perché avere l’ironia, il sarcasmo, la capacità di essere lievi quando il tema leggero non è (ma anche quando lo è) non è solo difficilissimo, richiede davvero tanto talento. Non stiamo ‘difendendo’ la superficialità. Nessuno qui ha mai detto di voler essere superficiale e di volersene fare un vanto, se mai lo siamo sembrate è perché probabilmente non abbiamo abbastanza talento (anzi, parlo per me: non ho abbastanza talento). Mi spiace. E lo stesso io sono per la “presunzione di intelligenza”. Mi piace pensare che quando scrivo - qui, sul mio blog e su Grazia – che la mia unica ragione di vita è quell’attore belloccio di un telefilm, nessuno pensi che lo dica sul serio.
Infine, a volte mi verrebbe da chiedervi: avete mai letto “Grazia”, quello di carta? No, perché a volte parlate come se non aveste proprio idea di cosa sia, del “taglio” che ha. Tanto per dirne una, il post che vi ha fatto tanto infuriare (che ha poi scatenato questa specie di reazione a catena) era - guarda un po’ - la column settimanale di Facci. La column pubblicata *sul giornale*. Quindi se mai ci fosse una linea editoriale – ma come abbiamo detto non c’è – forse questo blog vi piacerebbe ancora meno. Ma accidentalmente non è il giornale, è il blog e tutte le tenutarie sono profondamente consapevoli di come funziona un blog, quindi se a voi lettrici non piace siete liberissime di dire che vi fa schifo, e noi da brave tenutarie del blog continueremo a passare i pasticcini. Ma no, pare che non vada bene neanche questo. Perché non ci schieriamo, non entriamo nella lotta. Non prendiamo abbastanza sul serio i problemi sociali di questo paese. Al contrario, vi dico, è che penso che i disturbi alimentari siano una cosa seria.
Ecco, mi pare di essere stata abbastanza chiara, diretta e decisamente poco leggera. Spero che vada bene. Torno nei ranghi. Ora per carità continuate pure a lamentarvi, io leggiadra e sorridente continuerò a passare i pasticcini. L’importante era precisare che seria lo sono quasi sempre, seriosa mai.
Dieci caratteristiche essenziali per scrivere su Grazia:
Uno. Possedere un pc. O in alternativa una macchina da scrivere.
Due. Fare pipì seduti a prescindere dal sesso.
Tre. Parlare e scrivere come un paninaro degli anni 80
Quattro. Avere un culo enorme e fare finta che non sia un problema.
Cinque. Essere zitelle e vantarsi si essere single per scelta
Sei. Essere pesanti come un armadio a muro attaccato al pelo di un testicolo (anche se non parlo per esperienza)
Sette. Essere pelose come un cactus
Otto. Avere una innata capacità di individuare i veri problemi: la lunghezza del tacco, la densità di uno smalto, il numero minimo di pois di una gonna.
Nove. Avere come estetista Edward mani di forbice.
Dieci. Essere in “quei giorni” anche negli altri giorni.
Andateci piano per favore che io domani non ci sarò e ho promesso alla Mafe che il commento n. 200 tocca a lei.
Che io mica posso rimanere qui tutto il tempo a tenergli il posto!
(Marta, tutto giusto e tutto vero ma ti prego lascia stare il Facci che con lui è come sparare sulla croce rossa!
Grazie, gradisco una tortina di frutta senza gelatina:-)
Stronza, ma il tuo era un decalogo o il tuo curriculum?
gentili curatrici,
facendo seguito a quanto sopra detto da Marta, la cosa più semplice che mi viene da pensare è che chiunque sfogliando un giornale mugugna, critica, si lamenta, dice cose del tipo “ma come gli viene in mente di scrivere simili stupidaggini”; oppure “che razza di notizie sono mai queste” o semplicemente “questo è falso! ma dai lo sanno tutti che non è così”. Solo che se lo possono dire solo fra di loro. Qualunque giornale in mano ai lettori verrebbe stravolto, per cui non vi preoccupate più di tanto se ricevete delle critiche.
