La mia prima volta al Festival di Venezia: sala stampa, wi-fi, trombe d’aria

Che giornata! Alle 11 mi sono buttata in Sala Stucchi (tra le location di C’era una volta in America di Sergio Leone) alla mini-conferenza stampa di Somewhere, il nuovo film di Sofia Coppola. Purtroppo non l’ho visto, perché, pur di non perdere l’occasione di farle una domanda, ho dovuto abbandonare la proiezione dopo solo trenta minuti per scapicollarmi all’Excelsior. Anche alle 9 di mattina c’era una visione, ma destinata soltanto ai quotidiani. Ironia della sorte, dunque, dovrò vedere a Milano il film che più attendevo di questa 67esima edizione veneziana. Ne è valsa la pena però, sono addirittura riuscita a rubare una foto con la deliziosa Elle Fanning e fare una domanda sui musical a Sofia.

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La mia prima volta al Festival di Venezia: accrediti, Freida Pinto e una sosta all’Excelsior

Sono al bar del Movie Village del Lido dove, anche solo per aprire un laptop, devo ordinare qualcosa alla svelta se non voglio che un cameriere in livrea mi faccia sloggiare.

Argomento accrediti: se si va alla Mostra del Cinema come Stampa, si ricade in una delle tre categorie di accrediti: “daily”, marcato dal colore rosso, per i quotidiani (precedenza assoluta); “periodicals”, marcato dal colore blu e “media press”, marcato dal colore giallo (il mio è blu).

Come in ogni Festival che si rispetti, lo sport preferito è sbirciare i tesserini altrui e la sede migliore per farlo è l’Hotel Excelsior del Lido: una festa di colori, volti e celebrità in cui fermarsi almeno per un caffè.

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Festival del cinema di Venezia: dietro le quinte, quando arriva la tempesta

ph. Daniela Losini

Bisogna dire che le levatacce sono all’ordine del giorno e che basta uno solo giorno qui per perdere – quasi – completamente il senso del tempo.

Vieni catapultata in un segmento temporale dove tutto succede o troppo in fretta o troppo lentamente. Passa il bell’attore ed è già scomparso, ti metti in fila e sembrano giorni.

Si diceva dei film: ieri quattro. Non chiedetemi come ho fatto, so solo che il primo è iniziato alle 8:30  e l’ultimo, alle 21:30. Black Swan di Darren Arofonosky è la splendida  parabola distruttiva di una ballerina di danza classica . La protagonista è Natalie Portman e, letteralmente, perde le piume candide per diventare un conturbante e oscuro Cigno Nero.

Ho visto Machete, preannunciato con grande attesa: divertimento e circo di lusso assicurati. Ma se avete problemi con le esagerazioni e le esasperazioni, sappiate che non fa per voi.

Antonio Capuano (un italiano tra le Giornate degli Autori) ha girato L’amore Buio, raccontando con grande poesia (e qualche difetto perdonabile) la vicenda di uno strano scambio epistolare tra un ragazzo e la propria vittima di violenza. Il regista si è preso un applauso caloroso e lunghissimo alla fine della proiezione. Applaudivo anche io.

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Quando è troppo è troppo – il dramma di una donna. Perché anche le donne piangono

Quando è troppo è troppo – il dramma di una donna.  Perché anche le donne piangono.

Qualcuno mi deve spiegare perché i produttori di biancheria intima son convinti che oggi la donna standard sia secca come un chiodo (e fin qui…) e che quella ben formosa arrivi al massimo a una quarta abbondante di reggiseno.

Va bene che già mentre sbirci dalla vetrina di uno dei tanti negozi di corsetteria [1] e vedi che le commesse son tutte ragazze più somiglianti a scope [2] che a esseri umani, va bene che quando le vedi, dicevo, dovresti farti venire almeno qualche sospetto. E non entrare.

Ma quando, attratta da tutta quella graziosissima biancheria multicolore, proprio non riesci a resistere e varchi la fatidica soglia e vieni assalita da scope fameliche [3] che ti circondano di ogni sorta di reggiseni, in microfibra, in pizzo, lisci, ricamati, a balconcino-maculato-blé-e-marrone (sic!), te sei lì che ti perdi e pensi sì, voglio questo e questo e questo e questo e non ci pensi più alle scope.

- Allora, non sono DE-LI-ZIOOO-SI? Li vuol provare? Che misura?

Quarta coppa D, grazie.

- COOOPPA D ? Ma non esiste! Ecco, glieli porto quinta coppa C.

Mi scusi, ma so già che non mi stanno…

- Ma non è possibile che non le stiano! Li producono fino alla quinta coppa C, QUINDI vuol dire che la quinta coppa C le sta!

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Terrazza con vista: Quentin e Jessica pazzi per pane e salame

Simona Siri al Lancia Caffé

Se non puoi partecipare al circo del Festival – ovvero saltellare da una conferenza stampa a una proiezione, da un cocktail a una presentazione – causa piede rotto, allora lascia che il circo del Festival venga da te. Detto altrimenti: scegli una posizone privilegiata, sistemati lì con il computer, apri bene gli occhi, affina l’udito e ne vedrai delle belle. Il Lancia Caffè è strategicamente posizionato nel bel mezzo della terrazza dell’Hotel Excelsior. E’ da qui che tutti – volenti o nolenti – passano. Ed è da questa postazione che si può capire il Festival, addirittura meglio che scapicollandosi su e giù per il Lido.

Oggi, ad esempio, sono transitati Julian Schnabel e Rula Jebral. Qui hanno incontrato la stampa italiana in ritardo sui tempi perché Schnabel voleva fare il bagno in mare ed è arrivato con mezz’ora di ritardo, scalzo e con le scarpe in mano (mentre Rula, elegantissima in Alaia bianco e Louboutin color nudo, aspettava).

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