Questo post, per me, ha il pregio, appunto, di trattare con stile brillante ed ironico, un problema che assilla molte donne e uomini. E, la serie numerosa di interventi che ne sono scaturiti sono appunto questo: il vaglio dei lettori su di un pezzo un po’ più difficile, adulto, responsabile rispetto ad alcuni altri. Ora questo blog avrà un futuro, credo, se riuscirà a sviluppare un dibattito su questo, e su altro, come peraltro sta facendo, senza però bisogno nè di proclami nè di gente che lamenti presunte deviazioni dalla linea editoriale. Il livello e linea la daranno infatti la maturità degli intervenienti. Sennò avrete solo, ed al massimo, una brutta copia della rivista. Per cui care papesse e visontesse e Pm10, se ogni tanto vi imbattete in qualcosa di diverso non lo demonizzate subito, provate prima a capirne il senso. Godete del credito che vi è stato fatto: parlarvi come a persone piene di senso e non come si farebbe a dei minus habens da tutelare.
stronza lasciaci i dati, che dobbiamo assolutamente scritturarti.
vis, tortina a te (domani non ci sarò neanche io ;)).
Francesco, noi domani si va tutti al mare a farsi la tintarella, resti tu a tenere il posto alla Mafe?
(papesse, viscontesse & minus habens varie)
la Mafe è di fianco a me che si ingozza di gelato.
Digli di smettere che ingrassa!
Mafe che mangia gelato alle 23:37? lo escludo categoricamente. :)
“Nei momenti più duri pensate a Vanessa Beecroft, la prima donna che ha avuto il coraggio di affermare con parole inequivocabili che non le interessava essere una grande artista, le interessava soltanto di essere magra.” Questo è uno dei miei passaggi preferiti. Ci sono dentro 30anni di teoria dell’arte. E forse chi lo capisce riesce a capire anche perchè l’arte contemporanea non è (o almeno non solo) roba da pataccari.
Marta, non penso che leggerezza e “serietà e cultura” siano contrapposte, ma che ci siano diversi tipi di leggerezza, vedi anche il sempreverde “Il faut être léger comme l’oiseau, et non comme la plume”. Riguardo all’ironia e all’autoironia, se in filigrana c’è l’autoindulgenza del tipo “guarda quanto siamo adorabili con le nostre piccole o grandi manie” non è che non la capisco, è solo che ultimamente la trovo poco interessante. Forse se avessi letto il post tre anni fa mi sarei accodata ai complimenti.
papessa, mai detto che non sia legittimo, comprensibile e giusto trovarlo ‘poco interessante’.
pare che le donne più pasciute a letto trovino più soddisfazione mentre le magre stiano un po’ lì a patire.
Francesco, posso portare concrete prove del contrario…
Guy ma tu non se in un po’ ciccia? perchè difendi le magre?
Excusez-moi, sono l’unica a trovare il post di Robba un’impietoso quanto ironico quadro di come le donne vivono la propria forma fisica?
Purtroppo, quello che Robba ha scritto rientra perfettamente nel quadro di regime punitivo che la maggior parte delle donne mette in atto allo scopo di sublimare il senso di colpa del “non abbastanza”. Non saremo mai abbastanza belle. Non saremo mai abbastanza magre. Non saremo mai abbastanza niente. E ci sarà sempre un poverino (perdonatemi) che cercherà di minimizzarci dicendo che forse critichiamo perché siamo “grassottelle e bruttine”. Lui è sessista e noi un po’ ci sentiamo colpite. Siamo tutte grassottelle e bruttine, anche quando siamo praticamente sottopeso e guardabilissime.
Finisco la tirata fuori tempo massimo aggiungendo che basta prendere il post e fare tutto il contrario (tranne il punto otto, che mi sembra divertente, solo ci aggiungerei “sperimentate nuove ricette”), et voila, ecco pronta una vita gradevolissima dentro una taglia 44.
tu sei magra immagino…come sei riuscita a trovare la forza di dare una svolta?